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Ministero della Pubblica Istruzione
INDICI E CATALOGHI
Vili. , I Codici Ashburnhamiani
R. BIBLIOTECA MEDliGEO-LAURENZIANA
DI FIRENZE
VoL. I, Fasc. 1
ROMA
PRESSO I l'RIISrCII'^lLI LIBRAI
1887.
La Commissione nominata dal R. Governo a fare il Catalogo dei Codici Asliburnhamiani-Laurenziani ha voluto rimettei'e interamente in me la cura della compilazione definitiva e della pubblicazione di esso Catalogo. Accettando l'arduo incarico, e assumendo dinanzi al pub- blico la piena responsabilità dell'opera mia, sento il dovere anzitutto di esprimere sinceri ringraziamenti all'illustre senatore Pasquale ViLLARi, presidente della Commissione, ai colleghi proff. Rajna e Vitelli, e a quanti altri mi sono stati larghi di consigli e d'aiuti; non che ai giovani alunni della Scuola di paleografia di Firenze, che hanno apparecchiato il materiale primo delle schede descrittive, e in particolar modo a Pietro Santini, che mi ha pure coadiuvato nelle ricerche ulteriori e nella revisione delle stampe; e in fine al cav. ab. Niccola Anziani, prefetto della Laurenziana, della cui premurosa cortesia, a tutti gli studiosi ben nota, è quasi superfluo fare elogio.
In questo Catalogo mantengo generalmente l' ordine che avevano i codici nella Biblioteca Ashburnham, salvo particolari eccezioni, e quella più generale di mettere per ora da parte i codici greci e gli orien- tali. A ciascun codice ho assegnato un nuovo numero d'ordine, aggiungendo in parentesi: 1." il numero del Catalogo originale Ashburnham-Libri (AL) ; 2." il numero corrispondente del Catalogo ministeriale italiano (MI).
Pongo qui l'elenco delle principali abbreviature e dei segni convenzionali, di cui farò uso.
Ij segno di separa/ziGiis tra le parole, che si riferiscono, del principio e delia fine di un testo. In casi speciali adopero " Com. " e " Fin. "
* denota che il testo è mutilo.
.... segno di strappo o mutilazione nel codice.
ec. indica che nel riferire un testo se n' è soppressa qualche parte inter- media.
[ ] sostituzioni di luoghi lacunosi per guasto del codice.
(. ) aggiunte di seconda mano nel codice.
( ) note e aggiunte critiche del compilatore.
corr. =: corretto (correzione di seconda mano nel codice).
1. = leggi (correzione del compilatore).
I nomi degli autori si stampano in maiuscoletto ; i titoli origi- nali degli scritti, salvo casi eccezionali, in corsivo; i nomi degli scrittori, in carattere spazieggiato; le date certe degli anni in carattere grasso.
Tra i libri che mi avverrà di citare ricorrerà spesso l'eccellente opuscolo di L. Delislb, Notice sur les Mss. du Fonds Libri conservés à la Lau- rentienne de Florence (Paris, Imprimerle Nationale, 1886), che cito abbreviatamente Mss. Libri Laur. All' illustre bibliotecario sono poi debitore di altre utili indicazioni fornitemi durante il lavoro, non che della benevola attenzione, colla quale gli è piaciuto d' interes- sarsi del medesimo.
Prof. Cesare Paoli,
1C&9019
CODICI ASHBURNHAMIANI
FONDO LIBRI
1 (17. — 2). S. Ildefonso, De Tirginitate Mariae.
Membran., sec. X o XI, m. 0,215 X0?159, di carte 103 (num. nuova nel margine inferiore), 109 (num. antica nel margine superiore, la cui prima carta corrisponde alla e. 2 della num. nuova), a due co- lonne per pagina, e generalmente di linee scritte 17 per colonna. Della num. ant. mancano le ce. 11, 53, 60, 61, 70, 87, 103, con mutila- zione del testo: la e. 25 è doppia. Scrittura visigotica (facs. in Coli. Fior., tav. 33) : come termini di confronto per l'età, ved. Ewald et Loewe, Exempla script, visig., tav. xxiii, an. 954; e xxxv, an. 1073. In varie pagine è una trascrizione interlineare del testo di mano più moderna. Miniature figurate a ce. 1, 18, 23', 25', 37', 52, 57', 62', 68,69, 72', 73, 78', 86', 101, 102 (num. ant.), alcune delle quali hanno inscrizioni esplicative (ved., per le principali. D'elisie, Mss. Libri Laur., p. 23) ; oltre a varie lettere iniziali in colori. A ce. 50, 51, 101 sono tagliate le miniature e parte del testo; a ce. 41, 59 parte del testo ; a e. 102, uno strappo intacca parte di una minia- tura e del testo.
Da alcuni ricordi in lingua spagnuola, scritti da due mani del secolo XVIII in una guardia anteriore cartac, si ricava che questo cod. fu segnalato dal p. Burriel, an. 1750—55, negli archivi della Chiesa di Toledo. Il Libri, Béponse, p. 94, dice di averlo comprato a Parigi per mezzo del libraio Duprat.
Legatura moderna in tavole coperte di pelle rossa.
Oratio domini Ildefonsi archiepiscopi toletane sedis (titolo in maiu- scole allungate al modo visigotico dentro una cornice quadran- golare a colori, a e. 1 num. mod.) Liber virginitas (sic) sancte Marie (a e. 1' num, mod.). L'opera è divisa in sette parti.
I. (compresovi il Proemio.) « Deus lumen verum || in hoc loco, in hoc situ, in hoc momento, in hoc tempore. Per ipsum qui vibit et regnat in secula seculorum. Amen » (ce. 1 — 18 n. ant.). — Lacuna nel testo tra ce. 5' — 6, da « non plus aliud » a « Do- mina mea » (Migne, Patrol. xcvi, col. 57 — 58: fine del proemio).
Laur. Ashb. — I. 1
AsHB. 1-2 • — 2 —
Altra, per mancanza della e. 11, da « tunc non dubie » a « Quare virginis nostre » (Migne, ivi, 60 — 61 ; cap. i — ii).
II. « Quid dicis iudee? || et mirabilia tua filios hominum. Nunc et per
infinita secala seculorum. Amen » (ce. 18 — 36).
III. IV. Com. la parte terza: «Quid egisti domine? ». Lacuna nel testo,
per mancanza della e. 53, da « et apertis tesauris » a « de pas- sione contumeliis » (Migne, ivi, 82 ; cap. vn) : altra, per man- canza delle ce. 60 — 61, da « faciendi auctor » a « coniugis non longeba » (Migne, ivi, 85 — 87; cap. viii). - Fin. la parte quarta: « salbum faciet populum suum a peccatis eorum. Qui vibit cum deo patre et regnat cum spiritu sancto equalis sine fine in se- cula seculorum. Amen. Deo gratias » (ce. 36 — 68').
V, « Item pastores erant in regione || et hec omnia unus deus. Qui
regit omnia et continet universa in secula seculorum. Amen » (ce. 69 — 89'). — Lacuna nel testo, per mancanza della e. 70, da « pax hominibus bone voluntatis » a « ecce testibus partis mee » (Migne, ivi, 90; cap. ix): altra, per mancanza della e. 87, da « animalium et seniorum et erat » a « nativitate. Incompren- sibiliter natus » (Migne, ivi, 98 — 99 ; cap, x).
VI, « Item si de nativitate humanitatis || Spirante domino nostro qui
cum patre et spiritu sancto equalis extat deus in secula secu- lorum. Amen» (ce. 89' — 101'). VII.' « At nunc venio ad te sola mater || Amodo, ex nunc, ex hoc, ab bine et in omne tempus et in totum evum et in cuncta semper secula seculorum. Amen. Finit. Deo gratias » (ce. 101' — 109'). — Lacuna nel testo, per mancanza della e, 103, da « sine peccato suscepit » a « 0 salutis ac vite mee » (Migne, ivi, 106, cap. xii). — A e. 109', di mano moderna, a pie di pagina: « Hasta aqui es de S. Ildefonso. »
2 (20. — 3). Sallustio.
Membran., sec. XII— XIII, m. 0,275 (quad. 1), 0,280 (quad. 2), 0,285 (il resto) X 0,212. Quaderni sette, segnati di rosso a, 6, e, s, ff, g, i (ciascuno di otto carte, salvo a eff, che sono mutilati della prima carta) ; più due carte inserite posteriormente tra g e t, e una terza, ora frammentaria, in fine del cod. : in tutto ce. 57. Scrittura minuscola inelegante del secolo XII, nei quadd. originali : gotica del secolo XIII, nelle tre carte aggiunte (ce. 47, 48, 57).
Sul retto della prima carta è scritto in rosso il num. 238.
Legatura moderna in marrocchino verde scuro con impressioni a oro.
I. {Bellum catilinarium.) Mutilo in principio e in fine. « *Set natura ostendit aliud iter (2, 9) !| Tunc lex Porcia que* » (51, 40) (ce. 1- 23).
— 3 — ASHB. 2-3
II. {Bellum lugurthinum.) Mutilo in principio. Com. : « *Pars Numidie que attingit » (15, 5), — Lacuna tra ce. 31 e 32 per mancanza della prima carta del quad.^, dopo « si aperiat verum magnam spem vitam » (33, 4) sino a « instanti et paulo post » (36, 2). — Per corrosione della e. 56 mancano in questa varie parole e frasi ; maggiore è la mutilazione nella e. 7, ch'é dimezzata per lo lungo. Ma il testo finisce regolarmente con « ea tempestate spes atque opes civitatis »; e una mano del secolo XVI, v' ha scritto: < Explicit Bellum iugurthinum »; la quale stessa mano ha notate in margine ai propri luoghi tutte le mutilazioni sopra indicate (ce. 24 — 57').
Nei margini e nelle interlinee sono parecchie postille di più mani ed età.
3 (23. — 4). Virgilio, Eneide.
Membran., sec. X, m. 0,250 X 0,170, di carte 182, normalmente di 27 linee per pagina, ma negli ultimi quadd. anche di 30: la e. 101 è inserita posteriormente (sec. XII?): la prima e l'ultima sono assai malconcie. Scrittura minuscola tutta di una mano (facs. in Coli. Fior., tav, 32). Neumi musicali a ce. 16', 20'— 21, 51', 55', 181' {Aen. II, 42— 50, 274— 286; IV, 424— 436, 651— 658 ; XII, 945— 946) : cadono in luoghi dove si riferiscono allocuzioni o dove il discorso è concitato. A e. 22 {Aen. II, 348 — 353: allocuzione d'Enea ai giovani troiani) è sovrapposta al testo la serie delle lettere alfabetiche in ordine saltuario ; e indica (crediamo), salvo certi errori materiali, come abbiasi il discorso a ricomporre in ordine diretto.
È verisimilmente il < Virgilio del IX o X sec. », che il Libri acquistò dal Weigel di Lipsia. (Cfr. Réponse, p. 95, e Delisle, Mss. Libri Laur., p. 14).
Legatura moderna in marrocchino giallo.
Precedono il Poema : l'argomento generale dei dodici libri in 12 versi : [IncipQunt capi[tula] .... « Primus habet libicam veniant ut Troes in urbem || Ultimus imponit bello Turni nece finem »: — r argomento del libro I, in 11 versi « Aeneas primo Lybie || vis- sus narrare parabat » : — i quattro versi « En {in marg. Ille) ego qui quondam ec. » : e in fine questo titolo in lettere capitali scritte di. rosso, in parte quasi estinto: Incìpiunt Aeneidos liber I in quo poeta pronuntiat de navigio Aeneae post expugnatam Troiani cum xx navibus Italiani petens fato deoruni et naufra-
gium tulerit vento iactatus ad Africam et post ad Cartaginem
cum honore su ... . (ci — 1').
Libro I (ce. 1' — 15'). II. (ce. 15' — 30. Mancano i vv. 567-588: come avverte una mano moderna a e. 26 in margine: « Se-
ASHB. 3-4 — 4 —
quuntur 22 versus qui hic desunt »). III. (ce. 30 — 43'). IV. (ce. 43' — 56'). V. (ce. 56' — 73). VI. (ce. 73 — 90). VII. (ce. 90 — 105). VIII. (ce. 105' —119). IX. (ce. 119 — 134). X. (ce. 134' — 150. Parecchi versi mancanti in fine di pagina^ ce. 140 — 148, sono aggiunti in margine dalla stessa mano che ha scritto il testo). XI. (ce. 150 — 165'. Versi aggiunti mar- ginalmente come sopra, a ce. 162 — 165). XII. (ce. 165' — 181'. Versi aggiunti marginalmente come sopra, a ce. 166 — 167). « P. V. M. Aeneidorum lib. duodecimus explicit. »
I libri II e III mancano degli argomenti : a quelli dei libri VII, IX-XII è premessa l'indicazione: «Versus Ovidii Nasonis. » Nel margine esterno della e. 181' e nella e. 182 — 182', ultima del cod., sono alcuni passi biblici con neumi ; — un ritmo ecclesia- stico « Iste dies Celebris constat || Spiritui quoque cordis unetori iubilemus » ; — varie annotazioni, e un' orazione con neumi, di più mani del secolo X.
4(26e 1030. — 5e 961). Solino^ De mirabilibus mundi.
Membran., sec. X — XII, m. 0,265 X 0,192, di carte 48 (numerate nel margine superiore in cifre arabiche, nell' inferiore in romane) ; in sei quadd., segnati modernamente da A a F: i primi 5, del sec. X; il sesto, del XII. Linee di scrittura 35 per pagina, nei quadd. A — E; 38, in F. La prima carta e le due ultime sono leggermente danneg- giate. Scrittura minuscola con titoli in lettere capitali e onciali di rosso e di nero. A ce. 11, 16, 23, 24, 25', figure d'animali toccate in penna, cioè Lupus ^ (Perdix), Griffes, Ales (Cervus). A e. 48' è un in- dice degli animali nominati nell'opera, di mano francese del sec. XV, della quale pure sono in massima parte le annotazioni marginali. Nella stessa pag. sono alcune linee di scrittura abrase, dalle quali abbiamo potuto ricavare la data : « Anno domini millesimo trecen- simo (sic) trecentesimo tricesimo sexto », e la sottoscrizione: « Hen- ricus de Fulcro .... scripsi istam »
Proviene dalla Libreria del conte Boutourlin di Firenze (Ved. Catalogue de la Bìblioth. de S. E. le comte D. 5., Florence 1831, n,° 217). È registrato per errore sotto due numeri diversi nei cataloghi AL e MI). — Cfr., per altre notizie, Delisle, Mss. Libri Laur., p. 24.
Legatura moderna in pelle rossa con impressioni a oro.
Cah Iulii Solini, de sita orbis terarum et de sìngulis mirabilibus que in mundo habentur. « Cum te aurium clementia et optimarum artium studiis pre- stare ceteris sentiam || ideoque non penitus ad nuncupationem suam congruere insularum qualitatem. — Explicit liber C. Iulii Solini. »
I
— 5 — ASHB. 5
5 (27. — 6). Miscellanea ecclesiastica. Glossari.
Membran., sec. XI, m. 0,170 X 0jl25, di carte 122. Mutilo tra le ce. 91 e 92 e in fine.
È contrassegnato in prima pagina con una stelletta rossa di cinque punte. (I codd. cosi distinti provengono dalla libreria del- l'archivista Gay, venduta in Lione nel 1833, e parecchi di essi erano appartenuti al Capitolo di Beauvais. Cfr. Delisle, Mss. Libri Laur., p. 24—25).
Legatura moderna in velluto paonazzo.
I. Ex vita santi Gregorii pape. « Denique in domo domini more sa-
pientissimi Salomonis || si qua dixisse me contigit ea facie ho- minibus innotesci » (ce. 1 — 2).
II. Tractatus de reparatione lapsi Iohannis Chrisostomi (Questo titolo
sta nel margine superiore, di mano del sec. XV).
1. Epistola Iohannis Crisostomi ad Theodorum *monachum. « Si fletus posset et gemitus per litteras nuntiari || virum fortem fuisse et vicisse victores etc. » (e. 2). (E soltanto una parte del § 1. Cfr. Io. Chrisostomi, Opera, ed. Montfaucon, to. I, p. 35: ad Theodorum Lapsura, lib. II).
2. Eiusdem, de reparatione lapsi. « Quis dabit capiti meo aquam ec, Oportunius multo nunc a me |1 alia ultra medicamenta non que- ras » (ce. 2 — 26).
in. Epistola beati Ieronimi ad Eliodorwn monaehum. « Quanto studio et amore contenderim || quibus nunc labor durus est » (ce. 26' — 31).
^V. Epistola beati Gregorii pape urbis Rome ad Secundinum inclusum. « Dilectionis tuae scripta suscepi [| ubi erat impetus spiritus illuc gradiebantur » (ce. 31 — 34').
V. Prologus saneti Hieronimi presbiteri in vita beati Hilarionis mo-
nachi. « Scripturus vitam beati Hilarionis || obturata aure tran- sibo. » — Vita sanati Hilarionis monachi. « Hilarion ortus vico Tabatha [j exclamavit senex se putorem eius ferre non posse* » (Migne, XXIII, 44). (ce. 35 — 42').
VI. Commenti a varii passi dei Prologhi biblici di S. Girolamo, con
questi titoli : Incipit de prologo Geneseos (e. 43) — Item de eo- dem prologo (e. 44') — De prologo Osee (e. 49') — De lab (e. 49') — De Salomonis prologo (e. 50) — De prologo Da- nihelis (e. 50) — De prologo Paralipomenon (e. 51) — De pro- logo libri Esdrae (e. 51'). Altri titoli sono segnati sul margine: . . prologo .... Naue (e. 46') — De prologo Isaie prophete (e. 48) — De prologo Hiezechielis (e. 49) — « Prologus greca.
ASHB. 5 — 6 —
latine prelocatio sive prefatio || eorum animos contra eum in iracundiam accendit » (ce. 43 — 52'),
Vn. Questiunqulae magistri Albini in libro Genesis, in forma di dia- logo. « Interrogano. Quomodo convenit quod in Genesis legitur : Requievit deus ec.^ \\ Ascensor equi est quisquis iniquitatibus et dignitate mundi extollitur, qui retro cadere dicitur, quia modo previdere dissimulat, quid eum de aeterna animadversione post sequitur. — Finiunt Questiones magistri Albini in Genesi » (ce. 52' — 76).
(V è compreso anche l'opuscolo che in Migne, e, 538 — 566, ha il titolo De benedictionibus patriarcarum, e che è la risposta all'ultima delle interrogazioni : « Quid intelligendum est de be- nedictionibus quibus lacob benedixit filios suos? »).
Vin. Sententiae ex epistulìs sancii Hieronimi deflorate eum quibusdam proprietatibus. Hanno queste suddivisioni : Ex epistola ad Dom- nionem. Ex epistola ad Eustochium. Ad Aggerochiani. Ex que- stionibus ad Chebediam. Ad Algatiam in questionibus cap. viii. Ai detti paragrafi fa séguito una serie di estratti e di glosse senza titolo. — « Adulator, idest blandus inimicus I| Agathos bonus, cacos malum, dulos servus: inde cacedulus malus ser- vus » (e. 76' — 78).
IX. De nominibus difficilioribus. « Nichilum dicitur quasi non hilum
Ilum est medietas penne. Nichilum est nichil valens || Bacculares dicuntur a baculo ee. Inde postea inolevit mos ut ignobiles quique d^spective a nobilibus baculares nominantur » (e. 78 — 80').
X. Sententie difflciles. « Distrabeati dicebantur antiquitus trabea exuti ||
Seneca continuacio : inde senoca infirmitas continua, quam qui- dam corrupte causa euphoniae senecam appellant » (ce. 80' — 81).
XI. Glose grecorwn nominum. « Paroechia grecum est quod inter-
pretatur adiacens domus || Sillogismi, idest conratiocinationes et collocutiones » (ce. 81 — 86).
XII. Questiones collecte de dioersis rebus, in forma dialogica. « Inter- rogatio : Quid est quod in libro Geneseos dicitur quia eum esset Moyses in diversorio occurrit ei angelus domini ec.ì || Interr. Quid sit inter dona et data ee.? R. Maius est donum quam datum ee. in eibis videlicet eorporalibus in quibus refieetur cor- pus » (ce. 86 — 90').
XIII. Sentenze, estratti e interpretazioni varie, senza titolo e senza distinzione dal precedente opuscolo. « Nemo tam pareus in pro- prio quam prodigus ex alieno || In mari mortuum ibi quondam fuit Sodoma et Gomorra » (ce. 90 ' — 93 ', con mutilazione del testo tra ce. 91 e 92).
— 7 — ASHB. 5-6
XIV. Due Glossari.
1. « Aethera, partes celi superioris || Utrurnque, et hoc et illud. Utrobique, et tibi et tibi. (Qui è da supplire il lemma Uter). Hec autem grece a figura sui dieta (/. diota) dicitur, quod eius anse geminate videantur aures imitari. Recipit autem vini vel aque pedem quadratura, frumenti vero módios italicos tres » (ce. 93' — 99).
2. « Amita, soror patris || Sudes, pali acuti. Sudes* » (ce. 99—122';.
6 (33. — 7). • Cesare.
Membran., sec. IX fine, m. 0,268 X 0,219, di carte 161 ; mutilo in principio per mancanza di un quaderno. I quadd. superstiti sono 21 (da ii a xxii) normalmente di 8 carte (salve mutilazioni), colla segnatura nell'ultima pagina. Le segnature che rimangono sono: Q. iii. v. vi. vii. vini. x. xi. xiii. xiiii. xv. xvi. xvii. xviii. xviiii : Le segnature xiii — xv devono essere corrette xii — xiiii : mancano le segnature Q. ii, vili, XX, perchè è stata tagliata la parte bianca delle carte finali dei respettivi quadd. (ce. 8, 56, 47) : il quad. IV è completo, ma senza segnatura: i quadd. xv, xxi, xxii non l' hanno, per mancanza delle respettive carte finali. Queste mutilazioni di carte occorrono anche nel corpo dei quadd., ma sem- pre senza danno del testo. Il numero delle linee di scrittura per pagina è vario: più spesso, 31. Scrittura minuscola carolina coi titoli in lettere capitali, di più mani. Che queste mani abbiano scritto separatamente i vari quadd., si deduce dal fatto che alla fine di parecchi quadd. rimangono spazi bianchi, senza che per questo sia interrotta la continuità del testo (vedi ce. 8. 24', 48', 56, 116', 147, 154').
Nella prima pagina è una stelletta rossa come nel cod. 6 (Il Delisle, Mss. Libri Laur., congettura la provenienza di questo cod. dal Capitolo di Beauvais, oltre che dal notato contrassegno, da una postilla del secolo XV, a e. 64': « Nota de Belvacensibus ultra omnes Grallos et Belgas bellicosis » ). In basso sono queste note di acquisti: « C. de Bresche 1614. » « Emi Athiauda 1666. »
Legatura moderna in velluto rosso.
I. (C. luLii Caesaris, de bello gallico). Anepigrafo e mutilo in principio.
Com.: « * Bello Helveticorum confecto. » (I, 30, 1). (ce. 1 — 73'). In fine dei libri I, IH, V, VII (ce. 6, 18', 25', 37, 63) è in- scritto in lettere maiuscole il nome di « Julius Celsus Constan- tinus V. e. » emendatore; e in fine del libro II (e. 13) v' è ag- giunto il nome di « Flavius Licerius Firminus Lupicinus » alfro emendatore: tali inscrizioni mancano in fine dei libri VI e Vili (ce. 45, 73').
II. De civili bello. Il titolo è di mano del secolo XII; della quale mano
sono pure i titoli dei numeri IV e V e la numerazione conti- nuata dei libri da questo sino alla fine. I libri De bello cìcili sono
ASHB. 6-7 — 8 —
numerati Lìber nonus (che comprende i libri I e II) e Liber de- cimus (che corrisponde al III) (ce. 74 — 121).
III. C. Caesaris, Bellum alexandrinum, Liber xi. (e. 121 — 134').
IV. luLii Gelsi Cesaris Costantini. Liber xij. Ineipit de bello affrico.
(ce. 134' — 153).
V. Ineipit liber xiij. De bello hispanico. Fin.: « laudibus et virtute* »;
e una mano del secolo XII ha notato in rosso: « Deest. »
7 (38. — 8).
Passionale dei santi. Omelie per le feste dell'anno.
•
Membran., sec. IX, m. 0,277 X 0,175, di carte 88. Scrittura mi- nuscola carolina. In basso delle ce. 7', 15', 23', 31', 39', 45', 53', 57', 65', 73', 81' rimangono queste segnature di quadd. : xi — xvii, xviiii, XXII. Mancano i quadd. i — x; due carte del xvi (tra le ce. 40 — 41, e 44 — 45) ; il quad. xviii (tra le ce. 53 — 54) ; quattro carte del xix (tra le ce. 55 — 56) ; e uno o più quadd. dopo il xxii. Il cod. è mal conservato: ha i margini laceri e la scrittura sbiadita in parecchie pagine; la e. 16 è tagliata in basso, poi ricomposta con un nuovo pezzo di pergamena attaccatovi mediante sutura, e scritto dalla stessa mano.
A e. 82, nel m^vg. super., è un n. 163. A e. 25, di mano francese del secolo XV, è scritto marginalmente un indice delle materie prin- cipali contenute nel cod., anche di quelle che nel presente stato di mutilazione più non esistono. — Ved. Delisle, Mss. Libri Laur., p. 26.
Legatura in asse con dorso di pelle.
I. Frammento di 19 linee, poco leggibile. Fin. : « Explicit Passio [beati
Christo]phori martiris. >^ Quod est octavo kal. agusti » (e. 1).
II. Passio beati Laurentii martyris. mi idus agusti. « Tu ne milites
tenentes beatum Laurentium || participati sunt omnes. Regnante in perpetuum domino nostro lesu Christo ec. » (ce. 1 — 3').
III. Passio gloriosissimi Firmini martyris adque pontijicis. « Tempo-
ribus priscis quibus fides Christiana || in quo loco multas et iu- numerabiles virtutes usque in hodiernum diem dominus operatus est. Cui gloria ec. » (ce. 3' — 8').
IV. 1. Passio sanctorum Fusciani, Victorici adque Genciani mar-
tyrum, que celebratur ni id. decembris. « Eodem tempore quo Maximinus [[ adepti sunt coronam martyrum. Prestante domino nostro ec. » (ce. 9 — 11'). 2. Inveniio eorundem martyrum. L. viii. « Factum est ergo procul multo post tempore || eas imparciendo prebuit. Prestante ec. » (ce. 11' — 13).
V. Passio sanctorum Crispini et Crispiniani. « Cum sub Maximiano
et Diocleciano |1 salutem largitur infirmis. Cui est honor ec. » (ce. 13 — 15').
— 9 — ASHB. 7
VI. Passio sancii Petri apostoli. « Beatus Petrus apostolus || in via
ostiensi miliario secundcf, ubi prestantur benefitia orationum eius usque in hodiernum dienti. Amen. » (ce, 15' — 24').
VII. H omelia in purijìcaiione sanctae Mariae, mi nonas februarii.
« Cum impleti essent dies purgationis ec. Si propter purgatio- nem || haberet et hostias secundum volumtatem omnipotentis dei. In Christo lesu ec. » (ce. 24' — 26'). Vni. Homelia in adsamptione sanctae Mariae. « Cum aliquid dilectis- simi in amore creatoris [| regnaturi sunt omnes sancii. Cum aeterno patre ec. » (ce. 26' — 29).
IX. « MiLETus servus Christi episcopus ecclesie Sardiensis vene-
rabilibus in domino fratribus Laudociam constitutis in pace Christi salutem. Sepe scripsisse || narrantes magnalia dei, lau- dentes {sic) dominum lesum Christum, qui regnat ec. » (ce. 29 — 33').
X. Omelia per la festa dell'arcangelo Michele. « Memoriam beati
archangeli Michaelis toto orbe venerandam || qui hereditatem capiunt salutis. In Christo lesu ec. » (ce. 33' — 35').
XI. Omelia nella solennità di Tutti i Santi : in nove lezioni, pro-
gressivamente numerate, safvo le ultime due. « Legimus in ecclesiasticis historiis quod sanctus Bonefacius || Haec omnia et his similia prò desiderio regni caelestis et propter spem aeternae vite pertulerunt, ipso adiuvante, qui cum patre ec. » (ce. 35' — 39').
(Cfr., in Migne xciv, 452-455, l'omelia In solemnitate omnium sanctorum, attribuita a Beda, uguale in massima parte per il contenuto, ma con diversa disposizione di parti).
XII. 1. Apparicio sancte crucis. Mutila in fine. « Tempore ilio cum religiosissimus inperator |j libertati nobilitatique restituii. Pre- stante* » (ce. 39' — 40').
2. Narrazione dell' invenzione della Croce. Mutila in principio. « *et eum qui mortuos vestros vivificavit in mortem tradidistis |j Quicumque memoriam faciunt crucis accipiunt pacem cum dei genetrice Maria. Amen » (ce. 41 — 44').
3. Reoersio sancte atque gloriosisime crucis domini nostri lesu Christi. Frammento iniziale di 10 linee. « Tenpore ilio postquam Constantino agusto |1 Constantinopoli deferret ad filium et cru- cera* » (e. 44').
