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Pietro Aaron

Toscanello in mvsica di messer Piero Aron... nvovamente stampa- to con la£givnta da Ivi fatta et con diliprentia corretto... cStampato in Vinegria per maestro Bernardino & maestro Matheo de Vi Tali...v. de iulii 15293

NORTH CAROLINA UNIVERSITY LIBRARY

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TOSCANELLO IN MVSICA DI MESSER

ITERO ARON FIORENTINO DEL OR./

DINE HIEROSOLIMITANO ET)

CANONICO IN RIMINI NVO>

VAMENTE STAMPATO

CON LAGGIVNTA

DA LVI FATTA

ET CON DI/

LIGEN/

TIA

CORRETTO*

A J totius Italia? iawtàut de Pctri

Aroti egrcgiiMufici laudi^

bus Io.gazqldi Epig.

Si uis fcirc modum gcnerofa l'uucnta carìèndi Petrus Aron clarus Mufìcus arte docce»

Edocet uc cedum numeris moueatur,St alt$ Organa pulfentur,voceq; faxa mouct,

Attrahi t hi'c fyluasjabentia flumina fiftit, Threiicius vates cedere iure potette

CON PRIVILEGIO.

v,

AL REVERENDO, ET MAGNIFICO MONSI/

GNORE SEBASTIANO MICHELE, PA/

TRITIO VENETO CAVALIERE HIE/

ROSOLYMITANO, ET PRIORE

DI SAN GIOVANNI DAL

TEMPIO DIGNISSIMO

PIERO AARON FIO

RENTINO CA/

NONICO RI

MINESE.

ON è alcun dubbio gcntiliflimo mio (ignote , che di gran parte di beni , 8C de maliche gli huomini fctitono, e principi ne fiano cagione: 8C qucflo a noi le antiche^ le moderne hifloric apertamele lo manifeftano.Ne putì to è da la ragione lontano darfilhuorno a credere, che quegli che hanno imperio fopra glialtri , pollano molte cofe operare,!! in utilCjComc eciàdio in dano di molti,aflài più ageuolmente, che qualùche altro priuato. Et quello ti come in altre cofe apertamele fi di/ moftra, cofi in ciafeuna facoltà di ingegno, perciò che noi uediamo in ogni tépo di quelle uirtu efTere flati gli huomini più (ludiofì, de lequali e principi più ti fono dilettati, perdo che ciafeuno più uolcnticri in eflè ti è affaticato per piacere al principe, dal quale fperaua a le fue fatiche premio alcuno : de la qual cofa per non dare a uoflra fignoria cflèmpi antichi , perciò che forfè harebbono minore forza : uno folo mi batterà* adducerc de noftri tempi Leone decimo Pontefice, il quale ben che fuffi di molte uirtu ornato, 8C (W diofo,non dimeno di niuna ti è più dilettato,8i niuna hebbe più fauorita3SC cfaltata che la Mufica.Donde è proceduto che fotto il fuo pontificato molti fi fono affaticati, ciafeuno fecondo le lor forre, di far profitto in cflà per gli ampi premii,che a le loro fatiche uedcuano efTere propofli. Tra gli quali io fono flato unoail quale in tenue fortuna nato ricercando per alcuna honefta

a a

ufa di fomentare la mia tenuità negli ftudii di mufica,mi fono n5 poco affa/ ticato,fc non cofi felicemente come hat ei uoluto,almeno quanto lingcgno OC la induftria mia ha potuto : 8C harei al tutto difperato il premio a le fatiche mie per la importuna morte di Leone,fe uoftra fignoria no mi fi fuflì offerta unico prefìdio a la afflitta mia fortunata quale quatuque di potere a Leone no fi'a panano pero è in alcuna uirtu a quello inferiore, ne in Audio di fauo/ re^giare qualùque di uirtu no fìa fpogliato.il che fempre hebbe dimoftrato nutrendo,fauoreggiado,8C cfaltàdo in ogni tempo ualcnti huomini^prin/ cipalmentc mufici* Io adunque come colui, che in uoftra fignoria ha porto ogni fpeme de le fatiche fue:St in niuna cofa mi rifparmicrò, fc mi farà pre/ (lato occafione di dimoftrarc a uoftra fignoria quàto a gli comodi di quella fìa prontotSt hora nel madare in luce di quefte mie cópofitioni, le ho uoluto dimoftrarc. Fo adunque a uoftra fignoria prefente di quefto mio libretto,il quale come a la grandezza di uoftra fignoria no fìa cóueneuole5no di meno Si al piccolo potere mio.,8£ a la gentilezza di quella molto fi difeonuicne» Refti contenta uoftra fignoria , che eflèndo io fuo , 8C anchpra le cole mie Cquali fi fieno J fue & fiano^SC fi chiamino »

CAPITOLI DEL PRIMO LIBRO.

Aude de la mufica. De gli inuentori de la mufica. DiffinitionCjót deriuatione de la mufica. De la mufica mondana : humana : 8C inftruy

mentale» Cognirionc di' uocf:8C fuoni:8i uarii inflrumcnti. De la intclliaenra del modo. Corninone del modo minor perfetto. Che cofa fia tempo. Che cofa fia prolationc. Quanto fia si ualorc de le note nel modo maggiore pfetto:

6C imperfettotmodo minor pcrfettotSC imperfetto. Del ualorc di ciafeheduna nota nel modo maggior pfetto,

pofto con il fegno feguente © Valore del modo maggior pfetto nel tempo imperfetto SC

prolationc pcrfctta:come qui G Ter il fecondo fegno del maggior perfetto. Per il modo maggiore imperfetto. Per il modo minor perfetto. Per il modo minore imperfetto. Valore del modo maggiore pfetto nel fegno del tépo per/

fetto:5t prolationc impcrfcttatcomc qui G. Per il fecondo fegno del modo maggior perfetto. Per il modo maggiore imperfetto. Per il modo minor perfetto» Per il modo minore imperfetto. Valore del modo maggior perfetto nel fegno del tempo SX

prolationc imperfctta:come qui q Per Per Per Per

fecondo fegno del modo maggior perfetto* 1 modo maggiore imperfetto* 1 modo minore perfetto. 1 modo minore imperfetto. De la intelligenza del modo maggior perfetto : 8C modo minore 5C tcmpo.pcr uarii fegni.

Cap.

i.

Cap.

l'Ù

Cap.

111.

Cap.

fili.

Cap.

V*

Cap.

VI»

Cap.

vii.

Cap.

viii.

Cap.

IX.

Cap.

Cap.

XI.

Cap.

xii.

Cap.

xiii.

Cap.

xiiii.

Cap.

XV.

Cap.

XVI.

Cap.

xyii.

Cap.

Kwiii,

Cap.

xix.

Cap.

XX.

Cap.

xxi.

Cap.

xxiù

Cap.

xxiìi»

Cap.

xxiiil

Cap.

xxv.

Cap.

XXVI.

Cap. xxy»ù

TAVOLA1

De la cognitione del modo minor perfètto , SU imperfetto tempo: K prola/

tione,pcr uarii fegni. Cap. xxviiié

Come fiano intefe le note,ouer figure perfette» Cap. xxix»

Dimoftrarione de le note imperfette. Cap» xxx»

Come la longa nel tépo pfetto no fi può dire impfetta» Cap» xxxi»

De la cognitione 8t natura del punto» Cap. xxxiu

De le note alterate 8C fua intelligenza. Cap» xxxiii;

Cognitione de la maflìma Stlunga^ i color pieno» Cap» xxxifiii

De la figura breue piena» Cap» xxxv»

De la figura femibreue piena» Cap. xxxvi»

Checofafìafyncopa. Cap. xxxviU Cognitione & modo di cantar fcgni,contra a fegni ne/

ceflarii. ~ Cap» xxxviiU

Come gli cantori riabbiano a numerare gli canti» Cap. xxxix»

De le note in legatura. Cap» xl.

CAPITOLI DEL SECONDO LIBRO*

HE cofa fia tuono» Cap.

Del femituono minore,8C maggiore» Cap. ìi»

Del dittono» Cap. iiu

Del fèmidittono» Cap. iiiù

Del tritono. Cap.

Del dia tcfi&ron» ; Cap» vi»

Del dia pente. Cap. vii.

Del hexachordo maggiore; » » Cap. viiié

Del hexachordo minore» Cap» ix»

Del diapafon. » Cajr#

Del genere chromatico. Cap» xi<

Del genere enarmonico. i Cap. xii,

Dichiaratione del contrapunto» Cap» xiiU

De le confonanze perfette» Cap* xiiii;

De le cocordanze im perfette in cótrapunto ufàte, Cap. xv.

Come il cópofitore debbe dare principio al fuo canto»1 Cap» xvi» Se la confonanza o concordanza^ necejfaria al princi/

pio del canto» Cap* x\ii*

TAVOLA

De la terminationc o uorrai dire , cadenza ordinata nel

foprano. Modo di coporre pfalmi:8C magnificat. De la natura del diefis. Del modo del comporre il controbaiIò,8C alto doppo il

tenore SI canto» Precetto primo» Precetto fecondo.

Precetto terso»

Precetto quarto.

Precetto quinto.

Precetto fello. »

Precetto fettimo.

Precetto ottauo»

Precetto nono. Precetto decimo.

Ordine di comporre a più di quatto uocì. Che cofa ila proportione. Del fuperparticulare genere» Del fuperparticnte genere. Del multiplice fupcrparticulare genere. Del multiplice fuperparticnte genere* De la proportionaliti arithmetica. De la geometrica proportionalità. De la armonica proportionalità. Diuilìone del monachordo per tuoni,5C femituoni nata/

rali,5C accidentali» De la parricipatione _, 8C modo dacordar linftru /

mento»

C,ap

xvìiu

Cap»

xix.

Cap»

XX.

Cap.

xxi»

Cap»

XXÌÌ4

Cap*

XXUU

Cap»

xxiiiù

Cap»

xxv.

Cap»

xxvf.

Cap»

xxvii.

Cap»

xxviiu

Cap»

xxix.

Cap»

XXX»

Cap»

xxxi.

Cap»

xxxii.

Cap.

xxxiiu

Cap.

xxxiiii»

Cap»

XXXV.

Cap,

xxxyi.

Cap»

xxxviu

Cap»

xxxviiù

Cap.

xxxix.

Cap»

xl

Cap»

xli.

LIBRO PR.IMO.

LAVDE DELAMVSICA. CAP, L

OLTI ECCELLEnti fcrittori antichi et moderni , hanno raccolte le laude de la muiica,et con buona cura a quegli che fucccder douranno rac/ comàdate: fra iquali anche io nel lai/ tra opera mia de inftitutione riarmo/ nica detti opera che non fi taceflì , Per la qual cofa hora altro non ne parlaffi, molto bene potrei eflere ifcu/ fato per quel detto de caufidici , che uicta eflercitare la cofa eflèrcitata Nondimeno perciò che in fino a qui no è (fato detto (_che io fàppia) faluo in greco, et in latino. Ho tolto quella nuoua fatica penfando che niuna feufa mi fia buona , al prefente non re/ ferifeo brieuemente alcune cofè in conmendatione, et ornamento di fintile feienza^de le quali io faccia partecipi quelli che più de la lingua noftra ma/ terna hanno cognitionc.Farollo aduque uolentieri^aggiungendoui qualche cofa che forfè da ognuno non è ftato detta.Di tutte larti che liberali fi chia/ mano, ritruouo la mufica di nobilita, di ualore3et di pregio eccellentiflìma, et primieramente nobiliflìma la diro , per eflère lei fra laltre difcipline non folo a la .contcmplatione utile (_ fi come Boetio afferma } ma anchora a lo operare di grandiflìmi effetti neceflària t donde auicne che la prudenza perciò che ricerca la uerita^et giuftitia, perciò che leflèquifce,fono celebrate» Qucfta che de luna et de laltra fa leffetto5tutte feienze che folamete cotem/ plano^t tutte laltre arti che folamentc operano,uince di autorita^et di chia/ rezza, Apprettò per eflere antiquiflima tanto di honore le fi può dare^quàto ad alcuna altra fcienza,percio che non folo a tempi de Troiani,iquali fenza dubbio fono antiquiflìmi era in prcgio,fi come p Homero nel liliadc^ct nel lodiflèa d comprende.Ma per lo adietro di tre età che fucccflìuamcnte fuc/ cedettcrojn (lima grande ritrouoflì. Per la prima in Orphco a per laltra in Amphione,et p la terza in Harmonia moglie di Cadmo. Harmonia tanto feppe ben fonar la piua 3 che non mancono autori , gli quali dicono quella concordanza di differenti uoci che noi chiamiamo harmonia , da lei hauer pigliato il nome Amphione al dolce fuonodela fua lyra edifico le mura

A

LIBRO

idi Thebe,et inuétore de la muficajCt figliuolo di Giouefu riputaeo.Orpheò et di un dio ciò è di Apollinc , et di una dea ciò è di Calliope principe de le mule fi credette efler nato , non per altro non che nel età de padri di que duchi,et {ignori che a Troia per la rapina dHelena fcceno guerra * Hebbe la melodia del fuono,ct del canto coli piena et perfetta , che non folo hebbe forra di muouer le genti humane che con ragione fi gouernano, ma le fiere et gli ucccgli , anchora che manchino di ogni ragioneuole difeorfo : ma gli arbori et fafììjacque^et gli ucnti,che ragione non hanno^nc fèntimcnto: ma eflo inferno oue no è redentionet in tanta (lima uenne,che gli iddìi immor/ tali et celefti, godeuano defler celebrati col fuo canto : et Baccho fdegnato, che da lui per dimenticanza fènza laude tu lafriato , quando ridomando la moglie Eurydice a Plutone.Cantaua in honore di tutti gli iddinNel monte Pangco gli mando contra le fue bacchanti , le quali con grande infamia di tal diuinita indegnamente tutto il lacerorno , benché dopo la morte non gli mancaflì lautorita , perciò che la lyra a Gioue , et ad Apolline fra le ftelle fu riporta. A laltre parti raccolte da le mufe fu data honorata fepoltura» La tefta che dal monte nel mare gittata,et dal londe a lifola di Metelina re/ gittata da gli habitatori era ftata fepolta , fi tiene che fuflè cagione, che per tal benificio diueniflèro tutti ingegnofiflìmi allarte de la mufica,Ma che hi/ fogna moflrare la antichità ne la perfòna di alcuno** Thimagine greco au/ tore afferma, che di tutti gli ftudii litterali lamuilca è antiquiflìma Da molto è la mufica in dui modi, per dilettatione grande , et per utilità incre/ dibile che da lei nafce.Chefia diletteuoleetgiocondajaflài chiaro afgométo ne fanno tanto i Romani^quanto gli Greci : appreflo i quali negli conuiti fi portaua la lyra, con la quale fi cantauano le uirtu , et glorie de gli huomini forti : fecondo la quale ufanza Iopa da Virgilio ,Teuthrante da Silio ita/ licOj Apolline con le mufe, et Phemio et Demodoco da Homero, Chirone et Grpheo da lautorc de gli argonautici, et altri da altrui fono introdotti ne le cene a fonare et cantarci et Themiftocle atheniefe per do che già la re/ cufo , fu biafimato per indotto : per il contrario Epaminonda thebano ri/ porto gran laude, per ciò che fappeua di cithara, et accordaua bene le uoci al fuono. Vediamo anchora molte uolte che gli animi afflitti et mal con/ tenti, da qualche muficale fuauita in qualche modo no fi rccrcafTero,age/ uolmente manzi il tempo mancarebbono : Di che ben parla lingegnofo Ouidio nel quarto de le fue meftitie , Se uitio alcuno (dicej farà ne le mie opcrc,ifcufalo appretto te o lettore il fuo tcmpo:Io ero in efilio et cercano tu

PRIMO.

pofo , et non fama : aciochc la mente non farti Tempre intenta a le fue cala/ mita: 5C quanto feguita lungamente: per lequal cole appare,chc non hanno mal parere quecrli che penfano la mufica a noi per dono da la natura ertère ftata conccduta:a ciò che meglio fi portino tolerare, et durare, gli affanni di quella trauaaliata uita . Non dimeno di più fano giuditio fia chi la crede eflèr arata a le menti humane : perdo che in ella riconofeono il lor princi/ pio , affamando Platone nel Timeo ; che lanima noftra è comporta di nu/ meri muficalixome anchora gli Pythagorici affermano, chel modo è com/ porto di ragione muficale, del quale lhuomo fia imagine:et per tanto uenga detto microcofmo , che fuona in noftra comune lingua piccolo mondo» Oue rifguardando i Romani haueuano coftume di celebrare leflèquic de morti con fuoni di trombe,et altri ftormenti:i quali pero funerali addiman/ dauano : non per altra ragione , non che penfauano le anime ne la loro origine,cioè nel cielo ritornare : al quale per mezo del lharmonia facile furti il tranfito : et per fimil cagione nel celebrar de glhymenei nottiali ufauono pur fuoni per aufpicio de la crcatione del lanime: del quale effetto le nozze fono mezzano iftromento*Prendi la confcrmatione ne gli piccoli fanciugli, non parlano anchora3non intendono chi parla : fono di quel puro intelletto da niuna imprertione fegnati : il quale il philofopho artomiglia ad una ta/ uola rafa , oue nulla fia fcritto : non dimeno quando piangono 3 per caio odono qualche uocc fuaue, tantofto fachetano , et ftanfi confolati j quando fono ben cheti et allegri , afpro fuono loro offende gli orecchi 3 fubito a ftridere,et ftar fconfolati : perchc^percio che ben alcuna altra cognizione non è in loro, non manca pero la natura, che di fimilitudine fallegra,et ab/ horrifceil contrario, A la fine anchora gli animali irrationali mirabilmente fi dilettano in mufica,partc in udirla,come ceruiJdelphini,elephanti.)et gran parte di augcgli, parte in efercitarla^ome cygni,ct lufignuoli* Segue a liti/ finito piacere et diletto, che de la mufica nafee una ineftimabile utilità 3 che a lanimo, et al corpo feftende* Et che fia utile a lanini potrei adduccre in mezzo molti eifempi : come di Empedocle , che mutata una modulationeJ temperò lira di un turiofo giouane tauromenitano ebrio, incitato dal fuono phrygio a uolere ardere la cafa, oue una fua amica corriualc era rinchiufa: col fot limito fpondeo lo placo, et a miglior mente lo riduflè : come tutti gli Pythagorici e quali conmoueano et acchetauano gli animi , et a buoni co/ fiumi con la mufica glindrizzauano : et allor imitatione Theophrafto che a tor uia le partìoni del lanimo , comandaua apporfi le piue. Ma fra molti

a a

LIBR.O

memorabili efìèmpi di uno del popolo di Arcadia mi uoglib contentare, del qual Polybio grauiflìmo hiftorico è autore, ([dice egli} la mufica eflere utile a tutti gli huomini,ma a gli Arcadici neceflària ; fi per le continue fa/ tiche di quella gente in lauorare i campi , et durezza et afprczza di uita ; fi per la aufterita di coftumi,chc gli foprauiene per il freddo, et maluagita del aere : al quale per neceflita fimili fiamo prodottuPercio da principio gli lor fanciugli da pueritia fufauano ne gli canti de glhymni peani , co quali fèz condo lufanza de la patria foleuano lodare i genii heroi,et iddii:poi infìrutti ne le difcipline di Philoflèno et Timotheo,faceuano giuochi annuali in ho/ nor del dio padre Bacco con balli di canti : i fanciugli faceuano giuochi chiamati puerili , i giouani giouenili* Tutta la lor uita al fine è conuerfa ia tal canzoni : non tanto che fi dilettino di udire modulationi , quanto per efercitarfi infieme cantando* Oltra di ciò un huomo non fa qualche cofa nel laltre arti , non gli è uergogna : ma che uno huomo non fappia la mu/ fica non è poffibile , perche è neceflàrio impararla, 8C confettare di non la fapere,fi tiene per cofa uituperofiflìma*Vltimamcnte e giouanetti ognanno Ipettacoli giuochi a gli fuoi cittadini fanno ne li theatri con balli et canti» Cofi prima gli Arcadici introduflero tutte le cofe dette di fopra : di poi gli comuni conuenti 8C moltiffimi facrificii : ne quali fi congregauano ma/, fchi 8C feraine j in ultimo gli chori di damigelle et fanciugli ; le quali cofè tutte fecero a quello fine : accio che quello che era duro per natura negli animi loro, per confuetudine fi mitigaffi,et ueniffi piaceuole,Magli Cyne/ thefi in fpacio di tempo hauendo cominciato a fprezzar quella ufanza , la quale a loro più che ad altri era neceflàna, come habitanti ne la più fredda parte di Arcadia: uoltati a cupidita,fiC ambitione,in breue uénono in tanta lìerezza,che in niuna citta di Grecia fi faceano maggior fceleratezze,o più frequente crudeltà; 8t per tal peruerfita tutti gli altri popoli di Arcadia_,ha/ ueuano in odio la uita & coftumi loro : tanto 8C più recita Polybio nel quarto de le fue hiftorie dintorno limmenfo frutto, che da la mufica al pò/ polo Arcadico uéne cétra la falfa openione di Ephoro, che nel proemio del hiftorie diceua la mufica efiere ftata trouata ad ingannare , 66 beffare gli huomini : 8C a quella mufica difciplina de gli Arcadici hauere hauuto ri/ guardo Virgilio:fi giudica da gli ciotti quando nel egloga Gallo dice» Voi Arcadi canterete a gli uoftri monti Arcadi foli dotti a cantarcChe fia gio/ ueuole et falutifera a linfirmita corporale , quelle memorie in fra laltre noi habbiamo Xenocrate co prganiche modulatinoi liberaua i lpiritatij Afcle/

PRIMO

piade col canto de le trombe a fordiffimi laudito , con altra fymphonfa a frenetichi la mente reftituiua.Thalcta candiotto con la fuauita de la cithara la pestilenza da Mifithrà difcaccio:8t Terpandro il partiale tumulto ne re/ mofìc* Ifmenia thebano col canto de la piua a più Bcotici fano le fciatiche: la qual cofa ad alcun pare impofììbile , legga Aulo gelio nel quinto de le notti attiche, 5C intenderà la ragione, perche può eflerc per modo chepa/ rera meno miracolofo* Se Timotheo con modulatione concito Aleflandro magno a prendere larme in mano,come ruflè prefente il nimico che a morte lo ffidaffe : 2C concitato che lhebbe, inmantenente con altro tuono molle §C quieto lo placo:8C più credibile fia,fc il citharizzante Dauit ([come fi ha nel facro uecchio iftromento} il Re Saul fi recreaua dal furor de la pazzia, dal qual fpeflo era occupato Aggiunge che fecondo Vitruuio larchitettore fenza mufica non farà perfetto,la qual precipuamente è efficace a le tempe/ rature di balifte,catapulte,fcorpioni.,8C machine hydraulichejfecondo Hie/ rophilo:8t Erafiftrato il medico per li polfi,che a comparatione di numeri fi confidcrano : 8C fecondo Platone la mufica è neceflària a lhuomo ciuile da lui detto politico. Da Platone non difeorda Ariftotile, il qual ne gli politici libri è autore la mufica cflèrc collocata tra gli ftudii liberali: laqual infieme con le lettere/t con la lotta gli giouanetti a gli tempi antichi ufauano impa rare : St uogliamo (dice il medefimo} uiuerc in quiete,dobbiamo haucre con noi la mufica, laquale è di naturai piacere, procedente da cofe giocon/ difiìme : per il che et Mufeo dolciffima la dille eflère a gli mortali . Il gra/ matico fenza mufica non può cfler copiuto,bifognandogli (come teftimo/ nia Quintiliano} che fappia cantare i uerfi a tempo et mifura:di che la mu/ fica è macftra : et quel che del gràmatico fi dice,fia detto del poetala detto del oratore : eflèndo gli numeri antichi mal copofti et quafi rulìichi:la poc/ tica(dice Cenforino} ufei fuora più aiTettata^t più modulata,quafi una le/ gittima mufica : la quale con metrica modulatione puliflì lafprczza , 6C il tutto faccffi bello* Ma fopra tutti , quegli poeti abbracciarono gli rhythmi et numeri mufichi,ct piedi che lyrici turono cognominatitpchegli loro uerfi attamente fi cantauano a la lyra : de quali tanta fu la copia , tanto fu il nu/ mero appreflo gli antichi , che Cicerone niega douergli ballare il tempo a leggere tutti gli poeti lyrici : anchora che leta gli fuffi duplicata de piedi èC numeri , che fegue loratom Diomede 6X Probo gramatici , 6C Cicerone nel oratore^t altri copiofamente ne trattano: appreiìo quegli ,il ftudiofo lettore ne potrà leggere: noi folo quefto toccheremo,che Gaio graccho cbiariffimq

A iii

LIBRO

oratore de fuoi tempi , quando oraua al popolo , teneua un mufico dopo le fpaile,che co una fittola occultamente gli daua i modi de la prononria^hora remcfìì, hora concitati» Ma che più parole;'' che più eflèmpif il fopra citato Quintiliano afferma, che la mufica la perfettione a tutte laltre fue Torcile dottiffime : SC niuno può eflère perfetto in qual uuoi del larti,fenza mufica: 8C Ifidoro conferma , che niuno può edere fenza mufica , ne anche cofa al/ chuna Et quefto balli per il ualor de la mufica . Sarebbe anchora da dire del pregio * òi in che riputatione et (lima è ftata di cotinuotft priuata/i pu/ blicamente,tanto in gucrra,quanto in pace: ueramente in parte alcuna la mufica e degna di laude, in quella è dignifiima : per modo che non ne potria predicare tanto , che più non ne refbfli : non di meno perche per le parti di fopra tocche fi può molto bene conofcere,che in ogni fecolo da per/ fone eccellenti dimperio,o uer di fapienza,apprefTo ogni popolo,et natione, honorata fi truoua fommamente,et appregiata.Nó meftendero più in lun/ go,et fi come fi fcriue:Pythagora dal pie folo hauer già raccolto quato fuflì la gràdezza di tutto il corpo di Hercole : cofi lafciero io,che ogni fuegliato ingegno , fc ben non è dotto in greco , o latino , non pero ne da le mufe, ne da le gratie alieno: da una piccolifiima particella in altro propofito mo/ (Irata faccia giudicio di tutto il reflro : & fapendo che la mufica è nobilifiì/. ma per antiquita, et per operatione3et potentiffima per diletto, et per utile: penfifi certo che anchora honoratiffima fia » Et per tanto grandi honori, grandi priuilegii , grandi dimoftrationi, fempre habbia riceuuto , gii quali io non dichiaro , ne tengo che per humana uoce fi pollino mai dichiarare appieno : 8t folo le facre mufe , che il reuerendo nome gli han dato, a tanto ufficio douer ejlere {ufficienti reputo»

DE GLI INVENTORI DE LA MVSICA* CAP. II.

Mphion thebano (fecondo Plinio) fu trouatore de la mu/ fica. Heraclide (come afferma Plutarcho nel libro, oue egli raccoglie gli antichi mufichi, et primi inuentori di tal arte) dice più chiaro , che Amphion primo ritrouo il canto , et la _ poefia de la cithara,come quello che dal padre Gioue fu in/ ftrutto; nel qual tempo medefimo Lino di Ncgroponte cornpofe le lamcn/

PRIMO

tationi, et gli pianti in uerfo. Anthe di Anthedone citta di Boetia compofe gli hymni. Pierio di Pieria gli pocmati di mufc* Ma Philammonc dclphico (Tcguc el medefimo} dette fuora le modulate cantiche al nafcimcnto di La/ tona, di Diana ; et di Apolline, et coftitui li chori circa il tempio dclphico* Ma fopra tutti il canto di Thamyra thracio fu canoro^ attèttato,et ucnnc di tanta eccellenza , che non dubitò (_ come gli Poeti ne fono autori } itti/ dare le mufe a contratto. Cottui medefimo mandò in luce la guerra de Ti/ tani fatta contra gli dei comporta in uerfb * Et Dcmodoco da Corfù uec/ chio mufico celebrò la mina di Troia,et le nozze di Venere et di Volcano in opera poetica Phemio Ithaccfè cantò in uerfo la tornata da Troia de Greci , fotto Agamennone duca . Et certo il dire de gli racontati poemati non fu fenza metro ouer certo numero , ma qual fu di Stefichoro , et de gli altri uecchi poeti , gli quali compofero le canzone pottoui le modulationi» Socceflèro dopo coftoro altri fenza numero che laccrebbono, et ornarono, chi di leggi,chi di iftromentj^chi duna cofa chi de laltra,laqual cofa farebbe troppo lungo ariccontare* Pythagora in fine fu diligente inquinatore , et mette infieme le confonanze de la mufica,ct quello che altri temerariamente uoleuano pendere dal dubbiofò et infidele arbitrio de gli orecchi a certo et fermo giuditio de la méte riduflè,tolta la pruoua da gli martegli de fabbri, et da lefltenfionidele chordc» Vogliono altri chequefta inuentione non fuflì dhuomo mortale3ma dono di Apolline ornato di tutte le uirtu et feien/ ze, de la qual cofa dicono farne tettimonio Alceo in uno hymno , 8C a con/ fermatione eiìère ne lifola di Deb una (tatua di Apolline confacrato in tale habito, che ne la dextra tenga larco , ne la finittra le gratie, de le quali eia/ feuna tiene qualche ittromcnto mufico , una la lyra , laltra le piue , quella che è in mezzo la fittola aggiunta a la bocca . Sono alcuni che a Mercu/ rio lattribuifcono.Chamaleone pontico (Te credemo ad Atheneo nel nonoy Ditte linuentione de la mufica eflère uenuta in confideratione a gli antichi, per gli augelli cantanti ne le folitudini èC alloro imitationi eflèr itato prefo il ftato muficalc , alegando lautorita di Alcmane poeta lyrico , che parla di medefimo in qucfto fcnfo.Copofeanchora Alcmane et ritrouo la medu/ lationc^mcttendo infieme il modulato nome de le perdici* Non dimeno noi fi come riabbiamo il tettamento uecchio per fondamento de la chriftiana nottra uera fede , cofi anchora habbianlo in quefta, et crediamo eficr la uè/ rità quel che dice Moyfe nel Gencfi , che Tubai fu trouatorc de la feienza mufica , il qual fu de la ttirpe di Cain nanzi il diluuio .

