ANTONIO CAGNONI

TORINO

Hitibàìitueisio Musicale Premiai

GIUDICI e STRADA

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FRANCESCA M 111

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MUSICA DEL MAESTRO

ANTONIO CAGNONI

Da, tappcóetttatót pet fa jittma coita

AL TEATRO REGIO DI TORINO

NELLA STAGIONE DI CARNEVAL QUARESIMA 1877-78

Proprietà per tutti i Paesi; Deposto a norma delle Leggi e Convenzioni internazionali; Diritti di traduzione riservati.

TORINO

Stabilimento Musicale Premiato GIUDICI e STRADA

Proprietà a norma delle Leggi sui diritti d'autore 25 Giugno 1865 e 10 Agosto 1875 e Convenzioni internazionali

Torino 1877; Tip. Teatrale di B. Som, via Carlo Alberto, 22.

0

PERSONAGGI

ATTOR

Guido , Signore di Ravenna e

padre di Sig.r Becker i Federico

Francesca Sig.a Missorta Palmiro.

Lanciotto Malatesta .... Sig.r Carnili Erasmo

Paolo » Clodio Vittorio

Alberigo, Capitano di ventura . » Polonini Alessandro

Frate Bonaventura » Roveri Gaetano

Silvio, Menestrello Sig.a Azzalini-Fìdi Augusta

Emma » N. N.

ÀNASTAGI Sig.r JV. N.

Soldati di ventura - Monaci - Damigelle - Cavalieri

Ragazzi, Popolo, ecc.

&TT@ PRONI)®

SCENA PRIMA.

Gabinetto di stile severo. - A destra, al piede di una immagine della Ma^ donna, un genuflessorio. - Un tavolo a sinistra con grande poltrona. - Piccola porta.

Francesca indi frate Bonaventura »

Fran. (inginocchiata dinanzi alla Madonna]

Vergine madre, che tanto soffristi,

Dal ciel mi assisti ! Soccorri all'alma travagliata e infranta,

Vergine santa ; Guidami tu per la secura via,

Vergine pia!

Fr. Bon. (che si è arrestato sulla porta]

Ella prega ; - perchè fra tanta festa Costei mesta?...

(avvicinandosi a Francesca che si leva dal ginocchiatoioj

Gli occhi hai rossi di pianto, o mia fanciulla; Che t'ange? Fran. Nulla...

Fr. Bon. (prendendole affettuosamente la mano]

0 mia buona Francesca aprimi intero

Il tuo pensiero; Deponi in me del combattuto core

L'ansie e il terrore. Se repugnante a queste nozze... Ah! parla... In tempo siamo... Fran. Al genitor sommessa,

Del Signore di Rimini accettai La mano... e la promessa Or compirò. Nobile cavaliero, D'alto cor, d'alta mente è questo sposo Che il padre mi destina. Amarlo spero... Si... un giorno.... io l'amerò...

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Fr. Bon. Parli di nozze.

Parli d'amore, e intanto Sulle tue ciglia si rinnova il pianto!..

Fran. (con abbandono]

0 mio secondo padre, o veglio pio; In quest'ora solenne rivelarvi Un secreto vorrei...

Fr. Bon. (va a sedere. - Francesca s'ingiiìocchia)

Ti ascolta Iddio ;

Parla, Francesca... Fran. Mi manca il core..,

Fr.BoN. Colpa in te alcuna - esser non può... Fran. Se non è colpa - sogno d'amore

Che un giorno all'anima - mi balenò... Fr. Bon. Forse... paventi - che si ridesti

Il fatai sogno - all'ara accanto...? E in questo dubbio - ti sciogli in pianto. . La nuzial festa - terror ti fa ! Fran. Voi mi leggete nell'alma, o padre... Fr. Bon. Non quanto è d'uopo... Fran. Saper volete

Come... qual fosse...? Tutto saprete...

E il cor più libero - respirerà. Or volge un anno - nel gran viale

Io folleggiava - tra l'erbe e i fior, Quando la voce - cara e fatale...

La prima volta - mi giunse al cor. Fuor dal cancello - un cavaliero

A contemplarmi - si soffermò T'amo, mi disse - spronò il destriero,

E come larva - si dileguò. Il seguente - sul luogo istesso

Riconducevami - vago desir... Vidi sugli alberi - un nome impresso... Nome ch'io tremo - di profferir... Fr. Bon. E il cavaliero?... Fran. Più non apparve...

Fr. Bon. Di lui più nulla - sapesti ? Fran. Nulla...

Fr. Bon. (alzandosi)

Di cheti affliggi, - buona fanciulla?

Che ti rimorde?... che puoi temer?... Fran. QuelTuom... quel nome .. Fr. Bon. Fugaci larve

Che presso all'ara - svanir vedrai... Fran. Voi lo credete? pur io sperai...

Fr. Bon. A liete imagini - schiudi il pensier !

Fran. Voce tremenda - al cor mi dice (da se)

Che infausto il rito per me sarà... Fr. Bon. Vieni agli altari! sarai felice...

Dio le tue lacrime benedirà ! (partono)

SCENA II.

Ampio cortile con portici. - A destra, in fondo alla scena, uno scalone praticabile, tutto ornato di bandiere e di ricchi cortinaggi. - A sinistra, all'estremità del portico, un oratorio. - Sull'ala destra del portico, a metà della scena, la grande porta del palazzo. Due tavole imbandite di vivande e di vini.

AlVuna tavola stanno seduti Alberigo ed alcuni soldati di ventura ; all'altra, donne, fanciulli e Silvio. - Qua e altri gruppi di donne e popolani.

Coro In Ravenna al par di questa

Non fu mai gioconda festa, Mai T aurora avventurosa Non sorrise a giovin sposa Bella e splendida cosi. Esultiam nel fausto !

Alb. (sottovoce ai soldati che gli stanno intorno)

Questo messer di Rimini Vedeste voi? Sold. Lo sposo?