4. Frammento di 15 linee, appartenente alla stessa leggenda. « * belli aliquatenus nuntiasset. Quia propter suae crudelitatis subperbiam omnes eum exosum habebant 1| Discriptiones etiam regni Persarum sub eius nomine fecit » (e. 45).
ASHB. 7 — 10 —
XIII. Sermo in asiane (1. ascensione) domini. « Glorificatio domini nostri lesu Christi resurgendo et ascendendo completa est |1 Quod ipse prestare dignetur, qui cum patre ee. » (ce. 45 — 47).
XIV. Omelias in ìeniis (sic). « Scire et intelligere debemus fratres karissimi, quia dies conpunctionis |I feliciter veniemus. Quod do- minus prò sua pietate prestare dignetur ec. » (ce. 47 — 49').
XV. Passio sancii laeohi apostoli, kal. m,aii. « Tempore ilio suscepit ecclesia Hyerosolimorum || in quo loco colitur ex eo passio eius usque in hodiernum diem, et ipso prestante ec. » (ce. 49' — 50').
XVI. Eodem die, Adsumptio sancii Phylippi apostoli. « Post ascen- tionem domini salvatoris nostri annos viginti [| inlumi natorem animarum nostrarum et nunc et semper ec. » (ce. 50' — 51').
XVII. Alloeutio sancii Agustini episcopi de hephiphania. Mutila in fine. « Post miraculum virginis partus |[ pretiosum procuravit exercitum stolis victricibus candidatum et infantes aeliduntur (ce. 52 — 53').
XVIII. Frammento d'omelia : nei margini sono le sigle L(ectio) v, L. vi. « *Nam virtutes caelorum commovebuntur |j de ilio etenim die per prophetam dicitur: Insta est dies* » (ce, 54 — 55').
XIX. Omelie per il Natale di Cristo.
1. Frammento, di 17 linee. « *. . . uà filia Sion. Quia hec dicit do- minus gratis venum . . . |] salutare dei nostri » (e, 56).
2. Leciio nii. « Audistis fratres (karissimi), quemadmodum nobis beatus evangelista hodie generationis Christi retulerit sacra- mentum || non formacionis sed reformacionis domini nostri lesu Christi, qui cum patre ec. » (ce. 56 — 59).
3. « Audite fìlii lucis adoptati in regno dei [| agnocamus {sic) pre- sepium domini, qui vivit ec. » (ce. 59 — 60).
4. liem ubi supra. « Salvator noster natus de patre sine die || feminea carne processit » (ce. 60 — 61').
5. « Quis tantarum rerum |j nec tamen virginitas violatur » (ce. 61' — 62).
6. « Hodie veritas de terra orta est ]] caelum possideamus ipso adiuvante ec. » (ce. 62 — 63').
7. « Laudem domini loquetur os meum |I exultemus et iucundemur in ea > (ce. 63 ' — 65).
8. Item alia eiusdem. « Filius dei idem quae (sic) filius hominis t| eternum diem per eum qui nobis aeternus in tempore natus fideliter exoptemus » (ce. 65 — 65').
(I nn. 2-8 sono sermoni di S. Agostino, o attribuiti al me- desimo. Ved. Migne, xxxvin e xxxix, nn. 128 app., 194, 369, 121 app., 192, 188, 195).
n
— 11 — AsiiB. 7-8
XX. 1. Omelia in natale sancii Stephani: distinta in due lezioni. — L. I. « Hesterno die natalem habuimus domini salvatoris || mar- tyri consequitur coronam. » — L. ii. « Fratres karissimi. Cae- lebremus {corr. caelebravimus) esterna die natale quo rex mar- tyrum || orationibus [eius] cuius est gloria ee. » (ce. 65' — 67').
2. Item alia omelia sancii Fulgenti episcopi in naiale saneti Ste- fani. « Heri celebravimus temporalis senpiterni regis nostris (sic) natalem || in matrem domini non potuit virginitas » (ce. 67' -- 68').
XXI. Adsumpiio sancii lohannis ecangelisie. « Tempore ilio secundus post Neronem persecucionem christianorum Domicianus exer- cuit ![ et precum suarum consecuntur effectus. Prestante ee. » (ce. 68' — 74).
XXII. Omelia per la festa degli Innocenti. « Hodie fratres karissimi natale illorum colimus infantium || vos dominus prò sua pietate perducat. Cui est honor ee. » (ce. 74 — 75').
XXm. In epiphania dom,ini.
1. « Omnes sicientes venite ad aquas || plaudent manibus » (ce. 75' — 76).
2. Alia. « Surge inluminare Herusalam {corr. Hierusalem) || mi- nistrabunt tibi » (e. 76).
3. Alia (abraso). « Gaudens gaudebo in domino || donec ponat Herusalem laudem in terra » (e. 76 — 76').
XXIV. Vita sancii ac beaiisimi Germani episcopi ... (S. Germano vescovo d' Auxerre). « Igitur Germanus Autisiodorensis oppidi indigena fuit (| ubi sepultus corpore . . . vivit et gloriatur . . . deus per omnia secula . . . Amen » (ce. 76' — 81').
XXV. Passio sancii Sebastiani martiri, que [celebratur] xir kal. fe- broarii. Mutila in fine. « Sebastianus vir christianisimus medio- lanensium partium || que gratiae suae dono multipli * » (Migne, XVII, 1032, cap. VII, § 26). (ce. 81' — 88').
8 (43. — 9). Rabano Mauro, De instìtutione clericorum.
Membran., sec. IX, m. 0,249 X 0)150, di carte 164, di linee scritte 26 per pagina, salvo il primo quad. che ne ha 19. Scrittura minuscola carolina; di mano diversa nel primo quad., dove sono notevoli a aperta e li = autem anglosassone. L' ultima carta è in parte strappata con mutilazione del testo. A tergo di questa sono tracce di scrittura non leggibile ; e tracce di altra scrittura minu- scola, a due colonne, sono rimaste impresse, forse da una pergamena che serviva da guardia, nella parte interna della coperta posteriore: inoltre, per afforzamento del quad. i, è una linguetta membran. in caratteri longobardi del sec. X.
ASHB. 8-9 _ 12 —
Secondo il Delisle, Mss. Libri Laur., p. 14, il Libri acquistò questo cod. dal libraio Weigel di Lipsia.
Legatura in cuoio con fermagli di lino e puntali d'ottone: restano le impronte delle borchie mancanti.
Incipit Prologus in librum Rabani, de institucione clericorum (di ca- ratteri del sec. XII su rasura) « Domino reverentissimo ac reli- giosissimo archiepiscopo Heistolfo {corr. Haistolfo) Hrabanus ec. Cam te sancte pater [[ in omnibus, sancte pater, memorem nostri » (ce. 1 — 3'). — A e. 3', nei margine inferiore, è una formula d'esorcismo (secolo XIH).
Prohemium (Rhabani) ad fratres Fuldensis monasterii. In distici. « Cernite quid vellit fratres {corr. veteris velit) sententia legis || Semper vos salvet summus in ara deus» (ce. 3' — 4').
Libro I, preceduto dal rubricario. Capitoli 33: i. De una dei ecclesia cathoUca \\ xxxiii. De ordine missae. « Aecclesia ergo dei catho- lica II plura relaturi » (ce. 3' — 40).
Libro II. Nel rubricario sono indicati soltanto 26 capitoli dei 58 nei quali è diviso.' i. De officiis atque orationibus canonicarum ho- rarum \\ Lvni. De heresibus variis. « Officium ergo missae jj ta- men hereticus appellari potest » (ce. 40 — 100').
Libro III, col rubricario. Capitoli 38 : i. Quid eos scire et habere con- veniat, qui ad sacrum ordinein accedere volunt \\ xxxviii. Quod oporteat postolari a domino possibilitas praedicationis. « Insti- tutio ergo ecclesiastica I| et nos et sermones nostri. Explicit liber tertius Hrabani Mauri de institutione clericorum » (ce. 101 — 164).
9 (53 e 984. — 10 e 915). Collezione canonica.
Membran. , sec. XII, m. 0,336 X 0,208, di carte 206, a due co- lonne. Scrittura minuscola semiangolosa: iniziali arabescate a co- lori giallo e rosso su fondo turchino.
In una striscinola di pergamena, incollata sul tergo della guar- dia anteriore, sta scritto di mano del sec. XV: « Istum codicem habuimus a domino Luovico de Interannis, qui etiam hanc biblio- tecam edificavit ». In prima pagina, raarg. \nfer., è uno stemma (miniatura del sec. XV), che porta una fascia rossa in campo d'ar- gento con bordura d'azzurro caricata di sei ghiande d'oro : lo sorreg- gono due angeli, e altre due ghiande d'oro con foglia verde cam- peggiano ai lati. — Proviene dalla Libreria Boutourlin di Firenze (Catal. 1831, n.° 92). — È registrato, per errore sotto due numeri in AL e MI. — Cfr. Delisle, Mss. Libri Laur., p. 27.
Legatura moderna in pelle rossa con dorature.
I. Decretali dei pontefici Clemente (I), Anacleto, Evaristo, Alessandro, Sisto, Telesforo, Eleuterio, Vittore, Zeffirino, Callisto, Urbano,
— 13 — AsHB. 9-10
Ponziano, Anzio, Fabiano, Cornelio, Lucio. — Prologo. « Quo- pumdam romanorum decretalia pontificum sinodalibus prestant conventibus, non incongrue in nostre deflorationis opusculo pri- mas sibi vendicant partes || set iam tandem eorumdem decreta- lium necessarias pagine imprimamus sententias. » — Le decretali di ciascun papa sono divise in capitoli, e precedute da speciali rubricarii, ad eccezione dei sei ultimi papi, pei quali lo spazio del rubricario è lasciato in bianco (ce. 1 — 14'). n. Collezione canonica divisa in tredici libri, ciascuno dei quali è distinto in capitoli e preceduto dal rubricario; con questi titoli: L De primatu sancte romane aecclesiae (ce. 15 — 32). II. De liberiate appellationis (ce. 32 — 44'). III. De ordine accusandì testijicandi et indicandi (ce. 45 — 66'). IV. De prioilegìorum auctoritate (ce. 67 — 76), V. De ordinationibus ecclesiarum et de oìnni iure et actu illarum (ce. 77 — 85' ). VI. De electione et ordinaiione ac de orani potestate sive statu episeoporum (ce. 85' — 110'). VII. De conmuni vita clericorum et de omni aetu eorum (ce. Ili — 133). Vili. De lapsis (ce. 133' — 141). IX. De saeramentis (ce. 141' — 147'). X. De coniugiis (ce. 148 — 156). XI. De poenitentia (ce. 156' — 174). XII. De exeonmunicatione (ce. 175 — 193'), XIII. De insta vindicta (ce. 194 — 201). — « In novo testamento post Christum dominum nostrum a Petro sacerdotalis cepit ordo |{ Horum retributione per spem futuro iuditio sustinetis. Amen. » — Segue un Appendice di altri canoni e decretali (ce. 201 — 206').
(La partizione e i titoli dei libri e dei capitoli della presente raccolta corrispondono, con pochissime eccezioni, al rubricario della Collectio Canonica sancii Anselmi episcopi Lucensis, ed. Mai in Spicil. roman. vi, 316 — 393).
10 (54. — 11). Saltero, Cantici ed altre orazioni. Computo cronologico.
Membran., sec. IX, m. 0,283 X 0,234, di carte 157. Mutilo iu fine ; e le prime carte sono corrose nel margine superiore. Scrittura minuscola rotonda, con titoli in lettere capitali di due mani del secolo nono (fatta eccezione delle orazioni intruse, nel secolo XI, a ce. 150 — 151: vedi num. vii). La prima mano è di Otlandus clericus, che scrive il Saltero, i Cantici e le orazioni ec. (ce. 1 — 150: num. I — vi), l'orazione alla Croce e le litanie del Venerdì Santo (ce. 151' — 153: num. viii — ix), e si sottoscrive a e. 150. (Facs. in Coli. Fior., tav. 31). La seconda mano è dello scrittore del computo crono- logico, ultimo opuscolo del codice, nel quale si legge la data 895. — La prima carta smarginata in forma di croce ha sul retto una croce
Ashb. 10
— 14 —
formata da lettere capitali, combinate in modo da rappresentare in diverse direzioni le seguenti leggende: Crux mihi certa salus. Crux kst quam adoro. Crux domini mecum. Crux mihi refugium » (riprodotta in Delisle, Mss. Libri Laur., p. 29): nel tergo vi sono scritti vari principi di salmi e cantici.
Il cod., contrassegnato con una stelletta rossa, proviene dalla Chiesa di Beauvais. (Il Delisle, op. cit.. p. 28 dice che vi aveva la segnatura H. 46 ; e riferisce la descrizione fattane da Godefroi Harmant nel sec. XVII).
Legatura moderna in pelle di color naturale con dorature.
I. Incipit liher psalmorum secundum tradictionem saneti Ieronimi
■presbiteri, de loseph dicit qui corpus Christi sepelioit. Amen. Ragnoldus presbiter iussit fieri.
Questo titolo è a e. 2' in lettere maiuscole quadrate. Il sal- tero comincia a e. 3 e finisce a e. 137' con questa inscrizione: « Explicit liber psalmorum secundum tradictionem sancti Hie- ronimi. » Le pagine del saltero sono divise in tre colonne: in quella di mezzo più ampia è il testo: nelle due laterali sono copiate numerose glosse in caratteri più piccoli, ma della stessa mano.
II. Incipiunt Cantici ad matutinis laudibus.
1. Canticum Isaiae prophetae. « Confitebor tibi domine » (e. 138),
2. Canticum Ezechiae regis. « Ego dixi in dimidio » (ce. 138-138').
3. Canticum Anne. « Exultavit cor meum » (e. 138').
4. Canticum. Moysi. « Cantemus domino» (ce, 138' — 139'),
5. Oratio Abacuc prophetae prò ignorationibus. « Domine audivi » (ce. 139' — 140).
6. Canticum Moysi ad filios Israhel. « Audite caeli quae loquor » (ce. 140— 141').
7. Hymnum trium puerorum. « Benedicite omnia opera domini » (ce. 141' — 142).
8. Canticum Zachariae prophetae. « Benedictus dominus deus » (e. 142).
9. Canticum sanctae Mariae. « Magnificat anima mea dominum » (ce. 142 — 142').
10. Canticum Symeonis ad Completa. « Nunc dimittis servum tuum » (e. 142).
11. Hymnum quem sanctus Ambrosius et Agustinus invicem con- diderunt « Te deum laudamus » (ce. 142' — 143),
III. Oratio dominica. « Pater noster » (ce. 143).
IV. Symbolum. « Credo in deum patrem » (ce. 143 — 143').
V. Fides Athanasii episcopi alexandrini. « Quicumque vult salvus
esse 1] Haec est fìdes catholica : quam nisi quisque fìdeliter fir- miterque crediderit, salvus esse non poterit » (ce. 143' — 144').
^
— lo — ASHB. 10
VI. Orazioni e litanie varie.
1. Oratio prò semetipso. « Custodi me et libera me || Domine lesu miserere mei, quia pius et misericors es » (e. 144').
2. Item alia oratio. « Quaeso domine deus meus ||et ad tuae me visionis desiderata gaudia quandoque perducas feliciter » (e. 144').
3. Incipit letama. Litanie dei santi, seguite da principi di salmi (ce. 144' — 146).
4. Collecta. « Quaeso omnipotens deus || tua consolatione libere- mur. » — Item alia. « Deus qui conspicis [| mundemur in mente. » — Item alia. « Propitiare domine I| munere gloriamur » (e. 146).
5. Confessio peecatorum. « Miserator et misericors paciens et mul- tum misericors || sed sicut vis et sicut scis miserere mei. Amen > (ce. 146 — 146').
6. Oratio. « Largire mihi domine JJ summa et infinita misericordia miserere mei. Amen » (e. 146').
7. Gratiarum actio. « Tibi ago laudes et gratias || et ad tuae me visionis ee. perducas. Amen» (ce. 146' — 147).
8. Oratio. « Pie et exaudibilis domine || requiem propitius donare digneris. Qui cum patre ee. » (e. 147).
9. Oratio ad Patrem. « Domine deus pater omnipotens |1 salva et adiuva me propter sanctum nomen tuum » (ce. 147 — 147').
10. Oratio ad personam Filii. « Domine lesu Christe filius dei vivi |[ praetioso sanguine tuo. Amen » (e. 147').
11. Oratio ad personam Spiritus sancti. « Domine spiritus sanctus deus omnipotens [| ac suavissimi odoris iuP» (e. 147').
12. Oratio ad sanctam et indioiduam Trinitatem. « Domine deus omnipotens eternae {sic) et ineffabilis || ad tuam pervenire visio- nem. Amen » (e 147').
13. Oratio ad dominum, lesum Christum. « Domine lesu Christe rex virginum j| compiacere tibi. Amen » (e. 148).
14. Ohsecratio ad sqnctam dei genetricem. « Singularis meriti jj tuis virgo splendidissima salvatus mentis perenne consequar re- gnum. Amen » (e, 148).
15. Ohsecratio ad sanctos apostolos. « Sanctissirai apostoli \\ in extremo agmine vestro » (e. 148).
16. Ohsecratio ad veneràbilem Benedictum. « Obsecro te beatissime Benedicte jj me servaturum spopondi. Amen » (e. 148).
17. Ohsecratio ad plures eonfessores. « Obsecro vos beatissimi con- fessores || in vestro me faciat consortio gratulari. Amen» (e. 148').
18. Confessio peecatorum hreoissima inter missarum sollemnia. « Su- scipe confessionem j| resuscita me domine deus meus * (e. 148').
ASHB. 10 — 16 —
19. Oratio ad eueharistìae perceptionem. « Domine lesu Christe |[ a te numquarn in perpetuum separari » (e. 148').
20. Oratio sancii Agustini. « Salva me domine rex f| constrictus te- neor. » — Item alia. « Domine deus meus qui non habes do- minum || laudare te dominum meum per infinita secula ee. » — Oratio pulchra. « Precamur te domine adiutorem fieri !| sedes perpetua nunc et in universa secula ee. — Explicit {corr. expli- ciunt) oratio compositio {sic) Agustini seu etiam alios doctores » (ce. 148' — 150).
Segue la sottoscrizione del copista: « Otlandus clericus manu sua scripsit, ut qui in hoc libro aperit ad legendum, oret prò ilio ut deum abeat adiutorem. Amen » (c.l50).
VII. Cinque orazioni, anepigrafe, a Cristo crocifisso.
1. « Domine lesu Christe fili dei vivi || tuo sim semper auxilio consolatus. Salvator mundi » (e. 150).
2. « Domine lesu Christe qui temetipsum j| piacere concede. Qui vivis » (ce. 150 — 150').
3. « Deus caritatis et pacis || regni tui nobis consortia digneris lar- gire. Qui vivis ee. » (e. 150').
4. « Adoro te domine lesu Christe || salvator mundi. Qui vivis ee. » (ce. 150' — 151).
5. « Domine lesu Christe qui hodierna die crucis patibulum || qui mortuus es prò nobis et resurrexisti ac vivis deus benedictus in secula ee. » (e. 151).
Sono copiate da mano del sec. XI nelle ce. 150 — 151, rimaste bianche; e lacrima delle cinque è una ricompilazione della orazione seguente alla Croce.
VIII. Oratio in Parasceoe coram sancta cruce. « Domine lesu Christe gloriose conditor mundi |j tuo sim semper adiutori© consolatus per te Christe lesu qui vivis ee. » (e. 151').
IX. Incipit laetania. Litanie del venerdì santo (ce. 151' — 153).
(Edid. Delisle, Mss. Libri Laur., p. 31).^
X. Trattato cronologico, mutilo in fine. E un sunto o rifacimento del
trattato del Venerabile Beda De ratione temporum, ed è diviso nei seguenti capitoli : De quattuor temporibus et elementis hu- moribus. De annis naturalibus. De disparibus aniiquorum annis. De circulo decennovennali. Argumentum quod (sic) sint anni ab incarnatione domini. Argumentum ad indictionem inoeniendam. Argumentum quotus sit eiclus lunaris. De eo quota sit luna in kalendis ianuarii. Argumentum quotus sit eiclus decennovennalis. Argumentum quotus sit annus cicli solar is. De embolismis et annis eommunis (sic). Argumentum ad inoeniendam lunam xiiij
— 17 — ASHB. 10-11
pasehae. De terminis paschalibus et reliquìs. Argumentum ad inoeniendos anni cuiusque termìnos. Ad ferias terminorum in- veniendas. Argumentum ad termìnos septuagesime, quadragesime, rogationum et penteeostes. — « Tempora sunt anni quatuor, quibus sol per diversa caeli spatia discurrendo || de anno resurrectionis suae gloria mundo angel* » (ce. 153 — 157').
A e. 155 si legge: « Si vis scire quod anni sint ab incarna- tione domini, multiplica Iviij quindecies . fiunt DCCClxx . Adda semper xii . fiunt . . , Adde indictionem eiusdem anni de quo in-, quiris, verbigratia, tertiamdecimam presentis anni, et fiunt DCCCxcv. » Quest'anno, sostituito all'anno originale del trattato di Beda, determina la data del presente opuscolo.
11 (55. — 12). Vite di Santi.
Membran., sec. XI, m. 0,295 X 0,203, di pagine 64: la numera- zione a pagine è di mano moderna francese, forse del sec. XVIII. Scrittura longobarda. In principio è una miniatura rappresentante S. Basilio arcivescovo. La prima pagina è evanida: e il testo è tra- scritto nell' interlinee da una mano del sec. XVIII, che riapparisce anche in altre pagine. Altre trascrizioni interlineari, di mano del sec. XV o XVI, pur francese, sono a pp. 21, 22, 28 ultime linee, 29, 51 — 64. Il cod. è frammentario : e per un certo tempo è stato legato insieme col seguente.
In prima pag., di mano moderna, sta scritto : « Monasteri! Sancti Petri- Mentis Maioris congregationis Sancti Mauri » (Montmajour presso Arles), eh' è l'antica provenienza di questo e del seguente ms. — Cfr. Delisle, Mss. Libri Laur., pag. 32.
Legatura moderna in pelle rossa.
I. Vita sancti Basili archiepiscopi. Mutila in fine. « Basilius [igitur]
in civitate Cappadociae ex christianissimis atque deo dignis parentibus [| ecce secundum preceptum quod vobis fuit fecistis sed sicut didicimus* » (pp. 1 — 34).
II. Vita di S. Maria Egiziaca e di S. Zosimo eremita. Mancante del
principio. « * re exigebant erbis que nascebant per (corr. in) so- litudine Il Zosimas autem completis annis centum in eodem mo- nasterio migravit ad dominum. Et post haec congregatis omnes fratres Christi confessorum in unum, ieiunaverunt et adorave- runt usque in diem septimum. Et facta est visio in ecclesia ad omnes fratrum Christi, ut scriberent vita et actio sancti bea- tissimi Zosime heremitarii confessores Christi et beata Maria martira, quomodo dixit iste sanctus ad laudem et gloriam do- mini nostri lesu Christi, qui vivit et regnad deus per omnia saecula saeculorum. Amen » (pp. 35 — 51).
Laur. Ashb. — I. 2
ASHB. 11-12 _ 18 —
(Cfr. Vita Sanctae Mariae Aegyptiacae, auctore Sophronio ierosol. ep., interprete Paulo diacono, dal cap. vi alla fine, in Migne, Lxxiii, 676 — 690: ma la lezione del cod. è assai diversa). III. Vita sancte Euphrosine virginis. Mutila in fine. « Fuit vir in Alexandria nomine Pabnuptius || Hec Agapitus audiens et co- gnoscens tam ammirabilem causam stupe* ». (Acta SS. febr. ii, pag. 541, cap. iv). (pp. 51 — 64).
13 (56. — 13). Exhortationes sanctorum patrum.
Membran., sec. X, m. 0,300 X 0,225, di carte 85, con numera- zione a pagine da 65 a 82 e da 85 a 23G, che fa sèguito alla pa- ginazione del cod. precedente : rimangono le segnature antiche dei quadd. ii, iii, un, v. Il testo è mutilo tra le pp. 82 e 85, 162 e 163, 208 e 209. La scrittura è di piìi mani. L'intitolazione a e. 1' è in caratteri maiuscoli a colori rosso e nero.
Anche questo cod., come il precedente a cui era unito, appar- tenne al monastero di Montmajour presso Arles: come testimoniano il titolo scritto nel secolo XIV a capo della e. 2 (pag. 67) : « In no- mine domini. Incipiunt sentencie patrum. Liber Montis maioris » ; l' epitaffio all'ab. Benedetto di Montemaggiore (xix, 2) : la formula d'oblazione al detto monastero (xix, 5). — Cfr. Delisle, Mss. Libri Laur., p. 32.
Legatura moderna in pelle verde scura,
Continentur in hoc libro deid (sic) Exhortationes sanctorum patrum ad prophectum prophectionis monachorum. — In nomine dei summi incipiunt cap. xxr. (Per mutilazione della carta si leggono per intero i soli titoli dei capitoli xii — xx) (e. l' = p. 66).
Il contenuto di quest'opera corrisponde a ciò che il Rosweyde ha raccolto nei libri v, vi e vii delle Vitae patrum, sotto il ti- tolo « Verba seniorum » (Migne, to. lxxiii). I numeri i — xiv si comprendono nel libro v ; i nn. xv — xvi, nel vi ; il xvii, 1 corri- sponde al cap. 14 del libro vii; e nel medesimo libro si ritrovano sparsamente alcune delle sentenze contenute nel xvii, 2: mentre il XVII, 3 sta nel libro i, col. 661 — 662.
Nel cod. l'opera è divisa in ventuna omelie. Alla fine della ventesima, n. xvi, p. 220, si leggono i nomi dei^ traduttori dal greco in latino, che sono Pelagio diacono della chiesa romana e Giovanni suddiacono. Per gli opuscoli contenuti nella omelia 21», n. xvn, ved. Rosweyde-Migne : del 1" e del 2° ivi è nominato come interprete Pascasio diacono: del 3" sono ignoti l'autore e il traduttore. I. {Omelia i). « Interrogavit quidam abbatem Antonium [] et tunc erit mens tua pacifica » (pp. 67 — 70).
— 19 — ASHB. 12
n. {Omelia ii). « Dixit abbas Antonus isié): sicut pisces || delieta sua
conspicit » (pp. 70 — 74). ni. {Omelìa m). « Dicebant de abbate Arsenio quia toto tempore vitae
suae [| ingredi in terram illam » (pp. 74 — 80).
IV. Omelia mi. « Fratres aliqui volentes venire ad abbatem Anto-
nium II aut manduca quod orres » (pp. 80 — 91). — Mutila tra pp. 82 e 85, da « Abbas Zenon » a « si omnino visura ». (Migne, Lxxiii, 866 — 869, nn. 17 — 33).
V. Quinta omelia, De evitanda fomicatione (di mano francese del
secolo XIV: cosi anche la numerazione ordinale delle seguenti omelie). « Dixit abbas Antonius : extimo quod habet corpus 1| revelatum est de transito suo » (pp. 91 — 112).
VI. vi omelia. «. Frater renuntians seculum || quoniam ipsi cura est
de nobis » (pp. 112 — 118).
VII. vii omelia. « Sanctus abbas Antonius cum sederet || statim sa-
natus est » (pp. 118 — 130). Vm. via omelia. « Audivit aliquando abbas Antonius || indica magis te ipsum peccatorem quam eum » (pp. 130 — 140).
(In Rosweyde-Migne il contenuto di questa omelia è di- stinto in due « libelli » : viir. De eo quod nihil per ostensionem fieri deheat. ix. De eo quod non oporteat judieare quem,quam. Qui, nel cod., a p. 136, dove comincerebbe il libello ix « Con- tigit aliquando fratri », e' è per distinzione uno spazio bianco d' una linea : ma senza numero nuovo d'omelia).
IX. ix omelia. De diseretione (di mano del sec. XIV). « Dixit abbas
Anthonius quia sunt quidam conterentes corpora sua in absti- nentia |I numquam deficiamus » (pp. 140 — 166). — Lacuna tra pp. 162 e 163 da « Affer modo utraque vasa, et vide quod eorum mundius sit » a « esset, fecit prolixum opus dei » (Migne, ivi, 929 — 936, nn. 92 — 97). In basso della p. 162 è il richiamo « Et respondit » di mano del secolo XIV.
X. X omelia. De eo quod opportet semper sobrie vivere (di mano del
sec. XIV. Neil' Explicit, di mano antica: de eo quia oportet). « Frater interrogavit abbatem Arsenium [| ut semper timeat v (pp. 166 — 177).
XI. xi omelia. De eo ut sine intermissione et sobrietate debeat orare.
« Dicebant de abbate Arsenio || facta oratione dimiserunt nos » (pp. 177 — 180).
XII. xii omelia. Quod oporteat ospitalem esse et m.isericordem in hi-
laritate. (A capo delle pagine ricorre il titolo De hospitalitate di mano del sec. XIV). « Perrexerunt aliquando patrum quidam ad abbatem losep j] glorificavit deum » (pp. 180 — 185).
ASHB. 12 _ 20 —
XIII. xiii omelia. De obediencia cura Umore custodienda atque ser- vanda. (A capo delle pagine e. s. De obediencia). « Beate memo- rie abbas Arsenius || ad perfeccionem venerunt » (pp. 185 — 193).