LIBRO

DIFFINITIONE, ET DERIVATIONE DE LA MVSICA* CAP. Ili,

Oucndo (Tecodo Cicerone nel primo degli ufficif) ciafcuna inflitutione, la qual c5 ragione fbpra qualche cofa fi prende, procedere da la diffinirione , accioche meglio fintenda che cofa fia quella de la qual fi tratta, Et haucndo io a trattar de la pratica di cantare, et cSporre canti in mufica, mi piace in quello luoco prima diffinire che cofa fia mufica 3 et poi dimoftrare perche cofi fia nominata. Aduque la mufica e faenza, la qual dimoflra il modo di rettamente cantare , et con fuaue modo pronuntiata* Si chiama mufica da mufa , che fra laltre fue fignificationi lignifica canto , come in quel uerfo di Virgilio , Noi diremo la mufa di Damonc et dAlphefibeo pallori* Si pò/ trebbe anchora dire da le mule per una di due caufe,o uero perche le mule feguitorno Dionyfio figliuolo di Gioue , et di Proferpina,dandogli Ccome teftifìca Diodoro nel quinto } delettationc con la fuauita del lor canto , nel qual erano dottifiìme*Come anchora in tutte laltre ottime artuO uero pche (fi come fi legge nel primo de liliade di Homero}Cantauano a la mcnfà di Gioue* Aggiunge laltra caufa laqual è più uera«Mufica è detta da le mule, pche per il numero nouenario di tali dee gli antichi Theologi uolfero deno/ tarfi li concenti de le otto fphere celelli,et una maflìma cocordanza, la qual fi fa di tutti gli altri concenti,che fu chiamata harmonia*Da mufa dunque, ouer da le mufe,è detta la mufica, et non da altroue, come fi hanno imagi/ nato alcuni poco diligenti inquifitqri di tal originarione,gli quali da quello fonte han fcritto deriuarfi la mufica, dal qual più predo quello nome mufa fi deriua. Tale è leflèntia de la mufica come è detto , et indi è nominata. Qui di fotto diremo in quante parti fi diuida , riputando a la diffinirione douer feguir la diuifione , la ragione è in pronto , per che £come dice Por/ phyrio^) Il genere è primo, che le fue fpccic*

DE LA MVSICA MONDANA, HVMANA, ET ISTR.OMENTALE. CAP, IIII.

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R.E fono le forti de la mufica^ondana.Humana^et Illromentale, De le prime due non è nollra confiderationc, perche appartengono più predo al theorico,che al pratico, et per tanto quiui breuementc

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Tarano efaminate,lafciando che chi le uuole più amplaméte intendcre,lcgga eli autori latini grechicene di quelle con fomma copia hanno trattatole la tersa circa la quale confitte la noftra intentione , più a longo parlarcmo» La mufica modana fecondo Platone è quella, la quale è caufata per la rcuo/ lutione de gli corpi 8t circoli celefh':degli quali per il lor ueloce mouimcnto no può eflcre che no nafea fuono:2£ nafcédo fuono,perchc efli circoli hanno proportione infieme,non può eflcre anchora che no nafea harmonia:laqual dagli antichi è chiamata módanatdi quefta mufica parla Marco tulio nel li bro che è intitolato del fogno di Scipionetimpcró che efTendo cflo Scipione fra quegli corpi cclefti cofi dice» Quale è qfto cofì gràde,et cofi fuaue fuono, che empie gli orecchi mieiV è manifefta cofa,che non parla di altro fuono/e no di quello dal qual è caufàta quefta mufìca de laqual hora parliamo*Que/ fio medefimo coferma Boetio nel primo de la fua mufica dicédo.Comc può edere che una cofi grade machina come è quella di cieli,tacitamétc et fenza fuono fi muoua^Ma pchc hauemo detto che efli circoli hanno proportione infiemetè da notare che le proportiói loro fono di tuono, ouer di femituono per modo che dal primo,8C più baflo che de la luna,al fupremo 6C più alto, che é de le ftelle fine, ufene ad eflère una proportione di ottaua confonanza 8C fra gli intermedi! è proportione di terza, di quarta, di quinta, St di fcfta. E% anchora da fapere che quanto gli circoli 6C pianeti fono più baffi 8C più propinqui a la luna,piu graue fuono caufano:8Ì quanto fono più alti,8t più appropinquano al cielo lupremo,piu acutamente rifuonano» La mufica hu mana è quella che rifulta per la congiuntione de lanima,8t del corpo noftro inficmcn'mpero che a gli fapienti par cofa ucrifimile}che il corpo 8t lani/ ma tanto bene infieme (i accordino a far le lor folite opcrationi,che fono mi rabili:8t che tra loro no fia proportione alcuna:onde per qucfto eflendo ne/ cellàrio c5fcflàr che tra il corpo 5i lanima fia propornone,bifogna anchora dire che tra loro fia no aperta,ma occulta harmonia,8t mufica:laquale qua/ to dura,tanto fta lanima noftra al fuo corpo cógiunta: ma come fi diflòluc, é guafta quella mufica;££ fubito uicne la morte: cioè la feparatione de lani/ ma &£. del corpo.Per qucfto credeuano gli antichi, quàdo alcuno era amaz/ zato,ouer anncgato:lanima fua potere mai andar al luoco fuo diputato: per fin che non era copito il numero muficale,con ilqual era dal nafeimento al fuo corpo fiata congiunta.Onde diflèVirgilio nel fefto, copirò il numero 8C tornerommi a le tenebre. La mufica iflromcntale é quella che folo da gli iftromenti nafce:3C di quefta fpecialméte habbiamo noi a trattare*Ma é da

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LIBRO

fapere che gli iftrométi fono di due maniere^lcuni fono naturali^alctmf ar/ tificiali: quegli naturali fono come in quefti tre ucrfi appare, Nouc fon gli/ ftromenti naturali,GolaJlingua,palato.,8£ quatro denti:8i dui labri al parlar infieme equalndi quefti iftrométi nafeono le uoc^St gli fuoni caufatiui de le cofonanse 5C de la muficatlaqualc é chiamata uocale:8t é di molto più pre/ ciò che tutte laltre mufiche: impero che la uoce humana auanra tutte laltrc uoci. Gli iftromenti artificiali fono di più forti,ma generalméte fi truouano efler triplici,cioé da chordc_,5C da fiato.,et da battimento folo.Gli iftromenti da chorde fono arpichordi, clauichordi, monochordijiuti^citharejyre^ar/ pe^olcemcli^SC altri limili. Gli iftrométi da fiato/ono organi,pifferiJfìaut!, tróbe,eorni.,6t altri fimiluGli iftrométi da battiméto folo fono,come tàburi, eymbalijfiftri^crotali,^ altri fìmili.Hora hauendo cofi dichiarato quefte tre forti di mufica.,cioé de la m5dana,humana,K iftromcntale: quanto a la co/ gnitione de la pratica3pare ncceflàrio. Da qui inanzi cominciaremo trattar de le cofe pertinenti a la cognitionc de uarii iftromenti.

COGNITIONE DI VOCI, ET SVONI, ET, VARII ISTR.OMENTI. CAP. V.

AD ogni fuono ilquale é materia de le cantilene^é manifefto la natu/ ra edere triformeXa prima é harmonica3laquale é cópofta di canti de le uoci.La fecoda organica^laqual cófifte di fiatoXa terza rhyth tnicajaqual riceue gli numeri ne la percufiione de gli diti. Impero che da la uoce fi màda il fuono,come per le fauci^cioé per la bocca,ouer per fiatotco/ me per la tromba 8C piua.,ouer per impulfojcome per cythara5ouer p qual/ che altra cofa laqual percotcndola é fonora* Per tanto harmonica fi appar/ tiene a comediejtragedie, ouer chori^oucro a tutti quegli gli quali càtano co la prima uoce* Voce è aere percoflò dal fpirite^dalqual fon chiamate ucrba, cioè le parolcjpropriamcntc la uoce é de gli huomini, ouer di animali irra/ tionalimo propriamente il fuono fi dimanda uocc,come in quel luoco la uo ce de la tromba fece frcmito:et altroue le uoci rotte nel lito.il fuono fi doma da uoce , impero che qucfto é il proprio : come gli fcogli del lito fuonano» Harmonia é modulatione di uoci.,oucr coattatione di più fuoni» Sympho/ nia é temperamento di modulatione di graue SC acuto.di fuoni cócoraanti, o ne la uoce,o nel fiato:per quefta fymphonia certamente la uoce più acuta P più graue fi concordano per tal modo, che ciafeuno ilquale fi difeorda da

PRIMO

queìla,òffende il fènfo del auditore:de laqual è cetraria la dyafphonia , cioè la uoce difcrcpantc,ct diflTonate.Euphonia è fuauita di uoce:quefta appreflo altri autori fi domanda melos* Diadema è fpatio di uoce di dui ouer più fuoni: impero che la differenza del harmonia è quantità laqual cófiRc ne lo acccnto,oucr tenore de la uoce* Le generatici de laqualc gli mufici hano di/ uifo in quindici partile lequali il primo M domanda hyperlydio: lultimo fi domàda hypodorio di tutti grauiflìmo.Canto è infleffioe di uocc_,ma il fuo/ no è diretto58C il fuono procede il canto, Arfis è eleuationc di uoce.Thefis è pofitioe di uoce» Suauc uoci fono fottilc,8£ fpeflc,chiarc,8t acute, Voci per/ fpicue fono quclle,lequali più da lunge fono tirate, per tal modo che incori/ ncnte empionOjCome il fuono de le tróbe. Voci fottile fono quelle, ne lequali no é fpirito^come fono le uoci de gli fanciugli,ouer dóne,o infermitouer co/ me ne le chordc lequali per eflere fottililTìmc rendono uoce fottile 8t tenue» Voci pingue èC graflè/ono quelle quàdo molto ipirito efee £uora:come è la uoce de glihuomini» Voce acuta fottile & alta, come uediamo ne le chorde. Voce dura é quella la quale uiolcntemente manda fuora gli fùoni , come il fuono de gli troni OC de le ancugini:qualùque uolta che il martello percuote nel duro fcrro,Voce afpera 8i rauca,é quella laquale fi diiparge per minuti, & diflìmili polfnVoce cieca , é quella la quale fubito che é mandata fuora, faccheta 8C tace foffocata,& più da lunge non fi produce: come é manifefto ne gli uafi di terra cotta»Voce uinnola molle SC flexibile t é detta uinnola a uino,cioé a cicinno:quafi il ricciuolo mollemente ritorto» Voce perfctta,aka fuaue 5t chiara: alta accio che in foblime fia fofticiente : fuaue accio che gli animi de gli audicnti accarezzi: chiara accio che empia gli orechi» Se di quefle alcun manchcra,non farà detta perfetta uoccXa fecoda diuifione or/ ganica é in quelle cofe,!equali fono compite di fpirito reflantc in fuono de le uoci,che fono animate:come trombc,calami,organi,6t altri fimili iftrométi. Organo é uocabolo generale di tutti gli uafi mufici:alqualc fi pone gli man tici:cófhtuito ne la fanta madre chiefa, in honore de lo omnipotentc Iddio: & de la fua madre gloriofa . La tromba prima fu ritrouata da gli Tyrhcni, cioè da gli Tofcani come Virgilio diedi fuono de la tofeana tromba mug/ giaua per laere:fi ufaua non folo ne le battaglie, ma in tutti gli di fcffciui per la chiarezza de le laudi,8C de la allegrezza: per ciò nel pfàlterio fi dice,Can/ tate nel principio del mele con la tromba nel di nobile de la uoftra folénita: perche era comandato a gli Giudei che in principio de la luna nuoua fonaf/ lino con la tromba: laqual cofa fanno anchora fin qui» Lepiue forno ritro^

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LIBRO

uate in Phrygiatqueftc longo tempo fi ufauano fóiamènte ne le fépulture de gli morri: incotincntc uforno ne gli facrificii <jfe gcntili.Tibie fono fiate nominate oche pt ima de le tibie cioè de gli olii del ftinco di cerui, o di grue fi faceuanot di poi abufiue coli cominciorno ad cflere chiamate, 8C anchora al preferite benché no fi facciano di quegli olii, non dimeno refta il nomctSC di qui é dcriuato tibicen : cioè colui il quale fuona la tibia* Calamo e canna laqual ha gli fpatii fra nodi minuti,lunghi &C diritti:ilqual eflèndo tutto co/ cauotne hauendo punto di charta,ne di carne,é utiliflìmo (come fcriue Pli/ nio} a le fampognc.Et perdo uien detto in greco fyringa : che fittola fìgni/ fica in latino. Fu la fampogna inuention di Pan,iddio de paftorinlqual non potendo goder uiua lamata nympha Syringa, eflèndo quella (come canta Ouidio) mutata in canne , per hauerla pur in compagnia , fette calami di/ fpari con la cera aggiunfe 1 8C fyringa da la nympha cioè fampogna chia/ molla» Sambuca in mufica è fpecie di fymphonia : 8t è una generatione di legno fragile , delquale fi compongono anchora le tibie. Pandura fecondo Giulio polluce , è iftromento trichordo ritrouato da gli popoli di Aflyria. Martiano capella nel libro di mufica lattribuifcc al dio Pan.Choro fecondo fan Girolamo è iftromento mufico di femplicepellejCÓpofto con due canne di ferro: per la prima de quali manda il fiato dentro: per laltra efee fuora la uoce. La terza chiamata rithmica è quella, laqualc appartiene a gli ncrui SC polli: a laquale fi danno le (jpccie uarie,cioé cimare, pfalterii,tamburo,fi/ ftro,acettabuli di rame,8t di argento,ouero altri iftromenti:gli quali con ri/ gore metallico percoflì rifpondono con fuauita. Tubai fecondo gli Hcbrci fu inuentore de la cithara 8C del pfalterio: fecódo la oppenione de gli Greci. Lufo de la cithara fu ritrouato da Apollinc : la forma de la cimerà da prin/ cipio fu fimile al petto humano:dal quale cofi come la uoce procede, cofi da quella procede il canto : 8C per quella cagione é (lata domandata cimerà: perche il petto fecondo la lingua dorica/i domanda cithera. Sono fiate più fpccie di dthare: come pfalterii, lyrc, barbyti, phenid, 6C pettidi: ài quelle, le quali fono dette indice, fono fonate infieme da dui. Anchora fono alcune altre di forma quadrata, o triangolare. Il numero de le chorde e moltipli/ cato:8C la generatione è comutata* Lantica cithera era di chorde fette come Virgilio dice:fette differenze di uoci:6C impero dice diffcrenti,pcrche niuna chorda rende fimile fuono a la chorda uicina. Per tanto dice fette chorde: ouer perche fette corde adempiono tutta la uocc:oucro perche il ciclo fuona col mouimento di fette pianeti.Chorde fono dette à ccrdc,perche cofi come

PRIMO.

il polfo del cuore è nel petto: coli il polfb de la chorda è ne la cithera. Mer/ curio fuilprimoinuentorcdelcchorde:8tfuilprimo cheftrinfc ilfuono ne le chordc Si nerui. Pfalterio il quale dal uolgo fi domanda cantico: é no/ minato da pfallo,,cioé cantotperche a la uoce di quello il choro confonando rifponde. La lyra fi chiama fecondo alcuni apò tu lirin 3 cioè da la uarieta de le uoci : perche fa diuerfi fuoni : fecondo altri è detta da lyrin , cioè can a tare. Gli latini la chiamano fidicula , ouer fide : perche tanto confuonano tra le chorde di quella, quanto ben fi accordano gli huomini: tra i quali è fede* La lyra prima fu trouata da Mercurio in quefto modo* Ritornando il Nilo dentro da le fue riue, 8C hauendo lafciato uarii animali ne gli cam/ jpi , lafcio anchora una teftuggine ; la quale eflèndo putrefatta 8C gli nerui fuoi rimarti dirteli tra il corio : percofià da Mercurio , dette il fuono : a fi/ militudine de laquale Mercurio fece la lyra : 86 dettela ad Orpheo» Tym/ pano _, cioè il tamburo , è pelle ouer cono dirtefo appiccato a legno: 6C è mezza parte di fymphonia . Tympano é detto da typto , cioè percuoto: perche la fymphonia fi percuote con una bacchetta Cymbali 8C accetta/ buli , fono alcuni iftromenti gli quali percoflì infieme , fi toccano 8C fanno fuono . Sono detti cymbali , perche con balematia infieme fi percuotono: coli gli Greci dicono cymbali , ballematia* Siftro è nominato da fio , cioè conmuouo : é fonaglio di rame , per una ftretta lama del quale retorta a modo di cintura alcune girelle trapaliate per mezo ; ogni uolta che le brac/ eia lo fcrollano,rendono uno fuono ftridolo. Penfano alcuni che non fia di/ uerfo dal cymbalo , che le fanciulle a Firenze ufano ne gli loro balli* Era ufitato ne gli facrificii difis dea de gli Egitti . Tintinabulo anchora é iftro/ mento di rame : col quale la gente a hora di lauare , era chiamata al ba/ gno. Fu detto dal fuono , che fa tin tin : onde tintinnire é uerbo che per/ tiene al fuono di tutti gli metagli : fa conto che era come la campanella che chiama il popolo a la chiefa* Et perche parlando del tamburo hauem fatto mcntione de la fymphonia , quella non è forte di organo , come al/ cuni latini malamente penfano : ma un choro che cantano infieme in laude diddio : SC quefto fi fignifica per il uocabolo: perche fymphonia fi exprime in latino confonanzaderiuata da fyn ; cioè infieme , 8C phoni uocemon di/ meno al tempo noftro dal uolgo fymphonia fi domanda un legno cauo da tutte due le parti , con una pelle diftefa : la qual gli mufici percuotono di qua 5C di la con le bacchette : St fi fa in quella da la concordanza del graue, St de lo acuto fuauiilìmo canto »

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DE LA INTELLIGENZA DEL MODO. CAP. VI.

H Attendo di Copra raccolte aflài conueneuolmente alcune laude de la mufica38C quanto fia nobile 8C efficace:da quelle due parti'Cpcr non cflèr troppo lungo)lafciero che ognuno da fteflò cófideri,quanto pregio St honore gli fi conuenga:di poi con quella breuita fia (lata poflìbile tranfcorfi gli fuoi inuentori:8C a che tempo fia fiata ritrouata.Oltra ciò an/ chora diuila ne le fuc parti.Dobbiamo hora fapere che la prefèntc opera no ftra,ha il fuo fondamento fopra la mufica harmonica:de laquale no mi pare ridire quegli primi principicene da noi nel primo de linflitutióe harmonica tn latino fon flati dichiarati.Penfando duque 8C prefupponendo,che coloro da gli quali farà letto il noftro Tofcancllo , che cofi ho uoluto fargli il titola in gratia de la terra patria 8t natiua^o habbino bifogno di tal intelligenza: le altre parti 8C precetti dichiarirò , che ad aquiflar Inarmonica faenza più utili,ct a la pratica noflra faràno neceflariuMa còciofia che in tutti gli canti tnifurati fi ritruoui modo^tépo, 8C prolationc:uolcndo conofeere quello che gli detti importino:neceflaria cofa e fapere la diffinitioc di ciafeunotcomin/ dando dal primo*Dico il modo eflère una certa quatita di longhe 8C brcui, cofiderata ne la figura maflìma & longa:fecondo la diuifione ternaria et bi/ nariatma perche fotto quella diffinitione fi copredono due figurCjde lequali luna è maggiore di quantità che laltra : però fi diuide il modo in maggiore gC mmoreJl modo maggiore farà quàdo ne gli canti fi ritruoua la maflìma ualere tre longhe.dal qual numero anchora detto modo farà chiamato per/ fetto : 8C quello ualorc fi dimoftra & deferiue con le uirgole ouer paufe in/ fieme polle: le quali occupano tre fpacii , ouer dui come qui

lequal paufe o uirgole, ouunque faranno prepofle , notificano la - - \\ j-

maflìma ualere tre longhe: lequal léghe poflono edere del ualore h

di tre breui , 8t di due:come per le paufe appare. Limpcrfetto modo mas;/ giore è confiderato anchora elfo ne la figura maflìma , 8C è quando detta figura è di ualuta di due longhe \ 8t quello fi conofee per la priuatione de le fopradette paufe:ouero quando fi trouerano duplicate dette paule : le quali occupano tre fpatii o uer dui, come qui: \ i - ' quello però no di

OLtuuauu ne ipani ouer uui, come qui; i ijuuiupwu nuui

neceflìta, ma fccodo loccorréza de le co/ 11 " P1 ~ pofitioni,n5 effen

do congiunto il modo minore perfetto con il maggiore

imperfetto : de laqual congiuntione più inanzi fi parlerà .

PRIMO.

COGNITIONE DEL MODO MINORE PERFETTO. CAP. VII.

PErche la intelligenza del modo maggior pcrfetto,et imperfètto è flato dichiarata:non é meno da faperc la cognitionc appartincnte al modo minor pcrfetto,8C imperfetto:percio che fi confiderà tal modo ne la fi/ gura longa : come il maggiore ne la maffìma « Diremo adunque il modo minore efière quella quantità conflituita ne la predetta longa di tre breui, ouer di dui : di tre , farà detto modo minor perfetto : 8C di dui , imper/ fetto, Etnotachcglimufici hanno ordinato chetai modo refli nel efler fuo : auenga che le breui contenute in quello fuffino di quantità uariate : fi come più ,'apieno di poi fi dichiarerà Et perche anchora non fia dubbio quando detto modo minore fìa perfetto , o imperfetto : fi hanno a confi/ derarc le paufe ouer uirgole di fopra figurate , cioè quelle occupano dui o tre {patii : pero che occupando tre fpatii , dimoflrano il modo minore perfetto : St dui , il minore imperfetto . Quello meddimo modo fi uifita da gli compofitori dimoflra/ » ■■« re alcuna uolta con una fola paufa di longa di tre fpatii,come qui | per tanto ritrouando detta paufa

de gli tre fpatii : farai il mede/ fimo giudicio circa la perfettipnc

di detto modo minore «

CHE COSA SIA TEMPO. CAP. Vili.

IL tempo è una certa quatita di fèmibreue confiderata ne la figura bre/ ue:da laqual brcue duplicata SC triplicatale refulta quello che dicemo modo minore imperfetto j8C modo minore perfetto. Onde drittamente potremo dire il modo minor non cflèr altroché duplicatione ouer triplica/ rione di breui, Anchora riabbiamo per la moltipiicatione de la longa quella figura da noi chiamata maflìma, ne laqual maflìma è conflituito 8C ordì'/ natoci modo maggiore pfetto 8C impcrfetto:come di fopra è detto.Eflèndo adunque il tempo fopradetto conflituito di due femibreui : è detto tempo imperfetto : ilqual appreflò gli compofitori fi fuole moflrare con il prefentc fegno C, a dinotare che ogni tempo ouer breue^habbia ad eflére numerata imperfetta^ouero di quantità di femibreui due : come è detto* Ma il tempo,

LIBR.O

che fi confiderà cflèr perfetto, è quando la breue confide del numero di tre femibrcui: la qual quantità 61 numero, fi deferiue con il feguente fegno O, per laqual cofa farà differente di una mezza parte de la breue, ouer tempo binario. Et perche alcuni dicono che la femibreue aggiunta a la breue del tempo perfetto,è parte terza di eflà breuetfi riipóde che notperche il tempo, (come è detto}per fua natura fu conftituito di ualimento di due femibrcui. Eflendo adunque tal quantità (labile et ferma, ne fegue che laugumento di quella femibreue non e la terza parte del tempo : ma folo la mezza di eflà breue:quando tal nota fia aggiunta.Ma quando tal breue o tempo per fi dimoftra perfetto, allhora la femibreue farà cónumerata 8C chiamata parte terza di quella breue3o tempo Per tanto dico che la femibreue aggiunta a la figura breue imperfetta,é mezza parte,et non terza,8C quella inchiufa ne la perfetta breue , é parte terza de la fua quantità*

CHE COSA SIA PR.OLA/ TIONE. CAP. Vili.

LA prolatione e una quantità di minime confiderata & applicata ala figura femibreue . Perche diuifo & diminuto il tempo ne le parti fue propinque, haremo la prolatione perfetta , 6C imperfetta : laquale da gli autori componitori , alcuna uolta è chiamata maggiore , 8C minore: OC é dimoflxata condegno circolare, ouer femieircolare con un punto in mezzo come qui /(■)/ C . Hauendo adunque gli detti deputato OC ordi/ nato due forti di prolatione , cioè perfetta 66 imperfetta : ouero maggiore 8t minore : e da fapere che doue detto punto farà merlo ne la figura circo/ lare,o femieircolare : quella eflèr detta prolation maggiorc^ouer pcrtettatne laquale prolatione fi trouera la femibreue di quantità ÒZ numero di tre mi/ nimc. Impero che mancando il punto ne gli fopradetti fegni : reftera dimi/ nuta , 8C fol binaria : come ne gli feguenti .O.C* Per tanto fi può concia/ eludere, che fi come per le paufè di fopra dimoftrate ne rifulta il modo : ÒZ perii circolo 8t femicircolo il tempo : cofi per il punto la prolatione per/ fetta : come per la feguente figura fi dimoftra

PRIMO.

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W-OR*NOTVLAR:

Et pchc io confiderò efièr cofa utile al pratico cantore no folo hauere notitia de gli modi p foli^ma anchora accópagnati co il fegno del tépo3 8C prola/ tione: per tal rifpetto mi affatico per coloro gli quali forfè no hanno quefta protezzaaco quella facilita che a me farà poffibile difcriuerro.,St dimoftrero, la cognitionc e\i tal ualore. Imperò che prima da noi faran pofti gli fegni de gli modi per foli di fopra dichiarati; & quàto fia il ualore de le fue note per&tte,8i imperfette. Da poi fi poneranno gli quatro fegni ordinarli come qui /Q> G «O* .Geogiunti a ciafeuna paufa.ouero uirgole inditialctper gli quali facilmétc fi hara notitia di quello che neceffariaméte debbe ogni pra/ tico eflèr capacc.Et pche alcuno dubitcra/e ritrouandofi un canto nel prin/ cipio dclqual no fuflì fegno di tépo,o prolatióe : ma folo le paufe dimoi irate gli modi:fe tal canto fia fenza ragione cópofto.Si rifponde che no:perche le paufe degli modi predetti faràno dui effetti uarii in quefto cantotprima di/ moftrano la quàtita ualore de le note : di poi fono in taciturnità numera/ te. Onde tremando in una cantilena le paufe del modo maggiorc,5C minore pcr£etto:nó folo faràno in quello le maflime 6C longhe pfettc: ma anchora fi barano a numerare dette paufejgC cofide glialtri.Ma quando fullìno accò/ pagnnte con gli fegni inanzi detti: OC precedendo tal paufe gli fcgni:haràno forza folo di dimcftrare il ualore di dette figure in cito canto

LIBRO

QVANTÓ SIA IL VALORE DE LE NOTE NEL

MODO MAGGIORE PERFETTO, ET IM/

PERFETTO: MODO MINOR PER/

FETTO, ET IMPERFETTO. CAP. X.

VOlendo adunque il cantore conofeere la ualuta de le figure di uno canto qual fuflì fenza fegno di tempo o prolarionetma chehaueflì le paufechedimoflraflìnoilmodo maggior 8C minore perfetto come qui , ni Ogni maflima è pfetta,8t ualera tre 15ghe,ix.breui,ouer tépi: femi 2E jÈE breui.xviii.8C minime.xxxvi*Cofi la Ioga ualera tre breuùvi»

femi breui,8C minimc.xii.

La breue ualera due femibreui,8£ minime quatto*

La femibreue ualera due minime.Et quella quatita fi uede,perche qua retta

ogni tempo prolatione imperfetta» ^Anchora udendo fapere la ualuta de le note del modo maggior perfetto fèmplice: qual fi conofee per le tre uirgole ouer paufe infìeme meflè di dui Ipatii come qui: ZZIZZZ Auertifca che in eflò modo la maflima ualera tre longhe.breui ED fei/emibreui.xiù

Coli la longa uà/ lera due breui,quatro femibre38t minimc*vun

La breue ualera due ìcmibreui^quatro minimc^SC fcmiminime.vnù

La femibreue ualera due minime^ quatro fèmiminime»

|f Nel modo maggiore impfetto la maflima ualera due loghe,fei brcui.xii»

femibreui,8Cminime.xxiiihcomequi» 1 1— La longa ualera tre breui3femibreui.vi* 11-; 8C minime.xii» ,

La breue ualera due fèmibreui^ mini/ mequatro* La femibreue ualera due minime^ quatro femiminime. HjNcl modo minor pfetto la maflima ualera due longhe3breui féi.,fèmibre/

ui.xii.8C minime.xxiiiu c5equi ir~ Coli la longa ualera tre breui/e/ I mibreui fèi3minime«xii» La breue ualera due fèmibreui , minime quatto*

La femibreue ualera minime due» CjNel modo minore imperfetto la maflima ualera due Ióghc_,breui quatro,

femibreui.viii.8Cminime.xvi. Coli la longa ualera due brcui, fèmibreui quatto, minime, yiiù

PRIMO

La brcuc ualcra due femibreui^ minime quarto»

La femibreue ualera due minime^ quatro femiminime» Et coli procededo harai cogniti 5e de gli modi fenza fegno di tempo 8C prolationc.

DEL VALORE DI CIASCHEDVNA NOTA

NEL MODO MAGGIOR PERFETTO

INANZI POSTO IL SEGVENTE

SEGNO O CAP» XI.