Nessun lo vide. - È giovane? É bello?

Alb. Generoso...

Onesto assai lo dicono... Coro Ter notte è qui arrivato,

ancora s'è mostrato... Alb. Prudente ei fu davver...

Al chiaro vedendolo,

La povera fanciulla

Morta saria di spasimo... Coro Che dir volete?

Alb. Nulla...

Viva gli sposi ! Tutti Viva ! -

Alb. Empitemi il bicchier!

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Donne e Fanciulli (a Silvio)

Il vostro liuto Già troppo fu muto: Suonate, cantate, Gentil trovator ! Silvio (alzandosi) È stanca la voce...

Avversa è la musa... La solita scusa Di tutti i cantor ! Suonate, cantate, Gentil trovator !

(lutti circondano Silvio)

Poiché lo si vuole... Poiché lo si brama... A scioglier due note Mi voglio provar !

Alb. (sema muoversi dal suo posto)

Con quattro canzoni, Se salgono in fama, Godesti buffoni Si fanno adorar.

Tutti (a Silvio che e montalo sulla tavola)

Orsù! la più bella Di vostre canzoni, Per lei che si appressa Di Imene all'aitar!

(silenzio generale)

Silvio (accompagnandosi col liuto)

EU' era pargoletta, Tutta sorriso e amor ; Leggiadra farfalletta Volava in mezzo ai fior. Sulle rose si nudria Di rugiade e di profumi ; Un fanciullo la seguia In silenzio, da lontan... Per l'ali candide Un la prese E imprigionolla Nella sua man. Sulle rose si nudria ecc., ecc. Per T ali candide Un di la prese E imprigionolla Nella sua man.

Coro

Silvio

Donne

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Silvio Volubile e leggera

Degli anni al primo albor,

La bella capinera

Cantava in mezzo ai fior. Farfallette - non temete

Quel gentile cacciator;

Egli sol può farvi liete,

Egli chiamasi l'amor! Donne Farfallette - non temete

Quel gentile cacciator !

(squillo di tromba dall'alto della gradinata; movimento) Coro II corteggio nuzial scende alla chiesa.

(tutti si affollano verso la scala).

SCENA III.

Preceduti da otto araldi, i quali si arrestano per far argine alla folla , scendono dalla scalinata Lanciotto , Fran- cesca, Guido, Frate ^Bonaventura, Cavalieri, Dame, Famigliari , Scudieri che recano le insegne delle due fami- glie. Il corteggio attraversa il portico ed entra nelV oratorio.

Silvio e Coro Plauso agli sposi

Avventurosi ! Luce novella,

Gentil donzella, Sul tuo bel viso '

Riflette amor. Sol dell'Italia

Nel vago eliso Questi germogliano

Leggiadri fior.

Alb. (in disparte, sul davanti della scena, guardando Lan- ciotto con occhio di scherno/

Da giovin tortora

Vecchio sparviero

Può forse attendersi

Fede ed amor? Va compi il rito,

Pazzo marito;

li tuo destino

Tu ignori ancor.

(Tutti, meno Alberigo, entrano nell' oratorio).

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SCENA IV. Paolo e Alberigo.

Paolo [entrando dalla gran porta)

Troppo tardi io giungea Di che lagnarmi ?

Di lei non già... del fratello mio...

li colpevol son io... se qui vi ha colpa.

Dal che la mirai

Più non dovea lasciarla...

Dal ch'io la lasciai, dovea scordarla.

Alb. (in disparte)

Se non m'inganno, è desso...

Paolo... il fratello di Lanciotto... il mio

Compagno d'armi...

Paolo [da se, con risoluzione)

Inosservato io giunsi, E inosservato allontanarmi posso... Fuggir debbo costei... non più vederla...

(muove per uscirei

Alb. (presentandosi)

Qual piacer... qual ventura... esser io primo A salutarvi, o Paolo, in queste mura !

Paolo (con imbarazzo) .

Salute, o condottier... ! (da se] Come fuggirlo

Senza destar sospetti...'/ Alb. Abbandonaste

Il campo... Oh come esulterà il fratello

Neil' abbracciarvi in questo felice!... Paolo E lieto... io pur... Ma queste nozze come,

Perchè tanto affrettate ? Io n'ebbi al campo

Novella qui volai in tempo giunsi. ALb. In tempo ancor... (accennando all'oratorio , donde comincia ad uscire la folla)

Vedete il nuzial rito

Compiuto è appena qui muovon gli sposi. Paolo Cielo! e regger potrò?... (da se)

Alb. Quel turbamento (da fé)

Un segreto nasconde... Io vo1 scoprirlo..,

Venite il grato incarco (a Paolo)

Di presentarvi alla novella sposa

A me fidate...

Il

Paolo (da se risolutamente}

L'ultimo saluto Si volga ad essi e il ciel mi dia la forza Per obliarli .. e per fuggirli sempre.

SCENA V.

Paolo, Alberigo, Lanciotto, Francesca, Guido, Frate Bonaventura, Silvio, Cavalieri, Dame, Damigelle, Scu- dieri, Araldi, Soldati, Popolo, Ancelle.

Plauso agli sposi Coro Avventurosi!

Per lunga etade

Vi arrida amor ! Francesca, è d'angelo

Il tuo sorriso.

È luce eterea

Il tuo candor. Sol dell'Italia

Nel vago eliso

Questi germogliano

Leggiadri fior.

(Mentre gli sposi si avanzano in mezzo alla folla che si divide in due schiere, Paolo ed Alberigo si muovono ad incontrarli]

Lanc. (scorgendo il fratello t lanciandosi nelle sue braccia) Paolo... fratello mio...

Felice appieno oggi mi vuole Iddio! (si abbracciano] Fran. (trasalendo, alla vista di Paolo]

Cielo!... è ben desso !...