XIV. xiiii omelia. De humilitate. Mutila in fine. (Si ripete il titolo a capo delle pagine). « Abbas Antonius deficiens in consideratione || ne spiritu exaltationis * » (Migne, ivi, 963, n. 15). (pp. 193 — 208).
Mancano le omelie designate nell'indice coi numeri e titoli: XV. De patientia. xvi. De caritate. xvii. De praevidentia sice contemplatione. xvni. De sanctis seniorum quae signa faciebant.
XV. Frammento estremo dell'omelia xix, che ha nell'indice il titolo:
De conversatione ohtim,a sanctorum, patrum,. « "at ille {sic) dixe- runt, crede nobis (Migne, ivi, 1014, n. 17) |1 ipsarum odores nos horremus » (p. 209).
XVI. XX omelia. Incipiunt vii capitala verborum quae misit abbas Moyses abbati Pymenio, et qui custodierit ea liberabitur a poena. « Dixit senex Moyses I| et effocabat eum. — Expliciunt sermones sancto- rum patrum interpretati de greco in latinum a diacono Pelagio sanctae aecclesiae romane et Iohanne subdiacono » (pp. 209-220).
XVII. xxi omelia.
1. Correctiones patrum. « Anacorite aliquando sapientes |1 Haec sapientum et spiritalium responsa patrum. Eveniet et nos digna memoria et narratione conversatione estendere, ut facti invitu- perabiles et perfecti et inreprehensibiles placeamus salutari no- stro lesu Christo, cui est gloria in saecula saeculorura, amen » (pp. 220 — 224).
2. Sentencia (1. Sentenciae) patrum. « Inquisitus senex cuiusmodi deberet esse monachus || senex non pò test vobis occurrere » (pp. 224 — 233).
3. Exsemplum Taysis m,eretricis. « Fuit quaedam mulier meretrix || quindecim dies supervixit tantum, et quievit in pace, amen. — Expliciunt sentenciae patrum. Deo gratias » (pp. 233 — 235).
XVIII. Miscellanea di più mani.
1. Note cronografiche (p. 235).
2. Pietaphium B{enedicti) abbatis et Aguinulphy. Dieci esametri disposti in due colonne a emistichi, per modo che i principi dei versi e i principi dei secondi emistichi e le finali dei versi formano le parole : benedictus abbas verus histic situs (p. 235).
Nel marg. inf. della pag. è quest'annotazione di mano fran- cese moderna: « Dom Chantelou 138 rapporto l'epitaphe de l'abbé Benoit cy dessus d'après ce manuscrit, auquel il ne donne pas d'intitulé. » (Si riferisce alla Storia di Montmajour, di D. Claudio Chantelou, ms. ined.) — Ed. Delisle, Mss. Libri Laur., p. 53.
— 21 — ASHB. 13-13
3. Nota di letture della Bibbia da farsi in chiesa e a mensa nelle varie feste dell'anno. Fin.: «Ita preordina sicut hic scriptum est. R. » (p. 236).
4. Indice di censi in derrate e denari (cinque linee scritte su rasura). In fine: « Scripsit Moyses » (p. 236).
5. Formula d'oblazione d' un fanciullo secondo la regola di san Benedetto nel monastero di Montemaggiore (sec. XI). « Sancti- tum (sic) est ex veteri et* novo testamento pueros deo offerre I| Ut haec scrìptio firma permaneat, manu propria fìr mo. ui (L firmavi) » (p. 236).
13 (57. — 14). S. (xiovanni Crisostomo. Cassiodoro.
Membran., sec. IX, m. 0,310 X 0*242, di carte 168, di linee 28 per pagina. Mutilo in principio: rimangono i quadd. vi — xxvi. Le se- gnature sono scritte nell'ultima pag. di ciascun quad. ; originali tutte, eccetto l'ultima, eh' è del sec. XII : il quad. x n' è mancante. Scrittura minuscola carolina, molto elegante, con titoli e rubriche in lettere capitali. A e. 168' è la sottoscrizione dello scrittore in piccole capitali: « Quisquis legis ora prò scriptore, si dominum lesum Christum habeas adiutorem. Moyses adiuvante domino scripsit. »
Contrassegnato con stelletta rossa. A ce. 56' e 168', di mano del sec. XII: « Sancti Petri Belvacensis. » Ved. in Delisle, Mss. Libri Laur., p. 34, due notizie descrittive di questo cod., della fine del sec. XVII, quando era ancora presso il Capitolo di Beauvais.
Legatura moderna in velluto paonazzo.
S. Giovanni Crisostomo, Omelie.
1. (De cruce et lairone, omelia prima). Mutila in principio. « *pur- gata sunt ut ubique nobis deum liceat predicare [( ut et caelorum regna mereamur ec. » (ce. 1 — 5).
2. De cruce et latrane, omelia secunda. k. xii, « Hodie incipiamus, karissimi, crucis tropheum praedicare || ut inluminati misericor- dia eius glorificemus patrem et filium et sanctum spiritum ec. » (ce. 5 — 7).
3. De cruce dominica. k. xiii. « Quid dicami quid loquar? || ita et salus per lignum. Pro bis autem omnibus gratias agaraus deo ec. » (ce. 7 — 10').
4. De ascensione saloatoris. k. xiiii. « Quando de cruce nostra processit oratio || beatitudine perfruamur quam nos omnes liceat promereri. Gratia domini nostri ec. » (ce. 10' — 16).
5. De Pentecosten. capitulo xv. (Neil' Explicit è aggiunto: omelia loHANNis episcopi). « Hodie nobis terra factum est caelum. Non
AsHB. 13 _ 22 —
stellis de caelo in terram descendentibus sed apostolis || ac pie- tate insignis. Ideoque prò bis omnibus gratias agamus do- mino ee. » (ce. 16 — 19').
6. Omelia de natimtate domini, xvi. « Et reclinavit eum in prae- sepio ee. Et reclinavit eum mater |j intentius auribus audiamus, benedicentes dominum ee. » (ce. 19' — 22).
7. Iterum, de natimtate domini et lohannis baptistae et conce- ptionis. XVII. « De solistitia et aequinotia conceptionis et nati- vitatis domini nostri lesu Christi et lohannis baptistae, Nescio an quisquam [] et veritas per lesum Christum faeta est in Christo lesu domino nostro, qui vivit ec. » (ce. 22 — 27').
8. Omelia eiusdem sancti Iohannis, de Lazalo (nell' Expl. Lazaro) resuscitato, cap. xviii. « Grandi, fratres, stupore, grandi miraculo || Christi miracula referuntur, cui est gloria ec. » (ce. 27' — 28').
9. De Cananea sub figura persecutionis. xviiii. « Multae tempe- states et inquietudo aeris || immo fide eius curatam. Pro his au- tem omnibus gratias agamus ec. » (ce. 28' — 35').
10. Omelia in evangelium secundum Matheum. xx. « Vae mundo ab scandalis ee. Videtur quidem specialiter designare ludam j] honora parentes in quantum non inpediant ad servitutem do- mini, hoc est imperatori tuo, cui est gloria ec. » (ce. 35' — 37').
11. Omelia de principibus Marci, xxi. « Animai illud quod in lo- hannis Apocalypsin [[ virtutes habere de fratribus et solitudinem (segue una rasura). Prestante Christo ec. » (ce. 37' — 41).
12. Omelia in Luca eoangelista. xxii. « Homo quidam erat dives. Quoniam dixerat: Nemo servus potest |1 et quaerite viam Chri- stum. Cui sit gloria ec. » (ce. 41 — 45').
13. In lohanne evangelista, xxiii. « De lohanne dicitur : Fuit homo missus a deo [| tunc mereris me tangere. Prestante domino no- stro. Amen» (ce. 45' — 48').
14. De recipiendo Severiano episcopo, xxiiii. « Sicuti capiti corpus coherere necessarium est || pacem fixam et perpetuam dare. In Christo lesu ee. » (ce. 48' — 49').
15. Severiani episcopi sermo de pace, eum susceptus esset ah epi- scopo lohanne. capitalo xxv. « In adventu domini {] ut irrumperet pacem. Sed pax domini semper sit nobiscura ec. » (ce. 50 — 51).
16. De ieiuniis et Geneseos lectio. k. xxvi. « lucundum quidem nautis est ver || ut possimus et meritis eius adiuvari. Per gra- tiam domini nostri ec. » (ce. 51 — 55).
17. Omelia de eruditione disciplinae. xxvii. « Eruditio disciplinae custos est spei [| quae dicuntur a nobis secundum evangelium Christi dei nostri, per quem ec. » (ce. 55 — 57).
— 23 — AsHB. 13
18. Omelia ad Eutropium. k. xxviii. « Semper quidem, sed nunc praecipuae || participes effici mereamur. Per gra tiara ec. » (ce. 57 — 61).
19. Eìusdem, cara de expulsione eius ageretur. capitalo xxviiii. « Multi quidem fluctus et unde immanes || ad gaudia inmor- talia atque aeterna transmittunt. Pro his gratias agamus ec. » (ce. 61 — 63).
20. Eiusdem, ad Tlieodorum monachum. k. xxx.™" « Si fletus possit et gemitus per litteras nuntiari j| maximum nobis gaudium esse venturum. Amen » (ce. 63 — 69).
21. De militia spiritali, cap. xxxi. « Bona quidem sunt et utilia regis II ut capiatis aeternas coronas in Christo lesu ec. » (ec. 69 — 71').
22. Eiusdem, de militia Christiana, cap. xxxii.""* « Omnes homines qui sese student humo tollere [| et perficiat cursum vestrum in salutem. Ipsi gloria ec. » (ec. 71' — 73').
23. Eiusdem, de patre et duobus Jiliis. cap. xxxiii. « Omnium quidem de scripturis questionum jj coheredes esse domino lesu Christo, quia ipse est gloria ec. » (ce. 73' — 77').
24. Omelia eiusdem ad neophitos. xxxiiii. « Benedictus deus. Ecce stellae etiam de terra micuerunt || oportuno tempore. Gratia et misericordia domini nostri ec. » (ce. 77' — 81).
25. Omelia de turture. xxxv. « Turtur amatrix heremi || gloriam ipsius videre mereamur. In Christo lesu ec. » (ce. 81 — 84).
26. Eiusdem omelia, quando de Asia regressus est Constant inopolim ipse Johannes episeopus. xxxvi. « Moyses magnus ille dei fa- mulus II populum instruere ad salutem. Per Christum ec. » (ce. 84 — 86').
27. Post exilii prioris reditum. xxxvii. «Quid dicam? quid loquar? Benedictus deus. Hune egrediens dixi sermonem || et misereatur vestri. In Christo lesu ec. » (ce. 86' — 87').
28. Eiusdem omelia de fide in Christo. xxxviii. « Si credis quod deus erat verbum [1 hoc autem ait inluminans nos » (ce. 87' — 89).
29. De eo quod non leditur homo nisi a semetipso. xxxvnii. « Scio quod erassioribus |1 a semetipso non laeditur. Per dominum ec. » (ec. 89 — 102).
II. Eiusdem sancii Iohannis, de cordis compunctione.
1. Liber primus. xl. « Cum te intueor beate Demetri || inmortalibus flammis y> (ce. 102 — 112).
2. Liber secundus. xli. « Et quomodo poteris fieri || vitam vero suam atque operam neglegenti » (ce. 112 — 122).
ni. Eiusdem, de reparatione labsi. XLir. « Quis dabit capiti meo ec.
AsHB. 13-14 — 24 —
Oportunius multo nunc a me || medicamenta non queras » (ce. 122 — 144'). IV. Cassiodoro, delle Istituzioni divine. Prefazione e libro primo.
1. Praefatio Cassiodori senatoris. « Cum studia saecularium lit- terarum [| Quod ego arbitror duobus libris qui sequuntur esse breviter intimatum » (ce. 144' — 146').
2. Eiusdem, de institutìonum divinarum lectìonum llher i. — In- cipiunt iituli libri primi. Sono 33 capitoli : i. De Octatheucho || XXXIII. Oratlo. — Incipit eiusdem opus promissum. « Primus scripturarum divinarum eodex est Octhathechus || si prò nobis invicem pio domine (sic) supplicemus » (ce. 146' — 168').
14 (58. — 15). Vite di Santi.
Membran., sec. XII, m. 0,298 X 0,255, di carte 140 a due co- lonne. Mutilo in principio e in fine : il primo quad. è di sole 5 carte. Le ce. 127 — 138 sono state dimezzate per lo lungo, di maniera che vi mancano le colonne di scrittura esterne; un'intera carta scritta manca tra le 131 e 132 ; parecchie altre carte sono corrose nel marg. inf., ma senza danno del testo, salvo che di qualche parola a e. 139. 'Tra le ce. 77 e 78 è inserita una striscia di pergamena, scrittavi un'aggiunta da farsi al testo, richiamata in questo con segno speciale, a e. 77', col. 1% lin. 10. Scrittura minuscola, con titoli e sottoscrizioni in lettere maiuscole, e con alcune grandi iniziali colorate e fregiate.
Nel retto d'una guardia cartacea in principio sta scritto di mano del secolo XVIII: « In hoc codice manuscripto, qui fuit Petri Pitoei I. C. extant Vitae Sanctorum » ; e ne segue l' indice. Neil' in- terno della coperta anteriore è lo stemma del presidente Le Peletier, che possedette questo cod. dopo il Pithou. Fu poi venduto all'asta a Parigi nel 1837. — Cfr. Delisle, Mss. Libri Laur., p. 35.
Legatura in cartoni coperti di cartapecora.
I. {Vita sancti Antonii). Mutila in principio. « *influere. Post huius
splendoris adventum (Migne, lxxiii, 132.; cap. ix) |1 corruptionis artifiees. — Igitur beatus Antonius sextodecimo kal. febroarii recessit a seculo, et vivet semper cum deo regnante in secula seculorum amen » (ce. 1 — 13).
II. Vita Malchi monachi captivi. « Qui navali prelio dimicaturi sunt H
non autem posse superari » (ce. 13 — 15).
III. Vita sancti Pauli primi heremite. « Inter multos sepe dubitatum
est 11 regum purpuras cum regnis suis » (ce. 15 — 17').
IV. Vita di S. Giovanni eremita. — A e. 17' è questo titolo: Nar-
ratio. Amen. Liber sancti Hieronimi quem ipse de Hierosolimis pergens ad Egyptum vidit. — Prologus in Vita S. lohannis.
— 25 — AsHB. 14
« Benedictus deus qui vult I| perfecte pacientiae palmam requi- rant » (ce. 18 — 18'). — Vita Sancii lohannis. « Primum igitur tanquam veruni fundamentum || atque ita perrexit ad dominum, cui est gloria ec. » (ce. 18' — 23').
(Vedi Migne, xxi, Hìstoria monachorum auctore Rufino : Pro- logus, col. 386 — 390. De sancto lohanne, col. 391 — 405. — Nel cod, Laur. xjx, 16 (sec. XI) a ce. 66' il prologo sopra indicato ha questo titolo più esatto : Prologus de vita monachorum egyp- tiorum).
V. Vita sancii Fronionii abbatis. « Erat quidam senex monachus I|
vitam aeternam quam promisit deus diligentibus se. Ipsi domino nostro lesu Christo gloria ee. » (ec. 24 — 24').
VI. Due vite di S. Pacomio.
1. Vita sancii Pachomii. « Quoniam desiderio desiderastis semper audire que sancta sunt || audivi vitam ipsius a multis fuisse eonscriptam. In omnibus gratia et gloria domino nostro ec. » (ce. 24 — 28').
2. Prologus in vita sancii Pachomii. € Domine venerande et in Christo quoque magnifieentissime Dionisius exiguus. Pio vene- rationis vestrae proposito qua valui faeultate respondi, saneti Pachomii vitam, sieut in greco reperta est, fide translatoris exsolvens II lectionis officio posteris intimetur » (ce. 28' — 29). — Vita. « Dominus noster lesus Christus sapientie fons || glo- rificetur iugiter et conlaudetur, quia ipsi debetur omnis laus et gloria in secula seculorum, amen » (ce. 29 — 45).
VII. (S. Girolamo), Vita di S. Ilarione col prologo. « Seripturus vitam
beati Hylarionis || illum locum dilexerat, adiuvante domino nostro lesu Christo ec. » (ec. 45 — 51').
VIII. Leonzio vescovo, Vita di S. Giovanni arcivescovo alessandrino, tradotta da Anastasio. — Prefaiio in vita sancii lohannis. « Cogitante me ac diu tacite || Salve presul amate deo per secula salve, totius atque orbis papa beate vale. — Explieit prefatio ad dominum Nieholaum sanctissimum papam » (ce. 51' — 52'). — Capitula. Rubricarlo di 56 capitoli (ce. 52' — 53). — Narraiio Leontii episcopi Neapoleos Cyprorum insulae, de cita et aciione sancii patris nostri lohannis archiepiscopi Alexandrini. « Inten- tio quidem una est nostra [| Quae omnes nos impetremus per gratiam et misericordiam domini ec. — Expliciunt aeta sancti lohannis Heleimonis, quae quidem pretermissa fuerant a lohanne et Sophronio viris illustribus qui eius vitam conscripserunt. Sed postmodum Leontius episeopus Neapoleos Cyprorum insulae ea studiose supplevit. Cuius narrationes sanctissimus ac ter beatus
AsHB. 14 — 26 —
domnus Nicolaus papa ad multorum aedifìcationem Anastasio peccatori interpretar! precepit » (ce. 53 — 64').
IX. Vita sancii Eustachii martyris. « In diebus Traiani imperatoris ||
quae promissa sunt sanctis per gratiam domini nostri ec. » (ce. 64' — 69).
X. Passio sancii luliani martyris. « Beati igitur luliani martiris pas-
sionem scripturus [] in nomine Christi et sanctorum eius luliani et Basilissae fabricatae sunt ecclesiae. Gloria Christo qui est fidelis in verbis suis et tantam gloriam prestat servis suis, et cum patre et spiritu sancto regnat ec. » (ce. 69 — 79).
XI. Vita sanctorum martyrum, Chrisanti et Dariae. « Hystoriam prio-
rum sanctorum |1 in gloria perpetuae coronae suscepit, adiuvante domino nostro ec. » (ce. 79 — 83).
XII. Relatio Amphilochii Ichonii episcopi, de dia et m^iraculis sancii pairis nostri Basilii. « Basilius itaque solus || requie vit autem angelicam vitam in terra agens magnus Basilius » (ce. 83 — 90').
XIII. Vita sancii Sinieonis. « Beatus Symeon filius fuit cuiusdam In- sicii: mater autem eius Martana dieta est. Ipse vero beatus Symeon cum xij esset annorum ad similitudinem sancti David pascebat oves patris sui |] per illum in columna positum dominus prestare dignatus est» (ce. 90' — 92),
XIV. Vita sancii Symeonis. « Beatus Symeon patre greco Antonio dicto, matre calabrica, in Sicilia civitate Syracusana progenitus a nobilissimis et christianis parentibus christianiter est edu- ca tus Il post horam nonam sepulchrum diligenter clauditur » (ce. 92 — 95).
XV. Vita sancii Alexis confessoris. « Fuit Rome vir magnus et no- bilis Eufemianus nomine |] sine dubio consequi valeat per do- minum nostrum lesum Christum ec. » (ce. 95 — 97).
XVI. Vita sancii Fursei confessoris. « Fuit vir vitae venerabilis Fur- seus nomine j] merita illius clarescunt divinis virtutibus, adiu- vante domino nostro lesu Christo ec. (ce. 97 — 101).
XVII. Huius venerabilis conversionis aciuum et morum vitam et pe- nitentiam magnum virileque certamen venerabilis Mariae Egyp- tiacae, qualiter in heremo expleoerit tempora vitae, de greco transtulit in latinum Paulus venerabilis diaconus sanctae Nea- polis aecclesiae. « Secretum regis celare bonum est || et tunc migravit ad dominum in pace et gratia domini nostri lesu Chri- sti ec. (ce. 101—109).
XVIII. Vita sanctae Eufrosinae. « Fuit vir in Alexandria nomine Pafnutius II celebrantur in eodem monasterio usque inpresentem diem, glorificantes patrem et filium ec. » (ce. 109 — 112').
— 27 — AsHB. 14
XIX. Vita sanctae Marinae. « Erat quidam secularis habens uni- cam filiam parvulam [j in eodem monasterio ubi corpus eius requiescebat, ubi usque in hodiernum diem deus per oratio- nes eius multa mirabilia facit. Cui est honor et gloria ec. »
(ce. 112' — 113').
XX. Vita isanctae Pelagiae. « Magnas semper deo gratias referre debemus || Haec vita Pelagiae meretricis, haec seculi conversatio aliquando desperate sed postmodum ad deum converse, cum qua et nos faciat invenire misericordiam suam dominus noster lesus Christus ee. » (ce. 113' — 116').
XXI. Vita di S. Colomba abate, in parte frammentaria. — Pro- logus in vita sancii Columbae abbatis. « Sanctorum patrum [j apertiori stilo melioramus » (ce. 116' — 117). — Vita. Com. : « Vir itaque venerabilis Columba ». Seguita integralmente il testo sino alla fine della col. 1* della e. 127, le cui ul- time parole sono : « ipse hostio approprians potens » : il séguito è frammentario e mutilo in fine, per essere state ta- gliate le colonne esterne delle ce. 127 — 131, e per man- canza di una carta tra 131 e 132. Fin. : « sed propius non permittuntur accedere ad celos reversuri. Et quod michi * » (ce. 117 — 131).
XXII. Vita dei santi Colombano e Gallo, frammentarie, per il taglio delle colonne esterne delle relative carte. « * splendore illumi- naret. Referens hoc illa viris doctissimis 1| Locus ergo ille per succidua temporum curricula omni illi provintiae fluenta spiri- talis ministravit doctrinae » (ce. 132 — 138). — Il nome di Gallo comincia ad apparire nella e. 137', colle parole iniziali della medesima: « beatus Gallus febre corripitur. Erat autem disci- pulus ille magistro valde utilis. »
XXIII. His temporibus miraculum memorabile et antiquorum simile in Britania Anglorum factum est namque ad excitationem vi- ventium de morte anime. « Quidam aliquandiu mortuus ad vitam resurrexit corporis || posset eorum numero sotiare, de quibus ait psalmus: Beati quorum remisse sunt iniquitates et quorum tecta sunt peccata » (ce. 138 — 139'). — Mutilo da « Statimque surgens abiit ad Villule » fino a « eis fletura hominum et risum demoniorum dare discernere nequirem », per recisione delle colonne esterne della e. 138 — 138'
XXIV. Miraculum de abhatissa cuius ventrem scidit sancta Maria. « Erat in quodam monasterio sanctimonialium quedam abbatissa nimis dissoluta et lasciva. Que cum omni luxuria* ». Non se- guita, per mutilazione del cod. (e. 139').
AsHB. 14-15 — 28 —
XXV. Frammento d'omelia: di mano diversa dal resto del cod., e più recente. « In ilio tempore, videns turbas lesus adscendit in montem ec. Miserator et misericors dominus, fratres carissimi, videns afflictionem populi sui 1| Hoc ergo erit eis misericordiam adipisci, minores penas apud inferos pati. Ann* » (e. 140 — 140').
15 (59. — 16). Liutprando, Antapodosis.
Membran., sec. X, m. 0,263 X 0487, di carte 58, mutilo in fine : la e. 43 ha uno strappo nel marg. super., con leggiero danno del testo. Scrittura, per quanto ci pare, d'una sola mano, ma fatta in più tempi.
Cfr, 0. Holder-Egger, in Neues Archiv, xi, 264.
Legatura in pergamena con dorature.
IN NOMINE PATRIS ET FILII ET SPIRITVS SANCTI. INCIPIT LIBER ANTAPODOSEOS | ANTC0nOAOT€C0C REGVM ATQVE PRINCIPVM PARTIS EVROPE A | LIVDPRALIDO TIC1NENSIS_AECLESIAE DIACONE EN TI ECHMALOSIA \ AVTV ENTV EXILLCO A A COMA (?) AVTOY. AD REGE- MVNDVM I HISPANIAE PROVINCIAE LIBERRITANAE AE- CLESIAE EPISCOPVM EDI(T)VS.
(Questo è il titolo esatto, sciolte bensì le abbreviazioni. Note interlineari di scrittura minuscola: sopra antapodoseos, « retri- butrionis (sic) »: sopra en ti echmalosia, « in art (articulus) peregrinatione »).
Cfr. l'ediz. del Pertz, in Mon. Germ. Histor,, Scrìptores, in, 273 — 339.
Libri I — III, coi respettivi rubricarì (ce. 1 — 11', 11' — 26', 27 — 38).
Il testo procede sin qui regolarmente: il sèguito è copiato in
modo saltuario.
Libro IV. Capitala libri quarti, i — xxix {l. xxx) (e. 38 — 38') ; XXXI — XXXIV (e. 45'). — Testo: dal principio alle parole « lancee extenduntur » (Pertz, cap. xxiv, p. 22, lin. 31) (ce. 45' — 52'); dalle parole « Hanc igitur Costantini », immediatamente seguenti, sino alla fine (ce. 38' — 43).
Libro V. Capitala libri quinti, i — xxxiii (ce, 43 — 44), — Testo: dal principio alle parole « omnium poena hostium » (Pertz, cap. viii, p. 329, lin, 37) (ce, 44 — 45'); dalle parole « solus impetum », immediatamente seguenti, a « Hugo Lotharium filium * » (Pertz, cap. xxviii, p. 335, lin. 22. — Cfr. Muratori, Rer. Ital. Script., Ili, 467) (ce. 52' - 58'). Mancano i restanti capitoli del libro V e tutto il libro VI.
— 29 — AsHB. 16
16 (60. — 17). S. Amlbrogio, Esposizione delle epistole di Paolo.
Membran., sec. IX o X, m. 0,267X0,193, di carte 75. Quadd. VI — xiiii, tutti di otto carte colla segnatura originale nell'ultima pag.; con un quad. complementare di quattro carte ridotte a tre per recisione dell'ultima. La scrittura del S. Ambrogio (n. i, 1 — 10) e una minuscola anglosassone semicorsiva inelegante ; quella delle orazioni, inserite da mano poco più recente a e. 75 — 75' (n. n, 1 — 5), minuscola neocarolina del secolo IX cadente o del X. Poniamo perciò questo termine all'età del cod. ; senza negare che i rozzi caratteri della sua minuscola anglosassone potrebbero convenire anche al sec. Vili. (Il Delisle, Mss. Libri Laur., p. 85, lo pone al sec. X o XI).
Proviene dalla Libreria del conte Boutourlin, del quale porta lo stemma nell'interno della guardia anteriore (Ved. Catal. 1831, n. 9).
Legatura in pelle di color naturale con dorature.
I. Ambrosii epìscopi mediolanensis, Expositio in deeem epìstolis Pauli. Cfr. S. Ambrosi!, Opera, studio et labore monacar. O. S. B. congreg. S. Mauri, Parisiis 1686 — 1690, voi. ii App. All'espo- sizione di ciascuna epistola precede, oltre l'argomento conforme alla cit. ediz. benedettina, un sommario preliminare con cenni storico-geografici, che crediamo opportuno pubblicare per intero.
1. Ad Galatas. « Galathes sunt graeci : hi verbum veritatis pri- mura ab apostolo acceperunt. Post discessum eius temptati sunt a falsis apostolis, ut in legem et in circumcissionem reverte- rent. Hos revocat apostolus ad fidem veritatis, scribens eis ab Epheso. » — Argumenium. « Omnis credens in Christum |] quae docebat asereret, ita incipit. » — Super epistolam ad Galatas. « Paulus apostolus ec. Apostolus ergo se non ab hominibus || omnes fuerant eversi» (ce. 1 — 18').
2. Ad Philippensis (sic). « Philippenses sunt Machedones. Hi ac- cepto verbo veritatis perstiterunt in fide, nec receperunt falsos apostolos. Hos apostolus conlaudat scribens eis a Roma de car- cere. » — Argumentum. « Philippensibus verbum fidei [| unde isti iure laudantur. » — Esposizione. « Paulus et Timotheus ec. Apostolum se tacet || spiritui nostro exoptat » (ce. 18' — 26).
3. Ad Ephesios. « Ephesii sunt Asiani. Hi accepto verbo veritatis perstiterunt in fide. Hos conlaudat apostolus scribens eis a Roma de carcere. » — Argumentum. « Ephesios non apostolus fundavit in fide I] in conducto suo. » — « Paulus apostolus ec.
' Solito more scribit [] Misterium hoc magnum est ec. (v, 32).
Mysterii sacramentum grande in unitate viri et feminae esse
. significat, nec hoc prodit, sed aliam causam quae non discordet
ASHB. 16 — 30 —
a memorato mysterio flagitat, quam scit ad prò* ». (Ediz. cit., p, 248). — Segue questa nota, della stessa mano: « Hic minus habetur de fine epistolae ad Ephesios et principio epistolae pri- mae ad Thessalonicenses » (ce. 26 — 38: la e. 38' è bianca).
4. De epistola prima ad Thessalonicenses (aggiuntovi di mano del sec. XV: Cap. 2.°). « Nam ipsi scitis fratres ec. (ii, 1, 2). Hanc pressuram (Ediz. cit, p. 278) [| permaneat in eis in aeternum » (ce. 39 — 42').