LA maflìma ualcra tre longheJjreuMx.femibnxxyiùSC minitnc»lxxxi\ Tre longhe,perche il modo maggiore è perfetto» Nouc breui-perche ciafeuna longa ual tre tempi» Vcntifcttc femibreui,perche ciafeuna breue ne ual tre» Ottanta una minima.pche ciafeuna femibreue ual tre minimetper ilqual

ordine facilméte fi hara notitia di tali canti«Et nota che ne gli lèguenti in/

tcndemo fempre il fopradetto fégno» fjLa maffima ne la fecoda figura del modo maggior pfetto ualera tre loti/

ghc:la longa due breuùla breue tre femibreuijla femibreue minime tre* Tre longhe.,perche la maffima è* perfetta* Due brcui3pcrche la longa è imperfetta. Tre femibreui.perche la breue é perfetta» Tre minime, perche la femibreue é perfetta» UjLa maflìma del modo maggiore imperfetto uale due leghe; breui Cd-Se/

mibfcui.xviii^minimeJiiii» Due longhe,perche la maflìma e imperfetta» Sei breui3perchc la longa ual tre breui» Diciotto femibreui^perchc la breue ual tre femibreui» Cinquanta quatro minime,perchc la femibreue ual tre minime. fjLa mafiima del modo minor perfetto uale due loghe: breui fenfemibre/

ui.xyiii.minimeJiiii» Due longe,pcrche la maffima é imperfetta. Sei brcui,perchc la longa ne ual tre» Semibrcuhxviii.perche la breue é perfetta» Minimejiiii.perche la femibreue ne ual tre»

c a

LIBRO

f~LA mafiima del modo minore imperfctto,ouer fecódo il uolgo detto per

mezo,ual tre longhetbreui quatro:femibreui*xii.minime*xxxYÌ. Due longhe,perche la mafiima é imperfetta* Breui quatro,perche la briga é imperfetta» Semibreui.xii.perche le breui fon perfette» Minimc»xxxvi*perche le femibreui fon perfette/rome la figura dimoerà.

PRIMA DIMOSTRATONE,

Segno del | modo magf gior pretto, minor per* fetro , tépo pcifctto,*: prolatione perfetta»

11

Segno del f modo mag giorpfetto, minor imp ietto , tépo perferto,& prolatione perfetta*

Segno del | modo mag | gior imper* fetto.minor perfetto, &L imperfetto, tempo per* fettOj&pla rione per; fetta»

Segno del modo mi» nor gfetto, tempo per* fetta, OC f> lattone per fetta»

Paufaeflcn tiale , del modo mi* nore imp* fetto,tépo perferto.dt prolatione perfetta»

VALORE DEL MODO MAGGIOR. PERFETTO, NEL TEMPO IMPERFETTO, ET PROLATION v PERFETTA, COME QJVI C CAP. XIL

LA mafiima del fegno fopradetto uale tre longhe , breui .ix» femibreui xviii.mimmc.lnn.Tre longhe,per cflèrc la maflìma perfetta. Breui. ix» perche la longa è perfetta.Semibrcui.xviii.perchc la breue ual due fez mibreui. Minimc.lini.perche la femibreue ual tre minime.

PRIMO;

PER IL SECONDO MODO DEL MAG/ GIOR PERFETTO* CAP. XIII.

LAmaflìma ual tre longheJbreui»vùfcmibreui.xu.mimmc»xxxvi. Tre longhe,perche la maflìma è perfetta, ' Brcui. vi«perche la briga è imperfetta» Semibrcui.xii. perche la brcuc è imperfetta* Minimcxxxvù perche la fe< mibreue è perfetta»

PER IL MODO MAGGIORE IMPER/ FETTO» CAP. XIIII»

LA maflìma del modo maggiore imperfetto ual due loghe:breuùvùfe/ mibreui.xii.minime«xxxvi» Due lóghe^che la maflìma è imperfetta* 3rcui*vi»per eflère pfetta la fua longa.Scmibrcuuxiùper eflère imperi fetta la fua breue. Minime.xxxvi»pcrche le femibreui fon perfette»

! !

PER IL MODO MINORE PER/, FETTO* CAP* XV.

LA maflìma del modo minor perfetto ual due loghejbrcuùvi. ièmibre/ uuxii.minime.xxxvi» Due lóghe,per eflère imperfetta la fua maflìma. Breui fei_,per eflère la fua longa pcrfetta.Semibreui.xii.per eflèr la fua breue non perfetta»Minime.xxxvi.perche la (èmibreue è perfetta*

PER IL MODO MINORE IM/ PERFETTO. CAP. XVI.

LA maflìma nel modo minore imperfetto ual due longhe,breui.iiiùfe>, mibrcui»viii.minime»xxiiii.Due 15ghe,rifpetto a la maflìma impfetta. Breui.iiii»rifpctto a la longa imperfetta. Semibreui.viiucagionc del tempo imperfetto. Mi'nime»xxiiii.perche |a femibreue è perfetta,come ne la figura appare.

C Hi

LIBRO SECONDA DIMOSTRATONE.

Segno del j modomag i gior pfetto, I minor pfet to,tépo ira perfetto, 8L prolatione perfetta*

I

Segno del modo mag gior pfetto, minor imp tetto , tépo | irapfetto.& prolatione perfetta»

Segno del modomag« | gior imper fetto,minor perfetto, 8L imperfetto tempo imp fetto,&pro lationeper fetta»

Segno del modo mi* nor pfetto, tépaimper fetto,&pro lationc per fetta»

I Paura effen* tiale,delmo do minore imperfetto, tépo imper fetto.&pro lationeper fetta»

VALORE DEL MODO MAGGIOR PER/

FETTO, NEL SEGNO DEL TEMPQ

PERFETTO, ET PROLATIONE

IMPERFETTA, COME Q_VI Q.

CAP< XVII.

NEI fegno di' fopra nominato la maflìma ualera tre lohghe, brcuhix* femibrcuùxxvii.mmimeJinù Trelonghe,perchc la maflìma è perrfetta. Breuùix.perehe la longa neual.iii» Semibreui»xxv«ùpercrie la breue è perfetta» Minime.luu,perche la femibreue ne ual due minime.

PRIMO

PER IL SECONDO SEGNO DEL MODO MAGGIOR PERFETTO, GAP. XVIII.

LA maflìma del fccodo modo maggior pfetto ualcra tre I5ghc,breui»vi. fcmibrcui,xviii*mimme»xxxvi»Tre longhe,pche la maxima è gfetta. Brcue fci,pcrchc la longa ual due breui. Semibreui.xviiuperchc la brcue ne ual tre* Minime.xxxvùperchc la femibreue e imperfetta»

PER IL MODO MAGGIOR IMPER/ FETTO. GAP. XIX.

LA maflìma del modo maggior imperfetto ualera due lóghejbrcui fei; femibreui»xviii.minime.xxxvi» Due longhe per eflèr la fua maflìma impcrfctta.Rreui.vi.perche la longa ual tre tempi»Scmibreui.xviii»j>/ che la breue è perfetta»Minime»xxxvi.pche la femibreui ual due minime»

PER IL MODO MINORE PER/ FETTO» CAP. XX,

LA maflìma del modo minor perfetto ualera due léghe., breuùvi.fénn/ brcue.xviii.minime»xxxvi. Due I5ghe,per eflère la maflìma imgfetta» Breui fei.perche la longa ne ual tre. SemibreuKxvHÌ«perche il tempo è perfetto. Minime,xxxvi\perche la femibreue é imperfetta.

PER IL MODO MINORE IMPER/ FETTO. CAP. XXI.

LA maflìma del modo minore imperfetto ual due lóghe, breui quatro, fcmibreui»xiùminime»xxiiii\Due longhe.per eflère ogni maflìma im/ perfetta» Breui quatro,per eflère ogni longa impfetta«Semibreui.xiù perche la brcue ual tre femibreui» Minimc»xxiiii.perche la femibreue ual due minime.

LIBRO TERZA DIMOSTRATONE.

Segno del | modo mag gior perfet 1 to.minorg^ fetto,tépo| pfetco, 8C| prolatione imperfetta |

k

Segno del modo mag gior perfet

to,raior ini perfetto, pfetto, Sd^latione

imperfetta

Segno del ; modo mag j giorimpfet. to,minor g \ fctco,&:im pfetto, nel tépo pfet* to &proIa§ tióe imper | fetta»

j Segno del modo mi*| nor pfetto, f rempo peri

! fetto,&pro 1

ìlationeim»!

1 perfetta,

1

Paufaeflen tialc , del | modo mi; | nere imperi! fctro, tépol perfetto^ ! prolationel imperfetta I

T

VALORE DEL MODO MAGGIOR. PERFETTO NEL SEGNO DEL TEMPO, ET PROLATIONE IMPERFETTA COME QVI, C. CAP. XXII.

LA maflìma nel fopradetto fegno ualera tre longhe, breui.ix» femibre/ ui\xviii.minime.xxxvi.Tre lóghe,pche la mamma é pfetta, Breuu'x. perche la Ioga ne ual tre,Semibrcuhxviii.pcrche la breue é impfetta. Minime.xxxvJ.perchelafemibrcue non e perfetta*

PER IL SECONDO SEGNO DEL MODO MAGGIOR PERFETTO. CAP. XXIII.

LA maflìma del fegno fopradetto ualera tre longhe, brcui fri, lemibrc/ ui.xii.minimc«xxiiii.Trc longhe,pcrche la maflìma è pfctta,Brcuuvi. perche la 15ga è imperfetta* Scmibreui^xii.pcrche gli tempi fono imf perfetti.Minime,xxiiii.perche la fernibreue é imperfetta.

PRIMO PER IL MODO MAGGIOR IMPER/ FETTO. CAP. XXIIII.

LA maflima del modo maggior imperfetto ualera due lpghe; b'f eui.fi* femibreui.xii.minimc.xxiiii» Due longhe,perche la mafiìma non e perfetta. Breui.vi.pcrche la longa é perfetta. Semibreui.xii.per cflère il fuo tempo imperfetto» Mjnime.xxiiii.perche la femibreue é imperfetta.

PER IL MODO MINOR PER/ FETTO» CAP. XXV.

LA mafiìma del modo minor perfetto ualera due longhe : breui.yi.lc^ mibreuuxiuminime.xxiiii. Due longhe^perche la maflima è imperfetta. Brcuuvi.perche la longa ne ual tre. Semibreui.xii.per che la breuc è imperfetta. Minime.xxiiii.perche la femibreue è imperfetta»

PER IL MODO MINORE IMPER/ FETTO. CAP. XXVI.

LA mafiìma del modo minore imperfetto ualera due longhe, breui.iiii» femibreui.viii.minime.xvi. Due longhe,perche la maflima è imperfetta. Breui.iiii.perche la longa ne ual due. Semibreui.vni.perche la breue è imperfetta» Minime.xyi.perche la femibreue ual due come per la figura è chiaro*

LIBRO qVARTA DIMOSTRATICENE,

DE LA INTELLIGENZA DEL MODO MAG/

GIOR PERFETTO, ET IMPERFETTO;

MODO MINORE, ET TEMPO PFR.

VARII SEGNI DIMOSTRATO*

CAP. XXVII.

POi che noi riabbiamo dimoflrato la cognicioe del modc^tepo^ prò/ latione fecondo gli modcrni:parmi cofacoucnicnte dimoftrare alcuni altri modi fcgni diflìmili occorrenti al pratico fecodo lufo de gli an/ tichi «Impero che alcuno di quelli anchora R ritruoua«Per laqual cofa il pri/ mo è da notare , che per il circolo 8C femicircolo dinanzi porto a due cifre numerali , gli antichi mufichi intendeuano il modo maggiore ; poi per la prima cifra il modo minore : 5C per la feconda il tempo come qui, Ó55* Il perfetto ueraméte fi conofceua da lo impfetto per il circolo, qual è figura

PRIMO

pfctta: & limpcrfctto p fi femicircolo: coli p la cifra ternaria la pfettione: 6C pia binaria la imperfettióe* Per tanto il fopradetto fi dirà (ègno di modo maggior pfetto per rifpctto del circolo,8C per la prima cifra di modo minor pfctto;8£ p la fccoda di tépo anchor pcrfctto.Cofi ritrouando il femicircolo, hara natura del modo maggiore impfetto p eflèr forma imperfetta : di poi feguira la binaria cifra,modo minore impfctto:8t nel lultimo il fimilc troucrrai/ara indino di tépo imperfetto:come gli prefènti dimoftrano.Oi» Anchora farà prima la ternaria cifratdiremo modo minore pcrfetto.C^i» ££ farà ultima,tempo perfetto come qui Ca5* ^a ^e ^*araìa ptima,8t la feconda afra ternaria:haremo modo minor pfetto 8C tempo perfetto: come qui C 55*^e anchora farà la prima,& fecoda cifra binariatfara modo mi/ norc imperfetto ó£ tempo imperfettotcome qui Oi.Et perche tal ordine da gli nortri c5pofìtori no è ufitato,piu di querto no mi extendero»

DE LA COGNITIONE DEL MODO MINOR

PERFETTO, ET IMPERFETTO, TEMPO,

ET PROLATIONE PER VARII

SEGNI» CAP. XXVIII,

NE la parte fupiore riabbiamo dimoftrato St narrato la intelligenza del modo maggiore,minorc:8C tépo per le ciixe ternarie 8C binarie: 8C pchc alcuni hàno anchora dimoftrato il modo minore con il cir/ colo femicircolo : 8C il tépo per le medefìme cifre: uoglio in qualche parte fodiftare a coloro gli quali forfè harano piacere di cotale intelligcnza.Hànp aduque a fape che gli circoli 8C fèmicircoli cogiunti, ót manzi porti con una cifra fola:efIcndo de la cifra diminuti, muteràno il modo di maggiore in mi norc: cioè che il circolo o femicircolo refta in luogo de la prima cifra terna/ ria^oucr binaria: lequal di fopra prima dimoftrauano modo minore pfetto, 8C impfetto.Pcr tanto nota che il circolo inàsi porto ad una cifra fola terna/ ria/ara modo minor pfetto^C la cifra tépo pfetto:come qui, O^^Et quàdo tal circolo farà con la binaria, diremo modo minor pfetto di tépo impfetto: come qui Q2> Se anchora farà trouato il femicircolo con la cifra ternaria: dimoftrera lo impfetto minore modo nel tépo pfetto come qui C3-Et co la binaria,modo minore impfetto 8C tépo impfetto eoe qui C*- Oltra di qfto

LIBRO

uolédo egli fegnare la^plation pfetta,lo augumetano di uno puto in mezzo del circolo o femicircolo,come ne gli feguéti fegni fi uede 03 , Q%. £5* Qj. gli quali al prefentc poco fi ufano.No dimeno il tutto fia in tuo arbitrio*

COME SIANO INTESE LE NOTE, OVER FIGVRE PERFETTE GAP. XXVI IL

FAcilmentc da alcuni fi potrebbe in quello che di fopra de la pfettione babbiamo parlato : dubitare ne gli cfTempii dimoflrati la maflìma del modo maggior pfetto é fempre perfetta: la longa nel minore:8C la breuc nei tépo:8t fimilmente la femibreue ne la prolatione.Et perche qui tu poffi finamente intedere3auertirai che detta mafiima,longa,breuc, farti/ breuc no fempre fon pfette:ma in arbitrio del copofitorcNoi adùquc ordì/ neremo cflere tre modi, per gli quali harai notitia in che modo tal note a te faran ternarie* Et prima quando tu truoui una maffima nel modo maggior pfetto inanzi di una altra maffima,o fia cflà fecóda maffima uacua o piena: fempre la prima farà perfetta» Il fimile harai de la longa nel maggior modo impfetto^éc minore pfctto.Cofi la breue nel tempo pfetto:St de la femibreue ne la prolation pfctta,Pcr laqual cofa Ci cóferma la antica regola da gli mu/ dei data Cioè che una nota fimile inauri ad una altra a fimile , mai non può eflère imperfetta : intendendo quegli la fimilitudine no fecòdo il colore, ma fecodo la forma:benche alcuni impropriamente rompano tal regola nendo inanzi due rimili una minor con il punto inanzi porto :penfanclo che detto punto habbia forza di imperficere tal prima nota : ma quanto fiano lontani da la ucrita35C da la comune oppenióc de gli antichi muiìchi,qucfto lo dimoftranotpcro che la imperfettióe ha luogo in tutte le minori figure, non hauendo la perrcttione oiTcruata in le fimili, farebbe da meno che detta imperfettióe & in quefta fimilitudine rinchiudono anchora le paufe:lc quali faràno nel fecondo modo per noi inanzi detto: perche trouando la maffima dauanti a le tre paufe dimoftratiue il modo maggior perfetto: o fiano paufe di tre tepi o dui:per eflcr dette paufe la quàtita St ualore duna figura malfi/ matreftano fimili a ella figura:c£ per confcqucntc detta malljma e perfetta* Cofi la longa del modo minor perfetto appreflo la paufa de gli tre tempi o dui3fèmprc farà perfetta: benché alcuni a quefto fiano cotrani: cioè che effa longa nanzi la paufa de gli dui tempi nel modo minor perfetto antedetto,

PRIMO

femprc fia pfertatper molte caule quali £pcr no cflèrc pli'flò) lafcieremo» Nódimeno qllo che a te più piacetoflTcrucrai» Aduque la breue 8C femibreue del tépo pfetto 8C prolation pfctta:nanzi la fua fimile figura,o fia paufa a equale:fcmpre farà pcrfettajl terzo modo è,che ogni maflìma di elio modo maggior perfetto hauendo appreflo a (e un punto, tal punto è la reintegra/, tionc,8C augumcnto di una parte terza:laquale reintegratione dimoftra che eflà maffima è di quantità perfettatouero di tre longhetcome fu detto di fo/ pra. Onde quello medefìmo fi concede a la longa del modo minor perfetto: Si il fimile a la breue femibreue del tempo ài prolation pcrfetta:come ma nifefta la figura prcfente:ne laquale non fc hauuto riguardo al numero de le note ncgrc3ma folo a la brcuita;come examinando uedrai.

DIMOSTRATONE DE LE NOTE PERFETTE.

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DE LE NOTE IMPERFETTE, CAP. XXV-

LA imperfettione de le note è una aflrattione di una terza parte conte/ nuta in cfla figuratSC quella impfetta figura cade ne la maffima Joga, brcue,8C femibreuetlequal figure poffono imperficcre una maggiore: Si da una minore cflere imperfette:!! da la parte dinanzi^come di poi:cccct/ tuando però la figura mafiima : laquale può cflere imperfetta da diuerfe fi/ gure : ài ella non può imperficerc altra figura : perche dinanzi a fc non ha nota5oucr figura di maggior quantita:nc laquale ella fi poffi riducere come parte terza:come comanda la uniucrfal regola : cioè che ocmi nota che im/ perficc una altra5bifogna fia minore di quella imperfettibilc:comc la longa, che imperfice la mafiimada breue la longa.la femibreue la breue: di la mini .ma la femibreue. La maffima adunque può cflere imperfetta da una longa:

D iii

LIBRO

come da parte fua propinqua:8C da una brcuc,da una femibreue, 8C da una minima ne la prolationc pcrfctta:come parti dependenti luna da laltra:ouer di tanto fuo ualore.eome dimoftrano alcuni canti antichi* La Ioga anchora può cflTcre impfetta da una breue5femibreuc_, 8C minima in cfla;plation per/ fetta.Il fìmile la breuc da una fcmibreue38C minima ne la prolarion perfetta» La iemibreue folo da la Tua terza parte quale è la minima può eflcre impcr fetta:da altra figura mai no è coceflo. La imperfettionc è confederata in tre modi principali* Primamente quado fi truoua una figura perfettibile fepa/ rata da la fua fimilcJSC congiunta con alcuna minore: 8t quefta feparatione fi fa in dui modi : cioè da la parte dinanzi , ouero da la parte di poi : o uuoi dire da la minore antecedente^ fuflèguerite* Il fecondo é per gli punti pofti apprcfTo le figure perfettibili* Il terzo modo per caufa del colore , cioè ne/ grezza. Trouaii anchora detta imperfettionc non folo quando dopo dette figure feguano le minori : ma anchora quando fono poflre auanti le paule, ouer note maggiori di fetchc da lo antecedente minore uengono a ciTèrc di/ minute5oucro imperfette: come dichiara la feguente figura.

IMPERFETTIONE DE LE NOTE.

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COME LA LONGA NEL TEMPO PER/

FETTO NON SI PVO DIRE IM/

PERFETTA. CAP. XXXI.

FOrfe che alcuni credono che la longa del tempo perfetto dimmuta da qualche partejia domandata imperfettan'mpero che eiTèndo formata di due breuùrefta in quantità di (ei femibreuhlaqual quantità fenaria, quegli dicono elTer perfetta : 5C che anchora genera il ualore di tre breuì del tempo imperfetto» laqual cófideratione io ueramente fon cottario: pche

PRIMO

uoo-liono numerare le parti remote^ remotiflìme p le parti propinque : ri/ trouerrano tutta la pfettione 5C imperfettione uariata:perche trouando una longa del modo minore fiC tempo perfctto,laqual cotienc tre breui.uolendo pigliare le partii quantità remote/ara il numero di nouefemibreui:qual é la quantità di breui quatro SC mezo del tépo impfetto : 6C per tal caufa farà detta briga più che p£etta,o fupflua» Similméte harano di una breuc porta nel fegno de la prolation pfetta 8C tempo impfcttotlaqual ual due ièmibreut cótencnti fei minime: & oche fei minime fanno la quàtita di una breue per/ fetta:fegucria che tal breue fufli domandata pfetta.Quefto anchora farebbe di una breue del tempo perfetto di prolatione perfetta: laquale è di numero di noue minime : che fi potrebbe domandare una longa SC una minima di quelli fegni Q .Anchora accaderia de la breue pofta in quefto légno ' 0 & laquale dimortra numero di due femibreue: lequali fono numero di fa' mi/ nime:che cflà anchora poteflì dire breue pfetta : perche fei minime fàno la quàtita di tre fèmibreui ne la prolatione imperfetta: 8t in molti altri modi potria dimostrare: de gli quali ne nafeerebbe aliai inconuenienti: ma folo fi cófiderano le parti propinque a generare il pfetto numero, 5i lo imperfetto. Del che diremo la longa di fopra da noi aflònta , quando a lei farà tolto al/ cuna parte:longa diminuta.,8C non imperfetta:pche cofa alcuna no fi. debbe dire eilèr imperfetta:fè prima non é ftato in lei perfettione.

DE LA COGNITIONE, ET NATVR.A DEL PVNTO. GAP* XXXIL

IL punto quantunque fìa di forma in apparenza minima , in potenza è grande:dd quale no fi può dare in mufica rifoluta 6C ferma quantita,ne ualorc:impero che eflèndo auanti o di poi patto a le figure cantabili, oche in dette figure è differenza: ha diuerfo lignificato di forma 8C quatita. Dnde tal puto di neceflìta bifogna che dimoftri uarii effetti: perche eflèndo dopo la maflìma aggionto , gli accrefee la quantità di quella mezza parte laquale é una longa:5C a la Ioga una breue: & a la breue una femibreue:8C a la lèmibreue una minimaPer tanto(come é detto} cilò punto ha di natura uarie quantita:ma una (bla forma 8C fegno.Et per tal caufa nafce,chel detto punto Ci chiama hor di pfettione:hor di diuifionc:SC hor di augumètatione. Il puto di perfettione è quello il quale é pofto appreflò le note fottopofte al

LIBRO

fcgno di pfettionetcome la breue del tépo pfettotouer apprcflò di' una malli ma o longa del maggior modo 8t minor pfetto: o di una femibreue di prò/ lattone pcrfcttaxome appare al cap*de la perfettice di fopra detto. Si che il punto porto dopo la breue del tépo pfetto/ara chiamato punto di pfettione come qui . Q jd-_~ perche numerado quefte:'Qffi?r a la breue fi dice due:8C a la fegucnte femibreue unatche fano infieme giunte tre* Ma numerado que/ fto: ^O^ a la breue no fi dira due58C al pùto una:ma fi nomina eflà breue co il punto dicendo trc:come fuflì una breue laquale lènza alcuno fegno accidctalc p fufle intera 6C pfetta come qui: zQ^i& Per tanto elfo pùto é detto di pfcttionetpche dimoftra che tal figura dal copofitore é pferuata in/ tcra S£pcrfctta:pche fenza il punto forfè farebbe da una fegiìente femibreue fatta in pfctta:come comada il precetto de la impfettionc* Sogliono alcuni intéderc tal punto edere il ualimeto di una femibreue cantabile:££ forfè an/ chor fi péfano che fiano catabili gli puri dopo tal note:a gli quali fi rifpòdc; che tal punto fuflì intefo cflère una femibreue come qui: § .->. H. A— . la breue remerebbe perfetta: 8t la fecoda femimibreue no fa vF7. " sTMc rebbe alterata come fi dimoftrera nel fèguéte cap*pche remerebbe in tal prò cedo ÒL figura* bj ma . Ma dico che quel puto in tale eflèmpio e fu j perfluo:cflèndo M^ ^ ti da lui pollo per punto di pfettionc: perche if punto de la pfettione é quello il quale fenza tal punto la nota a laquale cflb pnuto e di poi pofto, retta imperfetta : per tanto in tal figura farà leuato quel punto: la breue reflxra cofi pfetta fenra punto^comefi faccia col puto* Dico aduque che il puto de la pfettione no é quantità ne parte del tépo:ma folamentc e fegno accio che il cantore cóprenda che la nota che ha il punto dopo fe,é cóferuata da la impfettione:& p tal caufa la fecoda femibreue farà in qucfto eflèmpio alterata: -,, h & no in quefto:^ft^K aduque tal punto mai no é cantato, ne ^"ft^zz anchora é ualoredi femibreue : ma (Vomc ho dettola come fcgno dimostrante la pfettione a la breue:laquale forfè farebbe diminuta^fiCimperfetta di una femibreue feguéte o fuo ualorc. La confideratione del punto de la diuifione fi manifefta ne le cópofitioni del modo maggiore & minor pcrfetto:anchora nel tépo 8C prolatione perfetta: perche trouandofi il modo/épo^ prolatióe diminuti de la fua terza parte, 6C bifognado il fauore a tale reintegrati5e:é dato neceflàrio haucre riabilito tal fegno a riducere la quatita ternaria fecódo la naturai forma de le note: 8C pche il puto molte uolte uaria ne la fua diuifione:ti aucrtifeo che il punto di fopra detto dopo la fua diuiiione3puo impcrfìcere,8£ alterarc:perche tra/

PRIMO

uado la pfèntc figuratione -Qjd-fffrs" qfto pùto uicne a generare dui effetti: prima diuide:da poi impfi ce: pche no fi trouando il punto fra le

due fcmibreui.uerrcbbe a cflcre la prima breue di quatita pfetta: ài p confe/ quéte la fecoda femibreue farebbe alterata: no eflendo tal pùto di diuifionc. Suole anchora alcune uolte opare diuifionc 8t aiterationc(comc è detto} in qfto modo "QNft'^fr'Nr ma no cfìcndo pùto infra lorotla prima breue re/ fiera intera 8t pfetta come qui: -Q fl fr $$*É. perche fi Ucde dopo la prima breue un tépo intero & pfctto,diuifo in parti propinque: per ilqual modo è manifcfto_,che la prima breue è perfctta:de laqual dimoflratióe il pùto de la diuifionc,può eflcre chiamato di impfettionc38c di alteratione:comc fi com/ prende. Per tanto Cenci modo maggior perfetto infra due longhe troucrrai punto:diremo punto di diuifionetlc infra due breui nel modo minor pfetto: punto di diuifionc:fc infra due femibrcui del tépo pcrfetto,il fimilc.Cofi an/ chora ne la prolation pfetta infra due minime. Vltimaméte il pùto di augu/ mentanone è fèmprc mai qucllo/he è pofto dopo ciafeuna nota del modo, tempo^òC prolatione impertetta:come la feguentc figura dimoftra.

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D i perfettionc , Di diuifionc t

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Et di augumentatione.

DE LE NOTE ALTERATE, ET SVA INTELLIGENZA. CAPI XXXIIL

ALteratione ne la mufica è una dupplicatioc fecodo la forma de la fi> gura alterabile: cioè è una l5ga:fara cantata per due 15ghc:8C e Dreue,p due brcui:fe é una fcmibreue_,p due femibrcui:& una mi/ nima,p due minime.Se la Ioga farà formata di tre tépi oucr brcui:Stchc tali breui fiano impfettc:farano di quatita di fèi femibrcui.Onde alterata tal lon ga,ualCTa«xii.femibrcui; & le breui di qfta Ioga Tarano ternaricaoucr-pcf /

LIBRO

fctte:dcttc broli faranno la quantità di nouc fèmibreui : & alterata cflà lon/ ga:fara di quantità di fèmibreui .xviii. Et fappi che le figure oucr note alte/ rabili fono quatro^cioè longa breuc rcmibreue ài minima* La breue adun/ que alterata fc farà pcrfctta;hara quantità 8C ualore di tre femibreui:ót alte/ rata rclkra di fehma fc tal breuc farà imperfetta: hara il ualore di due femi/ brcui : ài alterata di quatro: ài fc farà femibreue di prolatione perfetta: ha/ remo la quitita di tre minime:5C alterata faràno fa': fc farà imperfetta ài al/ tcrata:farà di quatro minimc:laqualc altcrationi fempre uengono in difpo/ fitionc ài quantità pcrtetta. Hora per non mancharede la intcntion noflra circa la faciiita^confidera un precetto» Che ogni nota la quale ne gli fegni è ordinata perfetta : fempre la Tua figura propinqua è quclia,a laquale è alle/ gnata laltcrationc in quello modo : cioè che cllcndo la maffima nel modo maggior perfetto eli ualuta di tre longhe : fenza alcun dubbio fi domanda paletta. La nota alterabile farà la longa:pcrchc la longa è doppo la mafli/ ma:fiinilmcntc la breue è dapoi la longa: ài la femibreue doppo la breue:8C la minima dapoi la fcmibrcue.Per tanto (Ci comchabbiamo detto} eflèndo la malìima pcrtetta: la longa farà alterata: 8C cflà longa farà anchor per/ fota:per conlequentc la breuc farà alterata: 5C fc la breue,la femibreue: ài fc la fcmibrcuCjla minima.Scgucndo adunque la necefììta di tal altcratione, è di bifogno dimoftrare in che modo tal note ouer figurc^ebbiano o poflono alterare:^ prima auertifci.Che ritrduàdo due longhe in mezzo a due maf/ fimc oiuo ualore fenza punto alcuno: fempre altererà, ouero dupplichc/ ra la feconda longa: come qui i W ti ti W Ma il pùto farà tra le due lon -glie eoe qui /p=Jti'tipzS> l l «nò farà più alcuna altcratione,

Mcdefima/ |j ( | mete fc faràno tre lóghe in mezzo di due maflì/ me , ài che il punco fi interponga tra la prima & feconda longa come qui: /^=j a . ti ti tisi / la terza longa farà alteratala non hauendo il fopradetto Irli I punto:quelle tre lóghe refteràno nel fuo proprio ualore:S£ anchora la prima maiTima farà pfctta:fc inanzi da altra nota farà impe/ dita:cofi la maflìma fccóda potria rellar pfetta:fc doppo lei no feguiifi altra nota minore di fc come qui. 'p=ti ti ti ti Jssd/Similmétc talmodo di altera/ tióefcguira:fe tra duco più 1111 | maflime faràno.v.longhè co/ me qui; / f=| ti ti ti ti ti |=a /farà ncceffario che la quinta longa fia alterata: perclfer I I I I I I I diminuto il modo maggiore di una longa,N5 -altera aduqne la longa per altro : non per reintegrationc ài compimento di detto modo maggior perfectoXa breuc per adempire il ternario numero

PRIMO

idei modo minor perfetto La femibreue per conféguire la numerofìta tef $ naria del tempo perfetto. Et la minima altera per perficere la diuifione de la prolatione perfetta.Dcl che da tutti gli mufici è cóccfto che la fecóda oucro ultima, SC non la prima figura minore debbia alterare : perche ogni perfet/ rione in tutte le cofe è conceflà nella fine : 6t non nel principio. Et nota che il punto ilquale è tra la prima & feconda longa del eflempio pofto di fopra: fi dui effetti. Il primo é che fa imperfetta la fua antecedente maffima da la longa feguente. Laltro fa imperfetta la feconda maffima da la longa prece/ dente: quefto anchora intenderai de le breui ££ femibrcui35£ minimetdato, che gli fuiflìno porte paufe dinanri in luogo di note: come ne la feguente fi/ gura apparetma non per loppofito:pcro che le paufe &£. note di color ^ienod mai non poflono cflère alterate.