Alb. (da se guardando Francesca]

In lei qual turbamento! Guido Che hai tu, mia figlia!... (a Francesca)

Fran. 0 padre... il cor mi manca...

(si abbandona nelle braccia di Guido)

Paolo Vedi... la sposa tua... (a Lanciotto]

Lanc. (correndo presso Francesca]

Francesca...

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Paolo (da se con viva commozione] Dessa

Mi riconobbe... àlb. Ora il mister comprendo..,

Tutti (a Francesca, circondandola]

Ah! parlate! che fu? Fran. (rianimandosi) Mal passeggiero.,.

[con voce commossa)

Ai plausi, alle pompe avvezza non sono... Degli inni festanti commossa m'ha il suono, E un' ansia fugace mi tolse il respir. Riconducetemi

Alle mie stanze,

E in calma il core

Ritornerà.

Lanciotto, Guido e Frate Bonaventura Vieni ricovera Nelle tue stanze, E al cor la* calma Ritornerà.

Silvio e Coro Yeh! come pallide

Le sue sembianze ! Fragile è il fiore Della beltà.

Paolo (da se) Tutto è finito !

Gioie, speranze... Per me la terra Più non avrà.

Alb. (da se, guardando Francesca)

Ed or fidatevi Alle sembianze! Un tal segreto Mi gioverà...

(tutti si allontanano tristamente. Francesca con Lan- ciotto, Guido e Frate Bonaventura salgono le scale ; Paolo ed Alberigo rimangono sul davanti della scena)

Alb. (a Paolo) Non seguite il corteggio?... Paolo II fratel mio

In Rimini precedo...

(allontanandosi per la gran porla)

Alb. (da se) E in Rimini sarò fra breve anch'io... (esce)

fine dell'Atto primo.

SCENA PRIMA.

Giardino attiguo al palazzo Malatesta in Rimini. - A sinistra un oratorio, al quale si ascende per quattro gradini. - A destra, sul davanti della scena, un banco di pietra.

Silvio, Damigelle e Paggi.

Silvio (che sta leggendo, circondato dai paggi e dalle damigelle!

»... Ora avvenne che il giovin cavaliero »Sul tramontar del giunse al castello; »Era bianco qual neve il suo destriero, »Era porpora ed oro il suo mantello; » Sotto l'arco del fulgido cimiero » Sfolgorava il sembiante onesto e bello; »E come nube aurata il crin disciolto »Scenclea scherzoso a carezzargli il volto. Oh! l'amabil cavaliero!... Zitti! udite!...

Leggi ancor !... È gentil, gentil davvero Questa cronaca d'amor!...

Silvio (leggendo]

» Gli occhi si ricambiarono un saluto... »Si incontraron le labbra in un sorriso... »Ella dirgli parea : tu sei venuto »A riportarmi il mio bel paradiso... »Ed egli: sol per te, donna, ho vissuto... »Nè più viver potrei da te diviso..,

Coro

Silvio

Coro

SCENA TI. Francesca e delti.

Frano, (che si sarà accostata lentamente) Silvio !...

Silvio (balzando in piedi e nascondendo il libro] Che fu?...

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Coro Signora...

Silvio (a Francesca) Perdonate...!

Franc. commosso... perchè?... Voi leggevate...

Silvio (mostrando il libro)

Un volume interessante... Una cronaca galante, Che di illustre cavaliero Ci ricorda i lieti amor. Coro È gentil, gentil davvero

Questa cronaca d'amor.

Franc. [rendendo il libro dopo averlo osservato)

Prendi, Silvio, non credo Esistere quaggiù felici amori...

Silvio (rifiutando il libro)

No... no... gradite il dono Del Menestrello A voi, dolente e mesta, Giovi il metro genial di queste rime, Ove con tanta festa L' ansia, il desio si esprime Di innamorato cor.

Franc. (riponendo il libro, nella borsa che le pende dalla cintura)

Da una cronaca galante Non mi attendo alcun diletto ; Pure, o Silvio, il dono accetto Per far grazia al donator.

Silvio e Coro (allontanandosi)

Possa almen per un istante Serenarsi il suo pensiero... È gentil, gentil davvero Quella cronaca d'amor !

SCENA III. lianciolto^ Guido e Francesca.

Lanc. Francesca... Franc. (volgendosi atterrita) Io trasalii...

Lanc. (a Guido) Guido, tu il vedi.

Sempre così... Della mia voce al suono Ella si turba.,.

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Franc. (vedendo Guido) Ah! padre! voi!...

(si getta fra le oracela Guido]

Guido Mia figlia !

Piangi nell' abbracciarmi ? Lanc. E quale io m'ebbi

Altro compenso dell1 amor che il pianto ?

Già te lo scrissi la tristezza regna

In questa casa che allegrar sperai

Gol dolce raggio della sua bellezza.

A liete nozze qui chiamato, un caro

Fratello attendo; ed ella,

A tale annunzio, più sdegnosa e mesta

Oggi si mostra... È ver! Paolo le uccise

Un fratello sul campo. Guido Ha perdonato

Un cor di padre; e tu vorrai, Francesca,

Esser meno pietosa?...

Franc. (dopo breve esitazione)

Oh sì... ch'ei venga !... Si affrettino le nozze!... al fianco mio Tu... padre... rimarrai... giorni più lieti Verran per tutti... (a Lane ] anche per noi, lo spero...

Lanc. [con tenerezza)

Francesca!... Franc. Mi perdona...

Lanc. Altro desio

Qual ebbi io mai, fuor che vederti lieta? ..

SCENA IV. Silvio e detti.

Silvio [affannato]

Ei giunge... correte! Là... infondo alla via,

Dagli alberi folti lo vidi spuntar... Lanc. Ei forse?... il mio Paolo...! Silvio Qual altri potria

Del baldo corsiero la briglia frenar? Lanc. Va... Silvio... la nuova tu reca... Silvio Comprendo ..