5. Ad eosdem secunda epistula. « Scribit et notum facit eis tem- poribus novissimis et de adversarii detectione. Scribit et hanc epistulam ab Athenis. » — Argumentum. « Quoniam in prima epistula |] fratrum inquietudine. » — « Paulus et Silvanus et Timotheus ec. Sollemnibus verbis || optat esse cum bis » (ce. 42' — 45').
6. Ad Colossenses. « Colossenses, et hi sunt Laodicenses, sunt Asiani. Et ipsi preventi erant a pseudo apostolis, nec ad hos accessit ipse apostolus, sed et hos per epistulam recorregit. Au- dierant enim verbum ab Archippo, qui et ministerium in eos accepit. Ergo apostolus iam ligatus scribit eis ab Epheso. » — Argumentum. « Hos idest Colossenses pseudo apostoli || et de- ciperentur. » — « Paulus apostolus ec. Caput epistulae || pati
, prò eis iniurias » (ce. 45' — 54').
7. Ad Timotheum. i. « Timotheum instruit et docet de ordinatione episcopatus et diaconi! et omni ecclesiastica disciplina. » — Ar- gomento. « Timotheus fìlius fuit mulieris uiduae {corr. iudaeae) ]' ecclesiam ordinare. » — « Paulus apostolus ec. Patris et filii I| di- cens gratia tecum » (ce. 54' — 65').
8. Ad eundem. n. « Timotheo scribit de hexortatione martyrii et omni regula veritatis et quid fulurum sit temporibus novissimis et de sua passione. » — Argumentum,. « Aliam epistolam || ad humana commenta. » — « Paulus apostolus ec. Huius rei gratia || sunt posita nomina» (ce. 65' — 71).
2. Ad Philemonem. « Philemoni familiares litteras facit prò One- simo servo eius. Scribit a Roma de carcere. » — Argumentum. « Philemon nulla erat || dilectissimum fratrem. » — « Paulus vinctus ec. Ut dignitatem epistulae |] confirmantis epistulam a se missam » (ce. 71' — 72'). 10. Ad Titum. « Titum commanefacit {sic) et instruit de constitu- tione maiorum natu et spiritali conversatione et hereticis vitan- dis, qui in scripturis iudaicis credunt. Scribit et a Nicopoli. » — Argumentum. « Titum apostolus || ex circumcisione corripiendos. > — « Paulus servus dei ec, Deere tum donum || fratres et domi-
— 31 — ASHB. 16-17
sticos Titi. — Finit hoc opusculum. in deo aeterno gratias ago. amen » (ce. 72' — 75). n. Dopo due linee abrase seguono, aggiuntevi più tardi, quattro ora- zioni, in caratteri latini.
1. Al Padre. « Domine deus pater omnipotens || adiuva me propter nomen sanctum tuum. amen » (e. 75).
2. Ad Filium. « Domine lesu Christe fili dei vivi qui es verus et omnipotens dominus [| precioso sanguine tuo. amen » (e. 75).
3. Allo Spirito Santo. « Domine sanate Spiritus deus omnipotens qui coequalis coaeternus et consubstancialis |1 ignem suavisimi amoris tui » (e. 75').
4. Oratio ad sanetam et individuam trinitatem. « Domine deus omnipotens aeterne et inefabilis sine fine atque inicio quem unum in trinitate et trinum in unitate confitemur || fac me in- dignum et raiserum ad tuam pervenire visionem » (e. 75').
5. « Deus vivorum et salvator omnium qui non vis mortem pe- catorum [| ad indulgenciam pecatorum ac salutaria cuncta per- ducat » (e. 75').
17 (61. — 18). Messale romano.
Membran., sec. XII, m. 0,375 X 0,265, di carte ccxc (uum. ant.),- 226 (num. mod.), a due colonne per pagina, con due guardie antiche. Della num. ant. mancano le ce. cxix — clxxiv e ccxv — ccxxii, con mutilazione del testo. Le ce. 217 — 220 (ant. CCLXXXI— cci.xxxiiii), contenenti il Passio domini nostri lesu Christi secundum Marcum sono cucite fuori di posto, interrompendo il testo di un' orazione che comincia a e. 216' e si compie a e. 221: « (e. 216') Illumina ec, et totius noctis in [] (e. 221) sidias ec. repelle propitius ». La e. 215 è abrasa nel retto e in parte della prima colonna del tergo. Scrit- tura minuscola rotonda di più mani. A e. 39, marg. inf., è questa nota in lettere onciali : « Ambos istos quaterniones fe'cit uno Pepo pelliciario et alio Florentio genero eius ». Il cod. ha molti neumi ad altezza proporzionale, traversati da una riga rossa, e con qualche traccia di rigatura gialla, e con le lettere tonali a, e, d, f: la neu- mazione termina a e. 186', colla messa della Trinità.
Nella guardia anter., a tergo, è scritto di mano del sec. XIV l' inno In nativitate Sancii Laurenti : « Martiris Christi colimus triumphum ». — Nella guardia posteriore, sul retto, è un indice delle messe dell'anno, di mano del sec. XVI incipiente, coi richiami all'antica numerazione, e fatto prima che il codice fosse mutilo, A tergo, in un carticino frammentario incollatovi sopra, è questo ricordo: « Questo Messale sie della chiesa di sancto Larentio de Paretela (?) et stat Andrea Mattei Peri Banchi de Albizi cittadi- nus florentinus. Qui scrissit scribatt semper cum domino. Amen » (sec. XV. Andrea degli Albizi mori nel 1485). Nello stesso carticino e scritto da altra mano più antica (sec. XIV) : 1. « Pistoia, Luccha,
AsHB. 17-18 _ 32 —
Pisa ». — 2. « Chi vuole lo mondo disprezzare | sempre la morte dee pensare | la morte è fiera e dura e forte | passa mura e rompe porte I eli' è si comune sorte | che persona nonne può scampare ». — In basso della prima pagina sono impresse in rosso, dentro un con- torno ovale, le sigle G-. L. P. (Giovan Lorenzo Pucci).
Legatura in assi coperte di cuoio rossastro : restano le impronte delle borchie e dei fermagli mancanti.
Messale romano, inclusivi e aggiuntivi vari riti, benedizioni e ora- zioni. Mancano le messe dalla Pasqua di Resurrezione alla quarta domenica dopo l'ottava di Pasqua; le messe di aprile, maggio, giugno, luglio sino a metà d'agosto; e quelle dalla sesta alla nona domenica dopo la Pentecoste, e sino alla quinta feria successiva. — Nei margini delle ce. 48', 56', 81 sono aggiunte (sec. XIV) delle lezioni di Vangeli da sostituirsi « secundum or- ■ dinem fratrum minorum » al Vangelo corrente scritto nel testo.
A ce. 221 — 222, ludicium Romanorum. Contiene la narrazione sto- rica, il rito e la formula del giudizio di Dio mediante la prova dell'acqua (« iudicium aquae frigidae »). Com. la narrazione: « Romani propter thesaurum Sancti Petri et invidiam simul tulerunt Leoni pape oculos et linguam. » In fine al rituale è la Benedictio aquae fercentis.
A ce. 223 — 226 è un frammento di Lezionario disposto per ferie.
18 (62. — 19). Antifonario.
Membran., sec. XI, m. 0,202 X 0,128, di carte 50. Tra linea e linea della scrittura sono neumi ad altezza proporzionale traversati da una riga a secco, e qualche volta rossa, e preceduti in alcuni luoghi dalle lettere tonali e, f. Nel margine infer. delle ce. 24' — 25' è aggiunta una giaculatoria con neumi tra righe rosse (sec. XIII). Altre postille marginali sono a ce. 19, 33' — 35'.
Cfr. Delisle, Mss. Libri Laur., p. 36.
Legatura moderna in pelle rossa scura.
I. Antifone delle feste dei Santi, da S. Ciriaco a S. Martino (8 ago-
sto — 11 novembre). « S. Ciriaci martiris. Timete dominum. Rf. Timete dominum omnes sancti eius || Martinus episcopus migravit in seculo. Vivit in Christo gemma sacerdotum ... * » (ce. 1-18').
II. Antifone dell'ufficio proprio del tempo, dalla domenica delle Palme
alla domenica in Albis. « *cui puerile decus promisit osanna pium. {E il secondo verso dell' inno: « Gloria laus et honor tibi sit rex Christe redemptor ») |1 Quasimodo geniti infantes ec. Ci- bavit eos. Gloria seculare. Alle*» (ce. 19 — 42').
_ 33 — AsHB. 18-19
III. Altre antifone delle feste dei Santi, da SS. Gervasio e Protasio,
con un frammento anteriore di 4 linee, a SS. Felicissimo e Aga- pito (19 giugno — 6 agosto). « * epulentur et exultent in con- spectu dei II OF. Gloriabuntur. co. Ego vos* ». Termina così in troncò alla lin. 4 della e. 49: il resto della pagina è bianco (ce. 43 — 49).
IV. Ritmi ecclesiastici.
1. « Letabundus exultet fidelis chorus alleluia, f . Regem regum intacte profudit thorus res miranda ]| Gaudete vos fideles gen- tium pars electa. f . Hetiopum nigredo in ludam est translata » (ce. 49' — 50).
2. Prosa apostolorum vel martirum. « Ecce pulcra canorum re- sonet voce alleluia |1 Da nobis aeterna regna florida, f . Ibi semper cantemus alleluia» (ce. 50 — 50').
19 (63. — 20). Fapia^ Dizionario latino e Trattato grammaticale.
Membran., sec. XIII, in due volumi. — Voi. I, m. 0,340X0)251, di carte 138 (l'ultima delle quali è frammentaria), a due colonne per pa- gina, generalmente di linee 48 per colonna. Voi, II, m. 0,320X0)230, di carte 224, a due colonne, e. s., di linee 29 a 33 per colonna. — Scrittura minuscola semiangolosa, di una mano (voi. I), di più mani (voi. II) ; con grandi lettere iniziali a colori, e con sigle e citazioni scritte in rosso nei margini.
Nel voi. II sono varie note che indicano la provenienza di questo cod. dall'Abbazia di Septfons in diocesi d'Autun. A e. 1 e 224, (sec. XIII, in rosso): « Liber Sancte Marie Sancti Loci, qui et Septem Fontium dicitur ». « Liber Sancte Marie Septem Fon- tium, qui et Sanctus Locus ». A e. 1, marg. infer., è un ricordo del sec. XV, di mano francese, ed. Delisle, Mss. Libri Laur., p. 37, che termina: « Pertinet abbatie beate Marie Sancti Loci, alias Septem- fontium, eduensis diocesis ». A e. 224' è una preghiera a Dio, in francese, « eschrist par moy frère Guillaume Myrandeaud le jour et feste de sainct Bernar le xx jour de aut mil cinq cens soixante huictz >. — I due voli, sono contrassegnati coi nn. moderni 10 e H.
Legatura moderna in pelle verde scura con impressioni a oi*o.
I. Papia, Dizionario latino.
1. Proemio. « Fili uterque karissime debui si potuissem || et ce- terorum quos supersedemus aimo {sic), Plato, Fulgentius » (I, ce. 1 — 1').
2. Lettere A — O. « A gentibus ideo prior est literarum || OzoH populi dicti a putor ...*». Seguono otto vocaboli dimenticati ai propri luoghi: « Anser || Cizici ». Le definizioni di questi e
Laur. Asiih. — I. .3
"ASHB. 19-20 — 34 —
dei precedenti vocaboli « Oxifabus |1 Ozoli », compresi nella e. 138 mutila, sono frammentarie (I, ce. 2 — 138).
3. Lettere P — Z. « P littera cum h prius positum [] Zozia, signa » (II, ce. 1 — 157').
4. Commiato. « Infinitas benedictionis gratias || per tnfìnita se- cala. Amen. — Ergo mente pia, Pro me rogitate Papia » (II, ce. 157' — 158).
II. Trattato grammaticale, in 40 capitoli. — Proemio. « Petistis a me karissimi ex arte grammatica vobis competentes regulas dari |] ut ad vestri desiderii profectum pervenire valeatis. » — « (i) De voce. Vox est aeris tenuissimi ad linguam percussio [[ (xl) De coniunetione. Coniunctio est pars orationis coniunctiva aliarum partium quibus consignificat ec. Sibi quoque ipsi pre- ponuntur, ut ast autem tenui {l. tenus) et atque equidem et nam namque » (II, ce. 158 — 224').
A e. 224' è un indice dei capitoli (sec. XV) incompleto per essere la carta tagliata da piedi.
20 (66. — 23). Canoni dei Concili Aquisgranense e Lateranense.
Membran,, sec. XII. m. 0,278 X 0,178, di carte 109. Scrittura minuscola italiana.
Cfr. Delisle, Mss. Libri Laur.^ p. 37.
Legatura in cartapecora. Servono di guardia al cod. 4 carte d'un cod. di filosofìa morale del sec. XV.
I. Canoni del Concilio d'Aquisgrana, an. 816, relativi all'istituzione
dei canonici regolari. — Capitala (ce. 1 — 3). — Prologus. « Cum in nomine sanctae et individuae trinitatis christianissimus ac gloriosissimus Ludovicus superno munere victor augustus anno incarnationis domini nostri lesu Christi octingentesimo xvi", in- dictione x*, anno siquidem imperii sui in°, Aquisgrani palatio generalem sanctumque convocasset conventum [J atque eius tha- lamum ingredi mereantur » (ce. 3 — 5). — « i. Ysidori de ton- sura clericorum. Tonsurae ecclesiasticae usus |) cxlvi. Incipit regula formatarum. Greca elementa litterarum ee. secundum greca elementa significant: AMHN » (ce. 5 — 105).
II. Rituale per gli uffici settimanali, ed Orazioni varie (ce. 105' — 108).
III. Canoni del Concilio generale Lateranense II, an. 1139. « In no-
mine domini. Celebrata est sinodus ab papa Innocentio in aec- clesia lateranensi ec. Anno dominicae incarnationis M. C. xxx.
— 35 — ' AsHB. 20-21
et fiovem in mense aprelis, tempore piissimi Romanorum regis Corradi. Statuimus ut si quis simoniacus [| Archidiaconi vero decani vel prepositi ec, si inobedientes ordinari contempserint, honore suscepto priventur » (ce. 108 — 109').
21 (68. — 24). Excerpta Tarla. Estratti della Historia Regiim Britanniae.
Membran., sec. XII — XIII, m. 0,145 X 0,102, di carte 28. Cfr. Delisle, il/ss. Libri Laur., p. 37. Legatura moderna in pelle verde.
I. Estratti e frammenti vari dalla Bibbia, dai filosofi antichi e dai
padri (ce. 1 — 7; 12' —19; 27 — 28: vedi anche il n. III).
Ogni pagina contiene uno o più paragrafi di argomento va- rio. — A e. 2, esposizione del versetto : « Panem nostrum co- tidianum da nobis hodie ». — A ce. 5 — 5', estratti di S. Ago- stino. — A. e. 7, Epitaphium philosophi (ed. Delisle, loc. cit). — A e. 14', formula di lettera col titolo: Sacerdos arehìdiaeo (1. archidiacono) exeusans se. — A e. 18 — 19, esposizione del salmo 132. « Ecce quam bonum ee. Sic adgratulatur, dilectis- simi, David propheta fraternitati vestre et conventus vestros quos per spiri tum de longinguo previdebat \\ Que ergo conso- latio'? Quod superius diximus: Ecce quam bonum ». — Principio e fine del cod. « Tribus modis impletur omne peccatum, videlicet, sugestione delectatione consensu ]] Exemplum nobis reliquid ut in bonis operibus que aguntur .... iactantie et laudem humani favoris ... ».
II. Proverbi e Sentenze disposte per ordine alfabetico. Sono 74, com-
prese 4 aggiunte nei margini inferiori delle ce. 7' — 8. « Amor extorqueri non potest sed delabi pò test [] Vitutem (/. Virtù tem) cuius progressum ne {sic) exitum eius finem desperes » (ce. 7' — 9).
ni. Estratti del libro De differentiis rerum, di S. Isidoro. « Inter homi- nem et pecus ista discretio |] Inter sapienciam et eloquenciam ec. idest omnium rerum humanarum atque divinarum scienciam » (Cfr. Migne, Lxxm, 77 — 93). (ce. 9 — 12').
rV. Estratti della Historia Regum Britanniae, di Goffredo di Mon- MOUTH. (Cfr. l'ediz. San-Marte, Halle, 1854). 1. « Hengistus, Domine mi rex concede mihi servo tuo II cuius
ASHB. 21-22 * _ 36 —
venenum ipsos multis diebus affecerat », (Ed. cit. 'lib. VI, cap. XI — xm, pp. 83 — 85). (ce. 19' — 20).
2. « (A)derat ibi comes Claudiocestrie || existimantes numen esse in ilio » (VI, XVI — xix, pp. 88 — 91). (ce. 20' — 22).
3. « Interea nuntiatur Arturo quemdam mire magnitudinis gigan- tem II illos elaboravimus opprimere » (X, iii — vii, pp. 140 — 148). (ce. 22' — 26').
In ispazi bianchi a pie delle ce. 20, 21, 22, e nel marg. esterno della e. 23', sono vari « excerpta », simili a quelli registrati sotto il n. I.
22 (70. — 25). S. Prospero d'Aquitania, Epigrammi.
Membran., sec. IX fine, m. 0,220 X O^l^l, di carte 14, mal cu- cite, e da riordinarsi in questo modo : 1, 9 — 14, 2 — 8 ; segnate secondo l'attuale disposizione nel marg. inf. ; secondo l'ordine cor- retto nel marg. super. Manca una carta tra le ce. 2 (8) e 3 (9) : le ce. 1, 2 (8), 8 (14) sono leggermente danneggiate nei margini con mutilazione di qualche parola.
Cfr. Delisle, Mss. Libri Laur., p. 38.
Incipiunt ep[igrammata pros]peri viri eruditissimi agustini de
F .... A.
Proemio. « Dum sacris mentem » (e. 1).
Epigrammi, preceduti dagli argomenti tolti dalle sentenze di S. Ago- stino. — (i) De vera innocentia \\ (xxvii) De prejiciendo, sino al V. 3 « Semper enim sanctis super, est quo crescere possint* » (ce. 1 — 1', 9 — 14', 2 — 2'). — Lacuna da Ep. xxvii, v. 2 a XXX, 1. — Seguitano gli Epigrammi : (xxx. De custodia Dei), v. 2 « *Ut nullo attingi vulnero possit homo » || (l). De morte mala, fino al V. 5. « [Non] quo absumentur lacrimae cunctique la- bores*» (ce. 3 — 8'). — Cfr. Migne, li, 498 — 513.
Nella presente disposizione delle carte l'ultimo verso del cod. (e. 14') è «Sanctus enim sanctos fac et de lumine lumen » (Ep. XXII, V. 5. Migne, ivi, 505).
Postille interlineari in massima parte conteiqjporanee, o quasi, alla scrittura del codice.
ÀSHB. 23
23 (71. — 26). Miscellanea ecclesiastica.
Membran., sec, IX, m. 0,213 X 0> 141, di carte 14. Il cod. è frammentaxio ; la disposizione delle carte è erronea e deve rior- dinarsi in questo modo: 1, 3 — 5, 7, 9, 10, 8, 2, 11, 6, 12 — 14 (vedi la numeraz. riordinata nel marg. super.): la e. 7 è mutila con danno del testo. Segnature: a e. 11', QR. i: a e. 12', viiij di due mani diverse. Scrittura minuscola carolina.
Cfr. Delisle, Mss. Libri Laur., p. 38.
Legatura moderna in pelle rossa scura.
I. Omelia sui versetti u, 1, 2 degli Atti degli Apostoli. — Sequencia de libro Actuum apostolorum. (Nel marg. super., di mano francese del sec. XV: Incipit sentencia de libro Actuum apostolorum). < In temporibus illis, dum conplerentur dies pentecostes ee. Itera Moyses inclitus vates legislator et nuncius veritatis, ne lega- tionem ad populum fungeretur, veniam a domino postulabat, excusans videlicet offensantis lingue tarditatem ee., nec tameiv potuit excusare, quod dominus imperabat. Ita et ego, sanctis- simi fratres, quia sum imperitus in verbis et rustico agrestique sermone de tanta rerum magnitudine sufficienter dicere nichil póssum [I ut in omnibus ecclesia dei perfecta uius {sic) spiritus protectione servetur. Per dominum nostrum lesum Christum ». — Segue un ritmo di sei linee di scrittura con neumi. « Ave virgo praeelecta |1 Gloria genitori genitoque et amborum spiritui sancto j> (ce. 1, 3 — 5').
n. Frammento di un Trattato od Orazione, dove si discorre della natura dell'anima umana, e della creazione dell'uomo ad ima- gine di Dio. « * ... ad imaginem et similitudinem nostram. Et fecit deus hominem ad imaginem dei |] Spiritus enim inestima- bilis inconprehensibilis et inenarrabilis ubique totus et unus est. Quantum et humana* » (ce. 7, 9, 10, 8, 2, 11).
III. Frammento. « *Mortuos excilat: vita est enim 1| set quia iam
magestatis et virtitibus (/. virtutibus) breviter festinantes* » (e. 6). — A e. 6' è un ritmo con neumi. « Ecce vere israhelita in quo dolum non est [| Gloria patri et filio et spiritui sancto. »
IV. Frammenti di un Glossario di voci bibliche.
1. « * dicuntur. Umbra vero, scia ; et ideo scene vel scenomata quasi umbracula sonat I| Pellicentes, pellices, idest meretrices, sumpto vocabulo a pollutione vel formositate suae pellis qua incautis inliei*» (e. 12 — 12').
AsHB. 23-24 — 38 —
2. « * tritura. Oppansum, idest velum extensum, quod ubique pan- ^itur II In clibano, idest in camino. Torres, asses. Farris* » (e. 13 — 13').
3, «*lo inveni requiem, et oc est meum refrigerium || Est autem in cuntis urbibus et maxime in Egipto Alexandri idolatrie vetus * » (e. 14 — 14').
A e. 12' sono queste citazioni: In epìstola laeohi apostoli^ In Petri apostoli. In eiusdem secunda. A e. 13': In Lenitico ^
24 (72. — 27). Miscellanea Agostiniana.
Membran., sec. XI, m. 0,193 X 0,135, di carte 30, mutilo in fine. Le ce. 20 — 23 sono leggermente danneggiate nel marg. super., con mutilazione di qualche parola nella e. 22. Scrittura di due mani: 1% nn. I — III ; 2% n. iv. A ce. 1 e 2 ', due grandi iniziali arabescate a colori.
A e. 30', marg. inf., è la segnatura « Ste. Bouron (?) », di mano francese del sec. XV.
Legatura moderna in pelle verde scura.
I. Regula Saneti Augustini. — Prologo. « Ante omnia fratres karis-
simi diligatur deus, deinde proximus || non parva erit laeticia de vestra salute » (ce. 1 — 2'). — Haec sunt quae obseroetis pre- eipimus in monasterio contitutis (sic). « Primum propter quod in uno estis congregati || in temptatione non inducatur. Amen » (ce. 2' — 11).
II. Augustini, de vita et moribus clerieoruni. Sermoni due.
1. « Propter quod volui et rogavi hesterno die 1| in verbo dei ser- viant vobis. Amen » (ce. 11 — 18').
2. Item sermo seeundus, de vita et moribus clerieorum. « Karitati vestrae hodie de nobis ipsis sermo reddendus est || vobiscum ibi regnemus » (ce. 18' — 28').
III. Ut in congregandis canonicis m.odus discretionis sit tenendus. « Ca-
vendum summopere prepositis aecclesiarum est || causa avari- ciae abiciant » (ce. 28' — 29).
IV. Estratti.
1. « Utrum sub figura an sub veritate hoc misticum calicis sa- cramentum fiat [| Invisibilis enim sacerdos visibiles creaturas in substantiam suae carnis secreta potestate convertit » (e. 29').
2. « * . . . Quisquis per pecuniam ordinatur ad hoc ut fiat hereticus promovetur [| Item in Registro. Scriptum est vota iustorum pla- cabilia. Ncque enim in omnipotentis dei iudicio * » (ce. 30 — 30' ).
— 39 — AsHB. 25-26
25 (76. — 28). Ovidio, Fasti.
Membran., sec. XII fine, m. 0,245 X 0,120, di carte 62. Quadd. otto : il primo di 10, gli altri di 8 carte, ma dell'ultimo sono state tagliate le quattro ultime carte, forse rimaste bianche; i quadd. il, VI, vili non hanno segnatura. Linee di scrittura, 40 per pagina (quadd. i — vii), 41 (quad. vili). Scrittura minuscola semiangolosa.
Il Libri acquistò questo codice e il seguente in Firenze nel 1842 (Delisle, Mss. Libri Laur., p. 16).
Legatura moderna in cartoni con dorso di pelle.
OviDius, de Fastis. — Lib. I. (ce. 1 — 10). II. (ce. 10 — 20'). III. (ce. 20' — 31'). IV. (ce. 20' — 43'). V. (ce. 43' — 52'). VI. (ce. 52' — 62'). — I libri non hanno numero ordinale né titolo: per semplice distinzione tra l'uno e l'altro è una riga bianca, e uno spazio laterale per la grande iniziale colorata, che manca in tutti, fuorché nel primo.
Nella prima metà del cod. sono molte annotazioni marginali e interlineari di più mani e tempi : le più recenti, forse, del sec. XV. ■i -
26 (77. — 29). Prisciano Maggiore.
Membran., sec. XII, m. 0,280 X 0,183, di carte 215 (numerate nel sec. XVI), di linee scritte 34 per pagina. Quadd. ventisette, di otto carte ciascuno, colla segnatura nell'ultima pagina : la prima carta del quad. i, non numerata, è recisa : l'ottava del quad. xxvii (e. 215) è bianca. Il cod. è smarginato con mutilazione di parecchie postille. Scrittura minuscola italiana semiangolosa, di una sola mano. A e. 61', in fine del libro V, e a e. 180, in fine del libro XII, sono copiate queste due antiche sottoscrizioni: « Scripsi ego Theodorus Dionisii viri disertissimi memorialis sacri scrinii epistolarum et adiutor questoris v. M. psallensis urbae Roma Constantinopoli 11- bros. V. ce. consule ». «Theodorus memorabilis ss. epistolarum et adiutor questoris scripsi manu mea urbe Roma Constantinopoli nonis februariis. Mavortio consule. »
A e. 214 sono alcune note abrase e macchiate, delle quali sono appena leggibili, e con molta incertezza, questi frammenti: « Liber .... arrigi (?)... »
Legatura in cartoni con dorso di pelle; simile a quella del codice precedente.
« luliano consuli ac patricio Prìscianus salutem. Cum omnis elo-
quentiae {[ locis inveniri » (ce. 1 — 1'). Indice dei libri dell'opera. « Primus liber continet de voce et eius spe-
ciebus il Septimus decimus et oetavusdeeimus de constructione
ASHB. 26 — 40 —
sive ordinatione partium orationis inter se. » (Quest'ultimi due libri, che costituiscono il cosiddetto Priscianus Minor, non sono compresi nel cod.) (ce. 1' — 2).
I. Incipit Ars Prisciani gramatiei cesariensis doctoris urbis Romae
constantinopolitanae. « De voce et eius speciebus. Philosophi di- finiunt vocem || per p. non per b. dicere et scribere » (ce. 2 — 15).
II. « Secundus de sillaba ec. Sillaba est comprehensio litterarum [j
nunc de comparativo videamus » (ce. 15 — 28').
III. « Comparativum est quod cum positivi intellectu |j hic betaceus
malvaceus » (ce. 28' — 37').
IV. « Denominativum appellatur a voce primitivi [| municipium muni-
ceps» (ce. 37' — 46).
V. « Quoniam de speciebus || video te lumine, idest per lumen »
(ce. 37' — 61').
VI. « Breviter regulas tibi me iussisti luliane || impotens discordis »
(ce. 61' — 83').
VII. « De terminalibus litteris nominum. Terminales sunt nominum
litterae |] deficiunt apud plerosque » (ce. 83' — 106').
VIII. « De accidentibus verbo. Verbum est pars orationis [] similiter EXARION ec. (Non riferiamo gli altri vocaboli greci che se- guono, perchè oltre all'essere generalmente errati, n' è anche difficile la riproduzione esatta, cosi per la forma incerta di varie lettere (p, es. A A A), come per la incerta ed arbitraria distin- zione delle parole. — Cfr. Grammatici latini, ed. Keil, n, 451). (ce. 106' — 133).
IX. « De motione verborum. Dictionum aliae sunt \\ in, sum, nevi,
netum» (ce, 133 — 146').
X. « De preterito et supino iif coniugationis. In io, a antecedente |1
ut ostendimus confirmatur » (ce, 146' — 162'),
XI. « De participio. Qui tercio loco participium posuerunt || caligantes
prò caligatas dixit » (ce. 162' — 172'),
XII. « De pronomine. Pronomen est pars orationis [[ dieimus enim
suus illius et suus illorum » (ce, 172' — 180).
XIII. «Casus quoque accidit |1 caret vocativo» (ce. 180 — 188').
XIV. « Incipit de prepositione. Quoniam de omnibus ut potui deeli- nabilibus [] accipi supra doeuimus » (ce. 188' — 201).
XV. « De adverbio. Adverbium est pars orationis || heu, eu, hoe, oth et his similia » (ce. 201 — 210').
XVI. « De coniunctione. Coniunctio est pars orationis [| Siderea po- lus » (ce. 210' — 214).
Il cod. ha postille interlineari e marginali di più mani, e, nella e. 214', vari appunti grammaticali.