Semibrcui, St minime alterate

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Longhe,

Dreui, fèmibreui, minime alterate

COGNITIONE DE LA MASSIMA, ET LONGA DI COLORE PIENO. GAP. XXXIIIL

LA natura 8C quatita de le figure ouer note negre, è che ciafeheduna fi> gura comporta ài numero ternario.eflèndo di color pieno refta dimU nuta di quatita di una tersa parte:come farà de la maflima del modo maggior pfetto:8£ de la longa del modo minor pfctto:de la breue del tempo pfetto:5t de la femibreue di prolation perfetta:da lequali figure per cagione qel colore farà cftratttp da la loro quantità una tersa parte;fecódo la forma

E ii

LIBRO

8t ualorc di cflè note: come è de la maflìma nel modo maggior pfètro: qual ualc tre longhe» Ma eflà è fata negra : perderà una longa. Et eflèndo tali longhc di tre tempi perfetti formata: farà di quàtita di lèmibrcuuxxyii. Per tanto diminuta de la fua terra parte, ne reftera»xviii. (èmibreui. Ma farà formata di tre tempi imperfettimon uogliono più di diciotto fèmibreui : 85 eflèndo diminuta del terzo , chiaro è che ne rella (blamente dodici» Quello anchor ne la longa del minor modo pfetto debbi c5fiderare:laqua!e eflèndo comporta di tre breui perfette,uale»ix.femibreui:8t perdendo per la negreza il terzo , refta in fèmibreui, vi» SC non eflèndo la bj^eue ternaria,ualera.yi»fe/ mibreui:5C per il colore pdendo il terzo3refl:a in quatto femibrcuùMa nota che tal diminutione de la terza parte ne le note negre,nó folo fi truoua quan do la maflìma uale tre longhe : SC la longa tre breui : ma anchora ne gli fez gni che dimoflrano tal figure eflere imptette come qui, 0 nel qual fegno la maflìma ÒL longa poflono cflèr diuile in tre parti cquali: cioè la maflìma in dodici fèmibreui di tempo imperfetto : SC la longa in (ci : coli in quello an/ chora C nel quale fi può trouare diuifa la maflìma in tre parti equali , cioè in minime.xxiiii. 3C la longa in minime. xii.Toglicndo adunque nel primo fegno il terzo de la maflìma:re{la in fèmibreui. vii»* 8C la longa in quatto, 8C nel fecondo diminuta del terzo, la maflìma refta in minime.xvi. 6C la longa

in minime. viiucome qui appare» ^ UJ | | p | , u | Ancho

ra ti auettifeo che ritrouando tal Jvmj fjjjj^ Jx^[ yMj- -— note di color pieno fotto gli fegni / I ' I ' guenti

C (f nc 8^' 1ua^ ^a ma^ma e formata di fèmibreui. vi«»perche tal quan/ Y' tita di otto,n5 è diuifibilc in tre parti equali:è neceflario che tal note o figure trouandofi negli antedetti fegni di color piene : fiano fcfqualtcrate: oucro perdino il quarto come ne gli feguenti capitoli uedrai.

DE LA FIGVRA BREVE PIENA. CAP. XXXV.

RItrouafi ne gli canti figurati la breue piena in cinque modircioè nel modo minor perfetto,tempo perfetto^tempo imperfetto,prolatione pfctta,6C in fefqualtcra proportione»Et prima nel modo minor per/ fetto quando trouerrai le breui negre acompagnate con le longhe negre di detto modo : lequali breui non perdono parte alcuna per eflère in taliuogo

PRIMO

natura imperfcttc:ma fono cofì di'fcrittc per reintegrare la quàtita del mi nor modo perfetto : qual manchcria ne la dimoftratione de le longhc negre: le quali figure non fon concedute douerfi trouare fenza numero finitoti! nel modo come nel tempo fi£ anchora ne la prolatióe. Adùquce di bifogno che tali breui fiano cónumcrate a le longhc,ouero per fole in quantità fenaria: la qual quantità genera il modo pcrfetto:8t quefto fimile operano cali breui nel modo maggior pfetto fecondo la fua forma.il fecondo modo é.chc ogni breue negra fotto il tempo perfetto é diminuta di una terza parte , quale é una femibreue : 8C quefto per edere eflà breue formata di numero ternario: 8C coli tutte le femibreui negre appreflTo elfc breui fono ne la quantità come fallino uacuetma folo Hanno in augumento del numero perfctto:comc di fopra habbiam detto. Il terzo modo é,quàdo nel tempo imperfetto 6C prò/ lationeimpfctta,tu trouerrai una fol breue ncgranal breue negra perde una fua quarta parte quale é una minima:8C tanto refta come fc fufh una femi/ breue co un punto:o uuoi dire una femibreue OC una minima. Il quarto mo do é quando truoui nel tempo imperfetto 8C prolationc perfetta, una breue negra: 8C perche effe breue bianca è comporta di Cd minime,cflcndo negra: perde la terza fua parte:perche fa' minime fono in tre parti cquali diuiiibili: 6C p confcquentc tal figura 86 forma di colore picno,dimoftra che le fue due femibreui in tal corpo formate.reftano diminute de la fua terza partetper la negrezza apparcntc.il quinto 86 ultimo modo é,quando tu truoui nel tépo imperfetto 86 prolation imperfetta alcune breui negre : fenza alcun dubbio faranno fcfqualtcrate : cioè tre di eflè breui negre ne la battuta di due breui bianchetcome di poi al capitolo de la fefqualtera intenderai.

DE LA FIGVRA SEMIBREVE PIENA. CAP. XXXVI.

ANchora trouiamo la femibreue piena dimoftrarfi in cinque modimc gli quali nafeono uarie quàtita:86 prima nel modo minore perfetto, nel tempo perfetto,nel tempo imperfetto, ne la prolationc perfetta, 86 ne la felqualtcra proporrione. Nel modo minor perfetto le femibreui ne/ gre non perdono parte alcuna:ma fol fi fanno per compagnia de le breui:8C alcuna uolta de le longhe:pcr pficcre la quantità del modo pfetto: 86 quefto limile farà nel modo maggiore pfetto. Alcuna uolta anchora fon meflè per fchiuare la altcratione:quado il modo é fotto pofto al fegno del tépo pfetto» Coli la longa,breue,86 minima,fon fatte negre p cagione di ella altcratione»

LIBRO

Il fecóndo modo è quando Cotto il tempo perfètto Tarano femibreui negre; Si che tali femibreui fiano dinanzi doppo una breue negra : allhora dette femibreui non perdono parte alcuna del fuo ualore : ma folo adempiono la quantità ternària del fuo tempotSC quello umilmente opera quando due fez mibreui negre fono doppo una Ioga negra in detto tempo perfettojl terzo modo è quado la femibreue negra fi ritruoua nel tempo imperfetto prò/ lationc impcrfetta:auertirai che effa femibreue fi dimoftra in tre modi uarii: 8Cpcrconfèquenteapparono tre quantità diuerfe : la prima 5t feconda m qucfto modo» Q -4x I y#-M- La prima chiaramente uede eflère di

quantità di una HjtMt^ minima col punto. La feconda di una

minima:perche ' la breue dinazi a lei, è di ualore di una

femibreue 8C minima* La feguentc femibreue adunque è di ualore di una fola minima: benché alcuni dicono che tal figure debbono eflère fefqualte/ rate:ma poco importa da un modo a laltro : perche la quantità di eflè note fono fottopofte al feruigio di un tépo:per tanto piglia quello che a te piace: perche tutto torna a un folo fine»Ma ritrouado prima la femibreue dinanzi la breue come qui: $# fenza dubbio farà fottopofto tal quantità al Cerni/ gio fefqualtero: ma per non eflère tal modo troppo confueto , 8C il più de le uoite trouarfi ne la figura fopradetta da gli compofitori oflèruata : altro di quello non diro» Il quarto modo fi ritruoua ne la prolation perfetta.&C tèpo imperfetto : laqual per eflère di natura 8C ualore di tre minime, eflèndo ne/ ora refta diminuta di una minima quale è fua terza-parte : pure che fiano più di una o due infieme di tal colore,o ueramente acompagnate con mini/ me negre come qui» ~ ^ , j i Ma ritrouando tali note in quello modo: la femibreue Tf-A^-R-j- negra refta di ualore SC quantità di una minima col pun/ I I to» Per la qual cofa udendo fana/

mente conofecre tal differenza : a te farà neceflàrio aucrtire come St in che numero fono figurate» Il quinto modo farà che quando rrouerrai tre fèmi/ brcui negre nel tempo St prolatione imperfetta : dette femibreui debbono; fefquakcrare:come è detto de le breui nel capitolo di fopra.

CHE COSA SIA SINCOPA, CAP* XXXVII.

L

A fincopa ne le copofitioni del canto figurato e una certa trafportan'o ne di una figura minore a la fua fìmile:ouero equiualétctSC qllo auiene quado alcuna figura é poilaiinanzi a una fua paggiqrejouero a più:

PRIMO

a lcquali ragioncuolmentc no fi poflfa acompagnare.8C é concedo fi nel nu/ mero pfcrto,comc nel i'mpfctto:S£ tanto può cflcre fincopata 6C trafportata una paufa inan-i una nota o piu:quàto una figura cantabilc:8ctal paufa no Ci intéde più che qlla di femibreue 8C minima.Ma quegli che fincoperàno la femibreue doppo la paufa di breue o di 15ga:8t una minima doppo la paufa di breue: fono riprefi da la comune oppcnione de gli mufichi per la difficile prononriatione. Pero quecli che fincopcranno la femibreue nanzi la figura breue o lóaatofTerueràno il precetto rcgolarctpchc cantare 5t taccre/ono co trarii:da laquale cótrarieta nafee che il fincoparc che fa la nota oltra la mag giore cantabile, é arbitrario:SC il fincopare che fa la cantabile figura oltra la paufa maggiorenne é cócedutotma é fubbictto al precetto muficalc. Adun<> que la fcmibreue OC altre fimili faranno fincopatc oltra la cantabile breue, tale procella non farà incomodo t perche procede con modulationc di har/ monico concento:il quale concento harmonico la cómiftionc amena che da gli filoni nafec. Ma quando la predetta femibreue cantabile è fincopata oltra ia paufa breue o longa:pcrche il tacere non può produccrc harmonico eftctto:allhora non é lecitocene é ftato comprefo da gli ottimi mufichi an/

tichi,chc quello tranfito n 8t altri fimili, cantando la breue, no e

poco faticofo: 6C perche " i ~H ^ i % fl : tal paufa di breue (come ho detto) nulla crea la harmonia --

importa. Hano có(lituito,& per prc/ cctto rcgulare ordinato:che a maggiore dichiaratióe 8C facilita,tal pauia fia

in due paufe di femibreui diuifatnó pariméte pofta come qui: n .

Per ilqual modo farà comprefo 8C con facilita cantato:pcrche $ g ^ jiq chiaramente apparerà che la prima femibreue Si la prima ' . J

paufa di femibreue empiono uno tcmpo:& che la fccóda paufa di femibre/ uc con la feguente cantabile femibreue , reintegrano uno altro tempo. Ma cflèndo pollo come qui: 1 H AiOft- tale fincopa farà fuperflua & fruftra/ toria : 6C come termine H da fophilta , ài litigiofo intefo : perche

qui appare la integrità del tempo unito 2t non é . Impero che la mifura di cflò tempo diuide la paufa in due parti: laquale perche (come ho detto} no frutta altro che taciturnità: 6C non harmonia. La mufical diligenza per te/ nere ordine & facilita in cantando^non uuolc che fia prodotta intcra:ma fìa in due paufe di femibreui: non in una fola riga, ma in diuc- Ce diicritte. Per tato fi cófidera che la nota fincopata debbe ritrouarc la paufa maggiore di fe:ma debbe trouare la figura cantabilc;5t per tal caufa diremo tffcrc una , fuicopa in n jta,5C una in miiura ; come di iopra é marni dio »

LIBRO

COGNITIONE, ET MODO DI CANTAR.

SEGNO CONTRA A SEGNO NE/

CESSARII. CAP. XXXVIII.

B Etiche ne la prima opera da me cópolla habbfa trattato la natura,8t ualuta de le figure di legni c5tra a fègnita me no rincrefee anchora ne ia prefènte co più facilita tal uia dimollrare.Et prima nota,che quello fegno © cóparato a quello fegno G no ha alcuna difìfercnra:ma fon fìmili ne la battutati nel circolo putato harai le brcui pfette,8C le fcmibreui:6C ne laltro le femibreui folo.Ma quello O córra a quello O farà di una altra na tura:cioe che quello 0 farà ogni fua minima equalc in quàtita di una femi breuc di qucllo;0 pur oflcruando fempre la pfettione,SC alteratione occor/ rente a detti fcgni.Ànchora quello O cóparato a quello C è limile a quello di fopra:eccettuando la pfettione del tépo SC de la prolatióe.Di poi qllo O comparato co quello harai nc*la battuta de la breue di quello una fol minima del preccdéte*Cofi quello Q con quello cóparato 02. farà il limile ài quel di fopratma folaméte auertirai in quello fegno 02.,chc le loghc fon pfette:66 le brcui impcrfctte.Ma quello G con quello 0,o uero con quello altro C farà diflìmile ne la battuta: cioè che ogni minima di quello G fara in quantità di una femibreue de gli dui feguenti O C, di poi quello C con quello farà ne la battuta ciafeuna minima del primo in quantità di una breuc del fecodo:8C anchora di quello Oz. Et quello O farà cóparato co quello C farà limile ne la battuta, béche diflìmile fì'a ne la pfcttióedel tépo. Ma di qftì O faràno dupplicate le note : cioè che qllo O hara ogni fua femibreue ne la battuta di due femibreui di quello <£}♦ Da poi in quello O co quello (ha faràno le femibreui del primo in quatita &£■ battuta di quatro femibreui del feguente (j)2.Anchor in quello con quello tyz faranno le note fue dupplicate: pchc due femibreui di quello d) z uanno ne la battuta di una di quello ([) Quelli O faràno diflìmili ne la battuta:cioè che di quello O farà cantata una femibreue in quantità & Ipatio , di una breue di quello .In quello O con quello (fi faràno le figure moltiplicate in qua/ dro,cioè che ogni léga di quello §2 farà in quantità di una femibreue de lo apparéteO» Anchora quello C co quello, ([ faràno ne la battuta diflìmili: pchc in iqucllo pallerà ogni breue in quatita di una femibreue di qllo C. Quello* 2 con quello C farà ogni fua femibreue in quantica di una longa

PRIMO

del precedente. Quefto con quefto (£2 farà di' ogni* fua breue una bar./ tuta,laqualc paflèra in quantità di due brcui di quefto i. Quefto O con quefto, fon fimili in mifura. Sogliono anchora gli cópofitori dimoftrare quefto 0 nclquale ogni fua nota refta diminuta de la fua mezza parte cópa rato a quefto come efaminàdo troucrrai ne gli canti* Alcuni altri nano di moftrato tal fegno 0 coparato a quefto O eflère ogni due breui di quefto ^ in quantità di tre femibreui di quefto O SI in molti altri modi, come fare fi' potrebbe.Ma perche alcuni cofabulando dicono qual Ma la cagione che gli cópofitori noftri antichi ài modcrni,hàno oflèruato ne gli fegni di fopra mo ftrati,il ualore a le note co uarii modi SI mifure facédola differenza del cir/ colo al femicircolo coparato folaméte ne la breue:laqual refta di quantità di tre femibreui nel prefente fegno O ài di due in quefto C OC ogni altra figura cantabile refta in una equal mifura«Di poi cófiderando dicono che in quefti fegni medefimi puntati in mezzo, fanno che in quefto O ogni fua minima refta nel ualore SC mifura di una femibreuc di qfto O laqual differéza uiene per forza di quel punto: SI cofi non pare che fia da eflèr tal modo concedo: la cagione di qui uiene,fe fra gli dui légni prefenti O C non fi fa differenza di altro che da la breue perfetta a la imperfetta, SC ogni altra fua nota fia co equal mifura pronontiata SI conumerata: per cófequente refta che qua non habbia a eflère alcuna differéza,eccetto de la fèmibreue qual uiene perfetta per uigore del punto: 8t la breue uiene augumentata de le tre minime come qui GO Ma più dubbiofi reftano ne gli fegucnti^cioè che in quefto fé/ gno C fia ogni fua femibreue dupplichera comparato a quefto :8C ritro/ uando di poi che quefto fegno £ coparato a quefto & rcfti ciafeuna mini/ ma di quefto ne la quantità 6C mifura di una breue di quefto . qua la ragioe SI la intelligenra alloro manca:S£ quafi no fanno che dire.Si rifpode che da Iofquino , Si da Obreth è ftato ufìtato ponere la mifura ne la mi/ nima in quefti fegni credo che da loro tale cofa fìa più prcfto ftata fatta per autorita,chc p ragione alcuna.Impero che gli loro predeceflori Si mae/ ftri come Bufnois.,OcheghenJ8£ Duftai, Si altri aflài a gli quali per eflère a gli tempi loro ftati huomini famofi, hano preftato grande fede: OC per tanto hano feguitato tal modo:ilquale modo cioè di dare la mifura ne la minima, è da uitupcraretpche Bartholomeo rami dice,chetal modo di dare la mi fura ne la minima degli (cpii puntatile ftato(come ho detto} oflèruato da Ocheghcn.Bufnois^ Duffai38C da Giouani di monte fuo precetore:6C an/ chora da altri huomini in quefta facoltà famofiflìmu Et aggiunge il mede/

F

LIBRO

fimo Bartholomco rami, che cjfb fi può ragioneuolméte fare jpche Bufnois 6C gli altri prenominati,gli quali erano huomini magni in. quella facoltà ; fondauano ne la antiquita,cioè in mathematica ragionctlaqual tratta di co/ rinua SC difereta quàtitatde laqual quantità fi come la difereta, laqual tratta di numeri augumenta in crefeendo: coli la continua indiuidendo minuifee» Aduquc coli come gli antichi poneuano la retta mifura ne la breue 6C Ioga: 8C alcuna uolta ne la maflìma:laqual longa 6C mailìma nafeono da la breue molte uolte prcfa:coli noi diuidendo il tempo ouero la breue in partitpotre/ mo ponere ella mifura non folo ne la breue, ma anchora ne la femibreuc: Si ne la minima:lequali fon figure che diuidono il tépo ouero la breue in parti: laqual diuiiione dimoftra che la cótinua quantità no e di minor efficacia in canto mifurato,che fi'a la difcreta.Per tanto cofi come gli antichi hàno ufato dare alcuna uolta la mifura ne la longa St ne la maflìma: le quali fon figure che nafeono da la aggregatione del tépo.coli p tal ragioe eflà mifura (dice) che potrà locare ne la femibreue ne la minima : le quali fon conlìderate come parti del tépo.Ma circa quello che di fopra oppofto: cioè che co/ me tra quelli fegni O C no cade altra differenza circa la battutala li ne la quatita de la breuetche anchora in quelli O'0nó doueflè ciìere altra diffe renza che folo de la femibrcuc;8t limilmctc tra quelli C& Si rifponde che quegli che uorràno tendere a qllottroucrràno che ne la mulica mifurata uno folo fegno bafleratpche ciafeuno de gli altri come fon quelli ■©,£ O ,lì po' trebbono elèmplare & pronontiare lotto quello Qperche altro farà una breue pfetta di quello fegno/ 0 /che una longa una minima di quello u 1 ouero coli $ 0 ^.ouero coli ^ , a 4 ^ ^ ..Et in molti altri moai gli quali 1 poflono accaderc«Similmcnte altro non farà una femibreuc ptetta di quello fegno 0 /che una femibreue di quello polla cofi ,Q $v $ ^ » SC il fi/ mile accadcra di altri fegni predetti: per iaqual cofa apparena che gli noftri antichi li farebbono in uanó aftaticati:pche harebbono dimollrato p molti fegni quello che p uno folo feono li può dimollrare intédere.Onde fi deb be credere che da loro tali fegni fon flati intefi^comeper la lentcnza del pre/ detto Bartholomeo è dimollrato : doue egli dice che da gli antichi in quelli fegni 0 O/ la mifura era polla ne la femibreue : 8C che in tal fegni la breue uaicua tre mifure:SC dice che in quelli C C umilmente la mifura era locata fopra la femibreue:S£ che la breue ualeua due mifure:St dice che p tal modo la mifura alcuna uolta rellaua diuifa in tre minime:come in quclti fegni ac/ cade ,©,£, 6t alcuna uolta in due;come p quelli fegni O G era dimollrato:

PRIMO

8C dice che quello tale ordine era frequentemente oflcruato:5£ che fecodo la antica efercitatiócjc femibreui OC le minime di quelli dui fegni 0 C erano intefe cquali in quatita St pronontiationc:8C afterma che le minime 8C femi/ breui di quelli dui O C erano intra loro equalitma da noi elfo no è after/ mato,che una femibreue pfetta di ciafeun di quelli fegni 00 fia eguale a la femibreue di quelli O Qpche(j:ome e^li tellilìca)fe in quelli dui Q Q una femibreue pfetta ouer tre minimepuer fei femiminime erano cantate per la pfetta mifuratil qual modo di cantare era chiamato da gli antichi cantare r> maggiorc:8C anchora tal modo di cantare è frequetato da gli cotrapuntantt ne le capellc de gli fignori:maiTimaméte quàdo lopra canto piano tanno co trapunto:£C perche tal modo di cantare (come pruouano gli canti antichi,) era molto grato ad cflì antichi:,qualì tutti gli loro cocenti 6C harmonicc co/ pofitioni,erano di tali fegni puntati efercitati:pcr la qual cofa fi cfiflima3che da Bufnois fuflì trouato quel canto chiamato lome armètnotato co il fegno puntatoti che da lui fuflì tolto il tenore: 8t perche elfo era brieue^che da luì per hauer campo più largo fenza mutar fegno,fuflì trafmutata la mifura:la qual cadcua fopra la perfetta femibreue ne la minima: la qual cofa a Iucche era arade huomo,6C ottimo mufico:n5 fu attribuito crrore:anchorail limile ad Ochcghen; 8C altri antichi : a Obrcth, &C a Iofquino non farà uitupc^ rio hauer feguito le uelligie de gli fuoi predeccflori.M a a coloro gli quali poi aerano la mifura ne la femibreue in quelli fegni 0 0 farà no poco uitupe/ rio: pche harebbono adotto in luce quello che mai no fu penfato da alcuno dotto. Per tanto conchiudemo che in tali fegni puntati,cade la mifura ne la minima : quando in uno canto folo fuflì una fola partita di cflo canto^comc il tenorc:ma fc tutte le parti dei canto faranno per fegno puntato fegnatc, fi tenera altro ordine:perche a lhora per una mifura ouer battuta,palTcra una femibreue perfetta: oucro tre minimc:come da Ochcghen è flato oflèruatp in una parte del patrem de la fua meflà di lome arme*

COME I CANTORI HANNO A NVME/ RARE I CANTL CAP. XXXVIIL

P

Erchc molte uolte il cantore hara piacere dintédere come fi debbiano numerare gli canthbifogna che primamente confidcri il fegno fotto al eguale il canto è cópoftq; impero che emendo gli fegni differenti di fot/.

F ii

LIBR.O

tnatper cofequcntc i! numerare farà uariato:S£ perche in ciafcun canto con/ ui'cnc che fi ritruoui modo,tempo,6C prolaiióe, come nel principio tu detto? eflendo un canto di modo maggior perfetto : è neceiìàrio che in tutto il fuo difeorfo gli fia la quantità di detto modo:la qaalc è il numero di tre longhe: iimiiméte nel modo minor perfetto di tre breuitnel tempo perfetto ai tre fez tnibrcui:££ ne la prolarion perfetta di tre minime.Pcr laqual cofa non fi tro/ uando la quantità predetta: iara da noi attribuito gradiflìmo errore a que/; gli chel contrario ufano.Et ie detti canti manchcràno di fegni,oucro farano fottopofti a fegni di imperfettione: debbono hauere in il numero binario ne le parti a lequali elfi farano fottopofli : òi non come molti canti gli quali fono fegnati di tempo imperfetto, nódimeno màchano de la binaria nume/ ratione de le fèmibreui. Oltra di quefto debbi fapere : che dato che le figure da cllcr numerate fiano di ualuta ternaria o binaria_,quefto no importa<per/ che bafta che nel modo maggiore gli fia il numero o quàrita fua principale: die fono le léghe: St coli nel minore le brcunnel tempo le femibrcuitSt ne la proiatione le minime. Ma quado tuffino copofti dui o più fegnitallhora crai cófiderare la numeratione di ciafeuno per fteflencome p cflempio«Sel fuflè un canto di tépo ài prolarion pfetta : in quefta tale potrai numerare le femibreui per rifpetto del tépo:ma anchora le minime: hauedo rifpetto a la proiatione. Et cofi da te flejflò di ogni altra occorrenza potrai far giudicio: aggiungendoui la debita diligéza,laqual più che ogni altra arte o libro^puo operare ne Untelletto di qucgli,che defiderano aquiftare tal uirtu.

DE LE NOTE IN LEGATVRA. CAP. XL.

C Oli come da gli poeti Sedotti humanifti è (tato ritrouato le lettere di forma uariatc,8t differenti di nome:cofi gli mufichi hanno ondi/ nato le figure ouer note.,difiÌmile luna da laltra:cioè di nome 5C for/ tna,1a quale fi domanda nota quadrata, SC nota obliqua. Quadrata è detta per la fua forma come qui fcL Obliqua rifpetto a la longhezza fua:come la prefentc dimoftra.^, | Dclcheaucrtitai che ne le quadrate notc^ogni quadrato dimoftra F/ un corpo di una fola notauna la figura obliquale di cótrario effetto, cioè che dogni corpo apparéte^'l principio 8i lcftremo fuo, fano due notc:come effe fuff ino difh'nte OC feparatc.Et è altro la legatura, che una certa quantità di note femplici in raccolte: per laqual cofa é flato rurccfTario che fia uariato il nome,5C la fua forma:impo che e ordinato qua/

PRIMO

trdgfìgure ouer note poterti coli/gare: le quali fono mafiima^onga^breue,©^ femibreuejo fiano afecndenti o difcendcnti.La ligatura adùque afcédcnte é quella ne laquale la fecoda nota Copra auanza:56 é fupiore a la prima: dato ehc fì'a con uirgola o fenza uirgola, come qui, H 1^ ma la difeendente li/ gatura é quella ne laquale la feconda nota ap /'^T'ÉP/ pare inferiore a la pri ma come qui fey JcL. bene afeendono o difeendono: con uirgola o fenza uirgola di co I ' traria quantità 86 nomctperche trouando più figure o note oblique,o quadre fénza uirgola afcédcnti:fe elle fuffino ben mille,fem/ prc faràno breui:&6 per il contrario la prima 66 ultima faràno longhc di for/ ma quadra*Ma perche fèmpre in qucflo mioTofcanello mi fono affaticato con modi facili:pcr gli quali a te non fìa di faftidiotnó uoglio meno operare nel prefentc capitolotla dimoftratióc 86 pratica nccelTària a qucfto.Et prima nota che ogni uirgola afcédentc da la parte finiftra ataccata a la nota qua/ dra 26 obliqua3fempre dimoftra la prima 56 la feconda nota femibreueto fia afcédcnte o difcédentetma quelle del mezzo oblique 56 quadrc,fcnza alcun dubbio faràno breuhfàluo che lultima difeendente quadra laquale é longa. Et la uirgola apparirà dal canto finiflro difeendente con due note fole:la prima farà brcuc.&Z la feconda longatma fc farano più di dueja prima 86 la feconda faràno brcui;86 fc afecnderano tutte con uirgola o fenza uirgola/a/ tàno breuLDi poi la uirgola farà dal canto deftro difcédente o afcédcnte, quello non manca,che farà maffima ouero longa.Oltra di do fi truoua an/ ehora la prefente figura j^ de laquale fecódo la generale oppenione/i dice che la prima è léga 86 la fècóda breue: ma,afcédétc come qui, ^ fi di/ ce breue 66 breue:de laqual confidcratione fi adduce in contrariotperche tali figure difcédcnti 66 afe édéti come qui t^ fc^ fi dicono altro che breui; S6 le fegucnti come qui^ (^ j^ fcmibreui:pcr laqual cofa fi rifponde che nel primo effempio di fopra moflrato p il fondamento de le prefenri, eflè figure debbono efferc fimili di nome 66 quantità* Impero che no uariando le dette dinanzi afeendenti 86 difendenti , eflè non debbono anchora eflèr uariate: no dimeno quello che a te piace,ofleruerai. Vltimamente nel prindpio de la figura feguéte, fono alcune note in mezzo con la uirgolatappreflo di alcuni chiamate longhe : ne le quali appare un punto in ultimo de la fua uirgola : 86 perche fono alcuni altri di contraria oppenione : io ti pongo luno 86 lai/ tro eflèmpio , fa come a te piace.