A lei che sua sposa chiamarsi dovrà...

(parte rapidamente)

Lanc. (a Francesca ed a Guido} Voi meco...

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Guido Ti seguo,..

Lanc. Francesca!...

Fran. " Qui attendo...

Guido [sotto voce a Francesca)

Hai data promessa... Fran. fa Guido) Compiuta sarà...

(Lanciotto e Guido si allontanano)

Fran. [col massimo fervore)

Madre d'Iddio, perdona Al traviato cor!... Madre d'Iddio, mi dona La fede ed il vigor!

(entra nell'oratorio).

SCENA V.

Alberigo, che entra esplorando con sguardo sinistro.

In verità, propizia

Fu sempre a me fortuna!...

Certo, accoppiata in perfido

Eclisse era la luna,

Quando la madre mia

Nel mezzo della via

Siccome un cencio lurido

Ai cani mi gettò. Ed or si invecchia, povero

Soldato di ventura...

Mentre costoro impinguano

Di lor viltà spergiura;

Or Guelfi, or Ghibellini,

Piegandosi ai destini

Di chi con oro e titoli

Meglio appagar li può. Italia... Italia, gridano

Questi bastardi ignavi ;

Oggi lo stemma adorano

Delle abborrite chiavi,

Do'man collo straniero

Patteggiano l'impero,

Pur rimescendo ai brindisi

Italia e libertà!... Alfine una rivincita

Io prenderò su voi...

Voglio gioir, vuo' ridere

Di questi fatui eroi..,

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Al povero mio stato, Al mio mestier dannato Di questi rei lo spasimo Sollievo porgerà... !

SCENA VI.

Francesca, Frate Bonaventura, che escono dall'oratorio

Alberigo, sul davanti della scena quasi nascosto dietro un albero indi Silvio, Piero Anastssgi, Emma, Da- migelle, Famigli, Cavalieri, Paggi.

Fran. (arrestandosi con Fra Bonavent. sulla porta dell'oratorio)

Statemi al fianco. Sovrumana forza

La preghiera mi infuse, e il vostro aspetto

A compir l'opra mi darà coraggio...

Fi\ Bon (guardando verso il viale a destra)

Chi giunge !... Fran. (osservando] È dessa... la gentil donzella

Dell'Anastagi... (si avvia incontro ad Emma)

Alb. (da se) Ad incontrarsi vanno

Le due rivali...

Silvio (che precede VAnastagi e sua figlia)

Vi inoltrate... Il parco Traverserei questa è la via più breve. Fran. Emma gentil, ti appressa... Al fidanzato io stessa Ti voglio presentar.

Emma (timidamente!

Gentil signora... Fran. Chiamami

Sorella... (la bacia in fronte)

Emma Oh mio contento !

Mi amate voi ? .. Fran. Qual dubbio !...

Ogni tristezza io sento

Al tuo gentile aspetto

Dall'alma dileguar. Benedirò nel giubilo

A1 tuoi felici amori,

Per una via di fiori

Ti guiderò all'aitar. (suono di trombe)

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Tutti (meno Alberigo]

Il cavalier... lo sposo... Muoviamo ad incontrar! Alb. (da se) Oh ! vedi se l'ipocrita È destra a simular!...

(Tutti partono, meno Alberigo e Piero Ariastagi.)

SCENA VII. Alberigo e Anastagi.

Alb. (seguendo la comitiva]

Sorella ! Or vanne. . affidati 0 povera fanciulla!... Ah ! Ah !

Anas. (che avrà notato il ghigno sarcastico di Alberigo)

Che trovi a ridere In questo affare?... Alb. Io... ! Nulla ..

(ridendo sguaiatamente)

Ah! Ah!... Anas. Dalla tua celia

Rivelasi un mister... Alb E se ciò fosse?...

Anas. (con vivacità] Aprirmelo

Dovresti...

Alb. (ironico) Assai pretendi...

Anas. Tu parlerai... mi intendi?... (con ira)

Alb. Calmatevi, messer'...

Non serve andare in collera... Un gentiluom voi siete... Tutto da me saprete... Vi voglio compiacer... C'era una volta, in tempo assai lontano, Una donna leggiadra e capricciosa, Che per voler d'un padre disumano A un gran signore s'era fatta sposa... E s'era fatta sposa a un gran signore, Tutto donando a lui, tranne l'amore. L'amore poveretta ! era già dato A un altro, ritorlo essa potea... Tanto più che il mortale avventurato Molto caro e prezioso lo tenea... E malgrado l'acerba lontananza Quell'amor si nutriva di speranza.

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Allor la donna immaginò un progetto, A trarre ognun di guai molto spedito]; Quei di condurre nel rnedesmo tetto A conviver l'amante col marito. .

(guardando verso ì viali del giardino]

Ed ora voi... se un po1 di senno avete... Il resto della storia apprenderete...

(addita all' Anastagi Paolo e Francesca che si avanzano conversando a bassa voce.]

SCENA Vili.

Francesca, Paolo, Alberigo, Anastagi, Emma, lan- ciotto , Guitto, Fra Bonaventura, Silvio, Signori e

Dame.

Paolo (sottovoce a Francesca)

Francesca... un detto solo Da voi quest' alma attende, Il mio destin dipende Da questo detto..,

Fhanc. (dope breve esitazione)

Sì.

Paolo Voi lo volete? ..

Franc. Iddio Parlò pel labbro mio...

Lanc. (che di mano ad Emma e si appressa alVAnastagi)

Qui... tutti circondatemi... Tutti 0 avventurato di!...

Paolo (alV Anaslagi con solennità j

Su due famiglie, cui già divise

Odio di parte, bieco livor,

Benigno raggio dal cielo arrise...

Sovrasta un' èra di pace e amor... Intero un lustro vissi lontano

Da questa amata natia città ;

Emma gentile, per la tua mano,

Qui un vincol santo mi arresterà.