41 — AsHB. 27
27 (79. — 30). Cousuetudines per anni cìrculum.
Membran., sec. IX, m. 0,215 X 0,142, di carte 8. Scrittura mi- nuscola carolina.
Legatura moderna in pelle azzurra scura.
Incipiunt consuetudines per anni {eir)culuni tenende que sunt in mo- nasterio.
I. < Ab idibus septimbris {sic) usque in capud quadragesime bora
nona reficiant fratres [[ statini sonetur nonam, qua finita, per- gant congregatum ad mensam et bibant > (ce. 1 — 2).
II. Alia. « A kalendis octobris usque ad kalendas novembris exeuntes
a matutino dormitum pergant more solito [| silentium per totum diem sumum observamus » (ce. 2 — 2').
III. Alium. « A kalendis vero novembris incipimus canenere (sic) ante
nocturnos psalmos |1 et post nonam non bibimus » (ce. 2' — 3).
IV. Alium. « A septuagesima vespere incipimus agere officium prò
defunctis [] Si tamen defunctus aliquis ex fratribus fuerit, " De profundis " dimittimus, et " Vocem meam " buie addendo ca- nimus » (ce. 3 — 3'). V.' Alia. « A quadragesima incipimus caelebrare missam ad vespe- rum Il et ad beneficia reeolenda quibus nos instaurare dignatus est tribue venire gaudentes » (ce. 3' — 4).
VI. Alia. « Dominica in ramis palmarum dormitum pergimus || Et
tunc sonetur omnes tabulas, et inchoent vesperum» (ec. 4 — 5').
VII. Alia. « In oetabas pasche sive penteeosten vel natalis domini
non canimus alios psalmos U ad missam sabbatis quatuor tem- porum » (ce. 5' — 6). Vin. Alia. « Sepulto frater (in rasura) qui professionem fecit, inci- pimus canere septem psalmos speciales |] et in claustram per- gimus » (ce. 6' — 7).
IX. Ordo. « Sabbato de atventum domini ad vesperum dimittimus
antiphonam de cruce 1| In officiis vero dicimus usque in para- scheven » (e. 7).
X. Ordo. <r In cena domini canimus " Ad dominum cum tribularet " [[
In sancii Pauli epistula "' Notum vobis facio evangelium " usque "Ecce coram deo, quia non mentior " » (ec. 7 — 7').
XI. « In septuagesima dicimus antiphona super psalmos ad vesperam ||
dimittere incipimus " Omnipotens sempiterne deus qui vivorum dominaris " » (ec. 7' — 8).
AsHB. 27-29 — 42 —
XII. « Idus septembris. Inchoentur ieiunii |] deinde accedant a col- lactione » (ce. 8 — 8' ).
XIII. « In exaltatione sanctae crucis ad vesperum. Capitulum " Michi autem aubsit {l. absit) " H in nocte et in die ad missam idipsum. At terciam si(nt) omnes fratres revestiti in albis. Qua finita sint duo levite* » (e. 8').
38 (81. — 31). S. Agostino, De decem chordis.
Membran., sec. IX, m. 0,223 X 0,157, di carte 23, di linee scritte 19 per pagina: le ce. 9, 11 — 14, sono lacere nello spigolo superiore, con mutilazione di qualche parola, salvo che nella e. 11 : le ce. 4 e 7 hanno il margine inferiore tagliato. Scrittura minuscola carolina.
A e. 24': « Iste liber est ven ... » : il resto è abraso. Nella stessa pagina sono varie prove di penna, tra le quali il nome « Ademarus » in rosso, (sec. XII). — Cfr. Delisle, Mss. Libri Laur., pp. 38 — 39.
Legatura moderna in assi con dorso di pelle.
Sermo Sancii Agustini, de decem chordis. « Dominus et deus noster misericors et miserator longanimis et multum misericors et verax || erit ergo illud sabbatum sabbatorum: quod hic deside- ramus, ibi inveniamus. Amen. »
29 (82. — 32). Miscellanea ecclesiastica. Canoni penitenziali.
Membran., sec. IX, m. 0,192X0,135, di carte 72: tra le ce. 29 e 30 n' è inserita una del sec. XV, che abbiamo numerata 29*. Quadd. VI — xiv, di otto carte ciascuno: dei quali rimangono le segnature originali vi — x, xii. Un'antica numerazione di carte (sec. XVI?), fatta quando il cod. era intero, è stata accuratamente raschiata : ma a e. 18 s' intravede assai distintamente l' antico 123 : onde si deduce che il presente frammento comincia dall'antica e. 106. Scrittura minuscola con titoli in onciale.
A e. 72, è questa segnatura, in caratteri che hanno apparenza di antico: « Sancte Instine de Padua ». — Il Delisle, Mss. Libri Laiir., p. 40, mette in chiaro che i quadd. di questo cod. fanno séguito, senza interruzione, ai quadd. i — v del ms. 94 (parte ii, ce. 63 — 105) della Biblioteca d'Orléans, coi quali formavano unsol corpo. (Vedi anche Delisle, Notice sur plusieurs Mss. de la Biblioth, d'Orléans, Paris 1883, pp. 10 --13).
Legatura moderna in assi con dorso di pelle.
I. Opuscoli sopra la messa.
1. Ultime pagine di un'esposizione della messa, dal Pater noster all' Ite missa est. « Pater noster qui es in caelis unigenitus patri coaeternus |1 Et post missam finitam dicit diaconus ad populum
— 43 — AsHB. 29
" Ite missa est " ee. et omnes respondeant " Deo gratias " » (ce. 1 — 5').
2. De ordine missae et oratìonibus, quae in ea eontinentur. « In libro officiorum Ysidori, capi, xv: Ordo autem missae vel ora- tionum [| Quia sedes constantinopolitana prima se omnium ec- clesiarum scribebat » (ce. 5' — H').
3. Incipit Expositio de Iniroitum ad missa. Expositio Collecta ad missam. De Epistola. De Responso. De Alleluia. De Evan- gelio. Sono brevi definizioni dei detti vocaboli (ce. 11' — 12).
II. De duodecim saerifieiis. « Duodecim sacrificiis veteris testamenti || per oleum fomenta carnis intelliguntur » (ce. 12 — 12').
ni. De decim precaepta legis. « De decim praecaepta legis in prima tabula 11 Decimum " Non concupiscis rem proximi tui " mundi cupiditatem » (ce. 12' — 13).
IV. Pro quibus virtutibus cantatur omnis cursus. Seguono quest'altre
suddivisioni: De pullorum cantu. De matutinis. De prima. De tertia. De sexta. De nona. De Desperum. De duodecima. Item, de ora matutina. De ora tertia. De ora nona. « Pro qualibus vir- tutes cantatur omnis cursus in ecclesia dei. Primum nocturnus || Hora nona portae inferni fracte sunt, et liberatus est Adam » (ce. 13 — 16).
V. De septem gradus. « Hic sunt septem gradus in quibus Christus
adfuit. Hostiarius, quando in tempio || Episcopus fuit quando accepit panem et benedixit, dedit discipulis suis et elevatis manibus benedixit eos, et post resurrectionem suam a Montem Oliveti et ferebatur in caelum » (ce. 16 — 16'). "VI. Canoni penitenziali. (Cfr. Wasserschleben, Die Bussordnungen der abendl. Kirche, Halle 1851).
1. « De penitentibus in libro canonum instituta ecelese (sic) anti- qua. Ut sacerdos penitentiam 1| Basilius iudicacit. Mulieres men- struo ec. post partum idest xl diebus » (ce. 17 — 54'). — E la Colleciio antiqua canonum poenitentialium, edita da Martène e Durand, in Thesaur. noe. anecd. to. iv. (Wasserschleben, Poe- nitentiale Martenianum cap, i — lxxvii, pp. 282 — 300).
2. Incipit de dioersis malis e De modis paenitentiae. « Diversarum culparum |1 in corpore quiescere videtur » (ce. 54' — 60). (Was- serschl., Poenitentiale Remense, cap. i — ii, pp. 498 — 500).
3. Incipit excarsum de canones catholieorum patrum vel paeni- tentiae ad remedium animarum domni Egberti episcopi Ebura civitatis. « Institutia (sic) illa sancta || ut alii timorem habeant » (ce. 60 — 62'), (Wasserschl,, Poenitentiale Egberti, Prologus, pp. 231 — 233).
AsnB. 29-30 — 44 —
4. De modis paenìtentiae. « De remediis peccatorum |1 in examine discreti debent pendere iudicis » (ce. 62' — 63). (Wasserschl., Pseudo-Beda, Prologus, pp. 248 — 249).
5. In Chrìsti nomine. Incipiunt Ordo ad dandara paenitentiam secundum seniorum patruni traditionem. Qualiter confessiones uniuscuiusque sacerdos suscipi debeat. « Oportet euni exhortare verbum salutis || Et dicitur ei capitulum " Dominus custodite {sie) ab omni malo " et reliqua; et relinques eum » (ce. 63' — 64').
6. Incipit iudicium penitentiae. « i. Si quis clericus vel laicus homicidium fecerit, x annus (si'e) peniteat [] lxiiii. Quaecumquae mulier .... disperdit aut filius negavit. . . * » (ce. 65 — 72').
A e. 16' — 17, in ispazi rimasti bianchi e nei margini, è scritto di mano del sec. X o XI un prognostico desunto dai toni: « Vox tonitrui ab oriente mortem regis vel bellum ostendit ee. ». — A e. 63, della stessa mano, altro prognostico desunto dal primo giorno dell'anno: « Kl. ianuaris si fuerit in die domico {sic) cohiens bonus erit, hibernus ventossus, estus sicca ec. ». — La e. 29* contiene il frammento estremo di un Penitenziale del sec. XV. «*vel tribus payjperibus: alii totum psalterium |] XXX misse xij raenses possunt redimere, s[i vojlunt confessores, cum lacrimis. Explicit ».
30 (83. — 33). De conflictu vitiorum et virtutum.
Membran., sec. IX, m. 0,195 X 0,145, di carte 68, di linee scritte 14 per pagina, con larghi margini. Quadd. li — vini, con quattro carte del x. Pareccliie carte sono lacere o mutilate nei margini, poi malamente restaurate. Minuscola carolina elegante a tratti ampi, con titoli in onciale.
Cfr. Delisle, Mss. Libri Laur.^ pp. 40 — 42, con tre tavole elio- tipiche.
Legatura in assi con dorso di cuoio.
De conflictu viciorum et virtutum. (Questo titolo è scritto di mano del sec. XII nel marg. super, della e. 1). Mutilo in principio e in fine. — «*superiorem adtende. Humilitas respondet. Me- mento quia pulvis es |1 Sed nec bis contentus ad alia convertitur argumenta, dum quibusdam in somnis saepius*» (Migne, xl, 1093 — 1103 ; cap. ii — xxvi).
Altre scritture aggiunte nei margini (sec. XI).
1. Lamento sull'uccisione di Guglielmo duca di Normandia, an. 943. « Lasis fìbris resonante plectro || ut com eo esse possis sine fine. Amen » (ce. 21' — 22'). — L. Delisle, loc. cit., ne esibisce il testo in eliotipia, aggiuntavi una notizia letteraria. Fu già pubblicato
— 45 — AsHB. 30-31
da J. Lair e G. Paris, in Biblioth. de l' Ecole des Charles, xxxr, 389, secondo un altro codice del sec. XI, dal quale questo secondo esemplare, ora conosciuto, è affatto indipendente.
2. Inno alla Vergine. « Maria mater domini | eterni patri filii | fer open nobis omnibus | ad te confugientibus || [Deus] et omo nàcitur {sié) | unus excritus {sie) filius ! lesus redentor omnium | salvator atque gentium » (ce. 23^-23').
3. Note computistiche (ce. 26' e 27'), quasi affatto abrase nella prima delle dette due pagine.
31 (89. — 34). I Quattro Vangeli.
Membran., sec. XI, m. 0,258 X0>180, di carte 186; di linee scritte 31 e 30 per pagina. Quadd. 23, segnati da A a Z (le segnature sono in parte estinte), tutti di otto carte, eccetto B eh' è di 6, G di 10, M di 7, R di 10, e a Z è aggiunta una carta che doveva far parte d'un quaderno complementare. Scrittura minuscola con titoli in onciale scritti di rosso e con alcune grandi iniziali a colori. In margine sono notate le concordanze.
A e. 1, marg. super., è questa scritta (sec. XYII?): « Di S. Gir."" D. Pistoia. » — Cfr. Delisle, Mss. Libri Laur., p. 42.
Legatura in assi con dorso di pelle.
I. Opuscoli precedenti i Vangeli.
1. Epystola Hieronimi presbiteri ad Daniasura papam urbis Romae. « Beatissimo papae Damaso Hieronimus. Novum opus » (ce. 1 — 2').
2. Prologus quattuor Evangeliorum. « Plures fuisse qui evangelia » (ce. 2'— 4').
3. « EusEBius Carpiano fratri in domino salutem. Ammonius qui- dem Alexandrinus. » (Sui canoni delle concordanze) (ce. 4' — 5').
4. « Hieronimus Damaso papae. Sciendum etiam ne quis ignarum. » (Sul medesimo argomento) (e. 5').
II. I Quattro Vangeli.
1. Argumentum secundum Matheum. « Matheus ex Judaea [| non tacere » (e. 6 — 6'). — Breciarium eiusdem. i. Natio itas Christi. Magi cum muneribus ec. jj xxviii. Passio lesu et sepultura et resurrectio eius; itemque -mandata et doctrina eius de baptismo (ce. 6' — 8'). — Canoni delle concordanze (scritti tra colonne va- riamente dipinte e sormontate da archi). Sono dieci, com' è detto nelle lettere di Eusebio e di Girolamo ; ma il decimo, nel quale « propria singulorum tantummodo continentur » (S. Girolamo), si limita alle citazioni speciali del solo Matteo (ce. 9 — 14'). — Evangelium secundum Matheum (ce. 15 — 55').
2. Argumentum secundum Marcum. « Marcus evangelista dei et ^ Petri in baptismate filius |1 Qui autem incrementum prestat deus
ASHB. 31-32 _ 46 —
est » (e. 56 — 56'). — Eleneus eiusdem. i. De lolianne baptista et victu et habìtu eìus ec. || xiii. Prìneipes ìnterrogant lesuin et condempnant ewn ec. Et ascensio eìus in caelis (ce. 56' — 58: la e. 58' è bianca). — Eoangelium seeundum Marcum (ce. 59 — 85').
3. Argumentwn seeundum Lucam. « Lucas Syrus Antiochensis arte medicus 1] fastidientibus prodesse» (ce. 86 — :87). — Elenchus eiusdem evangelii. i. Zacharìas viso angelo, quia non eredidit, obmutuit ec. [] xxi. Nuntiant m,ulieres angelorum visionem ec. laudantes deum in tempio (ce. 87 — 91: la e. 91' è bianca). — Segue il Vangelo di S. Luca senza titolo (ce. 92 — 137).
4. Argumentum in eoangelium seeundum lohannem. « Hic est Johan- nes evangelista [] magisterii doctrina servetur » (ce. 137' — 138). — Breves seeundum, lohannem. i. Pharisaeorum levitae Ìnter- rogant lohannem ec. || xiiii. Passio lesu et sepultura et resurrectio eius (ce. 138 — 139: la e. 139' è bianca). — Ecangelium seeundum loHANNEM (ce. 140 — 172'),
III. Capitulare evangeliorum anni circuii, « In natale domini, ad San- ctam Mariam Maiorem, Evangelium seeundum Lucam, cap. ni " In ilio tempore. Exiit edietum a Caesare augusto " usque " Pax hominibus bone voluntatis " {in rasura) \\ Die suprascripta na- talis S. Felicitatis {23 novembre) Evangelium seeundum Ma- theum, cap. cxxx " In ilio tempore. Loquente lesu ad turbas " usque "Et mater est"*» (ce. 172' — 186').
33 (93. — 35). Bibbia latina.
Membran., sec. XI, m. 0,545 X 0,350, di carte 362; a due colonne per pagina. Il testo è lacunoso in più luoghi per mancanza di carte tra le 56 — 57, 63—64, 69 — 70, 137 — 138, 138 — 1^9, 265—266, 305—306, e per recisione parziale delle ce. 139 e 275. Parecchie altre carte sono smarginate, ma senza danno del testo. Scrittura minuscola rotonda con titoli e prime linee in lettere capitali e onciali. A capo dei singoli libri sono grandi e belle lettere iniziali di fantasia, va- riamente colorate e fregiate ; e possono distinguersene due cate- gorie: la prima, di quelle i cui fregi consistono in disegni d'ornato e fogliami ; l'altra di quelle, che hanno figure di uomini o di pesci o di rettili o altre figure fantastiche, tutte rappresentate con molta vivacità di disegno e di colorito.
Sul retto della e. 1 sono varie prove di penna (sec. XIV), tra le quali notiamo questi nomi di luoghi : « Sangiminiano » più volte ripetuto; e « . . . Piovano da veli . • . (d'Avellana?). »
Legatura moderna in pelle azzurra scura.
Precedono :
1. Ep\istola'\ sancti Ieronimi presbiteri ad Paulinum episcopum, de omnibus dioinae historìae libris. (Questo titolo, in grandi let-
— 47 — AsHB. 32
tere capitali rosse e nere a larghi spazi, occupa tutta la prima pagina). « Frater Ambrosius » (ce. 1 — 4'). 2. Prefatio sancii Ieronimi presbiteri innistoria (sic) Peniaikeucum Mot/si. « Desiderii mei » (ce. 4' — 5).
I. Capitala libri Genesis. i. De lucis exordio et divisione tenebrarum
a luce et die prima || xlvi. De obitu lacob et sepultura eius in Ebron, et de morte Joseph (e. 5 — 5'). — Liber Bresith idest Genesis (e. 5' — 26).
II. Capitala libri Exodi. i. De infantibus kebreorum quos precepit
Pharao in flamine proicere || CLni. Consummato tabernaculo te- xerunt nubes taberndculum et maiestas domini implevit illud (ce. 26 — 27). — Liber Hellesmoth idest Exodus (ce. 27 — 43'). in. Capitala libri Levitici, i. De decem generibus oblationum, absque fermento et melle solo admiscendis sale \\ xvi. De diversis votorum pretio redimendorum statutis (e. 44). — Vaiecra idest Leviticus (ce. 44 — 55).
IV. Capitala libri Numeri, i. De cognitio duodeeim. tribuum faeta a
Moysen ec. j] lxxii. De filiabus Salphath iubetur ut sint in tribù plebis Patrissin (ce. 55 — 56). — Liber Numeri (ce. 56 — 69'). — Lacuna tra ce. 56' e 57, da « Phegiehl filius » a « ut por- tent cortinas » (ii, 27 — iv, 25); e tra ce. 63' e 64, da « domine deus exaudi » a « Balaham venire nobiscum » (xx, 6 — xxn, 14).
V. Liber Elleabdabarim idest Deuteronomium (ce, 69' — 82'). — Lacuna
tra ce. 69' e 70, da «et humiliora» a «obviam nobis» (i, 7 — n, 32).
VI. Prefatio sancti Ieronimi presbiteri in libro losuae bennun {ben Nurì).
« Tandem finito » (e. 82'). — Capitala, i. Promittit deus losuae dicens ec. || xxxiii. Unde natus sit Abraham vel ubi perductus: idem congregatis cum pacto obtestationis alloquitur eos losuae (ce. 82' — 83). — {Liber losue ben Nun) (ce. 83—92).
VII. Capitala libri ludicum. i. ludas eligitur dux belli [| xviiii. Vir levitas cui contigli nephas (e. 92). — Liber Sophym idest ludi- cum (ce. 92 — 101').
Vm. Liber Ruth (ce. 101' — 103).
IX. Prefatio sancti Ieronimi presbiteri in libro Proverbiorum Salo-
monis. « Cromatio et Heliodoro episcopis leronimus. lungat epistola » (e. 103). — Capitala, i. De parabolis Salomonis \\ LViiii. Reiributio de fruciibus manuum et laus ex operibus. (e. 103 — 103' j. — Liber Proverbiorum (ce. 103' — 111').
X. Capitala libri Ecclesiastes. i. Quod vaniias vanitantium sit omne
quod transit [j xxxi. De fune argenteo et vita aurea et idria ec. et mandata eius observanda (e. 111'). — Liber Eclesiastes hee est Coeleth. (ce. Ili' — 114').
AsHB. 32 — 48 —
XI. Cantica canticorum quod ebraico dicitur Syra Sirim: vox Sy-
nagoge opiantis Christi adoentum (ce. 114' — 116).
XII. Capitula libri Sapientie. i. De diligenda iustitia \\ xlvi. Quod magnijìcaverit dominus populum suum quem eduxit de terra Egrjpti (e. 116 — 116'). — Liber Sapientie (ce. 116' — 122).
XIII. Prologus sancii Ieronimi presbiteri in libro lesu jìlii Sydrach. « Multorum nobis » (e. 122 — 122'). — Capitula i. Omnis sapientia a domino deo est || cxxvii, Oratio Salomonis. (ce. 122' — 123). — Liber Iesu filius Syrach (ce. 123 — 137').
XIV. Prefatio sancii Ieronimi presbiteri in libro Dabreiamin idest Verba dierum. « Si septuaginta |] Mediae inter has prò* » (e, 137). — Frammento del libro dei Paralipomeni. « * fuerunt filii le- ramahel || secundum domus cognationum suarum. Mi* » (ii, 33 — V, 13) (e. 138 — 138').
XV. Prefazione di S, Girolamo al libro di Isaia. Frammentaria per recisione della metà superiore della carta. « *conscripserunt j| Sciens ergo et prudens* » (e. 139). — Liber Esaye prophetae (ce. 139 — 154). — Lacune, per causa della recisione sopra notata, da « cor merens » a « laboravi sustinens » (i, 5 — 14); e da « pupillo non iu[dicant] » a « et ibunt populi multi » (i, 23 — 11, 3).
XVI. Prephatio sancii Ieronimi in leremia propheta. « Hieremias pro- pheta cui hic prologus » (e. 154 — 154'). — Capitula. (i). In utero matris sanctificaium Hieremiam ad prophetandum \\ (clxxxvii). Lfbi lohachim a rege Babyloniae eiectus est de carcere (ce. 154' — 155'). — Liber Hieremiae prophetae (ce. 155' — 178').
XVII. {Liber Baruch), De oratione et sacrificio prò vita Nabuchodo- nosor (ce. 180 — 181').
XVIII. Prephatio sancii Ieronimi presbiteri in libro Regum. « Viginti duas esse litteras » (e. 182 — 182'). — Capitula libri Regum primi et secundi. (i). Duo filii Ophin et Finees sacerdoies \\ (cu). Indignaiur deus conira Israel ec. non ojferendum holo- causia gratuita nisi de proprio labore (ce. 182' — 183'). — Samuhel Liber Regum I. (ce. 183' — 197'). — (Samuhel) Liber Regum II. (ce. 197' — 207'). — Malachim Liber Regum III. (ce. 207' - 218). — (Malachim) Liber Regum IIII. (ce. 218 — 227').
XIX. Prephatio saneti Ieronimi presbiteri in lezechihel propheta. « Hie- zechiel propheta cum Ioachim » (e. 228). — Iezechihel propheta (ce. 228 — 245').
XX. Prephatio sancii Ieronimi presbiteri in Daniel propheta. « Da- nihelem prophetam iuxta lxx** » (ce. 245' — 246). — Daniel propheta (ce. 246 — 254').
— 49 — AsHB. 32
XXI. Prephatio saneti Ieronimi in Oseae propheta. « Non idem ordo. »
— Item aliiid. « Duplex apud Hebreos » (e. 254'). — Osee pro- pheta (ce. 254' — 257).
XXII. Prefatio sancii Ieronimi in loliel propheta. « Sanctus lohel apud • Hebreos » (e. 257 — 257'), — Iohel propheta (ce. 257' — 258').
XXIII. Prefatio in Amos propheta. « Ozias rex » (e. 258'). — Amos propheta (ce. 258' — 260').
XXIV. Praefatio in Abdia propheta. « lacob patriarcha » (e. 260').
— Abdias propheta (ce. 260' — 261).
XXV. Prefatio sancii Ieronimi presbiteri in Iona propheta. « lo- nam sanctum Hebrei affirmant » (e. 261). — Incipit textus (ce. 261 — 262).
XXVI. Prephatio sancii Ieronimi presbiteri in Micha propheta. « Tem- poribus lonatham » (e. 262). — Incipit textus (ce. 262 — 263').
XXVII. Prephatio in Nanni propheta. « Naum propheta ante adven- tum» (ce. 263' — 264). — Incipit textus (e. 264 — 264').
XXVIII. Prephatio in Abacuc propheta. « Abacuc propheta ample- xans » (e. 264'). — Incipit textus (ce. 264' — 265').
XXIX. Prephatio sancii Ieronimi presbiteri in Sophonia propheta. « Tradunt Hebrei cuiuscumque prophetae pater \\ et cum venerit aliquis ad perfectum dicat quia non sum dignus vo* » (e. 265').
XXX. (Liber lob). Mutilo in principio. Com. « *Cumque levassent procul oculos suos » (ii, 12). (ce. 266 — 275).
XXXI. Prephatio sancii IerOxNIMi presbiteri in libro Tobiae. « Cro- matio et Heliodoro episeopis leronimus presbiter in domino sa- lutem. Mirari non desino » (e. 275). — Liber Tobie (ce. 275 — 279).
— Lacune, per recisione parziale della e. 275: dal principio a « niehil tamen puerile » (i, 4) ; e da « ex tribù eius » a « omni- sque facultas eius restituta » (i, 17 — 25).
XXXII. Prologus sancii Ieronimi presbiteri in libro ludiih. « Apud Hebreos» (e. 279). — Liber ludiih (ce. 279 — 284').
XXXIII. Prephatio sancii Ieronimi presbiteri in libro Hester. « Li- brum Hester variis translatoribus » (e. 284'). — Liber Hester (ce. 284' — 289').
XXXIV. Capitata (del primo libro dei Maccabei), (i). Ubi eversa le- rusalem consenserunt ludaei edicio regis sacrificare ydolis \\ (lxi). Uhi Ptolomeus filius Abobi occidit Simonem cum filiis suis in convivio; et lohannis filius Symonis occidit eos qui venerant perdere eum (ce. 289' — 290). — Prologus eiusdem. « Machabeorum libri duo prenotant prelia » (e. 290 — 290'). — Liber Machabeorum I. (ce. 290' — 303). — Capitida libri secundi. (i). Ubi oceisus est Antiochus rex in tempio Naneae a sacerdotibus
Laur. Ashb. — I. .a
ASHB. 32 — 50 —
cum his qui secum erant \\ (lvi). Ubi caput et manum Nicanoris abscidi ludas precaepit et lerosolimam mitti (e. 303 — 303') — Liber Machabeorum IL (ce. 303' — 305'). — Fin.: « Multis autem sacrilegiis in tempio a Lisi* » (iv, 39).
XXXV. Prephatio sanati Ieronimi presbiteri in libro Actuum Aposto- lorum. « Lucas natione Syrus, cuius laus in evangelio (et 306). — Capitula. (i). Ubi precaepit Jesus discipulis ad lerusalem ne discederent \\ (lxxv). Ubi poster os menses in navem alexandrina quae in insulam iemaverat navigaverunt (e. 306 — 306'). — Liber Actuum Apostolorum (ce. 306' — 319').
XXXVI. Prologus septem Epistolarum canonicarum. « Non ita ordo est apud grecos » (ce. 319' — 320).
1. Capitula in Epistola lacobi apostoli, (i). De inimieoruni inse- cutionibus risui deputandis |] (xx). De virtutibus sanctorum et conversoribus eorum qui fuerint peeeatis adstricti (e. 320). — Epistola Iacobi apostoli (ce. 320 — 321').
2. Capitula in Epistola Petri apostoli prima, (i). De generationis invicta potentia \\ (xx). De deo qui optimum opus initiantes ad consumationem perducii (e. 321'), — Epistola Petri I.^ (ce. 321' — 323).
3. Capitula in Epistola Petri apostoli secunda. (i). De sanctis quos in hoc mundo interfectos alloquitur \\ (xi). De epistolis Pauli apo- stoli quas et intellectum, habere difficile et ad (1. ab) indoctis eoerti promittit (e. 323). — Epistola Petri apostoli IL* (ce. 323 — 324).
4. Capitula in Epistola sancti lohannis prima, (i). De verbo vitae quod erat antequam mundi machina principium sortiretur \\ (xx). De mundo qui est positus in maligno ; et simulacrorum, fugienda cultura (e. 324). — Epistola sancti Iohannis I.*^ (ce. 324 — 325').
5. Capitula in Epistola eiusdem secunda. (i). De diligendis culto- ribus veritatis |j (v). De sua prescientia in qua narrandum omnia narrami (e, 325'). — Epistola Iohannis II.^ (ce. 325' — 326).
6. Capitula in Epistola sancti lohannis III.^ (i). De Jiliis apostoli rigore tenentibus veritatis [j (v). De multiplici sacramento quod ut revelant suum distulit in adventum (e. 326). — Epistola sancti Iohannis IIL* (e. 326).