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^C^S^o^SEl

SECONDO

E dolce e cara è la cognitionc di tutte le cofe,quella certamente dcbbe eftere foauiflìma SC acccttiflìma, la quale ne fa intédcre con ragione la più dilette/ uole di tutte laltre arti 8C faenze che nano* Per la qual cofa hauédo io^co/ me penfo} col diuino aiuto attefo , SC oflcruato già il mezzo de la mia prò/ mefla : non poffo fare che non malie/ gri St goda ira di me del mio porger mano : 01 àie ila detto fenza arro/ ganza } a qualche amatore di uirtù: per modo che hoggi mai con le fantiflìme Mufe §C duca di loro Apolline, non dico in tutto da fteflò, ma certo affai più leggiermente SC con minor fatica die prima potranno conueriàre la onde fatti partecepi de la mufica SI harmonica facoltà : gratia SC dono ueramente celefte 5C diuino : grati SC di animo magno tal uolta di me ricordarti : & bene pregarmi non fi fdc/ ameranno* Et auenga che io come huomo atto ad errare £che folo la diuina maiefta è fenza errore} minganni : & ( doue affai habbia promeffb } poco, attenda : non dimeno perche con gran zelo 6C ardore di giouarc a gii ftu/ dioiì quefta fatica ho prefa j mi gioua di darmi ad intendere che al manco per quel buon uolere , non per lcffetto : gli candidi lettori mi ameranno. Per tanto non mi effendo rincrefeiuta ratica del antecedente libro : ne quella del feguente mi farà per rincrefeere . A te anchora (ludiofo lettore non rincrefea leggere quefto con attentione : del quale non minore utilità trarrai chabbi tatto del primo Anzi Cper dire il ucro ~) molto maggiore, di più foblime effetto: perche in quello il modo di cantare hai inteio : in quefto quanto appartiene al modo di comporre fei per intendere: fra quali modi , cioè di cantare^ comporre3quella comparatione potemo fare : che feceThemiftoclechiariflìmo imperatore atheniefe fra Homcro, SC Achille: facendo limile Achille ad un uincitore di giuochi olympici, Homcro ad un trombetta che le fue uittorie predicaffi : fecondo il quale eflèmpio potemo dire noi , chel comporre ila maggiore chcl cantare : come che e maggior opera far la cofa che publicarla : le quali cofe eipedite a quefta noftra opera con la tua buona gratia daremo il diiiato fine *

LIBKO SECONDO

CHE COSA SIA TVONO. CAP. L

V O N O è uno fpatio di due uoci o Tuoni difcritto da Gamma ut ad A re,8C da A re a ^ mi ouero fecondo gli greci da proflambanómenos a hypate hypatói: le quali chorde rifpodono apprclfo di noi quelle fyllabe ut re , re mi,cofi in afcédere come in defeendere fecodo lordine naturale:8t è diuifo in due parti difFeréti:de lequali luna farà maggiore, SC laltra minore. La parte maggiore è detta da greci apoto/ mè:qualn5 importa altro che femituono maggiore,La minor parte è chia/ mata lima,che tanto è come femituono minore: laqual diuifioe refta {labile in tutti gli feguéti tuoni.il terso luogo doue è caufato il tuono,è da parhy/ pàté hypatón a licanòs hypatón, cioè da C fa ut a D fol re con quelle note fa fol, Se fol fa. Il quarto tuono nafee da lichanòs hypatón a hypate mclon cioè D fol re ÒL E la mi co quelle uoci re mi,8£ mi re,Il quinto tuono appare da parhypate mefon a lichanòs mcfon,cioè da F fa ut a G fol re ut coli dice do:fa fol,St fol fa,ut re 6t re ut in afeenderc &■ difcédere. Il fello tuono cade da lichanòs mefón a méfe, cioè G fol re ut 8t a la mi re dicendo fol la, la fol,re mi _,6C mi re,ut re,òl re ut. Il fettimo tuono il cofidera da méfe a para/ méfe^cioe a la mi re8C fcj mi co quelle notetre mi,8C mi reXottauo tuono è cfa trite fynémenón,a paranéte fyncmenontcioe b fa,8t e fol fa ut co quelle note:fa fol,8C fol fa. Il nono tuono fi ritruoua da trite diezeugmenón a para néte diezeugmenón, cioè e fol fa ut,St d la fol re con qfle fyllabe:la fol,5t fol fa,ut re, re ut. Il decimo tuono è dimollrato da paranéte diczeumenón a nétediezcugmenón,cioc d lafolre8Celamicofidicendo:folla,8tla fol,re mi,St mi reXundecimo tuono e da trite hypboiéon a paranéte hypboléon: cioè da f fa ur,6t g fol re ut co quelle note,fa fol,8t fol fa,ut rc,8C re ut.Il duo decimo tuono è da paranéte hyperboléon a nete hypboléon,doé da g fol re ut ad a la mi re co tal ,pceflo:foÌ la,5C la fol,rc mi,6t mi re,utrc,St re ut.ll ter zodecimo tuono è da néte hyperboléon a tj mi,cioea la mi rc,5£ b fa fej mi co quelle notetre muoZ mi re. Il quartodecimo tuono nafee dal fa di b la H mi a e fol fa:dicendo fa fol:S£ fol fa.Il quinto decimo tuono da e foi fca a d la fol con tal difcorfo:fa fol,6C fol fa,ouero fol la,S£ la fbl.Il decimo fello & ulti mo tuono è da d la fol ad e la con quelle notc:fol la, la lol:come ne la fi/ gura diatonica più facilmente intenderai: il qual tuono cade ne la propor/ tione fefquiottauaTpolla in quelli numeri otto a noueiouero altri limili»

SECONDO

DEL SEMITVONO MINORE, ET MAGGIORE. CAP. II.

IL femituono minore è una diftàza di due uoci, ilquale è detto da femìs che fignifìca in quefto luogo imperfetto 86 non mezzo:impcro che eflb tuono (come di fopra è detto} è formato di dui fcmituoni non equali, Ritrouafi aduque intra hypate hypatón 86 parhypate hypatón, cioè tj mi, 66 C fa ut in quefto modo:mi fa,8£ fa mucofi in afe dcre come in difcédere» Il fecodo femituono fi ritruoua tra hypate mefon 86 parhypate mefon cioè E la mi,86 F fa ut cofi dicédo anchoratmi fa,86 fa mi Jl terzo femituono è da méfe a trite fynémenón cioè a la mi re,8t b fa* Il quarto da paraméfe a trite diezeugmenón cioè fcj mi,86 e fol fa ut Jl quinto é da nére diezeugmenón a trite hyperboléon che e la mi, 86 f fa ut Jl fefto da néte hyperboléon cioè a la mi re, 86 b fa. Il fettimo 86 ultimo femituono nafee tra fcj mi, 86 e fol fa. Refiano dui femituoni differenti da quefti fecodo il genere diatonico: chia/ mati maggiori apparenti tra la fyllaba fa, 86 mi de la pofitione chiamata b fa fcj mi:laqual uoce mi,é più acuta di effe uoce fa di detto femituono mag giore:il quale fupera di uno coma il minore femituono: per tanto il minore femituono cade ne la proportione.cclyi. 86,ccxliii. il qual numero.cclyi. fo/ prauanza.xiii.al numero.ccxliii.

DEL DITTONO. CAP. III.

DIttono propriamente fi può chiamare una copofitione di dui tuonij per ciò è detto da dis,che uuol dire due uoltc:86 da tuono:a dichia/ rare che cotiene dui tuonulaqual diftaza ouero copofitioe,fi cofide/ ra in dieci luoghi uarii. Onde il primo farà da Gàma ut a hypate hypatón, cioè ^ mi Jl fecondo da parhypate hypatón a hypare mefón,cioe C fa ut,86 E la muli terzo da parhypate mefon a méfe,che fignifìca F fa ut,86 a la mi re Jl quarto da lichanòs mefon a paraméfe,cioe G fol re ut,86 t| mi Jl qnto da trite fynémenón a néte fynémenón,cioe b fa,86 d la fol reJl feflo da trite diezeugmenón a néte diezeugmenón,cioe e fol fa ut,86 e la mi Jl fettimo da trite hyperboléon a néte hypboléon,cioe f fa ut,86 a la mi re.Lottauo da g fol re ut,86 ^ mi Jl nono da b fa a d la fol. Il decimo 86 ultimo,da e fol fa ad e la«Et pche tal difeorfo genera dui nomi 86 forme uarie,in quefto modo.ut pii',86 fa la; tali nomi 86 forme^non faràno dette due fpetie:dato che fiano in

G

LIBR.O

uarii luoghi ordinati^ differenti di nomi: perche no e intra loro femituono mediato alcuno: 8C per quefla cagion no fi dirà che fiano due fpetie ma p folo: impero che gli femituoni fon quegli che fàno uariare le fpetie come fé/ guendo intcdcrai.Pcr tanto tal dittono cade ne la proporti5cJxxxi«8t*lxiiii. ne laquale il numero.lxxxuauaza il numero*lxiiii,la c|tita pfente cioe.xvii*

Dimoflratione del dittono»

Dittono

graue Dittono

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acuto Dittono

fopracuto

DEL SEMIDITTONO, CAP. IIII.

IL femidittono è una copofitionc di tre uoci:lequali in cótengono uno tuono,St uno femituono minore:come fi uede da proflambanómcnos a parhypatc hypaton,cioe Are_,8C C fa ut:8C àchora da hypatc hypaton a lichanòs hypatón:e quali fignifìcano tj mi^òC D fol re:6C cofi cfaminàdo tal difcorfo ritrouerrai due fpetie differéti di nome St cópofitióc in qfto modo: re fa,6£ mi fohdouc chiaro fi ucde efiere differéti di detto nomc_,§£ cópofitio ne:rifpetto a gli femituoni che hàno uarii luoghi.il femidittono è detto imp fetto dittono 8C no merzon'mpo che femis in qfto luogo no fignifica mezo: ma impfetto.il femituono de la prima fpetie è nel fecódo interuallo: il fé/ codo femituono nel primo rcfta:St da alcuni fono chiamati terza minore ca déte ne la pportióe Ji.a ^.Similméte^cedédo fi ritruoua da lichanòs hy/ paton a parhypate mcfon.cioc D fol re,òt F ta ut:S£ da hypatc mefón a licha nòs mcfon:che fignifìcano E la mi3&£. G fol re ut.cóe la figura ri dimoflxa.

Dimoflratione del femidittono.

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s&as affissa

Semidictoni, Quero terze minori.

SECONDO

DEL TRITONO. CAP. V,

T Ritono fccódo il proprio fuo nome è detto cflcre una copofitione di tre tuoni:gli quali naturalmétc nafcono da parhypàte mefon a para/ méfctcioe F fa ut,6C b fa q mi in qfto modo.ta Ibi re mi«Cofi anchorà da trite hypboléomqual è f fa ut acuto,a b fa tj mi fccodonl fi'mile troucrrai» Nódimeno pche cflb tritono è cofa dura,SC afpraje (lato di bifogno che fem pre mai fia mitigato, 8t indolcito con la figura ò fegno fcgucnte b, quàdo il canto no pallerà il luogo di detto b fa t\ mi:S£ qllo intendi cofi in afcendcre come in difcendcre*Ma ritornato al primo fuo luogo:tubito tal figura o fé/ gno,dcbbe eflerc rimoflà. Appare detto tritono naturalmente 5C accidétal/ méte in fette luoghi de la mano:dc gli quali gli dui iopradetti fono naturali» Il primo aduque accidétale nafce da la polìtióe hypate hypaió i.cioe tj mi, a qlla di hypate mefon quale è E ìa mi grauc: eficndo i eli j hypate hypaton il legno ài b mollc:nclqual farà mutata la fylìaba o uoce mi ne la fyliaba fa: 8t p cólèquéte la uoce mi di E la mi o uero hypate mefon: farà mutata ne la uoce fa quello che di fopra è ftato detto» Et quello fempre ne gli feguéti in/ tcnderaitpche dicédo fa in hypate mef jn chiamato E la mi grauc3ód difeor/ rèdo infino al luogo méfe chiamato a la mi re:è di bifogno porre i elio méiè il fegno di b molle. Coli anchora da trite fynemenon aie e b ta acuto a néte diereugmenon chiamato e la mi iecondo:nelquai la fua nota é mutata ne la uoce fa«Similmcnte farà da néte diercugmendn a néie hypboieon.cioc a la mi re fopracuto: OC da b fa ultimo mimo ad e la:come ne ìa feguente figura: fecondo che ne la mano fi contiene trouerrai. Cacte il tritono ne la propor/ tionc.729.fi: Ji* '

Dimoflxatione del Tritono.

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Àccidétali. Naturale. Accidétale. Naturalc.Accidctale»

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DEL DIATESSARON. CAP. VI.

la teflàron è una cópofirióe di dui tuoni uno fèmituono minore* Et è detto a dia che fignifica pc^SC teflàra quatro^ è propriameté

G ii

LIBR.O

una congiuntione di quatro uocùne laquali fi contengono tre diuerfe figure o uero fpetie. La prima hara principio in proflàbanómenos quale è A re:la fine in lichanòs hypaton cioè D Ibi re con qfte note re mi fa folnpccdendo g tuono 8C fcmidittono:ouero p femidittono 8C tuono; p tanto ogni cófonaza fempre harà meno una fpetie che non fono le fue uociio fiaquinta,ottaua3ò qual uuolc cflérc:8C in qualùque luogo trouerrai tal difeorfo: fempre farà la prima figura ò fpetie del dia teflaron detto» La fecoda figura hara principio da hypace hypaton a hypate mefonteioc fcj mi38C E la mi co qfte note mi fa fol la:diftcréte da la prima forma di nome,8C copofitioctpchepccde p femi/ tuono,tuono,6C tuono:oucro p femidittono 5i tuono:8C umilmente qfta farà chiamata in ogni luogo fecoda fpetie del dia teflaron. La terza 8t ultima fi/ gura hara pricipio da parhypéte hypaton,a parhypéte mcfon:cioc C fa ut, & F fa ut con quefte fyllabe:ut re mi fa:procedendo p tuono.,tuono.,8t femi/ tuono minorc:oucro p dittono 8C femituonotdifferéte da la prima St fecoda fpetic:pcrcio che il primo dia teflaron ha il femituono nel fecódo interuallo: il fecondo nel primo:il terzo ne lultimo:come la fcgucntcfigura.Cadc il dia teflaron ne la proportione fefquiterza prcfente.xliii.

Dimoftrationc del dia tefTaron»

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Prima» Seconda, 8t tersa figura»

DEI, DIA PENTE» CAP. VII»

LA cofónanza dia pente è una cópofìtione di cinque fuoni,oucro uoci: lequali in cótengono tre tuoni 6C uno femituono minore: detta è da dia che lignifica pcr:& pente cinque. Ha in quatro fpetie differenti in qfto modo:doc re mi fa fol latini fa fol re mi:fa fol re mi fa: di ut re mi fa fol. La prima fpetie adunque farà formata de la prima del dia teflaron con uno tuono fupioretilqual principio farà lichanòs hypató\quale é D fol re: 8C il fuo fine a méfe , cioè a la mi re: procedendo p tuono femituono,tuono, & tuono:per ilqual modo fempre harai la prima fpetie di eflo dia pente. La fpetie feconda é ordinata da la feconda del dia teflaron aggiunto un tuono: Si il fuo principio farà in hipàte mefon,do E la mi,& il fuo fine in paramele

SECONDO

quale è fcj mi acutotafcedendo per femituono minore, & tre tuoni.La terza Ipetic fi confiderà da parhypate mefón a trite diezcugmcnon,chc fono F fa ut,6t e fol fa ut, formata de la terra fpetic del dia teflaron conuerfa in trito/ no,8C uno femituono minore» La quarta 8C ultima fpetic, fi manifefta da li/ chanòs mefon a paranéte diezeugmenon, cioè G fol re ut 8C d la fol re, for/ mata de la terza figura del dia teflaron , 8C uno tuono fupcriorcjlaqual prò/ cede per tuono,tuono,fcmituono, 6C tuono* Cade il dia pente ne la propor/ tione fèguente detta fefqualtera,cioc.iii.a.ii*

Dimoftratione del dia pente*

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Primo diapente Secondo Terzo et Quarto

A La fopradetta dimoftratióc fi oppongono alcuni in cótrario: laqual quiftioe béchc fia leggiera & friuola,no dimeno qui di fotto intendo chiarirla per cagione de nuoui fcholari di quefta leggiadra 8i mclli/ flua difciplina/e per cafo fuflìno mai tentati come una uolta fui io:ageuol/ mente fi habbino a rifolucrc:fanza che p efler la uaricta condimento del di/, Ìetto:il cótinouar di fimili dimoflratiói meno fpiaceuolep cotal diuerticolq da lettori potrà fentirfi.Dico aduque primieramente che tante fono le fpctie del dia pente quanto fono le fpetic de la fefqualtera, da la quale nafee il dia pénte:8C cofi la fefqualtera effondo folo una SC no pili, feguitera che la fpctie del dia pente fia unafolan'lqual modo di arguire pare che habbi qualche rita:pche è fottile materia da difcutere:ma tale argomento è però da fophi/ fiacche appare & no è:qfto auienc pche clTi cóparano la natura del dia péti te confiderato dal mufico a la natura de la fefqualtera cófidcrata da lo arith/ meticojl mufico dice che il dia pente è cópofitióe di cinque uoci,8C lo arith/ metico dice che la fefqualtera è quado il maggiore termine cótiene in una uolta tutto il minore co la fua mcdieta:5C p tal modo il mufico 8C lo arithme tico in qfto fono differétitpche dato che la fefqualtera da lo arithmetico co/ fiderata in eftremita habbi in fuono natura di dia péntc,nódimeno no farà mcdiataiCioe che no farà cópofta di cique numeri & di qtro ,pporri6iCcome al dia pente fi couiene^le qli han cinque fuoni 8C qtro itcrualli.Sara aduque neceflario che il mufico cófideri tale fefqualtera haucre intra gli fuoi eftremi

LIBRO

cinque numeri 56 quatro proportioni.Percio che il dia pente thcoricamenre cófiderato è aggregato di tre tuoni 56 uno minore femituonotbifognerà che la fefquattera dal mufi'co confiderara inchiuda ne gli fuoi cftrcmi tre fefqui/ ottauc, 56 una proportionc cadente in quefti termini x J 6 a 245 : ne la quale (come a Boetio piace) cade il minore femituono.Ma pche ([come habbia/ mo nel monachordoj^pcedendo da ciafeuna de le quatro lettere finali al fuo quinto luogo cioè d e f g a,e f g a fcj ,f g a tj c,86 g a ^ e d gli termini medii locati tra gii eftremi de la predetta fefqualtcra , oucro dia pente dal mufico efer citata fono in quatro modi differéti uariati.però il mufico fenza mutare gli eftremidice,che eflTo dia pente hi quatto uarietà come appare nel cap.iii. del quarto libro de la mufìca di Boetio , douc in tal luogo trouerranno de le tre fpetie del dia teflàrón - de le quatro del dia pente , 86 de le fette del dia pafo.ì: lequali uarietà da Boetio nel luogo prealiegato fono chiamate fpetie le quali nafeono perche il femituono ilqualc è difiìmile da gli altri tre inter/ uallithora cade nel fecódo interuallo,hora nel primo,hora nel quarto,86 ho/ ra nel terzo. Et perche le predette quatro uarietà fiano meglio intefe 86 co/ gnofciute.gli mufici hàno loro aflègnato ordine,cioe prima,fcc5da,terza35C quarta : ilqualc ordine nafee da la fua locatione , cioè quella che prima è ri/ trouata: oucro nafee prima nel monachordo è detta prima : di poi feconda, terza, 56 quarta: onde tal ordine è oflèruato da tutti gli dotti mufici : 86 per tal modo tali quatro uarietà oucro fpetie di dia pente ò di fefqualtcra , na/ feono da la uariatione che fanno gli medii in quatro modi fra gli eftremi,5£ non dal minuire 86 accrcfccrc gli eftremi : gli quali fono fempre immutabili dia penti ouero fefqualtere : 86 non come gli predetti gli quali fenza confi/ dcratione 86 fondamento intendono cofì feguitando dicono: che per adem/ pire 86 perficere quegli quatro autentici tuoni , è ftato neceflario che fiano aiutati da quegli quatro interualli di quella unità, ò fola fpetie di dia pente. Quidimoftrano eflere inauertenti , per che per formare gli quatro tuoni autentici,non fi togliono una fola uolta gli quatro interualli di uno folo dia pénteanà tali interualli togliono differentemente quatro uolte: come di io pra é ftato cflèmplato da D graue a/g acuto:86 per tal modo a la forma de gli quatro tuoni autentici,conuengono.xvi.interualIi di dia penti: come nel trattato noftro degli tuoni riabbiamo dimoftrato : perche folamentegli quatro interualli del dia pente , non poflòno dare la forma non a uno Xolo tuono:S6 per tal modo non fi farebbono quatro tuoni differenti, ma fa/ rebbe folo uno Che quello fia il uero , fi uede apertamente in che ciafche/

SECONDO

etano tuono fi fa di otto Tuoni chiamati dia pafon,produtta da la dupla prò portionejlaqual dupla folo è una,2C no molte, Adùque fècodo la oppcnione di eflè tante fpetie di dia pafòn.oucro tuoni,faranno quante fono le fpetie de la dupla:SC per cófequcnte no potrano elTere quatro tuoni autenticatila folo ne farà uno:laqual fentenza da noi n5 è coceduta.

DEL HEXACHORDO MAGGIORE. CAP. VIIL

HExachordo è detto da hex,che lignifica Cd St chorda perche è di fèi uoci: il quale è formato di quatro tuoni 8t uno minor femituono chiamato uolgarmentc feda maggiorcmaturalmcute fi ritruoua fé/ condo lordine diatonico noue uolte uario,con tre accidcntali:pcr il qual or/ dine fi cóprcnde che folo tre ne reftano : perciò che difeorri come a te piace, Tempre trouerrai ut re mi fa fol la,re mi fa fol re mi^St fa fol re mi fa fohdil che ragioneuolméte potremo dire gli fopra detti hexachordi replicati,!! na/ turali come accidétali:pche è manifefto che da Gama ut ad E la mi graue,è tanto quanto da C fa ut ad a la mi re acuto,fi di nome, come di cópofitionc: come è da G fol re ut graue ad e la mi acuto,ÓC da e fol fa ut ad a la mi re fecódojne gli quali p cflèr uariati gli fèmituoni, p cófequéte il nome è dirle/ rcnte,come nel primo hexachordo appare il femituono nel terzo intcruallo, il fècódo nel fccòdo,St nel quarto al terrò intcruallo fi opponc:comc dimo/ Ara la feguéte fìguraXhcxachordo cade ne laproportione.xxvii.6t.xYÌ*

Dimoflratione del hexachordo maggiore.

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DEL HEXACHORDO MINORE. CPA. IX.

HExachordo oucro fefla minore è,quello il quale è confiderato per la copofitióe di tre tuoni,6C dui femituoni minori: impero che effò he/ xachordo refta diminuto dal fopra detto, la quantità di uno femi/ suono maggiore3come dimoftrano le feguenti fyllabe re mi fare mi fa: le/

LIBRO

quali nafcono da la pofitioe di A re infino ad F fa ut graue, & tali hexachor di naturalmete fei uolte ne la mano fi ritruouano* De gli quali ne hauemo il primo da detto A re ad F fa ut,ouero da proflàbanómenos a parhypate me fon.il fecodo da hypate hypaton a lichanòs mefon,cioè t| mi38C G fol re ut» Il terzo da hypate mefon a trite diezeugmenón,che fono E la mi, 8C e fol fa ut. Il quarto da mite, trite hyperboléon,cioe a la mi re, 8C f fa ut acuto* Il quinto da paraméfea paranéte hyperboléon,gli quali fono tj mi acuto,5C g fol re ut fopracuto. Il fefto ultimo , da néte diezeugmenon, cioè e la mi acuto,a e fol fa:de gli quali ere ne reftano differenti di nome,8C compofitióe come qui:re mi fa re mi fa,mi fa re mi fa fol,6C mi fa fol re mi fa.Per tanto il primo e diuerfo dal fecódo §t terzo,per caufa del femituono ilqual fi dimo/ ra nel fecódo iteruallo.il fecodo dal primo 8C terzo,e inc5trario:pche il femi/ tuono refta in graue nel primo interuallotcofì il terzo dal primo fecondo, non cocordatperche il femituono nafee in acuto a lu'timo interuallo. Per la qual cofa gli feguenti farano detti anchora replicati,perche fon fimili di no/ me St c5pofìtione:come per gli quatro accidétali fi comprende per il fegno di b molle porto in b fa tj mi,de gli quali il primo harà principio in lidia/ nòs hypatón qual e D fol re;la fine in trite fynemmenon,cioe b fa acuto,con quefti nomi re mi fa re mi fa .11 fecondo harà principio da hypate mefón a trite diezeugmenon, cioè E la mi grauc38C e fol fa ut come qui mi fa re mi fa fol* Il terzo St quarto il fimile ne le fue ottaue trouerrai. Cade lhexachordo minore in quefti numerncxxviin 8£*lxxxi.

Dimoftratione del hexaehordo minore»

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33;

fr*n^P*

Primo Secondo Terzo Quarto Quinto DEL DIAPASON. CAP. X.

Dia pafon e una cogiuntione ouero cofonanza di otto fuoni,gli quali in cótengono fecodo il genere diatonico cinque tuoni, 8c dui mi/ nori femituonu Detta e a dia, che notifica per, 6C pafa tutto, quafi una copofitioe di tutte le uociilaquale fi forma del dia teflaron,5t diapente* Et perche in eflò dia teflaron 8C dia pente fono ordinate fette fpetie, per co/

SECONDO

fequente (ètte fpetie hara il detto dia pafon:de lcquali la prima hara princi/ pio da proflambanomcnòs a méfe, cioè A re,8£ a la mi re, fatta de la prima fpetie del dia teftaron 8C prima dia pente : impero che eflèndo in lei il femi/ tuono uario,rcfta da la fecoda terza quarta quinta,8t fefta &C fettima figura dififerentetcome per lo eflempio chiaro fi ucdrà\ La fecoda fpetie hara prin/ apio da hypate hypatón a paraméfe,cioe fcj mi in graue,^ fcj mi in acuto, fatta de la fecoda figura del dia teflaron,8t feconda dia pénte,diflìmile da la primajterza^uarta.quinta, fefta, 6C fettima* La terra fpetie hara principio da parhypate hypatón ad trite diezeugmcno,cioe C fa ut,5C-c fol fa ut fatta da la tersa figura del dia tcflaron,8C terza dia pente : 8C per il femituono di/ uerfo refta da la prima,feconda, quarta, quinta, feda, & fettima uariata.La cjuarta fpetie hara principio da lichanós hypaton a paranéte diezeugme/ non,cioe D fol re, 6C d la fol rc,fatta de la prima figura del dia pente 8i pri/ ma dia teflaron, diuerfa da la prima,feconda,terza,quinta3fefta_, OC fettima. La quinta fpetie hara principio da hypate mefon a néte diezcugmcnon,cioe E la mi grauc,S£ e la mi acuto,fatta de la feconda figura del dia pénte,8£ fez conda dia teflaron,diftìmile da la prima,feconda,terza,quarta,fcfta,8t fètti/ ma dimoftratione. La fefta fpetie hara principio da parhypate mefon a trite hyperboléon, cioè F fa ut graue f fa ut acuto/atta de la terza figura del dia péntc.St terza diàteflaron,diuerfà da la prima, feconda, terza, quarta, quintali fettima.La fettima fpetie hara principio da lichanós mefon a pa/ ranéte hyperboléon, cioè G fol re ut graue,6C g fol re ut fecondo, fatta de la quarta figura del dia pente, 8C prima dia teftaron: diflìmilc da la prima, fé/ coda,terza,quarta;)otntaJ8C fefta dimoftratioe^ome fi manifefta nel fèguentc esèmpio*

Dimoftratione del dia pafon»

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Prima fpetie, Seconda fpetie, Terza fpetie.

Quarta fpetie; Quinta fpetie, Sefta fpetie. Settima fpetie*

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LIBRO

Frchc manifcfta cofa è 3 che gli eflempi aflài più muouono che le parole,nó fenza ragione habbiamo qui di fono porta la feeuentc figura diatonica , ne laquale chiaramente com/ prenderai tutto quello che è detto di fopra^C oltra di ciò io ho aggiunto due figure del genere chromatico 8t enarmo/ nico : lequali benché in tutto non fiano neceflàrie a chi folo de la pratica fi dilctta5non dimeno non faranno anchora in tutto fuora di propofito,a que/ gli che più olerà cercaflìno di fapere» Sarà lufFitio tuo benigno lettore non incolparmi facendo io profeflìone di pratica, una uolta ò due a qualche particella di theorica la mano harò diftefa : laqual cofa pche rariffime uolte da me fatta trouerrai, per corale rarità potrai interpretare che no mai lhab/ bi fatto : come fi legge di CraiTo il qual perche folo una uolta fu uedu to r U dere , non mai hauer rifo fi dice , OC crede .