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Frano, [a Fra Bonaventura!

Dio ti ringrazio ! - Com'è soave La nuova ebbrezza che in petto io sento !... Nel sacrifizio provo un contento Quale l'amore giammai non dà.

Emma [al padre)

Padre... rispondigli Noti a te sgno

I sensi, i voti di questo core ..

Del mio contento quasi ho terrore... Parole il labbro trovar non sa.

Anas. (da se con aria cupa]

Queir empia storia, come veleno, Lo sciagurato mi versò in petto... Assorta ho l'anima nel rio sospetto... Parole il labbro trovar non sa.

Lanc. (a Francesca]

0 sposa!... o giubilo,! serene ornai Veggo risplendere le tue sembianze... Vuò che di cantici, di feste e danze Tutta si allegri la mia città. Fr. Bon. Ogni memoria d'odio e d1 affanni

Quest'ora santa dai cor cancelli, Ciascun nel gaudio di due fratelli Raffermi i vincoli dell'amistà.

Alb. (in disparte osservando l'Anastagi]

Non fu lo strale lanciato invano... può gran tempo tardar l'effetto...

II dubbio atroce, l'ansia, il sospetto Del vecchio in fronte riflesso stà.

Silvio, Guido, Coro

Dei due fratelli chi vide mai

Splender viva la gioia in viso? Afeh ! come un raggio di quel sorriso, In tutti i volti riflesso sta!

Paolo (ad Emma]

La tua risposta, fanciulla, attendo... Emma Signor...

Anas. (ad Emma] Del padre l'assenso in pria

T'è d'uopo... Paolo [all' Anastagi] Ebbene? Anas. La figlia mia

facilmente non cedo. Un

Chieggo a riflettere.

Anas. Lanc.

Anas, Lanc.

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Lanc. (con sdegno) Non vi comprendo...

Coro Strano davvero fu il suo linguaggio... Paolo fa Lanciotto} Che vorrà dire?... Lanc. (come sopra] Per farmi oltraggio

Codesta scena lo stolto ordì ! . .

Fra noi già stretto - vel rammentate - (all' AnastagiJ Fu il nodo...

È vero...

Da voi solenne

Promessa io m'ebbi...

Tal fatto avvenne Che il mio pensiero potria cangiar.

(portando la mano alla spada)

Guelfo spergiuro ! . . . Franc. (trattenendo Lanciotto) Cielo!... Fr. Bon. Fermate!... Anas. Ed oseresti... nelle tue case?...

Emma (trattenendo il padre)

Padre !

Paolo Qual cieco furor ti invase?... (a Lanciotto)

Lanc. L'immenso sdegno non so frenar...

Alla tua fè, spergiuro, (alt AnastagiJ

Va... medita un pretesto...

D'indugio un giorno hai chiesto,

E un giorno attenderò. Se ad oltraggiarmi solo

Fu la tua mente intesa,

Dell'inaudita offesa

Vendetta atroce avrò. Anas. Figlia... partiam ! Domani .

Risposta a lui darò. Ale. (da se) Davver la mia novella

Magico effetto oprò. Tutti L'inaspettato evento

Tutti nel duol piombò.

(L'Anastagi si allontana colla figlia e co' suoi famigliari. Alberigo si perde nella folla. Paolo, Francesca e Lan- ciotto si allontanano insieme; gli altri rimangono at- toniti, divisi in vari gruppi.

FtN-È DELL'ATTO SECONDO.

SCENA PRIMA. »

Sala nel palazzo Malatesta. A destra, sul davanti della scena , una finestra. In fondo, a sinistra, una porta con ricchi cortinaggi, ta- volo e sedili.

Lanciotto.

Lanc. (entrando agitato)

Si inquieta perchè?... Perchè le piume La scorsa notte di sospiri e pianti Ella stancò?... Dell'alba al primo lume, Si riscosse dal sonno e il nome mio In un singulto di terror profferse...

Fatale, inesplicabile mistero

Mi circonda... mi involge; e tremo io stesso, Che interrogato, mi si affacci il vero.

Se mai quel core di colpevol fiamma Ardesse... Ah, no! vile è il sospetto... Amato Non son da lei come io d'amarla sento, Ecco il solo delitto ond'essa è rea... L'origin sola d'ogni mio tormento.

SCENA ir.

Alberigo, Lanciotto.

Alr. Signor, dell' Anastagi,

A voi reco uno scritto... [presenta un foglio)

Lanc. (vivamente, prendendo il piego)

A me !... Nessuna

Parola aggiunse?... Alb. No...

Lanc. (leggendo) »Franco il pensiero

Ti esprimo, o Duca. Tuo fratel non ama La fidanzata sua... D'un altro amore In segreto si strugge. - Ecco la sola,

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La sovrana ragion che mi consiglia Di vietar queste nozze... A eterno pianto Non deve un padre condannar sua figlia. >> È strano - E dove mai tali novelle Costui raccolse?...

(ad Alberigo) Ascoltami... Tu fosti Per lunghi mesi al campo Gol fratel mio .. Mai non profferse un detto Che rivelasse.,, una segreta fiamma?

Alb. (con ipocrisia)

Oh... che mai chiedi?...

Parlami

Il ver...

Pensoso e muto, Cupo lo sguardo, immobile, Talvolta io V ho veduto . . . E della pugna correre La perigliosa sorte Qual uom che aneli a morte Come a supremo ben... della sua mestizia Lo interrogasti mai?...

Alp.. (come sopra]

Investigar d'un principe La mente io non osai...

Lanc. (con inquietudine)

Di lui cerchiami.,.

Alb. [accennando dalla finestra) Miratelo...

Ei colla vostra sposa Sotto quell'elee ombrosa Leggendo si intrattien... Lang. (colpito] Con lui!