7. Capitula in Epistola sancti ludae apostoli, (i). De falsis docto- ribus negotiatoribus, scilicet Christi impudieis || (vii). De inenar- rabili gloria Salvatoris, et epistole finem (e. 326). — Epistola luDAE apostoli (e. 326 — 326').
XXXVII. Prologus sancti Ieronimi presbiteri in libro Apocalipsis Io- hannis apostoli. « lohannes Apostolus et evangelista ». — Ca- pitula. (i). « lohannes septem aecclesiis quae sunt in Asia (i, 4) |1
— 51 — ASHB. 32
(xxn). Ego lesus misi angelum meum testificari vobis aeccle- sia (xxii, 16)» (ce. 326' — 327). — Apocalypsis Iohannis apo- stoli (ce. 327 — 333). XXXVIII. Prephatio sancii Ieronimi presbiteri in libro Epistolarwn beati Pauli apostoli. « Epistolae Pauli ad Romanos eausa hec est » (e. 333). — Prologus eiusdem. « Primum queritur quare post evangelium » (ce. 333 — 333').
1. Argumentum solius Epistolae ad Romanos. « Romani sunt qui ex iudaeis gentibus » (ee. 333' — 334). — Canones epistolae (1. epistolarum) beati Pauli apostoli (e. 334 — 334'). — Capitula in Epistola ad Romanos. (i). De nativitaie domini secundum carnem \\ (lxx). Post passionem ipsius revelato (ce. 334' — 335). — Argumentum solius Epistolae ad Romanos. « Romani sunt in partibus Ytaliae. Hi preventi sunt a falsis apostolis, et sub nomine domini lesu Christi in lege et propbetis erant inducti. Hos revo- cat apostolus ad veram et evangelicam fidem, scribens eis a Co- rintho » (e. 335). (Per questi brevi argomenti, cfr. il Cod. Amia- tinus, Novum Testamentum, ed. C. Tisehendorff, Lipsia 1884 ; e, in parte, il cod. 16 di questa Collezione. Diamo qui per intero quelli non pubblicati nella descrizione del detto cod. ; notando che anche gli altri offrono varietà di lezioni). — Epistola ad Romanos (ce. 335 — 340).
2. Argumentum in Epistola ad Corinthios l.'^ « Corinthii sunt Achaiei, et hi similiter ab apostolis audierunt verbum veritatis; et subversi multiphariae a falsis apostolis quidam a philosophiae verbosa eloquentia, ahi ad sectam legis iudaicae inducti : hos revocat apostolus ad veram et evangelicam sapientiam, scribens eis ab Epheso, per Timotheum discipulum. Amen » (e. 340). — Capitula. (i). « Obsecro vos itaque vos (sic) fratres (i, 10) [j (xxv) Obsecro vos fratres (xvi, 15) » (e. 340). — Epistola ad Corinthios prima (ce. 340 — 344').
3. Capitula in Epistola ad Corinthios II.» (i). « Benedictus deus et pater domini nostri lesu Christi (i, 3) || (xx). Predixi et praedieo ut presens (xm, 2)» (ce. 344' — 345). — Argumentum. «Post actam paenitentiam consolatoriam scribit eis a Troade partitura, et collaudans eos hortatur ad meliora, contristatos quidem eos sed emendatos ostendens » (e. 345). — Epistola ad Corinthios secunda (ce. 345 — 348).
4. Capitula in Epistola ad Galathas. (i). « Miror quod sic tam cito transferemini (i, 6) [] (xii). Videte qualibus litteris scripsi vobis (vi, 11) » (e. 348). — Argumentum. « Oolatae {sic) sunt Greci ee. » (e. 348). — Epistola ad Galathas (ce. 348 - 350).
AsHB. 32 — 52 —
5. Capitula in Epistola ad Ephesios. (i). De sanctis quocl ante con- stitutionem mundi in domino electi sunt ec. || (xxxi). De fide- litate et ministerio Tiihici (e. 350). — Argumentum. « Ephe- sii sunt Asiani ec. » (e. 350). — Epistola ad Ephesios (ce. 350 — 351').
6. Capitula in Epistola ad Philipenses. (i). « Gratias ago deo meo (i, 3) Il (vili). Gavisus sum autem in domino (iv, 10) » (e. 351').
— Argumentum. « Philipenses sunt Macedones ee. » (e. 352). — Epistola ad Philipenses (ce. 352 — 353).
7. Capitula in Epistola ad Colosenses. (i). « Gratias agimus deo (i, 3) Il (x) Mulieres subditae viris (ni, 18) » (e. 353). — Argu- mentum. « Colosenses et hi sicut Laodicenses ec. » (e. 353). — Epistola ad Colosenses. (ce. 353 — 354').
8. Capitula in Epistola ad Tesalonicenses. (i). Gratias agimus deo (i, 2) Il (x). Ipse autem deus pacis (v, 23) » (e. 354'). — Argu- mentum. « Thessalonicenses sunt Macedones in Christo lesu, qui accepto verbo veintatis perstiterunt in fide etiam in persecutione civium suorum. Propterea nec receperunt falsos apgstolos nec ea quae a falsis apostolis dicebantur. Hos eollaudat apostolus, scribens eis ab Athenis per Tithycum et Onesimum » (e. 354').
— Epistola ad*Tesalonicenses I.* (ce. 354' — 355').
9. Capitula in Epistola ad Tesalonicenses IL* « i. Gratias agere debemus deo scraper prò vobis (i, 2) [| vi. Vos autem fratres no- lite deficere (in, 13) » (e. 355'). — Argumentum. « Ad Tesaloni- censes secundam scribit epistolam Apostolus, et notum facit ec. » (e. 355'). — Epistola ad Tesalonicenses IL* (ce. 355' — 356').
10. Capitula in Epistola ad Timotheum L* (i). « Sicut rogavi te ut remaneres (i, 3) 1| (xii). Divitibus huius seculi (vi, 17) » (e. 356').
— Argumentum. « Timotheum instruit ec. » (e. 356'). — Epi- stola ad Timotheum L* (ce. 356' — 357').
11. Capitula in Epistola ad Timotheum IL* (i). « Nolite itaque eru- bescere (i, 8) jj (vii). Festina ad me venire cito (iv, 21) » (e. 357').
— Argumentum. « Item Timotheo scribit ec. » (e. 358). — Epi- stola ad Timotheum IL* (ec. 358 — 359).
12. Capitula in Epistola ad Titum. (i). « Huius rei gratia (i, 5) |[ (vi). Fidelis sermo est (in, 8) » (e. 359). — Argumentum. « Titum commune facit ec. » (e. 359). — Epistola ad Titum (e. 359 — 359').
13. Capitula in Epistola ad Phylemonem. « i. Gratias ago deo meo semper (f. 3) || in. Ego Paulus scripsi mea manu (f. 19) » (e. 359'). — Argumentum. Phylemonis familiares ec. » (e. 359').
— Epistola ad Phylemonem (ce. 359' — 360).
— 53 — AsHB. 32-34
14. Prologus in Epistola ad Hebreos. « In primis dicendum est cur apostolus Paulus » (e. 360). — Capitula. (i). « Multiphariae et multis modis » (i, 1) || (xxi). Deus autem pacis qui eduxit de mortuis pastoreni (xiii, 20) » (e. 360). — Epistola ad Hebreos (ce. 360 — 363').
33 (95. — 36).
S. Agostino, Commento sul libro di Giob.
Membran-, sec. X, m. 0.240 X 0,165, di carte 32, di linee 20 per pagina : frammento di codice, del quale rimangono i quadd. (i), k, L, (m). Scrittura minuscola neocarolina, coi passi biblici in lettere onciali.
Cfr. Delisle, Mss. Libri Laur., pp. 42 — 43.
Legatura moderna in pelle di colore arancione.
{S. AuGUSTiNi, Adnotationes in Job). « *potestatem praedicandi populo quae ipsi non faciunt. Quorum spernebam parentes (Job, xxx, 1). Parentes eorum dixit j[ Aut qui tenebrarum locus (xxxviii, 19), Hoc quoque ille docet qui dicit: accedile ad eum* » (Migne, xxxiv, 857 — 874).
Le citazioni bibliche sono secondo l'antica versione Itala.
34 (98. — 37). Plinio il Giovine, Epistole.
Membran., sec. X incip., m. 0,400X0)320, di carte 18, a due colon- ne per pagina (m. 0,330X0,120, le colonne interne ; m. 0,330X0,110, le esterne), di linee scritte 41 per colonna. Quadd. tre, colla segna- tura antica nella prima carta : Q. i, di 6 carte (ce. 1 • — 6) ; Q. 2, di 4 carte (ce. 7 — 10) (originariamente, di 8: mancano, da tempo an- teriore alla segnatura, le carte 1*, 2^, 7% 8% ossia il primo e il se- condo foglio del quad., con mutilazione del testo) ; Q. iii, di 8 carte (ce. 11 — 18); e alla fine della e. 18' il testo rimane in tronco. Scrit- tura minuscola carolina : il titolo generale e 1' « Incipit » del libro I sono scritti in grandi capitali rosse: in lettere capitali di minor dimensione sono gli altri « Incipit » e gli « Explicit » dei singoli libri, i titoli delle singole lettere, e l' indice delle lettere del I libro.
In prima pagina è la segnatura, semiabrasa, « Sancti Petri Belvacensis », sec. XII, della mano cbe ha , scritto la medesima se- gnatura nel cod. 13 di questa Collezione. — È certo poi che questo cod. ha fatto parte del Riccard. 488, che contiene la Natur. Histor. di Plinio maggiore: il formato, il numero e la disposizione delle pagine, la scrittura, non lasciano alcun dubbio sull'identità del medesimo con le ultime 18 carte del detto cod., che contenevano le Epistole di Plinio il Giovine, e delle quali da oltre mezzo secolo si deplora la perdita. Il testo Riccard. delle Epistole fu collazionato nel 1729 (erratamente 1728, presso Keil e Havet) da A. F. Gerì per
ASHB. 34-35 _ 54 _
l'edizione del Cortte (pubblicatasi poi in Amsterdam nel 1734); e de- scritto da Gr. Lami nelle Novelle letterarie di Firenze, XVI, an. 1755, pp. 451 e segg., e nel Catal. Codd. Mss. Biccard. (Liburni 1756), p. 324: ne diede poi una più accurata notizia L. Rigoli (bibliotecario della, Riccardiana morto nel 1832), nella lUustraz. di vari codd., ms., p. 318 (cfr. H. Keil in Praef. ad Plini Epp. Lipsia, Teubner, 1870, pp. XI — xii). Il cod. Riccard., ora di carte 173, era allora di 191: e le Epistole di Plinio il Giovine si comprendevano nelle ce. 174 — 191: secondo una comunicazione del bibliotecario ab. Zannoni al De- tlefsen (cfr. Bhein. Museum, XV, an. 1860, p. 280), la sottrazione sarebbe avvenuta circa il 1832. Giova qui aggiungere che nella descrizione del Rigoli è riferita una nota del Lami, che assegna la data della scrittura dell'intero cod. all'an. 954: ma quest'asse- gnazione cosi precisa si fonda sopra un equivoco, come dimostrò E. Pais, in C. Paoli, Del Papiro, App. A, p. 71. — Per la storia del cod., ved. inoltre L. Havet in Revue critique d'hist. et litter., XVI, an. 1883, pp. 251 — 254, e L. Delisle, Mss. Libri Laur., p. 43. Legatura moderna in pelle rossa.
C. Plini Secundi, Epistularum Libri numero deeem. — Liber I (ce. 1 — 6). Liber secundus (ce. 6 — 9). Liber III (ce. 9 — 12'), Liber mi (ce. 12' — 17). Liber V, mutilo in fine (ce. 17 — 18'). Ogni libro è preceduto dall'indice dei nomi delle persone a cui sono indirizzate le lettere, e dai principi di esse lettere. La- cune nel testo per mancanza di carte: tra 6' — 7, da « creditor solus » a « praebere? preterea » (Lib. II, ep, iv, 2 — xii, 4)^ tra 10' — 11, da « libros futura » a « amicos suos » (III, v, 20 — XI, 9). La lettera xxvi del libro IV, Ad Maeeilium nepotem « Petis ut libellos >-, notata nell'indice, è stata omessa nel testo» Il cod. fin.: « fet ramos pererrat* » (V, vi, 32).
35 (100. — 39). Peregrinazione di S. Braudano. Lezioni sopra S. Fiacrio»
Membran., sec. XIII, m. 0,223X0,157, di carte 32, di linee scritte 24 per pagina. Scrittura gotica. Cfr. Delisle, Mss. Libri Laur., p. 43. Legatura moderna in pelle verde.
I. Peregrinano sive navigatio sancii Brendani abbatis. « Sanctus Bren-
danus filius Filocha || inter manus discipulorum gloriose mi- gravit ad dominum. Cui est honor et gloria in secula seculorum amen»' (ce. 1 — 30').
II. De sancto Phyacrio. Lezioni otto. (L'ottava è numerata erronea-
mente « vj* »). « Beatus Phyacrius heremita magnificus in Mei- densi territorio |1 absque cavillatione perhennis hereditas fiat »• (ce. 30' — 32').
— 55 — AsHB. 36
36 (100.* — 40). Miscellanea.
Membran., sec. XI — XIII, composto di tre frammenti, clxe di- stinguiamo colle lettere A, B, C, complessivamente di carte 20.
Secondo il Delisle, Notice sur plusieurs 3Iss. d' Orléans, pp. 35 e 39, e Mss. Libri Laur., p. 45, i frammenti B e C provengono dalla Biblioteca d'Orléans, e facevano parte di codd. già appartenuti al- l'Abbazia di Fleury.
Legatura moderna in cartoni con dorso di tela.
Fbammento a.
Sec. Xni, m. 0,195X0,130, di carte 4 (1 — 4); palimpsesto; il testo anteriore è del sec. XII.
I. Leggenda della Veronica, che guarì Tiberio dalla lebbra coll'ima-
giue di Cristo. Mancante del principio. « *femina eum aberet Illa autem negavit. Tunc Velosianus iussit aeam mitti in tor- torio jl Stetit autem Tiberius Cesar super solium suumetdixit: Benedictus es domine deus ee. Et ipse dominus deus omnipotens, qui est rex regum et dominus dominancium, nos regat et salvet et perducat ad vitam eternam, qui est benedictus et gloriosus per omnia secula seculorum. Amen » (ce. 1 — 2).
II. Reperendo patri suo et domino W. dei gratia Tolonensi episcopo.
Frater P. de Castro novo apostolice sedis legatus salutem ee. « Causam que vertebatur » (e. 2). — Ordina al Vescovo di To- lone, che imponga al Proposto della detta chiesa di pagare al Cappellano « de Bariolo » (Barjols) la somma di 55 soldi, e le spese della causa, a forma di una sentenza già emanata, per commissione della Santa Sede, dal « Preposito Pyniacensi » (Pignans, nel circondario di Brignoles).
III. Sermoni sulla Natività di Cristo.
1. « Gloria in excelsis deo e?. Hodie, karissimi, dies est leticie dies gaudii. -Gaudeamus igitur et letemur [| quam beatitudinem nobis predicit lesus Christus dominus noster. Amen » (ce. 2' — 3).
2. « Cum natus esset Ihesus etc. Cum creator omnium, fratres karissimi, formam servi accipiens |j et post hanc vitam cum Christo gaudebitis, quod ipse prestare dignetur cui est honor* > (ce. 3' — 4').
Feammento B.
Sec. Xn, m. 0,180 X0>115, di carte 8 (5 — 12; con tracce di una numeraz. antica accuratamente raschiata; e con un'altra nu- me raz. mod. 33 — 40, che fa séguito a quella del cod. 35, al quale
ASHB. 36 — 56 —
questo frammento era unito, come si ricava dalla relativa notizia del Catalogo AL copiata in MI): i fogli sono corrosi e macchiati in più luoghi. Scrittura minuta, di 35 e 36 linee per pagina; mi- nutissima nella e. T, dove le linee scritte sono sopra a 50.
IV. Frammento di un trattato sulle pasque, i mesi dell'anno e altre
cose attenenti al calendario.
1. «*num necessitas mihi fuisset circumci&ere puerum meum [| vocatur secundum pasca. » — « Tercium pascha fuit de resur- rectione domini |] et trafiguratur vetus testamentum in novum. Tercium explicit. » — « Quartum pascha venturum est in fine seculi II et tunc incipiet per eundem diem perpetua hetas sine fine » (e. 5).
2. « lanuarius primus mensis romanorum est decimus mensis he- breorum || et ideo deceperunt eos quia variaverant nonas. — Explicit De mensibus et circulìs celi» (ce. 5 — 7').
3. De bissexto incipit. « Unum punctum quarta pars hore est || quarans vocatur consuete. — Explicit de bisexsto » (e. 7').
V. De magna anima mundi incipit, — Precedono i vv. 724 — 747
del lib. VI dell'Eneide. — « mi elementa concordant se ad in- vicem II et ideo semper magna est, quia detrimentum sui num- quam novit, posquam procedit ex ipsa mente, sicut satis osten- ditur. — Explicit de magna anima mundi » (ce. 7' e 8': il retto della e. 8 non è scritto, e v' è soltanto disegnato un grande circolo doppio).
VI. Incipit de Macrobio. (Estratti dal lib. I, cap. iii. In Somnium
Scipionis). — Precedono i vv. 893 — 896 del lib. VI dell'Eneide. — « Somniorum autem quinque species sunt || et de cursu alia- rum siderum Macrobio narrante satis eis ostensum fuit. — Explicit Visio Cipionis AJfricani » (ce. 8' — 9).
VII. Esposizione del principio del Vangelo di S. Matteo. « Liber ge-
nerationis lesu Christi filli David filli Abraham. Prefacio tocius operis premisit de quo dictus erat, idest de Christo || in eterna beatitudine regnabimur cum Christo. Amen » (ce. 9 — 10').
Vili, « Genealogia Salvatoris tota figuratur in Christo et ecclesia || incipiet hetas eterna immortalis per eundem diem per quem mundus habuit exordium. — Explicit De gradibus ecclesie » (ce. 10' — 12').
IX. Ex dictis IsiDORi in libros Officiorum, de creatura et natura et ministerio angelorum. « Angeli nomen officii est non nature || primatum habuisse angelorum diabolura* » (e. 12').
(Ved. IsiDORi, Sententiarum, lib. I, cap. x. De angelis, §§ 1 — 5; in Migne, lxxiii, 554).
— 57 — AsHB. 36-38
Feammento C.
Sec. XI, m. 0,144X0,098, di carte 8 (13 — 20, con un'antica numeraz. a pagine da 61 a 66).
X. Computo cronologico. « lanuarius, Augustus et December iiij no- nas habent (| Quando est epacta nulla, in ipso anno est terminus septuagesimae » (ce. 13 — 20').
37 (103. — 41). Esposizione provenzale della Messa.
Membran., sec. XIV, m. 0,127X0,090, di carte 24. Scrittura gotica: parecchie carte sono palimpseste.
Legatura antica in pergamena, nella cui parte interna è scritta di mano del sec. XIV una lista di prestazioni, col titolo : « Se- cuntur servicia procure preben maiorum quarterorum. » Chiuso modernamente in una busta di cartone coperta di tela.
Ammaestramento a una donna intorno alla Messa, e sul modo di ascoltarla devotamente e di pregar bene il Signore. — « Ru- brica. Laus tibi veritas eterna. Car tu alcunas vegadas m'avias pregat que yeu ti ensenhessa de pregar nostre Senhor e d'ausir messa devoiamens, yeu ti respondi que so que yeu non ay en mi, non puesc ensenhar ni donar ad autre. Empero car la tieua peticion II Suplicant et obsecrant la karitat del sanct sperit que li plassa de costrenhe toz aquels et aquellas personas que d' aquesta pauca scriptura proficharan, de pregar lo per mi pec- cador indigne de tot ben. — Antpnixs blbnqxi de aptb etc. (Antonius Blanqui de Apta etc). » (Questa sottoscrizione é in rosso, della stessa mano che ha scritto il testo).
38 (103. — 42).
Leggende in yersi dell' Infanzia di Cristo e delia Vita di S. Trofemo, e altri opuscoli proTenzali.
Cartac, sec. XV, m. 0,215 X 0,145, di carte 39. A. e. 1 sono prove di penna di più mani: e vi si legge il nome: « Phelyp Chalon. » A ce. 1' e 34' sono due rozzi tocchi a penna: il primo rappresenta una torre ; il secondo, che è anche colorito, l' imagine di Sani Tropheme.
Proveniente forse dalla Biblioteca Albani di Roma (Delisle, Mss. Libri Laur., p. 19).
Legatura moderna in cartoni con dorso di pelle.
I. Leggenda dell' infanzia di Cristo. « An nom de dieu vuelh aco- mensar | Que my lay dire et acabar j Que sia a honor et a
AsHB, 38 — 58 —
lausor I De lesu Crist nostre senhor j| Ez tu yes dieu et homs | L'enfant fon hons et dieu ensens. | Pueys son mos romans con- plis I Ez sels et selles que l'an ausit | Lur don dieu tal priament | Ez las armas vengon a salvament. — A: iij : e : ij (an. 1302). — Finito libro si laus et gloria Christo » (ce, 2 — 31').
(Cfr. l'ediz. del Bartsch, in Denkmdler der Provenzalischen Litteratur, pp. 270 — 305, secondo un cod. Parig. scritto nel 1374; rispetto al quale il testo del nostro cod., che è scorrettissimo, offre molte varianti. A capo della e. 29 sono due versi mutilati per uno strappo, i quali sono riscritti a e. 29', con questa an- notazione innanzi: « Aysy s'ensiec so que es estracat»; e il resto della pagina resta bianco).
II, Miscellanea.
1. « Ayssy son los xij divendres de l'an que hom deu dejunar home et frema ad honor del payre et del filh et del sant espe- rit ec. Lo premier divendres de mars || Lo xij es davant nadal. Amen » (e, 32).
2. « En l'an ha xxxij jors perilhoses, que se calque persona que sie y pren malautia en nul d' aquels jors ja non en guarirà, et sy enfant hy nays ja non vioura et si el vieu tojort pauvre sera ec. Premierament en jenoie lo premier [| en desenbre vj, vij et xj jorn » (ce, 32 — 33: la e. 33' è bianca).
3. Epigramma latino sulla nascita di Cristo. « Nova vobis gaudia refero », con una parafrasi in provenzale (e. 34).
III. Veci lo roman de S. Trolpheme lo bari decipol de Jesus Crist,
so que s' ensiec apres era l'autra carta. (Il titolo è scritto in fine della pag. sotto il ritratto di S. Trofemo). « Tostems ay ausit dire com deu aver | conselz dels ansians et com prengua | espels em lur bels faits et em lur dichs | o sy bem et car l'antuci em som comensament || vo sy alcuns la messa fa cantar | e lo cors de Christ y farà consagra [ vo sy nul clero lo santeri dis | vo
10 sa salmes an lo luoc legis » (ce. 34' — 39').
(Il Bartsch, Chrestomathie Provengale, ediz. 4% col. 391 — 394, ne pubblica il principio secondo un cod. Parig. del sec. XVI, copiato da un ms. del 1379, e comparato con un Napoletano.
11 testo del nostro cod., che ha stretta relazione col Napol., è al solito molto scorretto, e in principio e in più altri luoghi i versi sono mal divisi).
— 59 — AsHB. 39-40
39 (104. — 43). Enrico di Mondevìlle, Anatomia.
Membran., sec. XIV, m. 0,264 X 0,185, di carte 32 a due colonne, di linee scritte 25 per colonna. Quadd. quattro col richiamo nel- l'ultima pagina. Scrittura gotica francese.
Il Libri acquistò questo cod. nel 1840 dai fratelli De Bure librai in Parigi (Delisle, Mss. Libri Laur., p. 14).
Legatura moderna in cartone ricoperto di carta gialla scura.
I. Comensa lo prologue de la notomìa de la sargia de Anric de Mon- da villa. « Al comensamen d'aquesta obra que es tracha de lati en romans de la surgia de Anric de Moridiviala deves premieyra- mens saber que es subiet en tota surgia [] Et per amor d'aysso ay hyeu aquesta obra abtenguda a mon poder » (ce. 1 — 3'). — Nel prologo si distinguono queste rubriche : De las conplections.
— Cap."* qualas caiisas dea saber lo surgia. — Quala causa es plagua e ulcera. — Quantas manieyras son de plaguas. — En quantas manieyras pot esser faclia plagua. — De scieneia de surgia. — Segue nelle ce. 3' — 4' la divisione dell'opera in cinque trattati, e la tavola dei 12 capitoli del primo trattato.
n. « Aysi comenssa la notomia e lo premier capitol. Anotomia es drecha devisio et conoycensa de cors huma et de totas sas par- tidas et sos membres [] (xii). De notomia coxarum et de membris inferioribus. De sotz la regio de las anquas ec. ; et a totas ma- lautias de las cambas de materia malencolica » (ce. 4' — 32').
— Il trattato termina con la Recapitulacio de toiz los os que son en tot lo cors. « Lo membre de totz los os de tot lo cors j| lo nombre seria gran » (e. 32').
40 (105. — 44). Miscellanea proyenzale.
Cartac, sec. XIV, m. 0,205 X 0,145, in due voli, designati A e B. A è di cart^ 102 (le prime tre sono in parte lacere) ; B, di carte 61 ; ma i due voli, sono mal legati, e devono riordinarsi in questo modo: A, ce. 1 — 93; B, ce. 51 — 61; B, ce. 1 — 50; A, ce. 94 — 102. Resta anche un' antica numerazione con queste corrispondenze : j — xlij = B, 9 — 50. xliij — xlvij = A, ce. 94 — 98. Nei margini di alcune carte sono delle figure a penna.
Di questa raccolta ha dato un'ampia e minuta descrizione P. Meyer, in Romania, XIV, 485 — 548, e pubblicatine parecchi saggi: alla detta descrizione conformiamo la presente notizia (av- vertendo che i nostri nn. xvi — xviii, xix corrispondono ai un. xvi, XVII del Meyer); e ne togliamo anche i seguenti ragguagli. La
ASHB. 40 — 60 —
raccolta, a detta del M., è stata formata e scritta, in più tempi, da Peyre de Serras, del quale, a capo del voi. B, è un giornale di conti che si riferisce agli anni 1353-56. In B, e. 2, marg. inf., leggesi la segnatura « propria » che il M. {Romania^ XII, 342) dice essere caratteristica dei mss. del conestabile di Lesdiguières, acqui- stati nel 1716 in Tolosa dall'Abbazia di Marmoutier, e passati poi alla Biblioteca di Tours. In A, e. 1, è un'iscrizione affatto ra- schiata : il M. dice di avervi letto coll'aiuto di un reagente : « Maio- ris monasterii congregationis sancti Mauri 1716. » — Cfr. Delisle, Mss. Libri Laur., p. 45.
Legatura moderna in pelle gialla.
Nelle ce. 1 — 3 del voi. A stanno alcune tavole di pesi e misure di mercanzie, e ricette varie.
I. Parafrasi in versi del Pater noster. « Payre nostre qui es cels |
Permas en toz savis feels || Cest gang aiam cominamen | Tuit li tieu fiel amen » (A, e. 4 — 4').
II. Aysi comensa l'Ave Maria en roman. « Santa Maria glorioza |
Filha de dieu, mayre et espoza || Que sei plas nos don eretat | Quan morrem el sieu regne slam. Amen » (A, ce. 4' — 5).
III. Il Gardeeorps, poema. « Senhors e donas per merce [ Escoltatz et
entendes me || E Ihi don gauch perdurable | Adz el et animaual Ihinarge. Amen » (A, ce. 5 — 11}.
IV. Il Matrimonio della Vergine e la Natività di Cristo, mistero.
« Aviatz que say est vengut ] Rixs e paures grans e menust || . Tot lauzem dieus lo payre omnipotent | Quens a trames lo filh al nayeemen. Amen, — Qui scripsit hoc Carmen sis bene- dietus, 'ee, Deo gracias, alleluya, amen» (A, ce. 11 — 16).
Seguono due inni latini con titoli provenzali: 1. Ayso son le vij gauh de Nostra Dona. « Gaude virgo mater Christi. » — 2. Ayso son loie sest que hom dis a Nadal ec. « Congaudeas turba fidelium » (A, e. 16).
V. Precetti di cortesia, in versi. « Quan tu a la taula seras | La vianda
tu senhasras || Tot homs eysemple penra en tu j De laysar mal e faran ben. Amen » (ce. 10' — 18).
VI. « Fraire Maistre am sa cara senhor (sìe) \ Saint coral en dieu
nostre senhor |1 Aras preguem lo payre lesu Christ | Que hos gart tot de las flamas d'abis. Amen. — Ayso esjo Roman del capon de nostre senhor dieus lesu Christi e de Nostra Dona » (À, ce. 18'— 20).
VII. Confessione di una strega, in versi. « Senher que prodon mi
semblas | Un pane si vos plas m'eseoutas 1| Deiunun los frayres prezicadors | Morgues e frayres menos* » (A, ec. 20' — 23).