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Dimoftratibne del genere diatonico;

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LIBRO

Aucndo manifcftamcntc moftrato ne la precedente figura ciafeuna confonagza diatonica, é neceflario fapere che nel genere diatonico ciafeuno de eli tetrachordi di eflo genere procedono per femituono minore tuono & tuono,come in quefte fyllabe mi fa fol latilqual tetracordo harà principio in hypate hypaton,8£ la fine in hypate mefon, che altro non lignificano che fcj mi & E la mi. Onde in quefto genere diatonico il tetra/' chordo Tempre è formato di tre interualli , come di (opra è manifefto. Im/ pero che da hypate hypaton a parhypate hypatón , cioè da te mi a C fa ut è il fuo primo intcrualb,nel qual cade il femituono minorc:K tra C fa ut 13 fol re o ucro parhypate hyparóa St lichanòs hypaton,è uno tuono: 8C da lichanòs hypatAi ad hypate mefón,cioe D fol re 8t E la mi,il limile appare. Detto é diatonico propriamente da dia che fignifica per , 6C tonus tuono: perche in quefto genere Gno frequentati gli tuoni. Et nota che in quefto te/ trachordo la proporrione de lintcruallo più graue/efta rm'nore de le due al/ tre conftituitc in efTo tctrachordo.pcr effere il {èmituono ordinato ne le parti graunper unto lintcruallo graue farà minore de gli dui fupcriori:5C in tutte le moduladoni ogni tetrachordo harà quatro fuoni o uero dui tuoni uno minor femituono :bcn che nel chromatico £t enarmonico genere,fiano diflì/ mili St uarii. Il primo modo ouer procedo del canto diatonico, farà per fé/ mituono tuono 8C tuono,8t per cótrario,pcr tuono tuono 8C femituono :co/ me in quefte fyllabe mi fa fol la,$C la fol fa mi:il qual difeorfo diremo il pri/ tno ne lordine de gli tetrachordi. Il fecondo modo procederà per dui tuoni, 8t uno femituono come qui,ut re mi fa: del quale farà il fecondo ordine del tetrachordo. Il terrò modo ouer procedo , pallerà per tuono femituono tuono in quefto modo, re mi fa fol : chiamato terzo ordine del tetrachordo: Si coli più inanzi procedendo con gli medefimi quatro fuoni,alcro no acca/ derà che tre difpofitioni di tetrachordi nel fimile procedo replicate , lequali folamentc fon differenti del femituono:come anchor appare nel dia tcflà/ ron di fopra nominatotnel quale la prima fpctie da gli mufici è ordinata da proflambanomcnos a lichanòs hypatonjaqual hora in quefto ordine de gli tetrachordi retta tcrza.come appare in re mi fa fohSC quella che era feconda ne le fpctie del dia tcfTaron,è fatta prima come qui,mi fa fol la:Sc coli quella che nel dia teflaron era terzane gli tetrachordi appare feconda come qui,ut re mi fa.Ilqual concento ouer diatonico genererà gli mufici co gran uene > ratione è oflcruato:per cflèr più accomodato nel pronontiare.

SECONDO

DEL GENER.E CHR.OMA/ TICO. CAP* XI.

IL genere chromatico è un tranfmutar di tetrachordi per uarif interme / dii differenti dal diaconico genere : perche procede per femituono mi/ norc,8t femituono maggiore^ anchora per tre femituoni t de gli quali uno è maggiore cioc appotomé.&C dui minori che giuri inficme fano un fc/ midittono. Detto è chromatico genererà chroma greca uocc, che in latino lignifica colore : di qui potemo dire il chromatico uariato dal diatonico di colore,cioe compofitionc. EfTèndo aduque diuifo il tuono nel genere diato/ nico in dui femituoni incquali^cioc maggiore minore: il terzo femituono cópofto nel chromatico^rcfta in mezzo del appotomc minor femituono» per tanto in qucfto genere chromatico ogni tetrachordo fi confiderà cflèr una compofitionc di quatro fuoni,ma non di intcrualli fimili:quali fi dimo/ Urano nel diatonico gcncrejimpcro chc^come di fopra è dettoci il diatonico genere procede per femituono tuono 8t tuono con quefte note mi fa fol la: OC il chromatico per femituono minore, 8C femituono maggiore 2>C trihemi/ tuono;non rimouendo gli eftremi de luno 8C de laltro: per laqual cofa dire/ mo: che da hypate hypatón a parhypate hypaton nel chromatico , nafee il femituono minoretfi come anchora nel genere diatonico fi comprende: ma da parhypate hypaton a lichanòs hypaton chromatico,uno femituono mag giore: OC da lichanòs hypaton a hypate mefon un fcmidittono^oucro trihe/ mituono«Ma qucfto genere da gli antichi mufichi è ftato riprouato , ab/ bandonato perla diffìcile pronontiatione. Non dimeno da noi Q(e alcuno lo difiaffr) fi dimoftra per la feguente figura »

Dimoflr adone del genere chromatico .

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Vno trihemituono» .

Vno fèmituono copofìto graue.

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Vno trihemituono»

Vno femituono copofìto graue*

Vno minore femituono.

Vno trihemituono»

Vno femf tuono copofìto graue*

Vno femituono minore»

Vno fèmituono minore,

Vno trihemituono.

Vno fèmituono copofìto graue»

Vno minore fèmituono»

Vno trihemituono.

Vno fèmituono copofìto graue»

Vno minore fèmituono»

Vno tuono.

Vno trihemituono.

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SECONDO

DEL GENERE ENARMO/

NICO. CAP. XII.

Diedi da Ariftoxeno^ie Olympo fu riputato da mufichi trouatorc del genere enarmonico , clTcndo inanzi cflo ogni cofa diatonico & chromatico:S£ péfauano che fi trouaffi altro genere che gli fopra detti. Efercitandofi Olympo nel diatonico , & fpeflo tranfportando il mo/ dulo a la parhypate diatona,partédofi hora da la paraméfe, hora da la me/ & trapaflindo il diatono, auerti la bellezza OC conuenienza de le modu/ lattoni procedente dal canto di quelle uoci: ài cofi marauigliatofi de la con/ giuntione coartante di ragione la quale gli Greci chiamono fyftcma.& ab/ tracciatolo fece qi etto genere nel tuono doriotilqual genere no toccaqucllc cofe che fono ,pprie del diatono:2C quelle del chromatico, ne anchora quelle de la harmoniatSC tali erano le prime parti de gli enarmonii, per quanto da Plutarcho ne la Tua mufica è cótermato.Sigmrìca enarmonico atto debello perche è manifcfto fecondo il detto autore fra glialtri generi quefb conte/ nere in la cognitionc del atto & temperamento de le uoci : il qual tempe/ ramento i Greci chiamano hermofmeno de gli intcrualli de gli fyftemati di tuoni & de le mutationi di effi fyftemati. Per tanto quello enarmonico nere non rimouendo gli e(tremi,cioe hypate hypatón OC hyp^ e mcfon3a!tai farà diffimilc dal diatonico 5C chromatico: impero che nel diatonico genere da hypdtchypaton a parhypate hypaton.è flato diftàza del femituono mi/ noretSCnel chromatico il fimile:in quello ultimo gencre,proccde per la qua/ tira di uno diefis da hypate hypaton a parhypate hypaton, prima 5C accoda. chorda : 8C da la feconda & terza il medefimo intcruallo : & nel diatonico^ procede per tuono:Sc nel chromatico,per femituono magciore: ma da licha nòs hypaton a hypate mefon terza & quarta chorda detcnarmonico gè/ nerc,è folo una diftanza di uno dittono:nel diatonico un tuono:8C nel chro/ matico un femidittono. Di quelli tre generi dui da gli antichi fon fiati ab/ bandonati , cioè chromatico 8t enarmonico :8£ folo il diatonico da loro è frequentato , il quale in pronontiatione non ha minore confonanza del fez mituono minoretmàncl enarmonico il diefis per il poco fuo intcruallo fuo/ no,non ha che fia con ageuolezza pronontiato , 8C naturalmente compren/ dcre fi porta : per tanto cotal genere per la fua ditfìculta non è ufo : cofi an/ chora il chromatico è rilafciato .

Dimoftratione del genere enarmonico ;

SECONDO

%• DICHIARATONE DEL CON/

TRAPVNTÒ. CAP* XIIL

I Spediti gli tre generi diatonico chromatico & enarmonico con le loro figure: uerremo a la dottrina del contrapunto per il quale il canto fem/ plice di fua natura giocondiflìmo artificiofàmente in più modi uariato molto più giocondo foaue diuiene:8c infinita dolcezza a gli audienti par torifee* Contrapunto chiamiamo un modo contenente in diuerfe lìarià/ rioni di Tuoni cantabili con certa ragione di proportioni, mifura di tèpo« Dicefi contrapunto quali punto contra punto,cioe nota contra notatperche contra porte le note una a laltra , nafee una harmonica concordanza de gli ultimi fuoni,che infieme fi corrifpondonoXe Tue conlbnanze Tarano unifo/ no terza maggiore,terza minore,quarta quinta,fefta maggiore,8£ fetta mi/ tloretle quali in quefto modo anchor fono chiamatc,unifono,dirtono, fèmi/ dittono, dia* .teflarontdià pente, hexachordo maggiore, 6C hexachordo mi/ norc St femplice confonanze fon chiamatetperche non fon da altri dcriuate: de le quali nafeono le compofite ouero replicate, cioè ottaua,decima,undc/ cima,duodecima,tcrza decima,quinta decima,decima fettima, decima no/ na,uigefìma,2£ uigcfima fecoda : 66 in infinito tanto con la uoce fi poteri? eantare,o con iflromcnto fonare* Adunque il dia pafon ouero ottaua p eflèr dcriuata dal unifono,fara a elfo di natura fimile: la decima a la terzana un/ decima a la quarta , la duodecima a la quinta , la terza decima a la fefta , la quinta decima al ottaua,8C unifono, la decima fettima a la decima SC terza, la decima ottaua a la undecima 8C quarta , la decimanona a la duodecima St quintana uigefima a la terza decima Si feftaja uigefima fecoda a la quin ta decima ottaua,8C unifonota le quali farà conceduto fimil natura SC modo quale hanno le femplici : oucr prime confonanze « La confonanza (Vomc a Boctio piace ne la mufica fua al capitolo terzo in fine}fi diffinifee cflère co/ cordia di uoci tra diflìmili infieme ridotta : la qual bifbgna fia pronotiata in fuono:onde rimoflb tal fuono, la confonanza no è* Il fuono fanza il per/ cuotcre de le uoci,ò daltro iftromcnto far non puotla percuffionc anchora in niun modo far non fi può , non precede il mouimento , come afferma Boctio nel capitolo preallegato de le uoci,8£ degli elementi muficalndicédo la confonanza la qual regge tutta la modulatone de la mufica,n5 fi può far fanza fuonoiil fuouo non fi rende fanza certo battimento:il battimento non

I

LIBRO

può cflcr per modo alcuno (come è di lbpra detto} non precede il moui> mcnto.Sono alcune altre differenze dintorno ai iuono percu filone 8t moto da Boctio addottela per no ucnire al propofitd noftroje taceremo.

DE LE CONSONANZE pER/ FETTE, CAP. XIIII.

El precedente capitolo è flato dichiarato le cofonanze al cótraputò ordinate: nel prefente dimofterremo quante fiano le perfette» Sono adunque le perfette confonanze Vnifono,ottaua,quinta decima, 86 uigefima feconda.Quinta.,duodecima.)8C decima nonatde le quali non fi co* cede nel contrapunto più de una da poi laltra,di medefima natura coporre: come alcuni a hanno attribuito licenza arbitraria di due perfette confo/ nanze:8C principalmente due quinte infieme arrendenti o difcédenti; laqual oppenione da noi per il cofentimento muficale,no è conceduta : impero che efiendo di uno medefimo genere in cotrapunto non fono in ufojcome al ca/ pitolo duodecimo del terzo libro noftro de inftiturióe harmonica fu dimo* ftrato»Et cofi per cofequente quegli gli quali anchora poneranno in ufo due quinte,luna doppo laltra,dato che una fia pfètta^ una imperfetta, fecondo il parer noftro incorrono in crrore:perche ne la diuifione diatonica,no fi pa* tifee tal fpetie diminuta : benché gli organifti nel fuo accordare le uoci , al/ quanto del fuo proprio ne togliono: ma più di leggieri ejflì fono tollerati per la participatióe del altre cofonanze. Adùque la quinta,ottaua,duo decima, quinta decima,decima nona,8C uigefìma fècóda,per eflère confonanze dette perfette , più di una doppo laltra infieme afeendenti SC difendenti , di uno medefimo genere, in contrapunto non fi debbono patiretcome la figura di/ moftra : 6C il fimile del vnifono intenderai s benché non fia confonanzaama principio di effe confonanze

Dimoflrationc de le confonanse perfette»

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LIBRO

D

Ve ó più quinte, due ottaue due duo decime, due quinte decime,8C altre limili in cótrapùto,fono tollerate ftando ferme in riga,© in fpa tio,6C in qualunche figura che a te piace come qui.

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15

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XV.

TENORE.

v. vm. x:i. BASSO.

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Ve confònanze perfette una doppo laltra di uno genere, & natura mcdcfima, afeendendo SI difeendendo per contrario mouimento.0 fiano quinte,ottaue,o altre fimili in cótrapunto fi concedono, come

laprefente figura dimoftra.

TENORE.

v.

BASSO.

Vili.

DVe tre ò più confònanre perfette diuerfè, una doppo laltra infieme afeendenri o difcendenti,poflono in contrapunto tener luogotcome la quinta dapoi lumfono,ouero dapoi lottaua : 5t lortaua doppo la quintatcofi il fimile la duodecima doppo lottaua SI in altri medefimi modi, fenza altra nota in mezzo £come di {opra è detto} Due quinte, vnifoni, ottaue, duodecime, SI quinte decime fenza tramezzar di confònanze im/ perfette , non fi debbono fare . Cori anchora aucrtirai che mi contro al £a, ouero il fa contro al mi in confonanza perfetta nel contrapunto,non è con/ ceduto douerfi fare.Et ogni cófonanza che per te farà penfata,fa che inanzi a eflà confonanza preceda la più propinqua che fi truoui; come la terza mi no re nanzi lunifono,8c la terza maggiore nanzi la quinta,cofi la fefta mag/j giore nanzi lottaua;5C coli decorrendo p il medefimo modo intenderai.

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SECONDO

- DE LE CONCORDANZE IMPER/ FETTE IN CONTRAPVNTO VSATE» GAP* XV.

LE cócordanze imperfette nel cStrapunto fono diuerfe &C diflìmili da le pfette confonanzetpercio che (come di fopra è (lato detto} più di tua Joppo laltra cófimile mouiméto in un medcfimo genererò e arbitra/ riotma ne le terze felle maggiori & minori^detto arbitrio è concedutole ò più terze SC fede una doppo lakra3afcendenti ò difendenti potrai porre. Ec cofi intenderai de le deriuate da effe,ouero replicate poterli li firriile in qua/ lunche compoiitione che a te piacer à\,ufarc.

CANTO, Terze & fefte con il tenore*

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TENORE» Terze 8t fede con il foprano»

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Oflòno cflcre anchora dette cócordanze più di una ò due,pofte in una riga ò come a te piacc:dato che fufllno mafiìmc.longhejbrcui/emibre ui èi minime;comc ne la (èguente figura fi uede.

CANTO» Terze con il tenore»

TENORE. Terze con il foprano.

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LIBRO

COME IL COMPOSITORE POSSI DARE PRINCIPIO AL SVO CANTO. CAP, XVL

LA imaginationc di molti cópofitori fù,che prima il canto fi douefli fa/ bricare5da poi il tenore , 6C doppo eflò tenore il controbaflb.Etquefto auéne pchc mancorno del ordine èC cognitioe di quello che fi richiede nel far del cótroalto:S£ però faceuano affai incouenienti ne le loro cópofitiói: pche bifognaua p lo incomodo che ui poneflìno unifoni3paufe,falti afcédéti §6 difcédenti3difficili al cantore.,ouero pronontiantenn modo che detti canti rcftauano co poca foauità Si harmonia:pche facédo prima il canto ouer fo/ prano,di poi il tenore,quàdo è fatto detto tcnore.,manca alcuna uolta il luo; go al c6trobafìo:2£ fatto detto cotrobaflbjaflài note del cotro alto non hano luogotp laqual cofa cofìderàdo folaméte parte p partc.,cioe quàdo fi fa il te/ nore,fe tu attedi folo ad accordare elfo tenore,8C cofì il fìmile del cótrobaffo, couicnc che ciafcuna parte de gli luoghi concordanti patifca. Onde gli mo/ derni in qfto meglio hano c5fiderato;come è manifefto per le copofitioni da cflì a quatro a cinque a fei38ta più uoci fattejdelequali ciafcuna tiene luogo cSmodo facile ££ grato: pche cófiderano infìeme tutte le parti §C no fecondo come di fopra è detto.Et a te piace coponere prima il canto tenore o con/ trobaflo3tal modo regola a te redi arbitraria:come da alcuni al prefentc fi offerua: che molte fiate dàno principio al c5trobaflò3alcuna uolta al tenore, 6c alcuna uolta al cotro alto.Mà pche qfto a te farebbe nel pricipio mal age noie 8C incomodo3a parte per parte comincierai:non dimeno di poi che ne la pratica farai alquato efercitato/eguirai lordine 8C modo inanzi detto

SE LA CONSONANZA, O CONCORDANZA E NECESSARIA AL PRINCIPIO DEL CANTO. CAP. XVII.

COnfldcrano alcuni che il principio di ciafeun canto debbe eflère co/ «linciato per cófonanza perfetta: no dimeno dico tal regola è al tuo beneplacito:pche la quinta ottaua duo decima quinta decima SC al tre fìmili,dato che in habbino foauita grandifIìma;fono a copiacenza dei compofitore circa al fuo principio,mà ne la fine già: perche in ogni cofa

SECONDO

fecondo il philofopho la perfcttione è attribuita al fine & non al principio, Aduque detto principio p cofonaza pfetta farà arbitrario,8C la fine neccflà/ riaAnchora gli antichi mufici dando lunifono al tenore col canto, ièguita/ uano la terza doppo la quinta,doppo la quinta la fefta,doppo la feda lotta/ ua,doppo lottaua la decima:2£ cofi in lungo andaméto procedeuano:8C p il contrario il fimi! modo oflèruauono : cioè da la decima in ottaua,dal ottaua ne la fefta,da la fefta in quintana la qnta in terza,& da la terza al lunifono: per ilqual ordine faceuano il fuo cócento^ouero harmonico canto»Et perche manifeftamcnte tal modo no fi oflèrua da gli modernità noi farà cóceduto libero arbitrio poteri! fare doppo lunifono la quinta, 8C dapoi la terza la fez fta ouero ottaua,SC doppo lottaua la quinta^&Ccome a te piacerà^farai mtf tatione:perche fi uede che molti più begli, SC grati canti in quefto modo fon comporticene no d fa in quello antico ordinemel quale Ihuomo più ftretto fi ritruoua» Et auertifei a gli canti diminuiticene fempre la prima nota Si ulti/ ma in uno difeorfo diminuito,uuole eflèr concordante : 66 gli mezzi diuerfi! alquanto con diflonanze come il difeorfo naturale comporta : nel quale per. la uclocita che in hanno le uoci diminuite,eflèndo in eflà alcune difìonan/ Ze, non fono inconmode al udito del cantore* Et quefto è il modo 6C ordine al prefente oflèruato, come efaminando gli canti de gli moderni,, potrai fa»t cilmente il tutto intendere *

DE LA TER.MINATIONE, O VVOI DIR-E

CADENZA ORDINATA NEL SO/

PRANO. CAP. XVIII*

£T perche alcuna uolta gli copofitori no auertifeono a la natura^ co pofitione de gli canti: uoglio che breuemente conofea gli incóuenienti ne gli quali gran numero di loro incófiderataméte incorrono» Et pri/ ma è neceflario che il cópofitore uolendo cóporre un canto del primo o feco do tuono,c5fidcri la forma di eflò primo SC fecodo tuonojpcrciò che eflèndo gli tuoni o canti di uarie ipetic cópofti,ne feguita che in efli bifogna che fi ri truoui uarie cadenze ò terminationi.Et perche il primo St fecondo tuono è formato di re la 8t re foljprima fpetie del dia pente 6C dia teflaron le termi/ nationi del foprano faràno principalmente in d la fol re/f fa ut/g fol re ut/5C a la mi re:8C del fecodo in a la mi re primo/c fol fa ut/d la fol re/f fa ut/g fol

LIBRO

re ut/Si a la mi re fccondotma eflèndo incottane) il canto ho farebbe gratety ma fuora di ogni fua intonatioe:come fi uede in alcune copofitioni co poco* fondamento fattcCofì il terzo SC quarto tuono per eflér comporto di mi mi 8C mi la/fecoda fpetie del dia pente 8C dia teflaron/le Tue cadenze Tarano in e la mi/f fa ut/g fol re ut/a la mi re/b fa tj mi/8C e fol fa: 8C del quarto/in e fol fa/d la fol re/e la mi/ f fa ut/g fol re ut/ SC a la mi re. Il quinto Si fedo tuono/ farà formato di fa fa/ 6C ut fa terza fpetie del dia pente 5C dia tefiaromle fue cadenze farano in f fa ut/a la mi re/SC e fol fatil fefto in e fol fa ut/ d la fol re/ f fa ut/a la mi re/ 8C e fol fa* Il fèttimo 8C ottauo tuono p eflèr formato di ut fol quarta fpetie del dia péntc/SC re fol prima del dia* tefsàron/ le fue cadéze ibno in g fol re ut/a la mi re/b fa t) mi/c fol fa/dC d la fòhlottauo i e fol fa ut/ d la fol re/f fa ut/St g fbl re ut.Pcr laqual cofa efaminàdo gli fopradetti mo/ Hi/faccio giuditio che in breue tempo arriuerai a la intelligéza de la retta co pofitione.Et tutte le cadenze dette fi dichiarirano ne la figura fèguenteme quale manca la pofitióe di b fa fcj mi/cagi5e SC colpa de lo intagliatore.

Canto

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Tenore

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Baffo

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LE quali cadenze fècodo la intentioe del copofitorejfi fanno di quantità maggiore:8C fempre mai fi oppone la fettima diflònanza nanzi la fèfta 1 precedente lottaua:pur che no fiano femplicemente copofteama iimili a le feguenri come qui.

SECONDO

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'0 h . B i Canto, Tenore»

MODO DI COMPORRE PSALMI, ET MAGNIFICAT* CAP. XVIII.

IL principio mezzo SC fine , qual fi a uno pfalmo, è conceduto a gli compolitori per regola neceflaria èC non uoluntaria fecondo la confue/ tudinc gregoriana: èi quefto anchora auienc ne gli magnificat : perciò che hauendo targano, ò il choro a rifpondcre , biiogna che in eflì pfalmi 8C magnificat/ia principio mezzo ài tìne,ft abile fermo 5C ordinato. Per tato auertirai che il primo tuono hara principio in F fa ut, il mezzo in a la mi re,2£ il fuo fine in D fjl re.Il fccódo tuono hara pricipio in C fa ut,il mezzo in F fa ut,S£ il fuo fine in D fol rc.Il terzo tuono hara pricipio in G fol re ur, il mezzo in e tot ta ut,5C il fuo fine in a la mi re. Il quarto tuono hara prin/ cipio in a la mi rc.il mezzo nel fimiìe luogo,&{. il fuo fine in E la mi. Il quito tuono hara il principio in F fa ut,il mezzo in e fol fa ut,il fuo fine in a la mi rc.Il fcfto tuono hara principio in F fa ut,il mezo in a la mi rc^fii il fuo fine in F fa ut.Il fettimo tuono hara principio in e fol fa ut, il mezzo in e la mi, il fuo fine in e fol fa ut.Il tuono ottauo hara principio in G fol re ut,il mes/ so in e fol fa ut,6C il fuo fine in G fol re ut,6t in molti altri modi fecondo le differenze di feculorum.

INTONATIONE DI TVTTI GLI TVONI.

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Del primo tuono, Delfecodo, Del terzo, Del quarto,

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Del quinto, Del fcftp.

Dellettimo,

Del ottauo. K

LIBRO

DE LA NATVRA DEL DIESIS* CAP* XX.

Erche gli compofitori no folo hano a cSfiderare la naturale congiun/ rione de gli difcorfi muficali, ma anchora la accidentale: cioè quando fiano gli fuoni da effere reintegrati ò diminuti/econdo la difpofirionc de le compofitioni.Però è (lato neceflàrio ftabilire una figura ò fegno,pcr il qual fi podi al cantore drmoftrarc qual fia la nota augumétata ò diminuta; il qual fegno per generale ufo è chiamato diefis: 8C è figurato in quello mo/ do X pche appreflo gli theorici,diefìs è domandato la mezza parte di uno femituono minore:benche in pratica operi maggiore quantità come per gli eflèmpi intenderai:8C acio che in quello non refti dubbiofo* Sappi che que/ (lo fegno diuerfamente par che fia di natura contrario : perche nel afcenfb acrefce:St nel difcenfo diminuifce: come farà nel feguéte difcorfo da e la mi acuto, a g fol re ut fecondo con quelle fyllabc,mi fohcon ilqual fol farà il te norc in terza di fotto: 8t il controbaflò per una decima minore : per la qual congiuntione nafcerà non grata harmonia . Del che è neceflàrio fegnare fotto a quella fyllaba fol del fopradetto foprano , la fiVura diefis t acio che quella decima minore del controbaflò quale era alquanto diflonante , per cflère diminuta di uno femituono maggiore , eflèndo folleuata al luogo fuo fifentapiu foaue Ben che tal fegno appresogli dotti 8C pratichi cantori manco è di bifognotma fol pone perche forfè il mal pratico 8C non intcl/ ligente cantore,non darebbe pronuntia perfetta a tal pofitionc ouer fyllabat perche eflèndo naturalmente dal mi OC fol un femidittono,fenza quel fegn» eflo cantore non canterebbe altro che il fuo proprio : già lorechio non gli deflì aiuto : come uede in alcuni che quello molto bene fanno. Anchora è neceflàrio detto diefis in quella difeenfìone 3 cioè a la mi re, & g fol re ut/c/ conde pofitioni con quelle note la fol : nel qual difcorfo fi farà il tenore in e fol fa ut , feda col foprano ne la prima fyllaba : ne la feconda in terza come qui,fa la:8c il cotrobaflo farà in F fa ut graue quinta col tenore, 8t dapoi in ottaua,5C decima minore col foprano : ne laqual congiuntione farà il fimile inconueniente del primo efsempio : 8C per quello è di bifogno che anchora fia fegnato il diefis fotto la medefima fyllaba fol del foprano:nc gli quali dui cfsempi , conofeerai che il diefis (fì come di fopra ho detto]) ha diuerfa na/ tura:cioc nel primo efsempio ne la afeenfione auguméta la quantità di uno femituono maggiore : nel fecondo difeendendo difminuifee la medefima quantità, Cofi il fimile in altri luoghi di quella natura 8C compofitionq in/

SECONDO

tenderaiiperche non fèmprc lotto a dette fyllabe gli accade tal ngùrajpercio che alcuna uolta il componitore uaria le confonanze : come farebbe ("e cfso facefli in quel luogo proprio una quinta duodecima ò quinta decima: ne le quali fentircfti difeordia grande. Per tanto ne gli fopra detti luoghi è ncccf> fario tal crefcimento.,8t leuamcnto:mafiimamentein breui3(èmibreui,8C co/ ronate,come qui di fotto è figurato

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Canto, Tenore. Bafso. Canto. Tenore. Bafso.

DEL MODO DEL COMPORRE IL CONTRO

BASSO, ET CONTROALTO DOPPO IL

TENORE ET CANTO, PRECETTO

PRIMO* CAP. XXI.

1 A cognitionc 8C ordine di copoìre il controbafso controaltoj doppo il canto 8C tenore,, è che tu debbi confiderarc òi efami/ nare la parte del tenore : 8C fecòdo la cofbnanza che farà detto ■ggH tenore ofserucrai gli precetti infraferitti cioè. Quando il tenore farà nei unifono col canto,poni il tuo cótrobaffo in quinta fotto del tenore: & il tuo alto in terra ó in ottaua,6£(fel ti piace)in decima di fopra al baffo: 6t quello che farà a te più al propofito:S£ nota che fempre tu debbi acómo/ dare le parti fenza difcorfi incomodi al cantore : 8C unire le confonanze pia proflìme luna a laltra che fìa poflìbile : OC quello è dato per primo precetto. Anchora tu darai al baflò una ottaua di fotto al tenore,poni il tuo alto in terza ó quinta_,ó decima ó pur duodecima fopra del controbaflb.Cofi tu darai al baffo una decima col tenore , poni il tuo alto in terza ó quinta ó in ottaua^Cfel ^ còmodo} una duodecima fopra al bafso* Anchora tu da/ rai al bafso una duodecima di fotto al tenore , poni il tuo alto in terza. 6 quinta SC (Tel ti piace} in ottaua, ó in decima. Cofi tu darai al bafso una quinta decima,poni il tuo alto fopra in terza 6 quinta ó in ottaua3S£(Te più comodo farà} in decima 5C duodecima*

K ii

LIBRO PRECETTO IL GAP. xxif.

SE tu darai al tenore una tersa di Cotto al canto,poni il tuo baflò una ter za fotto del tenoretet il tuo alto i ottaua,ó uuoi decima fopra del ballò» Anchora tu darai al bado una ottaua fotto del tenore,poni il tuo al/ to in terza ò quinta di fopra al baflò. Et tu darai al badò una decima di fotto al tenore,poni il tuo alto in tersa ò quinta, 8C piacendoti in ottaua fo/ pra del bado*

PRECETTO IH. CAP.

XX11I.

SE tu dari al tenore una quarta inferiore al canto,poni il tuo baflò iqnta di fotto al tenorc:8t il tuo alto in terza ò decima di fopra al baflò.Et Ce detto baflò farà in terza fotto del tenore,poni il tuo alto fotto dal baflò una altra terza:pche la quarta cófonaza poco è grata fenza la qnta di fotto.

PRECETTO IIIL CAP. xxiiiù

SE tu darai al tenore una quinta fotto del canto^ponì il tuo baflò \ tersa fopra del tenore : St il tuo alto una fefta,ó pure ottaua fopra del baflò. Et coli tu darai al baflò una ottaua fotto di eflò tenore, poni il tuo al to ;'n terza ó quintatSC quado ti piace3decima di fopra al ballo.

PRECETTO V. CAP. xxv.

SE tu darai al tenore una fcfta fotto del canto,poni il tuo baflò in quinta fotto del tcnorc:8£ il tuo alto in terza, ó duodecima fopra al detto baflò. Coli tu darai al baflò una terza fopra del tenore, poni il tuo alto i qn ta fotto del baflò:8t(Tel ti piacc^in fefta fupiore al baflò* Anchora tu darai al baflò una terza fotto del tenore,poni il tuo alto in quinta fopra del ballò.

PRECETTO VI. CAP. xxvi.