(si accosta alla finestra, guardando fissamente]

Alb. (con ironia) Gli sdegni tacciono... La larva dell'ucciso

Fratel da lei dileguasi... Erra un gentil sorriso Sul volto, ove riflettersi Pareva il cor turbato...

Lanc. (volgendosi impetuosamente verso Alberigo, lo afferra per un braccio e leva su lui il pugnale)

Ti spiega, o sciagurato... Che vuoi tu dir?...

Lanc. Alb.

Lang.

24

Alb. (cadendo in ginocchio] Pietà!...

Lanc. [dopo breve silenzio)

Non io sarò il carnefice... Guardie, accorrete... olà!

(quattro armigeri entrano in scena e si pongono ai fianchi di Alberigo;

Al mio cospetto togliti. Codardo avventuriero... Una nefanda ingiuria Lessi nel tuo pensiero... Pria che la vii calunnia Gridili tue labbra impure, Ài lampo d'una scure Il capo tuo cadrà... Alb. In che vi offesi?... grazi a ,

Signor!...

Lànc. (accennando alle guardie)

Ti scosta... va!...

(Alberigo esce fra. le guardie).

SCENA III. Lanciotto solo.

Lanc. (segue collo sguardo Alberigo e rimane alcun tempo im- mobile]

Onde in me tanto sdegno?... Ei nulla disse; . Pure il suo ghigno atroce Me come lama di pugnai trafisse. Sinistro lampo rischiarò la notte De' miei dubbi crudeli... Il sovvenire Del passato riflettere mi parve Sovra il presente una funerea luce...

(si accosta alla finestra]

sotto i verdi platani Eccoli entrambi assisi... Leggon... talor si scambiano a Dei motti e dei sorrisi...

Oh! Paure a me recassero Da quelle labbra un detto, Che ii perfido sospetto Mi soffocasse in cor!...

25

(ritorna sul davanti della scena assorto in cupi pensieri].

Nel di delle mie nozze - or lo rammento -

Quando in Ravenna il fratel mio tornò, Di strano, inesplicabile sgomento La sua candida fronte si turbò. Quando trepido, ansante io le chiedea Qual pena arcana le premesse il cor, Uno sdegno implacabile fìngea... D'odio mendace ,ricoprìà l'amor ! Torni Alberigo a me!... L'empio segreto È in suo poter... Si interroghi... Ch'io beva Tutto il calice amaro... e poi si compia Tale vendetta che atterisca il mondo... ('arrestandosi) Oh! che mai tento? - No... di quell'abbietto Raccogliere l'accusa atto sarebbe Di me non degno... Della colpa io stesso, Se pur vi ha colpa, scoprirò le traccie. Reprimermi saprò. - L'immenso duolo, I dubbii miei tremendi Di falsa calma ricoprir... {volgendosi alla porta) Qualcuno!... Dessi... Giungono in tempo... Ora vedremo Di noi più destro a simular qual fìa.

SCENA IV. Paolo, Francesca e Lanciotto.

Lanc. [a Paolo, presentandogli un foglio)

Leggi... fratel... Franc. (da se) Come è turbato !

Lanc. (a Francesca) È quella

Dell' Anastagi la risposta... Franc. Ei dunque

All'imeneo consente... Paolo Egli ricusa...

Franc. E del rifìùto suo qual' è la scusa?

Lanc. (esplorando con sguardo terrìbile il volto di Francesca)

Corre in città una storia Bizzarra assai...

Franc. (scostandosi da Lanciotto con terrore)

Gran Dio!... Paolo Assurda e rea calunnia...

26

Lanc.

Franc,

Lanc. Paolo

Lanc. Paolo

Lanc.

Paolo

Lanc. Paolo

Lanc. Fran.

Lanc.

Paolo

Lanc.

Franc. Lanc.

Franc.

Lanc.

(come sopra)

Si vuol che il fratel mio, Pur consentendo ai facili Riti di Imene, in cor Per una bella incognita Arda di antico amor.

(da se abbassando il volto]

Come celare i palpiti Del mio straziato cor'?... Fratel... che pensi?

Attonito Son io di tal pretesto... Da sua promessa sciogliersi Vuol rAnastagi...

E questo... Segreto... amore?...

A te

Noto saria - quest'anima Usa a mentir non è. « La grave offesa, o Paolo, Di vendicar ti aspetta... Lo sprezzo ed il silenzio Sarà la mia vendetta... Pensa...

Lasciar vuò Rimini Pria che tramonti il dì. È strano !... (da se) A lui sien grazie

Che il voto mio compì ! Di rimanere, o Paolo, S'io ti pregassi...

Vano

Saria.

Dell'alba al sorgere, Io pur sarò lontano... Voi!...

Me in Perugia chiamano Urgenti cure...

0 cieli...

(da se) (da se)

(a Paolo)

Deh ! non partite!..

A fìngere

(a Lanciotto)

Ben scaltra è l'infedel!

Franc. (con calore)

Sposo... un presagio orribile Fisso mi sta nel core... Deh ! sola non lasciatemi In preda al mio terrore...

Il vostro amor proteggami D' aita e di consiglio ; E invitta nel periglio L'anima mia sarà.

Lanc. (da se) Freme in quei detti il palpito Del combattuto cuore ; Accusan le sue lacrime Un disperato amore.., Sento la man trascorrere All'elsa del pugnale... Ma l'ira che mi assale Pur mista è di pietà

Paolo feto se) Io solo, io di quell'angelo

Tutto comprendo il core... Sublime è il sacrifìcio Che le ispirò Y amore ; La mia promessa a compiere Forza mi doni Iddio, E santo il nostro addio Come l'amor sarà.

SCENA V. Fra Bona ve Atara e detti.

Fr.BoN. Ed è ver quanto udii? Tratto in catene

Alberigo, quel prode, che per voi

La sua vita esponea

Più volte in campo? Della sua cattura

Chi l'ordine segnava?... Lanc. Io... Paolo » Tu, fratello !