VIII. Ayso es la pacion de santa Marguarita virginis et martiris. « Apres la rezurexion | Et en aprop l'autension [sié) |1 Qu'a las
— 61 — ÀSHB. 40
armas dont gauc e pas | Qu'am los angels agrori solas. — Expli- cis pacio beate Margarite virginis et martiris, amen. — Ayso font fagh de las vespras de sant Felip e de sant lamne de la festa de may. Anno domini M." cc.° Ixxx" quarto » (A, ce. 23 — 48). Nella e. 48' sono: 1, una notizia latina dei doni dei Re magi;
2. Orazione per la festa di S. Margherita, che com. : « Deus qui beatam Margaritam ornasti virginale et coronasti martirio » ;
3. Sequencia Santi Euvangelii secundum Lueam (1. Ioannem, xix, 25 — 27). In fine: «Finito libro sis laus gloria Christo. »
IX. Vita di S. Maria Maddalena, in versi. « Ad honor del senhor que
tot lo mont manten | E fay vieyre los bons els peccados sosten [| Am los pressios angels e nos deia levar [ Laysus em paradis devant dieus prezentar. Amen » (A, ce. 49 — 66').
(Questa leggenda è stata pubblicata recentemente, di su un altro ms., da C. Chabaneau nel voi. intitolato Saìnte Marie Ma- delaine dans la literature provengale, Paris, Maisonneuve, 1887).
X. Aiso son los Ixxij noms de nostre senhor Dieus lesu Crisi, trobat
escrig per saliit de tostfizels cresiians ec. « Primom {sic) nomen est Ely y^ elej || May >^ nay >J< pax ^ » (A, ce. 66' — 67).
XI. Parafrasi del Pater noster, in versi. « Pater noster qui est in celis.
Payre nostre rey glorios | Que ies el cel tot poderos | Senher vos es fons de tost bens | Auias nos per vostra merce || Set li- bera nos a malo. Pregam Senher que nos deylieures ee. \ An nos dona veraya past. Amen» (A, ce. 67 — 67').
XII. Lamento della Vergine appiè della Croce, in versi. « Senhors
e donas per merce j escoutas et entendes me || La dona fon mayre de luy | Hanc pueys nos partiron amduy. Amen » (A, ce. 68 — 71).
XIII. Sermone sulla Passione. « Beati qui habitant in domo tua, do- mine ec. Aquesta paraula es de David || a profìegh de t'arma e de la mieva e de la sieva santa gleyza. Amen » *(A, ce. 71 — 82).
XIV. Esposizione del Pater noster, in prosa. « Qui met l'enfant apenre letras |1 perdona nos nostres deu — » (A, ce, 82 — 93') « — tes en ayssi coma nos perdonam a nostre deutors [| de tost perils en aquest segle et en l'autre. Amen » (B, ce. 51 — 54').
XV. Il Doetrinal di Raimon de Castelnou. « En nom de dieu le paire qu'es una trini tat f E de la doussa Vergi que lesus a portat,' || Et Angils et Archangils e martres coronatz j Que adz els et a mi perdon nostres peccatz » (B, ce. 55 — 61').
XVI. Ventidue preghiere alla Vergine, in prosa. La prima com.: « Fior de paradis, regina de bonayze »; l'ultima: « Regina del sei e de paradis, porta don los sans angels » (B, ce. 21 — 23).
ASHB. 40-41 — 62 —
XVII. Aysi coinensa lo Credo en romani. « De la fé don nos em crestians | Devem eser ferm e creans || Per so que melhur son ta- lant I Et am bona devocion, Dis aysi l'espozion » (B, ce. 23 — 24).
XVIII. Ricette medicinali, quasi tutte in provenzale, compresovi un glossario latino di nomi di piante. (B, ce. 9'— 20'; 24'— 50'; A, ce. 94 — 101).
XIX. Conti, autografi, di Peyre de Serras, che si riferiscono agli anni 1353-56, con l'estratto d'un documento del 1347 (B, ce. 1—9).
41 (114. — 46). L'ìmage du monde.
Membran., sec. XIII. m. 0,281X0)194:, di carte 44 (num. mod.), 43 (num. del sec. XV. ritoccata modernam., con una carta non numerata in principio), a due colonne, di linee scritte 40 per co- lonna. Quadd. cinque di otto carte, col numero e il richiamo nel- l'ultima pag., più un quad. complementare di quattro carte. Alla fine del quad. i sta come richiamo il verso « De clergie et con- mencement », che per inavvertenza è omesso nel testo al principio del quad. ii. Elegante scrittura semigotica francese, di un tipo unico, ma d'inchiostro diverso e con tenui diversità grafiche nei quadd. i, III, V, (vi), rispetto ai quadd. il, iv ; con lettere iniziali a oro e colori, e fregi miniati. Nella prima pagina è una miniatura rappresentante l'Astronomia, con vari instrumenti di meccanica celeste, su fondo a losanghe oro azzurro e rosso. Altre figure astronomiche, e simili, a oro e colori, nelle ce. 12'— 14, 15, 15', 28', 29'— 32', 43' 44'.
Legatura in cuoio con dorature.
Ci conmencent li chapistre du romanz Maistre Gosoyn, qui est apelez Ymage du mon{de). « Cis livres est uns roumanz, qui est apelez image du monde. Il contient par tout Iv. chapistres et xxviij. figures, sanz quoi li livres ne porroit pas estre legierement entenduz, qui est devisez par iij. parties. La premiere partie contient xiiij. chapistres et viij. figures sanz le chapistre. {Se- guono le rubriche). La seconde partie contient xix. chapistres et ix. figures. {Seguono le rubriche). La tierce partie contient xxij. chapistres et xi, figures. {Seguono le rubriche) ». — Breve prologo. « Qui bien veult entendre cest livre | Et savoir conment il doit vivre || Ainsi porrà le livre entendre | K'autrement ne puet nus aprendre » (e. 1 — 1').
Ci conmence li yniages du monde. « Qui veult entendre cest roumant [ Il puet bien aprendre commant || et la ioie de paradis [ que diex nous otroit a touz dis | en qui toutes pitiez habonde. | Ci fenist r ymage du monde | a dieu conmence, a dieu prent fin | qui ses biens nous doint en la fin. 1 En l'an de l' incarnation 1 des rois
— 63 — ASHB. 41-42
a l'aparition | m . ce . xlv . anz | fu premiers parfais cist roraanz. | Vous qui aves oi l'escrit | du fils damedieu lesu Crit j et puis du mont que il forma | li siecles une autre forme a j que vous deves apres entendre | qui du siede voulez aprendre. — Explicit. Ci fenist {ritoccato, finist) l'ymage du monde» (ce. 1' — 44').
42 (115. — 47).
Confessione provenzale. Jeu de Saint Nicholas, e altre farse e poesie francesi.
Bastardelle cartac, sec. XV, m. 0,310 X 0,115, di carte 23 ; quasi tutte corrose nello spigolo inferiore, e alcune anche nel superiore, con danno, maggiore o minore, del testo nelle ce. 1 — 4, 10 — 23. Le prime 20 carte compongono tm quad. ; le ultime tre sono avanzi d'un altro.
Copertura antica in pergamena, clie contiene nella parte in- terna un testamento frammentario, di mano notarile francese del secolo XV.
I. Confessione in provenzale. Mutila in principio. « * [miseri] cordia
las qual son alberjar lo paures, de vestir, deslievrar los
encarseratz, vesitar los mala . . . , sebelir los mors [1 e a las armas de tots los fizels crestians e a tota la saneta trinità de paradis » (ce. 1 — 2').
II. S'ensuit unh moralité de monseiir sani Nicholas a xij personages.
(I nomi dei personaggi si leggono in fine, e sono quindici). — « Le mesagier. Dieu gart dieu gart rest por de eey jors 1 Je vos prie tos por ameur | En sine (sic) fleur de conpanie | que vos tayses ie vos an prie j| et ne vos chalhe de Nicolas ] leyses le au pay la out il est. — Deo gratias. — Le mesagier. Le borgois. La fame Simone. L'anfant. Talebot. Clacides. Facetout. Le sondati. Sani Nicolas. Dieu. Raphael. Uriel. Belzebuc. Satanas. Lucifer » (ce. 2' — 14').
Nei margini sono alcune note che si riferiscono alla rappre- sentazione, come « Taborins » ; « Silete » ; « Silete magis », ec.
III. S'ensuit une farce a quatre personages, et premieremant le fol,
le mari e la fame et le cure. « P" le fol. Dieu gart de mal qu'ai peu d'argent |j et gardie quant de ver le vespre », con altri tre versi mutili, (ce. 14' — 19).
IV. « Sermon joyeux » delle donne per eccitare gli uomini a prender
moglie. Del titolo e del principio del testo non si legge che
qualche parola frammentaria. — S'enseut un des fa-
mes .... — Segue il frammento di una citazione latina : « Nemo ux serib ...» — I primi versi interi del testo comin-
ASHB. 42-43 _ 64 —
ciano a e. 19': « *Bones gens vos deves savoyr | que nos avons volu prover ». La fine è tutta lacera anch'essa, e non si può dire se il sermone termini proprio a e. 20'; giacché dopo questo foglio se ne sono perduti altri. Gli ultimi due versi leggibili sono: « Ceux qui le bat sertes hoy | . . . es de tos ceux qui l'ont oy » (ce. 19 — 20').
V. Frammento di farsa, della quale sono interlocutori Colas, Pitanee,
e le Marchant. « * Et bu le vin de ma boteilhe | Et puis apres ie me revelhe | Ales voyr si il est veritable |] Le Marchant. Adieu mes dames {seguono alcune parole cancellate) \ qui vous doynt a tos bone vie. — Explicit » (ce. 21 — 22').
VI. Frammento di una poesia francese oscena a dialogo. Ne riman-
gono, oltre a dei versi acefali, una strofa completa di sei versi, che com. : « Je te prie Robinet que ta lanso », e i tre primi versi di un'altra, che com.: « Madamo plus que ansint faut » (e. 23').
43 (116. — 48). Jeu d'argent. Inni di Natale. Miscellanea di poesie francesi.
Bastardelle cartac, sec. XV, m. 0,316 X0>112, di carte 38, in più qiiadd. irregolari. Nel rotto della e. 1, che è frammentaria, sta, tra varie prove di penna, un ritratto intero, o piuttosto una cari- catura, sotto la quale è scritto: « Ita est Olivi lacobus », e ai lati: « Jaque. Jaquemort. Jaquemort bon coumpanbon ». Più sotto è ripetuto il nome latino, e a tergo: « Cest livre es . . . Oli.. ». Da queste e da altre menzioni di tal nome (ved. nn. i, ii) pare che si possa desumere che il detto lacobus Olivi (Jazme Oliou) è il raccoglitore e scrittore di questa miscellanea, e, di alcuni opuscoli di essa, anche autore. Le ce. 1 e 38, che sono corrispondenti tra loro e servono da guardie, contengono altri frammenti scritti da una mano diversa (ved. il n. iv).
Copertura antica in pergamena, nel cui dorso sono vari ap- punti latini e francesi, e nella parte interna è un inventario giu- diziario di beni, fatto alla villa « Bellicadri » (Beaucaire), a peti- zione dei creditori di un'eredità, e scritto per mano di « Johannes Fulcri, clericus substitutus magistri Luquini de Clavaro notarli » (sec. XIV). — Questo e il preced. cod. si conservano ora, chiusi insieme, dentro una busta di cartone oblunga, coperta di cuoio scuro con titoli in oro.
I. Balade faite por mesdisans, que les paroles ont nuysans. « Faulces lengues et faulx report | sans desport || Prence que tenes les escoles j des conpaignons de bone vie \ faites cesser je vous prie 1 ceulx que voult disant tielz paraboles. — Faite par moi Jazme Oliou » (e. 2).
IL Moralité a vij personatges e' est ascavoir, le messatgier, argent, bon advis, l' ornine, fori despenseur, terre, bien et mal. — Primo
— 65 — AsHB. 43
prologo. « Le raessatgier. Le dieu de nature humaine \ Vous don a toux bonne' estraine [| Faites paix et nul ne crie [ Qui doit acomancer acomance ». (Segue una nota relativa al perso- naggio «Le fol », inserito dopo) (ce. 2' — 3). — « Ita est lacobus Olivi. — S'ensuit le Jeu de argent a vij personnages » (e. 3').
— Vessi ung beau Jaeii a vij (corr. viij) personnatges e' est as- sanoir, le messatgier, {et le fol), argent, bon adois, l' omme, fori depenseur, tere, bien et mal. — Qui è un secondo prologo, più breve del precedente, ma negli ultimi 23 versi uguale. « Le Mes- satgier. Salut, honneur et reverance | Vous envoie dieu de pa- radis [] Faites paix ec. come sopra » (e. 4 — 4'). — A e. 4' co- mincia il « Jeu ». « Argent. Je suis argent fort desire | par tout le monde ault et bas. » — A e. 28', le congie da Jue. « Cha- cum peut bien ci parcevoir | que celui qui fait son devoir [|Et pardonnes nous je vous en prie | Adieu la noble compaignie. »
— Segue questa sottoscrizione : « Explicit Moralitas. Deo gra- tias, amen. — Ita est lacobus Olivi. Meum nomen ego non pono, quia me laudare nolo, et cum hoc ego non bene stabo; sed, si fortiter velitis scire, Olivi lacobus est ille. » — Al Congedo sopra indicato precede un commiato del personaggio « L'uomo », da alcuni versi del quale si ricava che questa « Moralité » do- vette essere rappresentata dinanzi al re (e. 28 — 28' « et sur ce congie nous prenons | de la roiale mageste | tant humblement que nos pouons | et de toute sa parantelle ». « Pardon auxi nous requerons [ expres a la royal seignorie ») : ma il libretto ha ser- vito anche ad altre rappresentazioni, per uso delle quali (oltre ad essere stata mutata la locuzione « la roiale mageste » nel- l'altra « toute la compaignie », e cancellati il congedo e, in parte, il commiato suddetti) si sono fatte giunte, correzioni e varianti al testo, e composti altri congedi (ce. 29 — 34).
Nei margini sono parecchie avvertenze, latine e francesi, che si riferiscono alla rappresentazione. . III. Inni per il Natale e per la festa di S. Stefano.
1. « Congaudea {sic) turba fìdelium | Virgo mater peperit fìlium [| Benedicio. Puer natus benedicat pie | Coleridas et nectar hodie. » Ogni strofa di due versi ha il ritornello: « In Bethelem. » — Seguono due versi provenzali: «A nos senhor comma lo plus vallient | Presentem vous neulas on lo pugment » (ce. 34' — 35). • 2. De sancto Stephano. « Congaudea ec. come sopra. Vir Stephanus repletus gratia \ In populo fecit prodigia 1| Nunc Stephanus be- nedicat dare \ Coleridas simul cum nectare. (Ritornello come sopra). — Deo gratias, amen » (e. 35).
Laur. Ashb. — I. S
ASHB. 43-44 — 66 —
3. «Or chantons nohe toulx en bonne estreine | Por l'enfant qu'est ne de Verge Roine | quant ces filane porta la fleur soveiraine j c'est por rechater nature humaine | des paines d'anfer. Or chan- tons nohe II Or prions l'enfant et sa doulce mere | qu'il nous doint sa grace por aquerir joye | et en paradis sa benoite gioire | et quant la serons por avoir memoire | tous en aulta vois chan- terons nohe» (ce. 35' — 36).
4. Nohe, nohe | nohe en grent plesir | nohe on doulx enfant | don tout le mont | se doit bien regousir | de son advenement || Nous prìerons | trestous grans et petis | on roy omnipotent j que apres la raort | nous doune paradis | son realme playsant. — Explicit » (e. 36').
5. « " Nohe, nohe," iterumque " nohe " triplicando, " nohe o nohe " phallite (sic). — Novellas grans vous porte de grant jaut j natz es lo rey nostre celestial | en nous sera et nous istara | et nous resemera doux tormens infernals. Nohe, nohe || Aquest enfant et l'angeal real (sic) | pregarem tous que nous garde de mal | Verges real tres plus doulce que mei | fay nous' estre el ciel, et digam tous nohe » (e. 36).
A e. 37' è una ricetta latina. Ad habendum bonam boeem. IV. Scritture, d'altra mano, nella prima e nell'ultima carta del co- dicetto.
1. Tre stanze d'una canzonetta francese, la prima delle quali è un ritornello. Cominciano: « Puis que chanter suis requis ». « Se j'estoie en paradis ». « Mais si m'ait dieulx il m'est advis »
(e. !')• _ ,
2. Frammento di una farsa, i cui personaggi, indicati per sigle, sono le P., le S., le T. (probabilmente, le Premier, le Second, le Troisième). « * Le P. Quar vous estes trop de loisir | et ne vous faites que gratir || Le S. Ou poure malade j que de saing maint je suis al ... * » (e. 38 — 38').
44(117. —49). La clef d' amour.
Membran., sec. XV, m. 0,306 X 0,230, di carte 16, a due colonne per pagina.
A e. 16' è la segnatura: « Chere (?) » (sec. XVI). Legatura moderna in velluto azzurro.
{La claif d'amours). Poema francese, senza titolo, e mutilo in fine. « Amours qui lez fìns cuers esveille | Et fait penser a grant
I
— 67 — ASHB. 44-45
inerveille [| Sentiras ne soies hontouse | De l'amant estreindre ■et besier' ».
(È una parafrasi dell'Ars amandi di Ovidio. Il titolo si de- sume dal testo (vv. 169 — 172, a e. 1', col. 2, linee 10—13): « Icest livre que j'e sonme | La claif d'amours sera nomme | Quar par luy pourra l'on ouvrir | Lez ars d'amours et descou- vrir ». — Cfr. 1* ediz. Tross-Michelant, Lyon, Perrin, 1886).
45(118.-50). Le livre de Sidrac.
Membran., sec. XIV, m. 0,315 (0,302, quad. i) ^ 0,205, di carte 56 (num. mod.) xlviij (num. ant., con otto carte in j)rinc. non numerate, contenenti il prologo e l' indice), a due colonne per pagina ; di linee scritte 44 per colonna.
Nel marg. super, della prima pagina è scritto in gotico : « Argerie. »
Legatura moderna in velluto paonazzo.
Sidrac li/ sage philozopher, le quele houme apele le livre de la foun- tayne de tous seienz.
Prologo. « La purveaunce de dieu le pere tut puissaunt de touz choses II le une apres le autre come le Roie les demaunda e a ceo sa acorderount les Mestres » (ce. 1 — 3).
Issi conìneneent les chapitres des demaundes qi li Roie Boccus de- maunda de Sidrac le philozophur. Segue il rubricario coi ri- chiami alla cartolazione antica (ce. 3 — 8').
Issi Jinissent les chapitres. Ore conmeneent les respounsces a cestez demaundes. « Fusi dieu touz joures e serra? R. Oil, saunz con- mencemerit, saunz fin: il fist ciel, tere e touz choses [j Ze Roi respount e disi. R. Dieu tei benei ec. Apres sa mort e a la mort Sidrac par le engin au diable gurpirent dieu e returnerount as ysles. Des queux Enferne est pleine e serra touz joures saunz fin. — Ci finist le livre de le sage philosophur Sidrac. Li quele lessa sa science apres si, parquei eie fust profitable as gentz. — Explicit hic totum, prò Christo da mihi potum » (ce. 8' — 56).
ASHB. 46-47
68
46 (120. — 52). Le Roman de la Rose.
Membran. e cartac, sec. XV, m. 0,403X0)283, di carte 205 a due colonne: l'ultima carta è bianca. Quadd. otto di carte 14 cia- scuno, salvo il primo che ne ha 12, e l'ultimo, 9: il foglio esterno e quello centrale di ciascun quad. sono membranacei, gli altri car- tacei. Scrittura minuscola acuta, di mano francese. A e. 1, col. 1% è rimasto bianco lo spazio che doveva contenere il titolo e la rubrica.
Legatura moderna in cartone con dorso di pelle.
« Aucunes gens dient que en songes | N'a se fables non et menconges f Mais l'en peut telz songes songier | Qui ne sont mie mencongier |1 Par grant ioliv-ete cueilly | La fleur du bel rosier fueilly | Ainsi OS la rose vermeille | A tant fu jour et ie m'esveille. — Cy fine le Rommant de la Rose. »
47 (119. — 51). Matheolus e Contre-Matheolus.
Membran. e cartac, sec. XV, ni. 0,403X0)282, di carte 70 a due colonne: sono membranacee le ce. 1, 10, 11, 20, 81, 32, 43, 44, 58, 59. La composizione materiale è simile a quella del cod. preced. : la scrittura della stessa mano.
Legatura moderna in cartoni con dorso di pelle, uguale a quella del cod. preced.
\. Liber eontra Matheolus. « Mes dames je requier merci [ A vous me vueil excuser cy | De ce que sans vostre licence | J'ay parie de la grant dissence | Et des tourmens de mariage. ( Se j'ay mesdit par mon oultrage | Je puìs bien dire sans flater | Que ie n'ay fait que translater | Ce que j'ay en latin trouve || Car venal est l'amour du monde | Et avarice est trop parfonde. | Plus en di- ray a l'autre fois. | Adieu vous comment je ni'en vois. — Cy fine le Contre Ma.theolus, appelle le livre de leesse, contenant l'excu- sation pour les dames leur honneur et leur prouesse. — Explicit. Deo gratias » (ce. 1 — 19).
II. {Le Licre de Matheolus). « Tristis est anima mea | Ihesucript qui tant ame a ] Les siens qui d'enfer les getta | Et de son sang les racheta {| Si supplì a dieu qu'il luy plaise | Qae envers moy son ire apaise | Et me doint lieu avec m'amie | En la celeste compaignie. Amen. — Explicit Matheolus » (ce. 20 — 70).
— 69 — AsHB. 48
48 (121. — 53). La Q liete du Saint Graal.
Membran., sec. XIV, m. 0,350X0,241, ài carte 90 (num.mod.), cviij (num. ant., della quale mancano le ce. xxxiij — xl, Ij, liiij, Ixxiij — Ixxx, con mutilazione del testo): due colonne per pag., linee scritte 42 per colonna, sino a e. 48 ; 41, nel resto del cod. Una nota in fine del testo (e. 90', col. 2*) serba ricordo che il codice è stato scritto in Avignone nel 1319. « Actuni anno domini Millesimo tre- centesimo decimo nono secunda die mensis augusti, pontificatus do- mini domini lobannis pape xxij. anno tertio, in civitate Avinonensi. » Questa nota è scritta in rubrica tra due cartelle rettangolari in co- lori, nella superiore delle quali è uno scudo inquartato d'oro e d'ar- gento con due fascio rosse nel campo d' oro e un leone rampante azzurro nel campo d'argento. Il cod. abbonda di quadretti dipiati (m. 0,07X0,04 — 0,06), intercalati nelle colonne, e posti a capo dei singoli capitoli, con rappresentazioni e figure illustrative del rac- conto. Nella guardia finale sono scritture del sec. XV: cioè, nel retto, una poesia in quattro stanze di 5, 3, 3, 5 versi : « Ben ay ie deja joyusemant || Je an demande le juyemant » ; e nel tergo, in caratteri allungati, « Gaufroy Ducbastel. »
Legatura in cuoio con doi*ature nel dorso.
(In prima pagina, di mano moderna: Roman des Cheoalcers de la iable Ronde, appelle Galaad. Manuscrit V an 1319 a Avign.).
« La veile de la pentecoste quant les compagnons furent toz venus a Kamaalot et orent oi le servise et l' en voloit metre les tables a hore de none, lors entra en la sale une mont tres bele damoisele \\ Si fist le roi mander tos les clers de sa cort, cex qui les aventures metoient en escrit, qui avenuez estoient as cbevaliers de leens. Si conta Boors les aventures du saint Graal, teles coni il les avoit veues, si furent mises en escript et gardees en l'aumaire des {sìe) Salisberes; dont mestre Gautier Map les trest a fere son livre du Graal por l'amor du roi Henri son segnor, qui fist l'ystore tran- slater de latin en francois. Si s'entest a tant li contes, que plus n'en parole, des aventures du Graal, ne en cest livre ne en au- tre; et s'il estoit qui plus en deist, il n'en feroit pas a croisre. » Lacune da « le me creantes vos fet {richiamo nel marg. inf. eie come loial chevalier) » a « la boche de son creator » (xxxij' — xlj = 32' — 33); da « mes chascun selonc ce qu'il a deservi recevra son loer » a « vellie qu' il ne cuide iames porter armes » (l' — lij =: 42' — 43); da « i . chevalier arme d'unes armez plus noires que more, si sist sor i . grant » a « et plus que il ne troverent aventure nule» (ce. liij' — lv = 44' — 45); e da « de ceste chose est il mont a malese, si {richiamo nel jnarg. inf. les alast volentiers) » a « list le mortel fruit » <^cc. Ixxij' — lxxxj=:62' — 63).
AsHB. 49-50
— 70 —
49 (122. — 54). Romanzi francesi.
Membran.,_sec. XIV, m. 0,322X0,225, di carte 209 (num. ant. in mimeri romani) a due colonne, di linee scritte 45 per colonna : la e. 74 è doppia. Scrittura gotica. A e. 209, dopo 1' « Explicit » si legger « >i< A.. Nostra Dona de Cortenay ». A e. 209' è scritto di mano dei sec. XIV: « Illustrissimo principi domino lachobo dei gratia Regi Majoricarum comitique Ronsilionis et Ceritanie ac domino Mentis Pessuli » (Iacopo I d'Aragona, 1208 — 1276); e, più sotto, la descrizione provenzale di uno strano e prezioso anello contenente molte reliquie. Nella stessa pagina è scritta una quietanza francese del 27 ottobre 1521. Quest'ultima carta è restaurata nel marg. infer. ; bensì il restaixro è anteriore alla data suespressa, giacché la detta quietanza, scritta in massima parte sul nuovo brano di pergamena, ha alcune linee che si compiono sul vecchio. A ce. 1 e 61 sono due quadretti miniati con figure a fondo d'oro, e altre miniature a or- nato sono in parecchie pagine dei due primi romanzi. Legatura moderna in assi con dorso di pelle.
I. (Romans des vij. sages). « A Rome ot i . empereur qui avoit a non
Dyocletien; il ot fame eue. De cele fame li fu remes .i. hoirs masles. Li emperieres fu vieulz, et li enfes ot ia vij. anz || li cors fu en petit d'eure finez; l'ame ait ce qu'ele a deservie. — Explicit le Romans de vij. sages» (ce. 1 — 13').
II. Ci conmence le licre de Marques le fiulz Chaton, « A Rome ot
iadis i . empereour qui avoit non Dyocleciens. Li emperieres fu viex et acoucha malades et morut. Il avoit eu ij. fames || Et tint Marques en grant chierte. Et vesquirent einsi ensamble toutes leurs vies. — Explicit de Marques le fiuz Chaton » (ce. 14 — 60: la e. 60' è bianca).
III. (Laurìns le fiulz Marques). Apres ce que li emperieres Dioclesiens
de Rome fu mors, regna li fiulz qui ot non Sifeus iiij'''' ans |{ et ainsi vesquirent paisiblement touz les iours de leurs vies. Si me voeil ore d'euls taire a tant, que plus n'en parole l'estoire. — Explicit de Laurins le fiulz Marques » (ce. 61 — 209: la e. 148, salvo poche linee, è bianca; ma il testo ripiglia nella e. 149 senza interruzione di senso).
50 (123. — 55). Miscellanea francese.
Membran., sec. XIV princ, m. 0,336 XP)234, di carte 182, mala- mente disposte in principio e da riordinarsi in questo modo : 1 — 7,, 11 — 13, 8 — 10, 14 — 132. Mutilo in fine. A e. 8 comincia una num. ant. in numeri romani, con queste corrispondenze : j — iij =8 — 10 j;
— 71 — ASHB. 50
segvie una striscia di carta bianca tagliata, anticam. numerata iiij ; V — cxx=:14 — 129; tra le ce. 129 — 130 mancano le antiche cxxj, cxxij ; cxxiij — cxxv= 130 — 132. Il cod. è scritto tutto da una mano a due colonne per pagina, eccettuati i nn. ii e iii che sono a tre colonne. Il n. i è illustrato con copiose figure intercalate nel testo : parecchie altre miniature sono nel resto del cod. delle quali no- tiamo quelle con figure, a ce. 8, 14, 16', 22', 21, 27', 32, 33, 33', 36, 37', 40, 43', 41', 45, 48, 51', 55', 58, 59', 64, 66, 66', 70, 72, 72', 74, 79', 82', 87, 90, 96', 98, 101, 103, 111, 115', 116', 117', 118', 119, 120', 128', 129', 130'. Per essere il codice smarginato i fregi delle pagine sono in pai-te mutili.
Legatura in cuoio con dorature nel dorso simile a quella del cod. 48.
(Nel marg. laterale esterno della prima pagina sta scritto trasversal- mente di mano moderna: Ce Livre contient: 1.^ V enlecement d'une Jille par un jeune hom aoee le secours du dieu de l'amour, ou ce Jeune hom pour esprimer san amour explìque la nature de quelques anìmaux. 2.° les Conseils de Caton en vers. 3.° un Roman d' Antiochus et d'Apollon de Tyr. Questo titolo si ri- ferisce ai nn. I, III, IV).