SE tu darai al tenore una ottaua fotto del canto,poni il tuo baflò in qnta fotto del tenore, & il tuo alto in ottaua fopra del baflò \ ó pure in terza fopra di eflò baflò(8t fcl ti piace)decima.Et tu darai al baffo una ter sa fopra del tenore.poni il tuo alto in quinta fotto del baflò,6C anchor terza fopra di detto baflò.Cofi tu darai al baflò una qnta fopra del tenore^poni

SECONDO

il tuo alto fotto una terza del c5trobafso:8t(cpado più comodo ti fia Ja fé/ (ta uferai fopra di cfso cótrobafso. Anchora fc tu darai al bafso lunifono col tenore,poni il tuo alto in terra fotto del rcnore,oucro di fopra;benchc no fia harmonia grata,ma migliore è la quinta ó decima^fcl ti piacc^duodecima; intédendo ciafeheduna di dcttc,efser di fopra al cótrobafso SC tenore.

PRECETTO VII. CAP.

XXV11.

SE tu darai al tenore una decima iferiorc al canaponi il tuo bafso fotto del tenore una terza:St di poi lalto in quinta ò in ottaua,6£(fc meglio ti uiene} decia di fopra al bafso:che tutte renderano grato cócéto.Cofi tu darai al bafso una terza fopra del tenore^poni il tuo alto in cjnta fetto del cótrobafso^ pure in qnta fopra del tenorc;& (fcl ti piace j in fetta fopra di cfso bafsoda qual cógiuntione è alquàto dura p quel/a terza che fa il tenore col cótrobafso:ma migliore harmonia farà la qnta fopra del tcnorc:nó mu/ tando luooo al foprano cótroalto, Anchora fc tu aarai al cótrobafso una ottaua fopra del tcnore,poni il tuo alto in quarta lotto del cótrobafso:SC (Tel ti pare^fclla ò decima fotto a detto cotrobafso;lcquali no hàno cóccnto foa/ uc;comc farà achora fc tu darai una fefla al bafso fopra del tenorc:p il quale ordine bifognerà che il controalto fia pofto di neceisità una terza fopra del cótrobafso:oucro una quarta di fotto: modo 6C ordine duro Si poco grato. Nódimeno efsendo allretri da la ncccfsitàatal precetto retta arbitrario.

PRECETTO Vili. CAP. xxviiu

SE tu darai al tenore la undecima col canto,poni il tuo bafso una quinta fotto del tenore: 8C il tuo alto in ottaua fopra del controbafso,ò pure in decima ò duodecima: ouer fccódo il tuo piacer in terza fotto al tenore, Anchora tu darai al bafso la terza fotto del tenorc,poni il tuo alto in fefta o pure ottaua,8CCfcl piace^in decima fopra del bafso:de lcquali poca foa/ uita harai:ma£come di fopra è detto^nó potédo hauerc più còmodo luogo farai ifeufato.

PRECETTO IX. CAP. xxix.

Q E tu darai al tenore una duodecima inferiore al canto,poni il tuo bafso *^ in quinta fopra del tenore : fit il tuo alto in quarta ó fefta fopra de]

K iii

LIBRO

bafso & C & tu uuo1* ) ,n tcrra fotto a<^ cf"so bafso . Cofi tu darai al bafso una ottaua , poni il tuo alto in fefta ò quarta fotto del bafso , Cefsendoti più aoradoyin terra fopra del bafso* Anchora tu darai al bafso una terra (opra del tenore, poni il tuo alto in tersa fopra del bafso, 8C (Tel ti piace; iti fella ò pure ottaua .

PRECETTO DECIMO. CAP. XXX.

SE tu darai al tenore una terra decima inferiore al canto , poni il tuo; bafso in quinta fotto del tenore , ma lalto fopra del bafso una terra ò pure ottaua:8t miglior farà} decima ò duodecima. Ma tu darai al bafso una terra fotto del tenore , poni il tuo alto in quinta, ò pure ottaua fopra del bafso:St ( fc più ti confuona^in decima ò duodccima.Et cofi tu darai al bafso una terra fopra del tenore , poni il tuo alto in quarta o pur, feda fopra del bafso, SC fel ti pare} ottaua anchor di fopra* Anchora pò/ ncndo al bafso la feda fopra del tenore, porrai il tuo alto in quarta fotto dei bafsotò pure in terra ò quinta di fopra al bafso: luoghi alquanto con poca harmonia: la qual cofa auicne perche la terradedma manca de la quinta di fotto, come la fefta il fimile defidera. Molti altri precetti fi potrebbono ad/ ducere,nondimeno hauendo chiariti gli fopradetti,facil cofa a te farà inten/ dere quegli che da noi fon lafciati. Per tanto ne la fiaura feguentc, di gradò in grado tutto lordine di fopra detto,per figure numerali ciafehedune con/ fonanre del tenore,controbafiò,St cotroalto con il foprano acordatc,fi mo/ flerrano. Et pche a te no pareflì confufìonc, nota che il controalto ha molto più numeri 8C confonanre,che non ha il bafso 6C tenore. Per tanto auertifei che quelle fono tutte fotto porte al tenore 8C cotrobafso: per la qual cofa pi/ glia una di quelle che a te più piace , 8C fìa comodo : perche ciafeuna rende foauc concento. Onde la prima cafèlla del tenore è comparata a quelle citi/ que del conrrobafso : 8C anchora quelle del controalto in quefto modo cioè. La prima ci fella del controbafso quale è il numero prefente.v: feontra con quella prima del cotroalto: qual fono gli feguenti numeri.iii.viii.x.Si cofi la fecóda terra quarta & quinta,con la feconda terra quarta 8t quinta,del fo/ pradetto controalto:8C quella confonanra che farà il cotrobaflo col tenore, guarda in qual cafella fi truoua,6C cofi piglia quella medefima del cotroalto cioc,qual numero di effa a te piace,di mano in mano infino al fine come ma nifeftamente fi comprende

Tauola del contrapunto :<

LIBRO

ORDINE DI COMPORRE A PIV DI QVATRO VOCI- CAP. XXXL

Vando a te piace comporre a più di quarto uoci, fappf che tu , q ti inmaginerai di aggiungere una quinta parte^bifogna uolendo

che detta quinta parte Ma un fecondo foprano,, aucrtifei di fcam/ biare gli luoghi del uno del altro : in modo che tu non paffi laitczza la baffezza Ce non tanto quanto il primo foprano difcorre:accio che tu no di/ fturbi alcuna de le parti bade. Et fa che fia fempre propinquo al primo Co/ prano: come gli buoni compofitori alcuna uolta fanno: che talmente accó/ modano dui foprani , che paiono un folo: Si non per altro quefbo auiene, non per gran diligenza in eflì ufata : 6C non bifogna che tu fuggi la quarta, auenga che pofla cflerc di fotto 8C di fopra dal uno a laltro.Et ne le diminu/ tioni le difTonanzc folamente ne gli mezzi fon concedute: come al capitolo xvii. è fiato detto* Cofi il fimile intenderai quando uno ó più tenori ò con/ troalti, faranno aggiunti : fempre pero oflèruando le regole date con quello facile modo che a te farà poflìbile» Per tanto quefìa cofideratione de la con/ fonanza quarta è chiamata arbitraria al foprano tenore OC controalto : per/ che fi può di fotto a ciafeuno dargli la fua quinta, come comanda il terzo precetto al capitolo.xxiii. ma non cofi accade ne gli controbafh; perche efli controbaflì uolendo difeorrerc per una confonanza dia tcfsaron/arebbc in quegli grandifììma difcordia.mancando fotto la quinta o terza:iequali non fi troucrrebbono no gli fuflì un terzo cotrobaff>:n5 fi trouando adunque tal uoce terza,intcndi qucflo per dui foli baifi : gli quali bifogna che fempre difeorrino con confonanze grate:come è manifefto in tali cópofìtioni.Per la qual cofa uoglio che finamente tu intendacene le regole di fopra a te dette, affai uoltc mancheranno di quello che farà di bifogno: impero che uolendo aggiungere una parte quinta fcfta ò fettima a uno canto di quatro uoci, molti inconuenienti facilmente fi trouerranno:8£ quefto nafee quando il co/ pofitore non ha confiderato più di quatro uoci: perche non lafcia luogo che fia comodo a laltre parti. Adunque quando tu penfcrai comporre un canto a cinque Cd ò più uoci , fa che tu tacorga di non fare una parte che prima non confederi tutto il refto può hauere conmodo luogo : acioche non in/ cappi in paufe unifoni 8C inconuenienti; come è rnanifefto nel capitolo«xvu di qucflo libro fecondo*

SECONDO

CHE COSA SIA PROPOR.TIONE, CAP. XXXII.

PErche la forra de numeri è prima che la mufica, come fi può per una fempliciflìma raoione intendereteflfendo eflà modularion mufica ano/ tata per nome di numeri^come dia tefsaron dia pente dia pafon, le iquali fono ftate nominate da gli nomi del antecedete numcro:refta che par/ liamo de le proportioni che di quefti numeri fi cópongono:da lequali rifulta; Iharmonica foauità : ma fenza longo circuito di parole ueniamo a gli prc/ retti, minimamente che buona parte de gli miei anteceflori che prima nari fcritto del arte mufica : in quella parte abondantemente han fodiiTatto con longhi,8C dotti proemiitdimoftrando la grandezza 8C eccellenza de numeri ti proportioni: gli quali io no intendo feguitare per obbedire al precetto di Orario dicéteteio che tu comandi farai breue acioche gli animi docili inten/ dino pretto le cofe dctte:8C fìdelmente le cóferuinotperche niuna cola fuper/ uacua fi ritiene dal petto pieno» Diremo adunque che la proportione prima tC principalméteii ntruoua ne la quantità, ò iia continua ò iia difcrcta:cioe quàdo cita fi diffmifee per habitudine di due quantità di uno medefimo gc/ nere: lequali habitudini fi nano a cóiiderarc fecondo che una di dette quan/ tità è maggiore 6i minore,oucro equalc inequalc a laltratpcr la qual colà diremo proportione quando due quantità dun mcdeiimo genere luna a lai/ tra infieme fono cóparate,con certa 66 detcrminata habirudinc:cioe che cicb ba edere fra dui elt> cmi,o iìano equali ò fiano incqualitcomc appare in que (li numeri 3 a i, 2 a }, 4 a 3, S a +,& 2 a 2, 3 a *, 4 a 4 &c» Per laqual cola fi noti/ fica che tutte le quantità biiogna fiano cquali ouero inequali: fi che è nccef/ fàrio fi faccia cóparatione alcuna uolta dal una equale a laltra:laqual cópa^ ratione genera una fpetie detta proportione rationale di cqualità:la quai no cade in propofito al mufico:6C pero di quefta ne parleremo.Ma iaccédo cóparatione di incquale numerose nafee la fecoda ipetie detta proportione ratióale di inequalità:de la quale fi ordina cinque generi coli chiamati.Mui tiplicc*Supparticulare.&£ Suppartiente.Multiplice fupparticularc&C Mul tiplice fuppartientc: St di quefti generi gli tre primi fono chiamati femplici, 8C gli dui lèguenti compofituOnde uenendo al propofito noftrojdirerno del genere primo chiamato muitiplice,qual farà quàdo il maggior numero hara in il minore più uolte:come in qfli numeri fi contiene,,: a i, 3 a 1, 4 a 1 ,ma le il numero maggiore hara apùto due uolte il minore,come qui, 2 a 1, D :remo

LIBRO

proportione dupla:pche i cótiene uno due uolte:& Ce hara il numero mag> ciore tre uolte apùto in il minore come qui, 3 a ■» diremo proportione tri/ pla:pche 3 maggior termine contiene tre uolte il minore quale è uno,Et coli il maggior numero cóteneflì quatro uolte in il minore come qui, 4 ai, tale coparatione è detta proportione quadrupla: pche in eflo termine mag/ giore qual è 4,fc gli ritruoua quatro uolte apùto il minore qual è uno:& coli ne le altre limili intenderai. La fpctie prima del genere multiplice.fàra chia/ mato duplatla feconda triplatla terza quadrupla:la quarta quintupla:^ tal procedo farà infinito. Per tanto auertirai che da noi non farà dimoftrato ili eflèmpio altro,che le proportioni ufìtate,nece{làrie,6C cantabili:pche quella che in ragione harmonica no farà diuilibile,ne in quantità riducibile,da noi no farà per efsempio addottocene al impofsìbile nefeuno è tenutoti fèconi dariaméte per efsere quefto in longo (lato adotto dal uenerando molto doti Franchino gafurio,gli efsempi del quale (^quanto attiene a la pratica]) fona flati quafì fruftratorii : per tanto uolendo tu la dupla ne gli canti cóponere,- dui modi a tal dimoftratione da noi faran cócedutnil primo per afre nume/ rali,8C il fecódo p fcmiarcoli tagliati 8C no tagliati : come nel capitolo de gli fegni cótro a fegni,ti ho moftrato. Volendo adùque moftrare una dupla ne la tua cópofitione per afre numerali^poni la prelènte afra i apprefso i infi: riorc come qui \ t una tripla coli {: Ce una quadrupla coli *:8t in tutto qfto genere coli proccderaijma nota che tal coparatione è intefà in figure canta/ bili^cioc in qucfto modo.Due longhe cótro a una:due breui cótro a una,due femibreui cótro a una: 6C coli a te farà tal precetto libero. Nel fècódo moda la dupla(come ho detto]) farà da te dimoftrata col (èmicircolo in quefta for ma,cioe quando un tuo canto farà in quefto fegno C, 8C che di poi ne lègua il prefente ,dico che doue tu daui la battuta tua ne la femibreue in quefto fegno C,debbi cantare le tue note feguendo quefto (f 3pcr il doppio più pre fto:rioe doue che pafsaua una femibreue in una mifura di quefto C, uoglio che pafsi una mifura di una breue di quefto : SC in quefto modo formerai 8C ofserucrai il modo de la proportione dupla : pafsando due femibreui nel termine di una:& cofi del altre figureXa tripla 8t quadrupla anchora li di/ moftrano con gli proprii fui numeri,ofscruàdo quello che ne la dupla Ci co/ tiene:cioe che pafserano tre fcmibreui,breui ; o léghe ne lo interuallo di una fola.La quadrupla pafsera quatro femibreui contro a una:le qual femibreui uenirano in forma 6C quatità di quatro femiminime:de lcquali proportioni, in quefto genere fecondo la diuifione cantabile, altro in luce da noi non farà

SECONDO

meflòtp eflèr quefti più facili al pronontiante* Gli eflèmpii de gli quali dop/ il genere fuperparticulare feguente, da noi Tarano dimoftrati. Onde pa/ rendo a te rimuouere, 8C distruggere tal modo & mifura de le predette prò/ portioni,è di bifogno fegnare le cifre al cotrario j cioè quel numero che pri/ ma era maggiore3fia il minore; 8C qllo che era minorerà maggiore:come p gli prefenti fintende ' J J per la qua! prima figura,fara chiamato fottodupla proporti5e:per il fecódo3fottotripla:8C p il terzo, fottoquadrupla* Puoi an/ chora rimuouere da lo intéto ;pportionato,la mifura co il fegno antecedete: cioè che (come a te no pare che fia in tal difpofitioe proportionabilej metri doppo la tua pportioe.il fegno qle era inanzi:8t cofi farà diftrutta la tua t>/ portioe tante uolte^qte a te parerajinfino che fi ritruoui altra forma ò fegno«

DEL SVPER.PARTICVLARE GÈ/ NER.E, CAP. XXXIII.

IL genere fupparticularc è quando dui numeri fono infieme c6parati,de gli quali il maggiore habbi in tutto il minore , OC di poi alcuna parte di piùtSC hara di più la mezza parte, fi chiamerà fefqualtera propor/ tione:fe una parte terza,fi chiamerà proportioe fefqterza:fe la quarta parte, Ièiquiqrta:fe la qnta3fefquiqnta:8t cofi co qfti nomi in infinito:8t in infinito anchora la forma di tal genere fupparticularepcedera.Del fuperparticulare genere(Tecódo che a Boetio piacerla moltitudine é infinitatp tanto coparati li pfenti numeri 5 a ^,6 a 4,ne rifulta la pportioe fopradetta fefqualteratpche il termine maggiore quale è $j ha in una uolta il minore quale é 2: di poi una unita qle é parte mezza del numero 2: cofi dimoftra il tenario numero cóparato al numero 4:nel quale é una uolta il 4: di poi auanza due unita al iènario numero:8C cofi (come piacerà a te) co qfto modo 61 ordine in infini to procederahdel qual pceflò fempre ne rifultera la proportione fefqualtera, ouero hemiolea:benche alcuni faccino imaginatioe che fia differenza 8C non equiualenza3tra la hemiolea,g£ fefqualteratlaqual cofideratióe da noi é ripu tato eronea 8t falfa:pche tanto lignifica fefqualtera in potéza^quato hemio/ lea:quàtùque gli uocaboli fiano in nome differéti,ma in uirtu no fono:pche tanto opa uno,quato laltro«Del che alcuni prefùmono che la proportióe feù qualtera adotta da gli copofitori ne gli canti mifurati con figure ouero note di colore pieno,fia chiamata hemiolea:per eflèr cofueto fcriuerfi fenza fegno di cifra alcunajma quella apparéte di color uacuo hauedo le cifre ordinarie,

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LIBRO

chiamano féfqualtera.Pcr tanto infederai che luna & laltra^hano un medefì mo fignificato,8C effettotma p fodiffarti (e no in tutto in parte, no uoglio ne intédo p conto alcuno trapaflàr inàzi/e prima alcune cofe neceffarie ài utili n5 dica.Et prima pche qua nafee alcù uiluppo,da me infederai che molti [o no che intédono uogliono ne la pportióe fefqualtera cóparata fotto il fez gno del tépo impfetto.,eflèr le breui pfette:St le alteratici de le femibreui:di/ cèdo che gli antichi poneuano il pfente fegno 1 p il fegno del tépo pfetto co me qui 0:6C alcuni altri dicono che no può eflère fefqualtera fenza pfettióe: altri ueraméte dicono che tale effetto no può edere creato da tal ragioe,im/ peroche la breue è fiata ordinata 8C còftituita da gli mufici pfetta.fotto al gno de la circolare figura come qui CX ptàto rimoffo tal fegno3intédono douerfi oflèruare pfettióe di breuime alteratiSe alcunatpche tal cifra 5 fa lo effetto di pfetti5e,in uano è flato il pfente fegno O da gli mufici trouato: nodimeno qua faremo coclufione che qui al ^pofito farà. Quàdo a te piace coponcre una fefqualtera doppo il fegno femicircolarc tagliato,auertirai nere la pdetta fefqualtera co il pfente (p \ :nelquale ragioneuolméte fi trouer ràno le breui perfette, 8t femibreui alteratela in principio del tuo canto Ci ponera tal fegno (j) 8t doppo alquante note tu formerai una fefqualtera,fà che tal canto fia terminato in cititi fenariajaciò che fi poffa coiugerc la bat/ tuta de le breui col termine 8C mifura fcfqualterata: pche tu fai3che quefto gno (|) ,quàto a la battuta.debbe eflèr fimile al pfente 38C qui alcuna uolta gli copoiitori incófiderataméte màcano.Sono alcuni altri che inàzi pógono in principio del fuo canto il fegno feguéte 0,nel qual fegno è diputato eia/, feuna femibreue pattare p una mifura:8C co poca auertéza adducono la qualtera pportione co breui St femibreuitnel qual ordine & forma acadono tre effettitdui c5trarii36C uno difficile al pronuciante ouer cantore.Per il pri/ mo hauédo data la mifura ne la femibreue,6C uolédo creare la fefqualtera^ne tifulta tripla : pche prima paflaua per una battuta una femibreue,di poi ne paffa tre*Per il fecódo effetto cótrario auiene,che pur tu uuoi creare la quaitera proportione,a te è dibifogno mutarti da la prima mifura quale era una femibreue p battuta,^ entrare ne la mifura qual fi couiene a quefto fé/ gno 8C è errorejpche tutte lepportioni drittaméte fi riferifeono a lo ante/ cedete fegno «Il terzo effetto di difficulta è che ben puoi creare la fefqualtera ;pporti5e ne le figure SC forma medefima, fenza rimuouere la mifura del fé/ gno in qflo modo;faccédo che ciafeuna nota fia fyncopatatlaqual pportioe refukera3che tutte le note refleràno dupplicate:p laqualcofa ne farà la giufta

SECONDO

& uera lefqualteratma perche quefto modo poco è ufitato,auertiraf quando lòtto tal fegno O tu penferai formare una fefqualtera,fà le tue note di femi/ breui 8C minime ac5pagnate:8t non di breui 8C femibrcui: nel qual procelle» uerrano in battuta tre minime contra una femibreue , quale è fefqualtera:8C cofi' no incorrerai in tali errori da noi di fopra dimoftrati«Per tanto ciafcuna fèfqualtera formata fotto la battuta di una breue, è di bifogno fegnarfi con breui SC femibreui uacue ò piene : ma quella che il ritruoua ne la battuta di femibrcui ò minime , fa che la fua forma fi moftri di femibreui OC minime: cofi a te fia manifefto de la femibreue lèfqualtcrata ne la prolatione perfetta 8C imperfetta» Hora diremo de la fecoda fpetie del fuperparticulare genere, quale è lafelquiterza.laqual proportione è,quando il termine maggiore co/ tiene in una uolta tutto il minore, 8C una parte terra : come appare ne gli prefenti numeri 4 a 3, ne la qual comparatione manifeftamente fi uede che il numero maggiore quale è 4:hà in il minore una uolta quale è 3* 8t ancho ra una unità quale è parte terza del Et farai comparatione dal numero ottonario al fenario,farà il fimile: perche ne lo ottonario numero,!! contiene una fol uolta il fenario 8C due unità : che fono terza parte del tenario nume/ ro:8t cofi (èguendo per le medefime comparationi, farà il fimile in quantità infinita: oflèruando che ciafeun termine minore fia dal fuo maggiore fupe/ rato di una parte terza* Cofi la fefquiquarta farà quando il termine mag/ giore contenera in il minore, 8C una quarta parte come qui $ a 4 8C la fef/ quiquinta uno quinto come 6 a 5.SC quefto in tutte le altre parti del genere fuperparticulare è neceflario trouarfi : perciò uolendo formare tal propor/ tione ne gli tuoi canti, harai dui modi : il primo in quella forma £ ouer | , le quali cóparationi fono intefe quatro note ne lo interuallo di tre: Se anchora otto note nel termine di fci«Per tanto é a te di bifogno (Te farai coparatione di fefquiterza) torre a ciafeheduna nota la fua quarta parte : come faranno quatro longhe cotra tre:lequali quatro longhe del modo minore imperfetto tempo 8C prolatione impfetta,fono di quantità di femibreui quatro per eia/ fcheduna:&X cóparate ne la fefquiterza , refta di numero tre ciafcuna longa: che fono in tutto«xihfemibreui:che fanno la quantità de le tre longhe a co parate*Cofi anchora faranno breui,ciafcuna breue refta di una femibreue 6C minima:8t per confequente le femibreue reftono di una minima OC femi/ minima per ciafeheduna, Anchora appreflò alcuni tal fefquiterza fi ritmo/ ne gli canti cofi fegnata 3 , quando il tempo é perfetto : ma quando tal fegno é ne la quatità binaria,uogliono alhora gli compofitori che fia intefb

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LIBRO

per una proportione dupla come dimoftra il fine del pattern de la mena de lomearmc di Iofquino 1 8C oltra quello il medefimo farai in tutte le copa/ rationi feguéri/enra alcuno impcdiméto le fpetie del fiiperparriculare tro/ uerrai come *1 a 6,3 a 7, le quali ([uolendo ne gli canti ufàrc} fono in tuo ar/ bitrio : non dimeno (come di fopra habbiamo detto) per non haucre diui/ (ione equalejdiremo non douerfì ne gli canti noftri efercitarfì no derogando ad altri il fuo uolere^flèruerete quanto la figura moftra»

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SECONDO

DEL SVPERPARTIENTE GÈ/ NERE. CAP. XXXIIII.

HAuédo di fopra dimoftrato le due prime coparationi del multipfcce 86 fupparticulare gencre,86 qto in efli fi cótenga:hora cóuiene dimo Arare de la fuperpartiéte habitudinejlaquale fi genera quàdo un nu mero al altro è cóparato:86 che il maggiore tiene in tutto il minore, 86 ol/ tra il minore alcune parti cioè 2.5.oucro 4:o tanto quàto eflahabitudinepor tera:come ne gli pfenti numeri appare.5 a 5*7 a 4,9 a S, 11 a 6«Onde cófìderato il primo termine cioè S a 3>farà dettopportióe fupbipartiéte terzatpche 5 nu mero maggiore ha in il fuo minore il qle é 3: 86 anchora di più due unità: qual fono due terze parti di elfo 3t Faccédo da poi cóparatióc tra il nùero 7* al numero 4:pche il numero 7 foprauàza il minor fuo 4 di tre unita che fon tre quarti/ara chiamata fuptriparticnte quarta: cofi anchora nel nouenario numero al 5 còparato^faremo lapportióe chiamata fupquadripartiéte qnta: oche in eflb nouenario termtne^é tutto il numero 5,86 quatro unità che fono quatro qnti di eflb numero minorc:86 cóparàdo il qrto termine cioè 11 a 6, li formerà lapportióc detta fupqncupartiéte fella:pchc fi cóprende il numero maagiore qlc è inhauere in tutto il minore 86 cinque qnti del fuo minore: 66 cofi altri ad altri cóparati/ara creato il fuppartiéte modo:de gli quali da noi no faràno adotti eilempi in figure cantabiJii.pche ([come habbià detto} no hàno ne la harmonica copofitione parte?in parti equali diuifè.

DEL MVLTIPLICE SVPERPARTICVLARE GENERE. CAP. XXXV.

TRe quatità femplici, 86 primi generi di fopra da noi fon (lati dichia/ ratùdui altri cópofiti é di bifogno cófiderare chiamati multiplice/up particulare,86 multiplice fuppartiéte:delqual multiplice fuperparticu lare la dimnitione é tale.Quàdo un numero maggiore é cóparato a uno mi nore:86 che in eflò maggiore fia il fuo minore più di una uolta^ anchora di più alcune altre partirò fiano mczze,terze.,quarteJò qnte: in qucfto conile il multiplice fupparticulare genere:come gli pfenti numeri dichiarano ,$ a 2, 7 a 3,9 a 4,n a 5* Dicefi adùque che quello numero maggiore che in harà due uolte il minore,86 di poi una parte mezza del fuo termle minorerebbe efler

LIBRO

detto dupla lefqualtera proportioe come S a « ma quegli che harano di più una tersa parte/ara chiamata dup la fcfcjterza come qui 7 a 3* 8t quegli che harano la parte quarta,dupla fefquiquarta come 9 a 4«8t quegli che harano un quinto,dupla fefqquinta,comc i: a S* SC di mano in mano.Et il numero maggiore cotenera in il fuo minore tre uolte & una mezza parte , terza 6 quarta,fi dice tripla fefqualtera:tripla fefquiterza hara di più un tcrzo:tri pia fefquiquarta come appare ne gli prefenti numeri 7 a2,io a 3.0 a Impo che nel termine 7 fi cófidera tre uolte il z 8C una unitàtparte mezza del ter/ mine minore fuperato dal maggiore. Cofi eflèndo comparato io a 3, il tre è fupato dal fuo termine maggiore quale è io,tre uolte,8t di una unità quale è (uà parte terza:onde è detta tripla fefquiterza. La tripla fefquiquarta fi do/ manda in quelli numeri i> a 4, pche in eflb numero maggiore, fi eftende tre uolte il minore,8C di poi la quarta fua parte:cofi in infinito, 8t infinite le fue ipetie nafeono quàdo gli numeri ò termini maggiori a gli minori fon com/ parati:ma al incontro fi aggiunge la prepofitione fub, dicendo Subtripla fefqualtera,Subtripla fefquiterza,Subtripla fefquiquarta,Gli altri anchora in quello modo fi intenderanno «

DEL MVLTIPLICE SVPERPAR.TIENTE GENERE. CAP. XXXVI.

IL multiplice fuperpartiente genere è , quado fi cóparano dui numeri de gli quali il numero maggiore cotenga il minore più di una uolta:8C ol/ tra due_,tre ò più parti di elio numero minore fecondo la figura del nu/ mero fuperpartiétejle qual parti in quello genere no fàràno due mcdietà.ne due quarte,ne due fede ([come nel fupiore fu detto} ma due terze,due quite, ouer due fettime diflìmili da la cófequenza prima:come manifeftano gli fez gueti numeri',3 a 3 t\i a J,i 6 a 1. Per tanto coparato 3 a 3, diremo proportione dupla fupetbipartiente terzajperche il termine maggiore quale è 3,contiene in tutto il minore due uolte; di poi due unità che fono due parti terze del fuo minore quale è 3 comparando il termine 12 col feguéte s farai propor/ tione dupla fupbipartiéte quinta:pche in eflo numero maggiore quale è 12: fi cóprende due uolte tutto il fuo minore quale è 5 tSC anchora gli foprauan/ zano due unità,che fono due parte quinte di elfo numero minore.Se ancho ra farai comparatione dal numero prefente 16 al fuo feguente 7,ritrouerrai

SECONDO

la proportióe chiamata dupla fupbipartietc fettimatpchc il numero. i6,con/ tiene il feguéte 7«due uoltc,5t due parti fettime di elio termine minore: le qli habitudini fono in arbitrio del cópofitore:ma p no efTcre neccfìarie ne ufitate per la indiuifibile mifura.no adducemo figura alcuna altro che elle cifre-Di qfto pentiamo^ crediamo haucre a fufìiciéza detto p hauer racolti gli me/ bri utili 8C più neccflfarii : acioche gli animi gentili rcltino facili ne la utilità. Ma p efferc a tutti in qlche parte uniuerfale_,2£ pche forfè alcuni haràno defì dcrio intendere che cola fiapportionalitàjdato che di qfto il pratico poco ne uaglia^ódimeno fi ponera fotto breuita acioche ad ognuno io fodiffàcia*

DE LA PROPORTIONALITA ARITH/ METICA. CAP. XXXVII.