In che ti offese?... Lanc. (dopo breve silenzio) Il suo soverchio zelo

A torto... forse... mi irritava... Paolo Grazia

Per lui ti chieggo... Lanc. I ceppi suoi sian sciolti...

Paolo Partirà meco, se lo brama... Lanc Al campo

Raggiungerti potrà... Fr. Bon. Paolo... partite?

Paolo All'istante...

Lanc vale a trattenerti

La mia preghiera... e di Francesca il pianto?... Paolo Alla voce del cielo

Obbedisco. - Fratel... padre... Francesca...

Abbiatevi da me l'ultimo addio...

Sempre vi guardi e vi protegga Iddio !

28

. Se alla natal mia Rimini

Non tornerò più mai,

Vivrà la mia memoria

Nei vostri cuori almen...

Siate felici... amatevi...

Sempre com'io vi amai...

E l'avvenir che attendevi

Eia limpido e seren. [bacia il fratello)

Fr. Bon. Addio!... Lanc. Fino al giardino

Ti seguo, (da se) Il bacio perfido

Mi ricordò Caino... (esce con Paolo)

Franc. (al Frate che vorrebbe seguire Lanciotto)

Padre! deh! non lasciatemi!... Padre... la morte ho in sen...

(esplora se Lanciotto si è allontanato, quindi ritorna presso Fra Bonaventura e gli parla colla più viva agitazione)

Un giorno in Ravenna piangendo vi ho detto Quai fiamma d'amore mi ardesse nel petto.'.. E il vostro consiglio mi spinse all'aitar. Fr.BoN. Orbene?...

Franc. Fatale di n^zze fu il rito...

Al padre... allo sposo... quei giorno ho mentito...

Trascorsero gli anni... seppi obbliar!... F. Bon. Che intendo?...

Franc Pavidi l'amante fatale,

Ed era?... (squillo di trombe}

Egli parte! già dato è il segnale!... Per sempre mi lascia... spezzato è il mio cuor.

(si trascina presso la finestra)

Fr. Bon. Ahi! tutta comprendo F orribil sventura! Franc. Del ciel l'anatèma colpì queste mura!...

SCENA VI. Lanciotto, Alberigo e detti.

Lanc. (arrestandosi con Alberigo sulla soglia)

Tu credi che al laccio cadranno?... Alb. È sicura

La trama; al mio senno t'affida, signor!

[Francesca rimane come impietrita presso la finestra. - Fra Bonaventura leva le mani al cielo in atto di pre- ghiera. - Cala il sipario.

' FINE DELL'ATTO TERZO.

&TTQ; QUARTA

SCENA PRIMA.

Giardino con alberi folti A destra il fianco di un oratorio colle fi- nestre rischiarate, a sinistra gli avanzi di una torre con porticella praticabile. Le muraglie sono tappezzate di edera, È notte,

Francesca, seguita dalle ancelle e preceduta da quattro paggi con fiaccole, attraversa la scena, muovendo dalla parte ove sorge Voratorio. Allo sparire del corteggio, Lanciotto esce dalla torre,

Lang. Colle ancelle nel tempio

Francesca entrò... Pregar potria se rea Fosse cotanto? Ah! per lui forse prega... Per quell'indegno, che nomar fratello Non oso più! Se leggerle nel core L'adultero pensier dato mi fosse, Presso l'aitar quell'empia immolerei... E perdonato dal Signor sarei...

(breve pausa)

La simulata mia partenza tutti .Ingannò. D'Alberigo Or vedrem se bugiarda Fu la parola... S'ei mentì, non speri Sottrarsi, il vile, alla vendetta mia !

(preludio d'organo nell'oratorio)

Ma che diss'io?... Felice Troppo sarei s'ella non fosse rea ; Da un suo bacio d'amor rasserenato, Quasi benedirei chi mi ha ingannato.

Coro interno di donne

Salve, del ciel Regina, Madre degli infelici, Stella del mar divina, Luce d'eterno amor ; Tu il pianto benedici Che dalla terra ascende, La tua pietà ci rende Soave anche il dolor.

30

Lanc. (inginocchiandosi commosso]

Odi la prece mia,

Madre d'eterno amor:

Fa che innocente sia...

Ch'io possa amarla ancor ! Coro interno Te nella veglia bruna

Noma il fanciul tremante,

Te nella rea fortuna

Invoca il pio nocchier... E tu di gioie sante

Il desolato innondi,

Tu la speranza infondi

Nel trepido pensier.

Lanc. (entrando nella torricella)

Celiamci i canti cessano... Fra poco io saprò il ver...

(la luce scomparisce dalle invetriate!.

SCENA II.

Francesca, che viene dalV oratorio col seguito dei paggi e delle damigelle.

Fran. Qui respirare la notturna brezza (alle ancelle]

Desio per poco... Voi Al palazzo tornate, E sola me co' miei pensier lasciate. Coro Dei fior, dell'aere, [allontanandosi]

Del ciel la calma Vi ispiri all'alma Lieti pensier.

Fran. Lieta esser posso io mai?... Vana speranza! In questa atroce guerra Del dover... dell'amor... sempre alio sguardo Una larva adorata si presenta... Ed un lugubre addio Come squillo di morte il cor sgomenta... Chi mi soccorre ornai... chi mi difende Dalle memorie care...? Ohimè! chi ad obliare

Od a morir mi apprende? (pausa) Fra queste piante... Su questi marmi... Pallido... ansante Meco ei sedea...

Inebbriata

Dai dolci carmi,

Io dal suo labbro

L'amor suggea... Soli eravamo,

Senza sospetto...

Ei disse : io t'amo...

Mi strinse al cor... Ahi ! quell'ebbrezza

Durò un istante...

Ma eterno... atroce

Sarà il dolor...

SCENA III. Paolo e Francesca.

Paolo Francesca!...

Fran. (con immensa commozione)

Ah ! la sua voce ! . . . Teco son io...

Tu... incauto !

E osasti!...

A me pensavi, (con affetto]

Francesca...

Ah fuggi. . . involati ! . . . Tu in pianto or m'invocavi... Ei... t'è fratel... rammentalo... Il sacro nodo ei sciolse... L'uomo che a me ti tolse... Poss'io nomar fratel?

Fhan. (supplichevole)

Tanto soffrii... Rammentati Che ogni mia speme è in ciel !

Paolo (colla più viva passione)

Non ti parve una santa ora di cielo

Quella che arrise ai nostri cori un di...

Allor che al labbro mio di vita anelo

In un fervido bacio il tuo si unì? Ah! se quel bacio in te la febbre estinse,

Più viva nel cor mio la ridestò...

Francesca... un Dio tremendo ornai ne avvinse,

E diviso da te più non sarò...

Paolo Fran.

Paolo

Fran. Paolo Fran, Paolo

32

Fran. [guardando inquieta verso il fondo della scena)

Ascolta!... l'upupa

Note funeree

Dal tetto stride...

Là... da quegli alberi ..

Bieco un fantasma

Ci guarda e ride. Paolo Oh! che vaneggi tu?... soli noi siamo... Fran. Soli ! oh terrore !... (rabbrividendo) Paolo A me dappresso tremi!...

E puoi scordar di quale amore io t'amo?...

Fran. [da se, facendosi violenza]

Ah! di me stessa io tremo... Tremo di questo, ardore Che mi divampa in core, Che tanto rea mi fa.

(si getta piangente nelle braccia di Paolo)

Paolo... Paolo... perchè sei qui tornato... Se ancor diviso esser dovrai da me? Anche lontano t'avrei sempre amato... Morta sarei benedicendo a te. A te dappresso ogni rimorso oblio... Ma questa ebbrezza è spasimo crudel... Pura mi lascia... se tu vuoi che Iddio Un ci unisca eternamente in ciel ! Se rimaner vuoi pura, Ti invola a queste mura! Cielo !

Paolo (con ardore crescente)

Se è ver che m'ami...

Pensa che turpi... infami'..

Sul detestato... talamo...

Ti attendon baci ancor... Fran. Fremer mi fai... Gran Dio !

Resister non poss'io...

»Paolo... son tua... Paolo (traendola seco) Partiamo!...

» Vieni !

Fran. [segue Paolo sino al fondo scena, poi arretra con isgomento)

»Un fantasma è là... Paolo »Che intendi?...

Paolo Fran.

33

Fran. (lanciandosi come forsennata nelle braccia di Paolo)

0 Paolo... io t'amo... Mi accuso al mondo e al cielo... della tomba il gelo Tal fiamma spegnerà...

A due

D'ogni dolor la traccia Cancella un tal gioir; T'amo... vorrei morir Nelle tue braccia!

(additando verso il fondo della scenaj

»Lo vedi? È Ini... Paolo »Che mormori?...

Fran. »Va... fuggi... o morrai meco...

SCENA IV. lianciotto e detti.

Lanc. L'ora di morte, o perfidi,

È giunta... io ve la reco. Fran. Lanciotto ! oh mio rossore

Paolo Traditi fummo ! . . .

Lanc. (con ira terribile) E tu...

Tu ardisci, o traditore,

Altri accusar?... Paolo (sguainando la spada) Non più !

Iddio fra noi sia giudice... Lanc. Sugli occhi dell'infida

Muori, o codardo !... Fran. (si interpone ai combattenti) Arrestisi

La lotta fratricida ! . . .

(Paolo e Lanciotto si incalzano combattendo e scompa- riscono dietro le piante. Francesca, ferita, cade al suolo)

Basti... una sola vittima!... Ferita... ei m'ha... nel cor...

34

SCENA ULTIMA.

Frate Bonaventura, Paggi con fiaccole, Damigelle, Famigli, Soldati, Francesca, indi lanciotto.

Fr. Bon. e Coro Che avvenne?...

Frang. (al frate) Ah tratteneteli!

Paolo [di fuori) Francesca!...,

Fran. È vano... ei muori...

Lanc. (rientrando colla spada sguainata)

Ov'è la rea? Fr. Bon. (interponendosi] Miratela !

E non vi basta ancor? Coro Paolo trafitto... esanime!...

Francesca!... quale orror!...

(Lanciotto si arresta immobile cogli occhi fissi al suolo. Fra Bonaventura e le donne si aggruppano intorno a Francesca. Nel fondo della scena si vede disegnarsi un gruppo di famigli e di Soldati.

Fran. (con voce morente)

Se è ver che un Dio terribile Chi molto amò punisca... Del cielo assunta ai gaudii Francesca esser non può. Pur che all'amato Paolo L'eternità mi unisca, Nel pianto e nelle tenebre Il paradiso avrò. Non disperare, o misera... Fu grande il tuo peccato. Ma in cielo è perdonato Chi molto in terra amò. Entrambi al suolo esanimi.,. Spenti dal ferro mio ! . . . Sposa... fratello!... ed io Viver ancor potrò? Già... ti raggiungo... o Paolo..! (muore)

Fr. Bon.

Lanc.

Fran.

Fr. Bon. Francesca ! Ella spirò.

[volgendosi al Coro]

Al suolo vi prostrate... Una preghiera alzate...

Lanc. (volendo ferirsi colla propria spada]

Ed io respiro!... Fr. Bon. (trattenendolo] Insano Coro (inginocchio} Pace a chi tanto amò!

Fine del Melodramma*

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* De Lauzières). L'Ombra [nuova versione italiana}. Il Fiore di Harlem (traduzione itctliam

di. Mario Leoni). .^L*- Emanuele Filiberto. Roberto di Normandia. La Guardia Notturna.