I. (Richard de FouriNIval, Arrière-han o Bestiaire d'amour. In prosa.
— Cfr. l'ediz. di Ch. Hippeau, Paris, Aubry, 1860, e il cod. Laur. Lxxvi, 79, ce. 25 — 41', descritto da P. Meyer nel Bulletin de la Soeiété des anciens textes Jrangais, 1879, pp. 74 — 75, 84 — 86; il nostro testo bensì, per la disposizione e per il con- tenuto, presenta notevoli differenze). « Mantes iens desirent le veire a savoir, et por ce que nullui (?) ne puet tout savoir, ja set ce que iascunne chosse soit sene {Questo principio èri- toccato e alterato, di modo che la lezione primitiva rimane tal- volta dubbia) |1 il ne fait pas a conter la ioie que li chevalier et la damoiselle demoinent; et bien devoient mener grant ioie au complement de si tres grant dessir. — Ci finiste li contes- et li Ariere bans. Que deu mande pes entres tous les crestianz, et a moi doint dex de rende chascun anz d'or mil besans, et m' acreust dex la vie en sante x. mil anz avec ma dame et mez enfanz. Deo gratias. Amen» (ce. 1 — 7').
II. {Florence et Blanchejtor. In versi. — Cfr. Barbazan-Méon, Recueil
de fabliaux, iv, 354 — 365). « De cortoissie et de barnage | Ot il assez en son corage | Qui sset lo conte propensser | Qe ie voz voeil pre {sic) pressenter || Tant que en son palaiz l'ont menea | La ou la bele Blancheflor fu nea% | lei est difinia la concor- danca [ De Blancheflor et de Florenca | A ici fìnist le Conte del fin amor \ de dame Florenca et de Blancheflor » (ce. 7', 11 — 13: la 13' è bianca).
AsHB. 50 _ 72 —
III. Parafrasi, in versi, dei distici di Catone (di Adan de Suel). « Ce dit
Caton: quant ie veoie | Les homez aller a malie voie 1| Se hom a mespris en mant leu | Aucun bien ail dit par leu | Que vol- luntiers devez hoir | E dex vos en doint bien ioir. — Explicit liber iste Catonis » (ce. 8. — 10').
IV. {Apollon de Tyr-. In prosa. Il titolo è scritto di mano moderna
a capo della e, 14). « Un rois fu en la cite d'Antioche qui avoit nom Antioqus, qui avoit de sa feme qui morte estoit une fille tres belle || Pueis que ces chossez furent parfaites, Apollon en- gendra de sa feme un filz, lequel il establi a roi en leu dou roi Archistratus son aioli, et il avec sa feme vesqui benignement Ixxiiij ans et tint le roiaume de Antioque'de Tyr de Tarse et des Cirenienz en paiz tous le tens de sa vie mentres qu'il visqui. Et il escrist totez sez aventures, et en fist deus livres, l'un ou tenple de Dyane d' Efesse, l'autre retint en sa chanbre. — lei faut VEstoire de Apollon de Tyr. A dex en soit loenge. Amen» (ce. 14 — 22': la e. 23 — 23' è bianca).
V. Parte del Bret, ossia del Tristano, dal principio sino alla morte di
Pernéan ucciso a tradimento dal fratello Marco. In prosa. (Di mano moderna a capo della e. 24: Sador romarì). « Aprez la passion nostre Seignor lesu Crist par cui mort nos fumes ostez de la prison tenebreusse et de la mort perdurable, Joseph de Ba- ramatie, qui avoit este disiple boens et leiauz, vint puiz en la grant Bretaigne || En tei maniere ocist li roiz Mars son frère en traisson ee. Mes or se taist li contes a tant de parller de ceste aventure, et retorne a parller de une mult belle cort qe tenoit li roiz Uterpandragons en la grant plaigne dou chastiauz de l'O- bre (sze) la u fu toz li bonz chevaliers dou monde » (ce. 24—47').
VI. Parte del Guron li Courtois. In prosa. (Di mano mod., a capo
della e. 48: Guron roman). « En ceste partie dit li contes et la veraie estoyre le tesmoigne, qe le roi Uterpandragons tenoit cort chascun an acostumeement en la grant plaigne dou chastiaus de l'Ombre || Et sachees que M. Galeot pugna (sic) a guarir de celle plaie bien deuz moiz avant que il peuste porter armez^ et M. Guron i pugna a guarir iij moiz ou plus (ce. 48 — 73).
VII. Altra parte del Guron. (Di mano mod., nella e. 73' bianca:
Roman du Chevalier sans peur). « Un iors qe li rois Uterpan- dragons tenoit cort mult esforcee por recordement que en celui ior avoit il receu coronne primierement |] il se departe de lui, et s'en vient unne autre voie, et li bon Chevalier sanz paor s'en vaitavec sa damoiselle » (ce. 74 — 100').
é
— 73 — AsHB. 50
Vili. Altra parte del Guron (Avventure di Breus. — Cfr. Rajna, Le fonti dell' Orlando Furioso, pp. 107 e segg.).
1. Breus e la perfida damigella liberata da Girone. (Cfr. Fram- mento d'antico volgarizzamento di Girone il Cortese, ed. Lord Vernon (Firenze, Piatti, 1847) pp. xcvij — cxv ; e Rusticiano, Girone il Cortese, ed. Tassi (Firenze, Logge del Grano, 1855) cap. XXXVI — xxxviir, pp, 364 — 381). « Or dit li contez que quant la damosselle se fu partie de Guron li cortoiz |] Or se teist li contes a parler de la damoisele, et retorne a Breus qui est en la cave» (ce. 101 — 102').
2. Breus nella caverna dei Bruns. (Cfr. Frammento cit., pp. cxvj — clxxiij ; e Rusticiano, cap. xxix — xnx, pp. 381 — 438). « Or dit li contes que puis que la damoiselle se fu partie de Breuz sans pitie || et se mist en son chemin, et tant chivaucha celui ior, que il trova unne maison de religios, ou il dormi tonte cele nuit. Mes a tant se taist li contes de Breus, et tome. » (Qui, seb- bene il discorso abbia apparenza di rimanere sospeso, non manca effettivamente nulla : segue infatti, al di sotto di quest' ultima parola, il richiamo « a deu en soit loenge », che attacca colla pagina seguente: forse si tralasciarono le poche parole di com- pimento della formula usuale, per non occupare la nuova pa- gina), (ce. 103 — 110').
IX. (Di mano moderna: L'Empereur de Rome, le Eoi Arias, Pha-
ramon).
1. Prologo al Guron. (P. Paris, Les mss. frangois de la Biblio-
thèque du Roi, ii, pp. 346 — 351, pubblica questo prologo dal
ms. Parig. 6959). « A Deu en soit loenge qui m' a done poir et
fforce et memoire de ffiner honoreement le livre del Bret 1| Quel
nom li porai ie doner"? tei nom com pleira a mon seignor le
roi Henri. Il velt que cestui mien livre qui de cortoissie doit
neistre soit apelez Palamedez, por ce qe si cortoiz ffu totez voiez
que nul plus cortoiz chevaliers ne ffu au tens le roi Artus, et
tei chevalier et si preuz come l'estoyre veraie tesmoigne. Or
donc quant a monseignor (plest) que ie cest mien livre encom-
mence el nom del bon Palamedes, et ie le veil enconmencer.
Deu en merci ie premieremant de tot mon cuer que il me doin.t
poir et fforce* de ffiner ceste livre et ceste moie ovraigne qe gè
encomence el nom de Deu et de la sainte trinile, qui ma iovente
tiegne en ioie et in sainte et en richete et en l'amor del mien
Seignor lesu Crist. Amen» (e. Ili — 111').
2. Altra parte del Guron. (Storia di Esclabor, ec). « De grant valor,
de grant puissance, de grant envoisseure plein, de grant deduit,
ASHB. 50-51 _ 74 _
de grant solaz ffu li rois Artus [1 et M. Seguranz fìert lui si aspre-
ment que il le porte tout envers {richiamo a pie di pagina :
et. . . passe houtre)* » (ce. 112 — 132'). — Lacuna di due carte tra la 129' e la 130 da « et crie au chevalier tant com il puet: sire chevalier gè vos » a « prist tout maintenant et le porta en son hostel ».
51 (124. — 56).
Robertet, les douze dames de Rethorique. Alain Chartier, Poesie varie.
Membran., sec. XVI princ, m. 0,350X0)215, di carte 19, di linee 32 per pagina, con accurata rigatura in inchiostro: sono bianche le ce. 1, 2, 12, 13, 19. Elegante scrittura acuta francese, che ha iniziali fregiate a oro e colori ; alcuni titoli sono in maiu- scole azzurre o rosse con bordo d'oro ; e scritti pure di bell'azzurro gli argomenti e i motti dei capitoli del n. i, nonché i titoli delle poesie di Alain Chartier.
Legatura moderna in pelle rossa.
I. [Les douze dames de rethorique, di Robertet. — Fu pubblicato
la prima volta, secondo un cod. Parig., da L. Batissiers, Mou- lins, 1837).
Le dodici dame menzionate nel poema sono: Science (e. 3). Eloquence (e. 3'). Profundite (e. 4). Gravite (e. 5). Vielle Aqui- sicion (e. 5'). Multiforme Riehesse (e. 6). Flourie Memoire (e. 6'). Nohle Nature (e. 7). Clere Invencion (e. 8). Precieuse Posses- sion (e. 8'). Deduction louahle (e. 9'). Glorieuse Acheoissance (e. 10). Questi nomi, accompagnati da motti latini, servono a distinguere i vari capitoli del poema. — « Science la premiere damme. " Astitit Regina a dextris tuis in vestitu deaurato eir- cundata varietate. " Sciencia. Je Science damme contemplative | Splendeur du monde et clarte primitive || La xij^ damme. Glo- rieuse Acheoissance. " Vultum meum admirabuntur divites plebis. Quia speciosa in forma pre filiabus hominum. " Et moy de moy que doyge dire | De propre los que puisge escripre ec. \ Je faiz exalter la personne | Voler son euvre jusqu' au trosne | Et gioire plus que d'eau ou rosne | Luy baille en bouche des meilleurs. — Fin » (ce. 3 — 11). — Ensuit le Rondeau. « Soyt pris en gre no- stre petit ouvrage [| Mais quant l'envoy meut de noble couraige | Soit pris en gre » (e. 11).
II. Cy commence la complainte maistre Alain Chartier, eonseilleur
et secretaire de Charles vij.^ « Contre toy mort douleureuse et despite [ Angoisseuse maleureuse et mauldite j] Et ne requier se
— 75 — ASHB. 51-52
non que viengne l'eure | Qu'apres ma mort en paradis la voye » (ce. 14 — 16').
III. Ensuit Balade du dit maìsire Alain Chartier. « Aucunes gens
m'ont huy arraysonne j En tournoyant ainsi que je songeoye [[ Et si maintien envers touz la querelle | Que les loyaulx sont le plus douleureux » (ce. 17 — 17').
IV. Vari « Rondeaux » del medesimo autore.
1. « Joye me fuit et desplaisir me chace » (e. 17').
2. « Triste plaisir et douleureuse joie » (e. 18).
3. « Riche d'espoir et pouvre d'autre bien » (e. 18).
4. « Je n'ay pouair de vivre en joye » (e. 18').
5. « Mort sur les piez faignant avoir plaisir » (e. 18').
52 (125. — 57). Miscellanea francese.
Membran., sec. XIV princ, m. 0,835 X 0,230, eli carte 245 (num. ant.) a due colonne, di linee 40 per colonna. Sono doppie le ce. 16, 68, 105, 114, 150, 162, che distinguiamo con asterisco: e in principio sono 14 carte, distinte in due quadd., delle cui segnature resta qualclie traccia, alle quali abbiamo apposto i numeri romani j — xiiij : di modo che, effettivamente, le carte del cod. sono 265. I quadd. sono di 8 carte, segnati con lettere alfabetiche, e altri se- gni ; salvo che il quad. P. è di 7, mancando dell'ultima (tra ce. 101 e 102), con mutilazione del testo ; e dopo il quad. Z. ne viene uno di sole 4 carte (ce. 162* — 165), due delle quali originariamente bianche. Scrittura gotica francese. Grandi iniziali a oro e colori riccamente ornate, con lunghi fregi, a parecchi dei quali sono so- vrapposte bizzarre e vivaci figurine ; quadretti miniati con figure nelle ce. 1, 2', 8, 5', 6, 7, 8, 9', 10', 12', 15, 16, 16* 19, 20, 23, 27', 44, 60, 88, 121, 122', 123', 124', 126, 127, 127', 128, 129', 131, 132', 183, 135', 136', 140', 141'. 142', 143', 145, 146', 147', 149, 150* 151', 153', 154', 156', 157, 161, 166, 168, 179, 184, 188, 196, 203', 211', 217', 233, 242. — Il cod. ha una guardia membran. in principio e due in fine, che sono frammenti di un documento giudiciale francese del sec. XV, aggiuntevi modernamente notizie illustrative del cod. (Vedi, più sotto, alla lett. C).
A e. 245' si legge, di mano del sec. XVI, sopra rasura: « Ap- partieni a Anthoine Trudaine d'Amiens. » — Appartenne poi alla biblioteca del Cancelliere D'Aguesseau, il cui stemma è impresso a oro nei piatti esteriori delle coperte del cod., e finalmente alla collezione Perrin de Sanson, che fu venduta a Parigi nel 1836, e ivi lo comprò il Libri (cfr. Delisle, Mss. Libri Laur., p. 9). — Una lettera autografa di Gaetano Melzi ad esso Libri (18 luglio 1839) è incollata in principio del cod. — Questo cod. è della stessa fa- miglia del Parig. 573, scritto nel principio del secolo XV.
Legatura in cuoio, con dorature, impressovi lo stemma suddetto.
A. Indice, in minio, dei 62 libri, nei quali è diviso tutto il codice, e il cui numero progressivo ricorre a capo delle pagine: i. Chi coumence li liore qui est apeles tresors de la premiere science
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de phylosophze. \\ Lxri. Chi conmence de le maisirie Ypocras qu il envoia a ioi Chesar (ce, j — ij).
B. Indice, parimente in minio, dei capitoli, nei quali si dividono le
varie opere contenute nel volume. Sono due serie di numeri, che ricorrono poi nei margini esterni del cod, o intercalati nel testo: la prima di 465 (che si riferisce ai libri i — xxxiv e n, cioè alle opere I, II, IV) ; la seconda di 172 (che si riferisce ai libri Lii — Lxi, cioè all'op, V). Non sono compresi in questo ru- bricano i libri XXXV — L (op. Ili) e lxii (op. V).
1, Chi finent les rebriques des ystoires qui sunt en tot cesi Icore: et eommence apres as menues rebriques. Et commence premiere- ment au tresor. Et les rebriques ensiewent le tresor. i. De phy- losophie selonc paratike \\ cccxcvii. Coment li sires doit demourer a rendre san conte (ce, ij — vij),
2. Chi Jinent les menues rebriques dou tresor : et commence sour le livre Iclm. (Karlemaine) as menues rebriques ensivani apres. cccxcix. Coment li angles s'aparut a l'empereor de Costentinoble \\ ccccLvi. Chi sont les nons de tous les roys qui ont este en France apres le destruxion de Troies (ce. vij — viij).
3. Chi finent les menues rebriques del romans klm. ; et commence a l'ensegnement de sapience. cccclviii. Courveance (1. Pouroeance) \\ ccccLXiv, De pais. cccclxv. Chi finent les menues rebriques de sapience (e. viij),
(I numeri omessi cccxcviii, cccclvii corrispondono a prologhi, che né anche nel testo sono numerati).
4, Chi commencent les menues rebrikes de phylosophie. i. Chis pre- miers capitles ensegne qexest (sic) la maniere de parler en ceste science \\ clxxii, Chis xxi.""®* chapitles (i capitoli hanno una sud- divisione interna libro per libro) ensegne quant on doit /aire nes, et comment on se doit combatre en ewe, et a quoi totes ba- tailles sunt ordenees (ce. viij — xij').
C. Notizie biografiche degli autori, e descrittive dei « Livres contenus
en ce volume», aggiunte modernamente nelle ce. xiij' — xiiij ri- maste bianche. Sono di due mani, che designiamo colle sigle b, e. Altre simili sono nel tergo della guardia anteriore di tre mani: a, più antica, b, e); nella e. 245' e nel retto della prima guardia posteriore (mano b). -I, Il Tesoro di Brunetto Latini. « Chis livres est apeles tresors, car si comme li sires qui veut en petit lieu amasser chose de gran- disme vaillanche, non pas pour sen delit seulement, mais pour acroistre son pooir I| Lors se a dieu plaist tu seras absols hono- rablement, et prendras congie dou conseil et dou commun de
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la vile, et t'en iras chies toi a gioire et a honor, — Explicit li livres qui est apelles tresors » (Lib. i — xix, ce. 1 — 120: la 120' è bianca). II. La Cronica, detta di Turpino, tradotta dal latino in francese. — Coinment Charles conquisi E'spaigne et Galisce par V anonehe- ment saini Jakeme et comment Charles morut: cest ci V estoire selene le latin. — Prologo del volgarizzatore. « Il est voirs que pluisors ont oi dire et oent encore de Charlemaine comment il conquist Espaigne et Galisce ; mais que que li autre dient ne qu'il en ont este ne mis, ici poes oir la verite d' Espaigne se- lene le latin de l' estoire, que Mickieus de Harnes fìst par grant estudie cherkier et querre es livres Renaut le conte de Boloigne. Et por rafreskier es cuers des gens les oevres et le nom del bon roi, le fist del latin translater en romans a xij°. ans et vij. de l'incarnation nostre seignour lesu Crist, el tans Philippe le noble roi de France et Loey son ainei fil. Et pour ce que rime se veut afaitier as mos conquellis fors d'estoire, veut Mickieus que cis livres soit fais sans rime selonc le latin de l'estoire, que Turpins li archevesques traita et escrist ensi cora il le vit et oi || Hui mais commencerai comment et par quel ochoison Charlemaine et Turpins li archevesques avoec lui, qui tout mist en escrit, ensi com vous orres que la verites fu en memoire » (e. 121). — « Voirs est que li glorieus aposteles messires sains Jakes et les autres desciples nostre segnor, qui les divers lieus del monde cherkierent, preecha primes en Ga- lisce Il Ore est la soie arme por sa meri te et sa deserte coniointe a le celestiel compaignie avoec dieu le pere. Qui vit et regnerà per infinita secula. Amen. Amen. Amen » (Lib. xx — xxxm, ce. 121 — 135').
III. Seguono questi due capitoli:
1. Cest ci qaantes fies lerusalem a este en mains des crestiens et de sarrasins deoant V inearnation et apres. « Lonc tans devant l'incarnation nostre seignor lesu Crist [j le reprist Salahadins, si le tient encore et tenra, et tenra tant com dieus plaira. »
2. Ci sont li nons de ious les Rois qui ont este en France apres le destruetion de Troies. « Li premiers Rois qui onques fu en France apres le destruetion de Troies ot a non Faramons || Phe- lippes li rois engendra Loey l'enfant» (Lib. xxxiv, ce. 135' — 136).
IV. Leggenda dei Sette Savi di Roma. — lei encommence li ystoire
de la male marastre et des vij. sages de Romme la chite. « Il est a savoir que iadis avoit un empereour a Romme qui ot non Dyoclisiens. Il avoit eu femme et de celi avoit il un fil qui
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Phiseus estoit apeles. Li damoiseaus, au tans dont ie parie, avoit vij. ans. Li etnperers l'amoit tant que trop, et sans faille de son tans n'en peust on trouver plus bel ni plus sage |] Li empereres tint son fil et son filleul meismes les vij. sages eu grant chierte, et furent en grant pais de ci adont que l'empereour covint morir ci corame vous ci apres orres » (Lib. xxxv — l, ce. 136' — 162*).
V. Ci cominence l'enseignement de sapience. « Le commencement de
sapience est criembre dieu nostre seignor. A ceus qui aiment dieu riens ne leur faut || Trois choses font pais entre dieu et homme, iune, amosne, et orison. — Ci fenist l'enseignement de sapience» (Lib, li, ce. 162* — 163').
Sul retto della e. 164, rimasta bianca, sono state scritte da mano del sec. XV varie orazioni per la festa di S. Giuliano: resta bianca la e. 165.
VI. Il Reggimento dei principi, di Egidio Romano, tradotto di latino
in francese, — Ci coumence li livres dou gouvrenement des Rois et des princes que freres Gilles de Roume de l'ordre de suini Augustin compila des dis plusours philosophes. (Nel margine su- periore è scritto da mano del sec, XVI « Ce livre fut translate du latin du frere [Gilles de] Roume par maistre Henri de Gouchi »), Prologo. « Li livres de gouvrener les cites que on apele politike nous ensengne que toutes segnouries ne durent pas tant l'une comme l'autre jj Et se il font ensi, il deserviront la pais par- durable en la quele il a souverainne pais et souverain delit: la quele pais dieus qui est benis en ciel et en terre a proumis a ses loiaus amis. — Ci fenist li livres dou gouvrenement des rois et des princes que freres Gilles de Roume de l'ordene saint Augustin a fait. Le quel livre maistre Henris de Gauchi a tran- slate de latin en francois par le commandement Phelippon le noble roi de France » (Lib. lii — lxi, ce. 166 — 241').
VII. Lettera attribuita a Ippocrate. « Chou est li voirs que ie Ypocras
envoie a toi Cesar que ie fai promis piecha. Saches qu'il est de tei maniere com tu l'as demande a ta sante || faites ausi coni i . tortel que li hom ou li femme asise desiune de si faites herbes dont li tortiaus ert fais de si a ix. iors, si garira, prone est » (Lib. Lxii, ce. 242 — 245).
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53 (113. — 45). Gaiitier de Coinsy, Miraclcs de la Yierge.
Membran., sec. XIII, m. 0,250X0)181, di carte 147 a due co- lonne : mutilo in principio e male in ordine, come diremo ^iù spie- gatamente nella descrizione del contenuto. Scrittura gotica francese. Per corrosione della pergamena, il testo è in parte danneggiato nelle ce. 9, 16, 22, 6G, 93, 94, 107, 108, 142: la scrittura della prima pagina è quasi completamente estinta.
Sul tergo della e. UT (oltre a parecchie prove di penna del secolo XIV) è impresso lo stemma dei Carmelitani Scalzi di S. Pao- lino di Firenze, con in giro la scritta : Carm. discal. s. pauli. flor. (sec. XVII).
Legatura moderna in assi con dorso di cuoio.
I. Liriche alla Vergine.
1. Frammento di 8 linee, poco leggibile: « La dame del monde qui est ... 11 chascqun lo . . . ».
2. « Entendez tuit ensemble [| qui pour nos doner vie en la croiz devia, sa chancon ci finee li prior devi a ».
I versi non sono distinti per linee : le prime linee hanno ampi spazi intermedi per la notazione musicale, che poi non fu messa.
3. « Hai enfantez fu li fìlz deu. chantez alleluia || de son lait sade et dous puerpera» (ce. 1' — 2).
Ampie interlinee come sopra, per tutta la canzone.
II. Miracoli della Vergine. — Essendo nel cod. parecchie trasposi-
zioni, come diremo in appresso; e per conseguenza non ve- nendo le poesie in buon ordine, e di alcune di esse essendo separato il principio e la fine, diamo semplicemente i titoli e principi dei singoli capitoli, secondo che giacciono nel cod.
e. 2. De serorge qui cosi gesir aoee l'ampereriz de Rome. « Li sages dit et feit savoir | Li tres bons livres de savoir ».
e, 19. Epilogo senza titolo. « Qui ces miracles a leuz 1 Bien est chetis et durfeuz ».
e. 20'. Le ditie que Gautier Jist de nostre dame. « Gautìers qui est de cors et d'ame | Sers a touz les sers nostre dame ».
e. 43'. De l'ampereriz qui ne vosi prandre seignor fors que dieu. « Vous damoiseles et vous dames j Qui de cuer et de cors et d'ames ».
e. 51'. De l'ampereor qui dieu renoia. «Un miracle trop merveilleus | Qui les princes trop orgueilleus ».
e. 57 '. D'un roi sarrazin qui asist Coustantinnoble. « Au tans que de la cite noble | Qui nomee est Costentinoble ».
e. 59. D'une poore fame qui ot j. anfani clerc. « Seinte escriture nous esclaire j C on doit covrir et e' on doit taire ».
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e. 64'. D'un orfeore a qui nostre dame randi sa veue. « Assez savez
qu'assez Loeon | La bele eglise de Loon ». e. 05. Si comme la Jiertree en fu portee. « Li clers qui la fiertre por-
taient | Qui sage et bien lettre estoient ». e. 66. Si comme la laine aus m,arch[eanz'\ fu toute arsse par feu. « Qanque li clers entr'eus disoient ] Que l'une partie rendroient ». „' Si comme la fiertre vini an Engleterre. « Mestre Buisart et si chanoine | Qui bon clerc erent et aoigne ». e. 68. D'un boriois qui aooit une file torte et contrefeie. « Qi {l. Li) bon bariois qui par sa fame | La scinte fiertre nostre dame ». „ D'unne vile ou li deable mistrent le feu. « Or entendez qua en cest foil | D'or en avant venir vous vueill ». e. 70. D'un boriois qui mout estoit riches qui ehei em potrete. « Tant truis escrit foi que doi m'ame | Des doz miracles nostre dame ». e. 74. D'un prevost qui (sic) nostre dame resueita de mort a vie. « Qui
bons livraires velt cerchier | Et les bons livres reverchier ». e. 77'. D'un laboreor qui volantiers retailloit autrui terre. « Conter
vos vueil sanz nul delai | Un miracle d'un home lai ». e. 8L Del iugleor a qui nostre dame anvoia le cierge sus sa viele.
« La douce mere au criator | A l'eglise a Rochemador ». e. 83'. D'un anfani qui ardoit del feu nostre dame. « Se dieux m'aist bui et demain | Tant miracle me vient a main ». „ Ci commence li miracles de cel anfani. « Qant a Seissons tant de genz vindrent | As hauz miracles qui avindrent ». e. 85. Du bouvier qui ne voloii aorer nul seinnaire « lei apres veil
remoller | j . miracle del seint souler ». e. 87'. De la povre fame qui estoit arsse del feu d'anfer, a qui no- stre dame refist son nes an son dormant. « Aincois que fors del livre issons | Des miracles qui a Seissons ».
e. 93. D'un preudome qui nostre dame « Qui ve[ut oir
vers] mo[i se traie | Ta]le[nt me prent qu'en]cor [retraie] ». e. 96'. De la fame qui fisi murtrir son gendre. « Cele qui est de
tei maniere | Qui de toz biens faire est maniere ». e. 102. D'unne pucele a qui nostre dame s'aparut. « Mes livres dit
conte et narraz | Qu'en la cite riche d'Arraz ». e. 107. De celai qui (sic) nostre dame sauva en la mer. « Qui veult
oir, qui veult entendre | En quel maniere set desfendre ». e. 112. D'une dame qui se misi an un hermiiage. « La loenge de la
dame, ( De l'esmeraude, de la iame ». e. 123'. Du ehenoinne qui ne voloii mangier tant qu' il eusi dit les eures nostre dame. « Vous qui amez de cuer entier | La fleur de lis et l'aiglentier ».
MINISTERO DELLA PUBBLICA ISTRUZIONE
APPENDICE AL BOLLETTINO UFFICIALE
VOLUMI STAMPATI
1. Elenco delle pubblicazioni periodiche ricevute dalle Biblioteche pub-
bliche governative d'Italia nel 1884. Pag. xxH-316. Prezzo: L. 2.
2. Catalogo dei Manoscritti Foscoliani (già proprietà Martelli) della Bi-
blioteca Nazionale di Firenze. Pag. xii-68. Prezzo: L. 1.
3. Indice Geografico-Analitico dei disegni di architettura civile e militare
esistenti nella R. Galleria degli Uffizi di Firenze. Pag. xlvhi-232. Prezzo: L. 3.
4. I Manoscritti della R. Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze.
Codici Palatini. Voi. I, Fascicoli 1, 2, 3, 4, 5 e 6. Prezzo: L. 1 il fascicolo.
5. Inventario dei Manoscritti Italiani delle Biblioteche di Francia^
Voi. I. Manoscritti italiani della Biblioteca Nazionale di Parigi. Pag. CLXXxii-256. Prezzo: L. 3.
Voi. II. Appendice all'Inventario dei Manoscritti Italiani della Biblioteca Nazionale di Parigi. Pag. vin-664. Prezzo: L. 4.
6. Indice dei Giornali politici e d' altri che trattano di cose locali rice-
vuti dalla Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze. — 1° luglio 1885-80 giugno 1886. Pag. viii-84. Prezzo: L. 1.
7. I Manoscritti della R. Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze.
Codici Panciatichiani. Voi. I, Fascicolo 1. Prezzo : L. 1 il fascicolo,
8. I Codici Ashburnhamiani, illustrati per cura del Prof. Cesare Paoli.
Voi. I, Fascicolo 1. Prezzo : L. 1 il fascicolo.
DI PROSSIMA PUBBLICAZIONE
Indice del Mare Magnum di Francesco Marucelli, per cura del Professore Cav. Guido Biagi; un volume di oltre 800 pagine.
Manoscritti di Filippo Pacini, per cura del D.'' Aurelio Bianchi; un volume di circa 150 pagine.
I Manoscritti della R. Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze. Codici Panciatichiani, fascicolo 2.
Questa nuova serie di appendici non è compresa nella distribuzione consueta del Bollettino Ufficiale. Chi desiderasse acquistarle dovrà rivolgersi al Ministero del- ristruzione, o ai principali librai del Regno, pagando il prezzo che per ciascun volume è assegnato.