LA proportionalità arithmetica è uno raccoglimento di due ò tre ò più proportioni infieme cóparatctpche £comc a Boetio piace} di c5giunte proportioni fi. fa la,pportionalità:c{Ièndo adùque la ;pportionaliti ra/ colta di ^portioni^tal ^pportionalità non mai fi può formare co meno di tre termini come negli pfenti numeri i-2t3,né gli quali(Te rcttaméte cófideri^da duepportioni è generata la^pportionalitàtlaqual^pportionalità è ne gli ter/ mini fupiori in qlto modo: cioè che il binario numero a la unita c6parato,é in proportione differente di unita:cofi il ternario al binario,il limile cótiene. Quefta ^portionalita fi chiama arithmetica:pcro che in quefte ^pportioni é equalita de le difterézc:pchc tato é la differéza da 3 a 2,qto é da i a i*5£ al in/ cotto da i az,fi come é da i a 4sper laqual cofa appare ne gli feguéti numeri cioè ^3»4-.eflere anchora^pportionalità anthmcticatnc laquale fono le diffe/ renze cquali.,5t lc^pportioni incqualnpchc tanto fupa il termine 3 il i.quato fupera4 il 3: doue ciafeheduno termine minore é fuperato di una unita dal maggiore.Le^portioni adùque fono inequali,pchc cóparato 1 a 1 fa la prò/ portióe dupla:8C p il cótrario fottodupla:ma cóparato 3 a fa la proportióe fefqualtera;8Cp il cótrario fottofefqualtera;8C coli cóparato il termine 4 al 3. conduce la proportione fcfquitcrza,8C p il contrario fottofefquiterza.

DE LA GEOMETRICA PROPOR.TIO/ NALITA. CAP. XXXVIII.

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Ora feguita la geometrica proportionalita.nc laquale femprc fi di/ moftrano le^pportioni cquali come fono i»2»4*3,oucro in tripla prò/

LIBRO

porti5c come 1^9,27, oucro in dupla,ò come a te pi'acet^uale ne gli numeri multiplici ha costituita la fua eftenfione* Et che fia la uerita nel primo eflèm pio comparato il termine 2 a 1 nafee la proportione duplatla quale é fimile a quella che dimoflxa il numero ottonario comparato al quaternario:©! al in/ contro fi come 1 a 2 genera fottodupla proportionetcofi anchora refta 4 a 8* 5t per confcquente 4 a i, come 8 a 2 1 oltra quello fi dimoftra le differenze no eflère cquali,fì come era ne la arithmetica medieta : che comparando 1 a i,il termine maogiore foprauaza il minore di una unitatma comparando 4 a 2 refta fuperiore il termine 4 di due unita del fuo minore,2j8t cofì 8 a 4 fupera il ter mine 4 di quatro unita: il Umile feguédo ne la tripla 8C quadrupla prò/ portióe/aràno le differenze inequalijma le proportioni equali: come efami/ nando fi comprende* /

DE LA HAR.MONICA PROPORTIO/ NALITA* CAP* XXXIX»

LA proportionalita harmonica è quella che difeorda 8C è contraria a la arithmetica 8C geometrica : cioè che non hi medefime differenze , ne cqual proportionetcome fono«3»4t$»il quaU^cSparato al quaternario, fupera effo quaternario de la fua terza parte cioè 24 SC coparato il quaterna/ rio al ternario numero,eflò numero maggiore foprauaza il minore de la fua quarta parte che è uno:cofiderado anchora in quelli numeri ♦2»3,6*il fenario al ternario c5parato,efso fenario fupera di una mezza parte il ternario nu/ mcro,quale è tre unita:comparato il ternario al binario,eflò ternario fupera il binario de la fua terza parte quale é una unita.Per la qual cofa le diffe renane le proportioni fono equalitimpero che in quella proportione qua/ le é«3«4«6:il maggior termine cioè il fenario al ternario comparato, rifulta la proportione dupla:ma coparato effo fenario al termine quaternario, fi con/ fiderà la fefqualtera proportióe: 8C cofi il quatro al tre coparato, farà fefqui/ terza proportione.Per tanto Ccofi come è detto} tal proportionalita ha co/ traria propricrà da le due fuperiori medietà: perche ne la arithmetica ne gli minori termini era maggior proportioetne gli maggiori minorcimain que/ fta ne gli maggiori termini/ara maggiore proportione:8C ne gli minori mi/ nore : come gli fegucti numeri dimoftrano»5t4*6t3 a 4 cóparati fanno fotto/ fefquitcrza «6 a fefqualtera ; ne la quale comparatone maggiore è la fef/ qualtera de la fefquitcrza.

DIVISIONE DELMONACHORDO PER TVONI,

ET SEMITVONI NATVRALI, ET ACCI/

DENTALI; CAP* XXXX.

Eruenuto al fine de la prometta opera, é accaduto a me come tal uolta fi uede accadere a gli nauigàti.,gli ali hauendo racolte le uele p intrare in porto/opra/ giunti in un fubito da qualche altro

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to,ton frorzati ritirarfi indricto 8t qua 8Cla uoltcggiado difcorrcre:pcrcio che uolédo ripofar da la finita imprefa, ne

mancandomi altro che renderne cratic

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a IddiOjòt far mia ifeufa appreflo i let/ tori in parte alcuna (come huomo) haucffi mancato: fon flato affaltato da liuouo penfìero^che pofeia che le cofe ptincntiffime a la mufical pratica3con qlla theorica fenza laqual quafì no fi può fare ho dimoftrato:farà ben tatto a dimoftrare la diuifione del monachordo p tuoni, ££ femituoni naturali,^ accidétalijinfìeme co la participatioe modo dacordarlo, rédendomi certo douere eflère grato a tutti i fonatori &C ftudiofi del inftruméto che no fon ^p / uetti:attéto che altri che lhan prima trattato^ come dottiflìmaméte ne han fcritto^cofi fenza gràdiflìma difficulta anchora da gli ben fciétiati no pollo no eflère interna cótcplatione aduque fi di mepprio^chcCcome lafcio fcrkto Liuio} lanimo inquieto fi pafee di opaifì di ciafeuna gerii pfona che fia p pi gliarne dilcttatióe dico coli» Che ne lo inftruméto organico fccódo il comu/ ne ordine fi. ritruouano uoci naturali di numero xxix.chiamati dal uniuciv {ale ufo tafti biàchit8C accidentali di numero xviihdctti talli negri.ouero fé/ mituonhp ilqual ordine da noi farà diuifo tafto p tafto:dimoftràdo ciafche/ duno interuallo del uno al altro cofi accidetali come naturalùEt nota che ta le inftruméto é (lato dibifogno che trapalili il numero de le uenti chorde co/ fueteSCordinate ne la man noftrataciochc gli fonatori più facilméte fi poflì/ no efer citare SCacomodare a gli intenti lorotpche màcando de le pdette uoci o tafti/orfe farebbono alquàto difturbati 6C impediti» Per la quai cofa dire/ mo che il primo tafto ouer luogo di detto inftrumento.é collocato di fotto a Gama ut linterualfo di uno tuonojnelquale farà detto la fyllaba ò uoce fa,p

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cocordare con quella di F fa ut,quale è diftantc per uno cita pafcn.Ma da la prima chorda noftra chiamata Gama ut, a qlla da gli Greci chiamata prò/ flàbanómenos,quale é A re appreflò di noi,farà fola diftàra 6C interdàllo di una uoce Amile a la prima chiamata tuono:cofi farà anchora da ,pflabanò/ menos a hypate hypatón^cio A re ££ h\ mi:ma da tj mi 5C C fa ut ò uuoi hy / paté hypaton SC parhypate hypaton,fara un femituono minore* Et pchc da ;pflàbanómenos a hypate hypaton fi dimoftra un tafto negro in mezzo/ao pi che tal tafto da qilo bianco porto in ,pflàbanómenos, è una diftàza di fc/ mituono minore:2£ da qllo di hypate hypaton,un femituono maggiorerò)/ me chiaramente puoi uedere p la quinta apparente da tj mi a F fa ut:ò uuoi da hypate hypaton a parhypate mefon: la quale è comporta di dui tuoni dui fémituoni minori: del che refta diminuta uno appotomè detto femituo/ no maggioretp tanto è rtato di bifbgno a tale reintegratióe 8C pfettione,fta/ bilire il detto tarto negro,acio che erto diapente ouer qnta fia foaue 8t grata al udito.Dal quarto luogo chiamato parhypate hypaton ouero C fa ut a li/ chanòs hypaton chiamato D fol re,farà uno iteruallo di tuono:fra gli quali parhypate hypaton 8C lichanòs hypaton,nafcc il tafto negro in mezzo : p il quale refta diuifo parhypate hypaton da lichanòs hypatón,in dui femituo/ ni:uno maggiore & uno minore : de gli quali il maggiore farà da C fa ut al tafto negro:8C dal tafto negro al bianco feguéte qual è D fol rc,farà il Cerni/ tuono minore,come fi uede da A re 8C C fa ut quale è terza minore:8t bifo/ gnado eflà reintegrare 8C augumétare a la quanta maggiore/arà neceflàrio acrefeere uno femituono maggiore, qual farà propriamente quella diftanza che è da C fa ut al tafto negro.Da lichanòs hypaton a hypate mefon cioè D fol re & E la mi Ccome hai nel paflàto intefo_)cade il tuonotK da detto D fol re al tafto ncgro,cade un femituono alquato maggiore del fuo bifogno:p il quale no fi può dare fauore ne augumentatione a la terza minorerai cade da tj mi a D fol re uolcndo che fia maggiore , fi come in tutti gli altri tuoni diuifi fi cóuiene:8C come la efperienza del uno 6t del altro gli dimoftra. Vo/ lèdo aduque in tal luogo detto formare la terza maggiore, è di bifogno che quel tal femituono ò tafto negro fopra de la chorda ò uoce D fol re, fia al quàto sbaftàtotdai quale sbartamento fbno impedite 8C guafte le quinte,8C ottaue corrifpódcnti al detto femituono ò tafto negrotde laqual cofa nafee/ rebbe grande inconuenientc più di quello che prima cra»Quefto fi truoua in tali pofiti5i,cioe tra D fol re hi E la mi:8C ne le ottaue &C quintedecimc:pche lo acuto OC fopracuto, corrifpodono al grauc qual è fuo primo nafeimento: & no per altro tali incóuenienti in quefti luoghi accadono,fe no per cagione

ile gli organinogli quali più toflo uogliono acomodare il C fa ut de la terza minore,che il \\ mi de la maggiore:pche 1^ mi da eflì poco è operato:8t per tal modo manca che quella terza minore dinanzi dettalo fi può fare mag/ giore lènza tagliare il tallo di fopra detto negro : acio che una parte di etto renda la uocc più ba0à che la prima:8t coli farà aiutata 8C reintegrata la ter sa di quel femituono maggiore che a lei manca.Et difcorrendo col tatto ne/ oro al luogo di E la mi ò pure hypate mefon,harai la quatita del femituono maggiorenl quale pfice la quinta oucr diapente porta dal detto E la mi a b fa acuto diminuta SC impfetta.Da hypate mefon a parhypate mefòn cioè E la mi St F fa ut,naturalmente cade il femituon minoreme gli quali no fi con uiene altra diuifione di femituoni ó talli negri.Ma da parhypate mefon a li chanòs mefon chiamati F fa ut G fol re ut,cade naturalméte il tuono di/ uifo in dui femituoni per il tallo negro in mezzo polloni quale farà dittante da F fa ut un femituono maggiore:col quale fi acrefee la fella minore i mag giore^pofta da A re a F fa ut grauc,uolendo ritruouare la fua ottaua:ma da elfo tallo negro al bianco pollo in lichanòs mefon quale é G fol re ut, cade il femituono minore:come fi uede da lichanòs hypaton a lichanòs mefon di cedo ut in lichanòs hypaton chiamato D fol re, in fino al fa di lichanòs me fon chiamato G fol re ut,Da G fol re ut ad a la mi re chiamato méfe, fimil/ mente cade un tuonome gli quali anchora fi truoua il femituono ó uero ta/ (lo negro:dal qual tallo negro a la polmone di lichanòs mefon cioè G fol re ut,cade il femituono maggiore: pche da hypate hypaton a lichanòs mefon quali fono b{ mi 6C G fol re ut,é una diftaza di fella minore: di aggiùgendo al detto tallo negro,fi augumenta del prefente femituon maggiore:8C di mi/ nor fella retta maggiore, D* eflò funicuono ò tallo negro in fino ad a la mi re chiamato méfe, cade la quàrita del minor femituono:comefacilmete uè/ drai dicendo ut in E la mi graue, §t il re al quarto tallo negro, la uoce mi al quinto tallo negro,che fon dui tuoni: St il femituono minore feguita da elio quinto tallo negro,al feguente bianco quale é a la mi re:la qual copofitione & difcorfo,genera un dia tefsaron.Da méfe 8C trite fynemenòn quali fono a la mi re,6C tj mi acuto,cade il tuono naturale diuifo dal tallo negro, il qual tallo negro lara dittante da méfe cioè a la mi re,linteruallo di uno femituo/ no minore,ma da etto tallo negro al luogo di detto h\ mi acuto,cade il femi tuono maggiore,come chiaraméte tutti gli autori in tal luogo dimoftrano, rnalfimaméte quàdo de le mutationi parlano«Da paraméfea trite diczeug/ menai che fono fc] mi acuto 8C e fol fa ut,cade naturalmente il minor femi/ tuonoine gli quali interualli è mezzo alcuno» Da trite diezeugmenon a

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paranéte diezeugmenón cioè e fól fa ut5& d la fol re, cade un tuono nani/ rale diuifo dal tafto negro, il qual tatto negro è fopra di e fol fa ut,la quan / titadel femituono maggiorctSC da elfo tafto negro al feguente bianco cbia/ mato paranéte diczeugmcnón,cade il femituono minorc.il maggiore femi/ tuono detto è in quel luogo per cagione de la feda minore formata da E la m»,a e fol fautjuolendo adunque farla maggiore, è di bifogno Toccare il fo/ pradetto tafto, 8t Ccome e detto) da cflo tafto negro a quello di d la fol re, altro no è che femituono minoretperchc formàdo il dia tefsaron terrò qua/ le è ut fa , non troucrrai non un femituono minore nel ultimo interuallo dicendo ut in a la mi re, re in b fa t| mi, mi al fetrimo tafto negro qua! fon dui tuoni: il femituono per eonfcqucnte farà da detto fettimo tafto negro ,al bianco feguente che è d la fol re. Da paranéte diczeugmenon a nète die/ seugmenon cioè d la fol re 8C e la mi,cade un tuono naturale diuifo dal fc/ mituono , ouer tafto negro: il quale tafto negro farà diftantc di altezza, quanto fu quello C ben ri ricordi ) che fu da tj mi 8C D fol re : perche Ci iiede manifeftamente dicendo il fa di b fa b mi, pofto al fcfto tafto negro in fino al ottauo negro,farà un dia tefsaromdel quale ucrrà fa mi femituono minore da detto ottauo tafto negro a al antecedente bianco : 8C dal feguente bianco farà la quantità del femituon maggiore : come a la dichiaratione de gli tafti negri per fc foli comparati luno al altro fi comprenderà. Da néte fiiezeugmenón a trite hyperboléon detti e la mi St f fa ut, cade il femituono minore fensa altra diuifione infra di loro : ma da trite hyperboléon detto t fa ut a paranéte hyperboléon chiamato g fol re ut fecondo , cade naturai/ mente linteruallo di uno tuonodc quali pofitioni fono tramezzate dal femi/ tuono ouer tafto negro: il qual fèmiiuuuu farà dittate da trite hyperboléon, la quatita del femituono maggioretcomc per la fefta cadente da mefe detto a la mi re primo , a quella politione detta trite hyperboléon cioè f fa ut : la/ qual fefta naturalmente fi dimoftra minore: per canto bifognando col detto tafto negro, fi augumenta al luogo de la maggiore : èC coli la terza minore qual cade da d la fol re a quella di f fa ut fecondo, fi augumenta in mag/ giore : il quale augumento è anchora al propofito a la decima minore ca/ dente da lichanòs hypatón,a trite hyperboléon cioè D fol re St f fa ut acuto* Eflèndo adunque il femituono maggiore in detto luogo, di neceftita refta il fuo minore femituono dal tafto negro al feguente biàco chiamato parancte hyperboléon cioè g fol re ut» Da paranéte hyperboléon a ncte hypei bolcon cioeg fol re ut &alamire,naturalmcntecadeiltuono:nclqualciidi'rno/ (Ira il femituono in mezzo ouer tatto negro ;& è dittante per uao ■■ inter/

uallo fuperiorc daparanctc hyperboléon di uno femituono maggiore : iU qual femituono augumcnta la fella cadente da fcj mi acuto a g fol re ut fé/ condo : la terra porta da néte dicrcugmenon detto e la mi acuto a para/ néte hyperboléon chiamato g fol re ut fecondo : OC cofi la decima cadente da hypate mefon a paranéte hyperboléon detti E U mi grauc , 86 g fol re uc acuto « Segue adunque che il femituono minore farà da néte hyperboléon detto a la mi re, al tallo negro difopra ordinato t perche uolendo for/ mare il dia pafón da poi la fefta , àC cflèndo in quel luogo minorc,pcr oflTer/ uarc il precetto , conuien che fia tocco il preditto tallo negro. Da néte hy/ perboleon quale è a la mi re a h\ mi terzo , naturalmente cade il tuono, nel quale nafee il femituono oucr tallo negro : dal qual tallo negro a nete hyperboléon ) cade il femituono minore : òC ne lo afeenfo cade il maggiore: perche trouandofi fecondo il difeorfo accidentale la quinta imperfetta da detto fcj mi fopra detto, al fa quale è di fopra a la pofitione di e la,la quale uolendo che fìa intera 8C perfetta ; bifogna che fìa reintegrata da quel femi/ tuono ouer tallo negro di fopra detto : fi come fu ne lo antecedente \^ mi acuto. Seguendo più inansi a la pofitione di e fol fa, fènza alcun dubbio naturalmente cade il femituono minore da ^ mi fopracuto, al fa di e fol fa : fra gli quali non fi ritruoua mez^Q alcuno. Da e fol fa,a d la fol , fi/ miimente cade lo intcruallo del tuono:nel qual fi uede diuifo dal femituono ouer cado negro : del che diremo che farà da e fol fa al feguente femituono negro, la quantità di uno femituono maggiore : 5C dal feguente tallo bian/ co5quclla del minorc:che fìa maggiore il femituono detto,fi uede per la fella minore che nafee da nete diezeugmenon detto e la mi , a la pofitione di e fol fa : St cofi per la terra minore formata da néte hyperboléon quale è a ia mi re a e fol fa , è neceflàrio il tallo negro : come ha* di bifogno anchor, la decima inferiore a eflb tallo negro : che fenza quello Tederebbe minore. Da d la fol ad e la ultima pofitione, cade il tuono diuifo per il fuo tafto negro \ diilante dal detto e la , la quantità del femituono dinanzi detto,ca/ dente tra lichanòs hypatón ad hypate mefon , 8C da paranetc diczeugme/ non a nete diezcugmenon:SC da elio tallo negro a la pofition detta e la,ca/ de il maggior femituono: 6C tal pofitióe rettamente fi può chiamare quello, che ne la ottaua inferiore rifponde : qual fi domanda e la mi replicato: per/ che paffando fopra di e la, bifogna rinnouare ciafeuna pofitione ÒC luogo, co quella dimollratióc ordine 86 modo^he fu fatto le prime graui: 6C quelle che erano ne lo acuto OC fopracuto,il fimile ne le feguenti trouerrai^feguen/ do lordine unaltra uolta fopra di e la mi fecondo che ne la mano fi truoua

ordinato. Adunque diremo che da e la al feguente tatto,nori cade altro che il femituono minore : come manifeftamente fi uede lènza altra diuifione di femituono o tatto negro,Ma dal feguentc f fa ut replicato in fino a g fol re ut,cade un tuono: il quale anchora retta diuifo dal tatto negro,il qual tatto negro é dintcruallo fupiore al tallo bianco inanzi pollo, di quantità di uno, femituono maggiore:come fi dimoftrano in tali pofitioni dinari dette: 8t co, me la efperienza più chiaro dimoftra:8C il cotrario da la parte di fopra auie/ ne:perche da etto tallo negro al fupiore bianco,non é altro che il femituonoj minore.Dal terzo g fol re ut replicato ad a la mi re,altro non e che quantità di tuonomel qual fi moftra il femituono negro dittante da detto g fol re ut j> uno femituono maggiore: cofi come nel graue fu chiarito : & da la parte di fopra da detto femituono negro al tatto bianco , cade il femituon minore» Da a la mi re a tj mi replicato fenza alcun dubbio,cade la quatita dun tuo/ no: ma da detto a la mi re al tatto negro che é in mezzo, cade il femituono minore:8C dal feguente il maggiore* Da b\ mi detto al tatto feguente,nó al/ tro cade del femituon minore : ma dal feguente replicato luogo chiamato e fol fa ut a d la fol re,n5 cade altro che la quantità di un tuono, diuifo dal fé/ mituono ncgro:il qual femituono negro,refta dittante dal bianco dinàzi pò, fto, p quatita del femituono maggiore:8t dal feguente bianco retta minore. Di poi feguédo a d la fol re replicato al tatto feguente e la mi, altro no è che la quatita di un tuono diuifo anchora dal femituono negro:il qual femituo/, no,è fuperiore al primo tatto bianco dinàzi a pofto, la quantità del femi/ tuono,o internatio qual fi ritruoua per le ottaue inferiori a eflà pofitione:ma dal feguente tatto bianco al detto negro,è folo diftàza del femituon minore: cofi negli feguenti ilfimile fi truoua:cofiderando al uniuerfal modo,pche ne fono alcuni altroché fono di maggiore numero di uoci,chiamati inltruméti doppiala qual cofideratioe 5C intelligenza di ette chorde ouer tatti aggiunti, farà intefa per la cSpofitione St ordine di fopra moftrato:perche fecódo che le pofitioni dinanzi dette hano hauuto ordine, cofi le chorde aggiunte 6C ac/ crefeiute da la parte graue ouer di fotto,farano corifpondenti a le parti acu/ te:ma quelle che nel fuperiore faranno meflè,concorderanno con quello che in nanzi è (tato detto. Ma hora intenderai che da la prima chorda o uoce o femituono,o uuoi tatto negro ne lo inftrumento da noi ordinatoci fecondo feguente negro , farà diftanza di un tuono , 8t femituono maggiore : qual fanno la compofitione di uno femidittono 6C coma:perche da elio femituon negro al feguente fecondo detti accidentali , retta in mezzo il naturale mi/ norc femituono : come dai terzo3al quarto/etto^ fettfmo,ottauo, 6C nono,

undecimo, 8t duodecimo, terzo decimò, Òt quarto decimo, fefto decimo, 8C decimo fettimo,il mcdcfimo intcruallo trouerrai.Per tanto dal detto fecodo femituon negro al terrò fegucnte,harai la quantità del tuono al quàto mag/ giorc, Dal terzo inanzi detto al quarto occurrcnte accidentale,è la diftanza del femidittono quali fupcrfluo:5C dal quarto al quinto,il tuono fi uede.Dal quinto al fefto,cadono dui femituoni minornma da detto fedo al fettimo fé/ quéte,cade un tuono col femituon maggiorerai fettimo al ottauo,il tuono alquato fupcrato: ma dal ottauo al nono, rifpóde uno intcruallo di trihemi/ tuono.U nono ££ decimo/on diftàti duno intcruallo del femituon maggiore 8t minore:come è ftato del quarto 8C quinto femituono negro* Dal decimo al undecimo,è la diftanza che fu dal quinto al fefto p dui femituoni minori. Lundecimo SS duodecimo, hara diftanza del tuono St femituon maggiore: come anchora giace tra il fèdo 8t fettimo.Dal duodecimo al terzo decimo,è quello che fol fi uede trai fettimo 8C ottauo:S£ feguitido dal terzo decimo al quarto decimo feguente,fi trouerrano tre femituoni,fi come fu lottauo SE no no tafto. Il quarto decimo Si quinto decimo tafto negro, fon rifpondenti quello che fu trai nono tafto SS decimo:qual fu il tuono. Ma dal quinto de/ cimo SC decimo fefto.,è la diftàza che fu trai decimo 8C undecimo di dui Ce/ rnituoni minori» Cofì più inanzi pattando dal fefto decimo al decimo fetti/ mo,harai la quantità che fu tra lundecimo 8C duodecimo, 8C anchor fefto OC fettimo quale è il ruono,8t femituon maggiore* Et dal decimo fettimo al de cimo ottauo ultimo femituono, farà fol quello che dal duo decimo SS terzo decimo,fettimo SS ottauo nacque,qual fu la quatità del tuono alquato mag giore: de gli quali comparati luno al altro,poca foauità fi fènte* Eccetto che dal fecodo SS quinto,gli cade la cófonanza dia péntetSC il fimile dal terzo al fefto fi cóprende. Anchora dal quarto di fettimo il dia pente nafcc*Dal fètti/ mo SS decimo unaltro dia pénte.Dal primo al fefto il dia pafon nafce.Et dal fecondo al fcttimo,il fimile trouerrai.Cofi dal terzo al ottauo farà:come da! quarto al nono fi cóprende folo eflcre un dia pafon.Dal ottauo al undecimo nafee la quIta,comc dal nono al duodecimo fi uede* Ma dal ottauo al terzo decimo, è un dia pafon, come dal nono al quarto decimo fi uede* Cofi farà dal decimo alqntodecimo anchora.Et il medefimo dal undecimo SS decimo fefto harai. Dal duodecimo al quinto decimo,la qnta harai: come dal terzo decimo al decimo fefto fi uedcDal duodecimo al decimo fetrimo,un dia pa £c?n:come dal terzo decimo SS ultimo fi uedcDal quarto decimo SS decimo fettimo, la qnta, come dimoftra il quinto decimo al ultimo femituon detto: 8t quefto a te bafti per la diuifione 6C dichiararione del monachordo.

DE LA PAR.TICIPATIONE ET MODO DACOK/ DARE LINSTRVMENTO. CAP. XLL

Eguìta che co qila facilita che a me farà pofllbile,breuemetite elpedifca qto fia neceflario al fonatore dintorno la participatione,6t unione de le uoci:pchc moiri fi truouono che co niuna ó pochifiìma ragione,8C mi/ nor pratica a tale cflcrcitio Mano atti. Adùque auertirai che in tre parti fare/ mo il nofl.ro acordo participatioe,pche uolendo tu che no fai,acordare SC participarc il tuo inftruméto, bifogna che prima tu cofideri la chorda ouer pofitioncjchiamata C fa uttcó qila intonatioe che a te piaceratSCquàdo farai dcliberato.piglia lottaua fopra a C fa ut, fa che fempre Ma bene unita: di poi la terza maggiore di fopra,quale é E la mi uuolc eflèrc fonora 8C giufla: cioè unita al fuo poiTìbilc:5C fatto quefto,piglia la qnta in mezzo cioè G fol re utiSifa che fia alquanto un poco fcarfa;cofi feguiterai al altra qnta fopra, quale é d la fol re, di fimile acordo 8C natura medefima, quale é (fato G fol re ut dettoidi poi acorda D fol re ottaua a d la fol rc,8C feguitando piglia la fua quinta fopra di D fol re, formata nel luogo di a la mi re;la qual bifogna màcarc tanto da E la mi,quàto da D fol re:cioe che fia tanto equale da una* quato dal altra:le quali fon tutte cinte che fi tirano al fegno de la pfettióe mancando dal canto di fopra.Si che le qnte di fopra da detto C fa ut,D fol re,SC E la mi,quali fono G fol re ut,a la mi re,b fa ^ mi,fempre difeadono 5C macono de la fua pfettioc.Pcr il fecodo ordine SC modo é3che fempre a te hi fogna fopra la chorda di e fol fa ut quale é unita SC giufta,accodare F fa ut qnta di fotto:la qual bifogna eiìère al oppofito de le altre dette di fopra:cioe che fia participata Stalzata,tanto che paffi alquàto del pfetto:8t di qui na/ fee la participationc SC acordo giufto òi buonotp la qual participationc,re/ ftano fpùtate oucro diminute,le terze St feftcEt cofi acorderai il femituono di b fa fcj mi/otto di F fa ut:5C qllo di E la mi, fotto b fa tj miai quale è qnta co quel medefimo ordine SZ modo,che acordafti F fa ut co e fol fa utjl ter/ 20 òi ultimo modo , auertirai di acordarc gii femituoni maggiori tra le fuc terze,come é il lemituono di C fa ut toccàdo A re, lo acorderai infieme con E la mi quinta,tanto che retti in mezzo terzza maggiore co A re,SX minore co E la mi:2C cofi da D fol re ad a la mi re la terza in mezzo,SC il femituono di F fa ut,cioc il limile che fu la pafIata:St cofi feguédo in fino al fine del tuo inftrumento,ciafcuiia ottaua acorderaùde iaquai confideratione^e nafee la ucra participationc de le uoci. Finis»

AGGIVNTA DEL TOSCANELLO,

A COMPIACENZA DE GLI

AMICI FATTA,

I muouc fra alcuni de la mufica dcfide rofl,dubbiioX difputationi circa la figa ra del b molle SC diefiSjUtrum de ne/ ceflìta gli Compofitori fono conftrctti a fegnare ne gli canti da loro copofti, dette figure,cioe b molle 8C diefistoue/ ramente il cantore è tenuto a douere intédere.SC cognofcere lo incognito fé/ creto di tutti gli luoghi doue tal figure o fegni bifognerano.Io che fempre fui, OC fono amatore di coloro gli quali dilettono fapere la uera intelligenza^ più di quegli che di tal ragione non mancano , con quella breuita che a me farà poflìbile,dclibero trattarne alcune cofette, no difpiaceuole Ueramente a te deiiderofojBenche alcuni altri dicono che ci fegno del b molle 8t ^ duro, oueramente b rotondo, 8t quadro, fono fegni appartenenti a nuoui fcolari, gli quali no hanno ragione alcuna» Si risponde che tal modo folo fi intende a la mitigatione 5C temperamento del tritono,al quale benché non fìa appa/ rente el b molle3appreflo ogni dotto no dotto, per ordinaria 8C fpetial re/ gola da gli mufichi conftituita, farà intefo fempre non eflèr tal durezza tol/ lerata: la qual naturalmente nafee da parhypate mefon,86 trite fynemenon, chiamati F fa ut graue,ót tj mi acuto,tanto ne lo afcendere,quanto nel di/ feendere: 8C per quefta cagione fu aggiunto il fegno del b molle,il quale ap/ prelTo gli Greci fecodo la oppinioe di Guidone aretino,è chiamato menon: