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DIZIONARIO

DI ERUDIZIONE

STO RICO- ECCLESIASTICA

DA S. PIETRO SINO Al NOSTRI GIORNI

SPECIAL IM ENTE INTORNO

AI PRINCIPALI SAJfTI, BEATI, MARTIRI, PADRI, AI SOMMI PONTEFICI, CARDINALI E PIu' CELEBRI SCRITTORI ECCLESIASTICI, AI VARII GRADI DELLA GERARCHIA DELLA CHIESA CATTOLICA, ALLE CITTA PATRIARCALI, ARCIVESCOVILI E VESCOVILI, AGLI SCISMI, ALLE ERESIE, AI CONCILII, ALLE FESTE PIÙ SOLENNI, Al RITI, ALLE CERIMONIE SACRE, ALLE CAPPELLE PAPALI, CARDINALIZIE E PRELATIZIE, AGLI ORDINI RELIGIOSI, MILITARI, EQUESTRI ED OSPITALIERI, NON CUE ALLA CORTE E CURIA ROMANA ED ALLA FAMIGLIA PONTIFICIA, EC. EC. EC.

COMPILAZIONE

DEL CAVALIERE GAETANO MORONI ROMANO

SECONDO AIUTANTE DI CAMERA

DI SUA SANTITÀ PIO IX.

IN VENEZIA

DALLA TIPOGRAFIA ElMILIANA MDCCCLV.

La presente edizione è posta sotto la salvaguardia delle leggi vigenti, per quanto riguarda la proprietà letteraria, di cui l'Autore intende godere il diritto, giusta le Convenzioni relative.

DIZIONÀRIO

DI ERUDIZIONE

STOUICO-ECCLESIASTICA

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Cenni su^ Cantoni della Svìzzera; delle missioni eprefcUiire apostolicìie di Re- zia ne' G'igioni, e di lìlesolcinac Ca lanca; dtl nunzio apostolico di Lucer- naj de' vescovati, abbazie e monasteri.

^vniGO oZvh\CB,TigHnim,Pagus Ti- gurinits, protestante. lli.°in digiiitìi tra' cantoni coiiledeiali, già nella diocesi di Costanza, ora in quella di Basilea; fu uno de'3 cantoni dirigenti, per cui ogtii 4 an- ni per un biennio era alla sua volta ca- pitale della Confederazione Svizzera, e sede dell'assemblea generale, in clima be- nigno. Il suo gian consiglio si compone di if)5 membri con potere legislativo, ed il piccolo ne contiene 2 5 e veglia all'e- secuzione: ha la costituzione aristo-de- mocralica. Capoluogo del cantone e di un baliaggio è la città di Zurigo, che gia- ce nell'estremità boreale del semicirco- lare suo lago, nel punto ove il fiume Lim- inat esce da quello e intraprende il stio corso. Esso separa la città io due parti, essendo la più antica e più considerabile quella che sorge sulla sponda destra: 3

ponti servono di comunicazione alle due rive. In mezzo alfiume sorge la torre qua- drata di Wellenberga, prigione distato, ove fu rinchiuso il celebre Waldmaun. L'elevata e solida muraglia ond'è cinta, e le fosse profonde la rendono ben mu- nita dall'esterne aggressioni. Sebbene an- tichissi(na, mostra regolarità nella costru- zione, e molta netlezza nelle sue strade. De' principali edifizi che l'adornano, il Cross Munsler, il palazzo comunale, la chiesa principale,la biblioteca ricca di più che 4o, ODO volumi, co'ritratti de'prm- cipali zurighesi, ed il fumoso arsenale si hannoin conto de'migliori. Vi è una chie- sa cattolica, piazze pubbliche quasi tutte con fontane, ed in una è la statua del bor- gomastro oscultetto Strussi. Il clero can- tonale preteso riformato si costituisce in IO capitoli, ciascuno col suo decano, ca- po di tutti essendo l' antiste decano di quello della città, presidente del sinodo e del concistoro, come pure del consiglio di pubblica istruzione. In questo canto- ne fiicevano residenza i nunzi apostolici, come il principale della Conf<iderazione,

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ma pel cambiamento della religione si trasferirono in Lucerna, restanilovi alcu- ni residenti diplouiatici. La città si vuole fabbricata dal re Zoriaco, [)er cui prese il nome di Zurigo, venendo lodali gli uo- mini per bellezza e cortesia. I tigurini in una sanguinosa battaglia uccisero Lucio Cassio e vinsero l'esercito, indi Giulio Ce- sare parte ne uccise e parte ne fugò. A. tempo di Carlo IMagno gli abitanti era- iiogiàcaltolici,e nel!'8 i o utagiiificanieo- te ne dotò il duomo sotto l'invocazione de'ss. Felice e Regola, poi preposilura. Il nipote Lodovico li neir853 vi fondò l'ab- bazia delle suore di Frawenmunster con privilegi. A quell'epoca apparteneva Zu- rigo al ducato di Svevia, da cui si sottras- se nelio83. La città la dominò la fami- glia Zaringhen dal 1 097 al 1 2 1 8; indi di- venuta quasi indipendente, l'imperatore Federico II con di{)loma dichiarò che non sarebbegiammai alienata o ipotecata, ma poi nuovamente la sottopose al ducato di Svevia. Il suo consiglio aristo-democra- tico si compose di 4ot)bili,edi Sfra'prin- cipali cittadini che con altri si alterna- vano. Questa forata di governo fu cam- biata nel i336, e vi fu sostituita quella che sussiste, ma ne risultarono turbolen- Te. In fatti nel i 35o si scoprì una congiu- ra a suo danno, che accese la guerra con- tro casa d' Austria e i conti di Piapper- sclnveiljche indusse Zurigo a entrare nel i35i nella Confederazione Elvetica di Lucerna, Uri eSvitto,al dire di Scolti nun- zio apostolico, i quali gli cederono ili." posto. Trovo opportuno a schiaiiniento de'successivicenni sui XXII cantoni, pre- mettere alcune generali nozioni da det- ta epoca al 1798, indi a'nostri giorni, li consigliere Franscini narra invece, che 3 soltanto erano dapprima le repubbliche onde si componeva la Confederazione re- staurata nelle calende di gennaio i3o3 da'cantoni di Uri,Svilto e Untervald; in- di neli332 vi accolse Lucerna, nel 1 35 1 Zurigo, nel 1 352 Glaris e Zug, nel i 353 Berna, neli48i Friburgo e Soletta, nel

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i5oi Basilea e SciafTusa, nel i5i3 Ap- penzell. In tal modo si fljrmò la Confe- derazione de'Xl II cantoni svizzeri, eguali in diritto ; i io altri cantone non erano propriamente attaccati che a' 3 più an- tichi, come a loro centro comime, e col- legali tra loro a mezzo di particolari trat- tali. I XIII cantoni formavano XV re- pubbliche: 8 di queste, cioè Uri, Svitto, Alto e Dasso Untervald, Glaris, Zug, ed Appenzell Rodes-Interiori ed Esteriori, erano democratiche, la suprema autori- tà essendovi esercitata dall'assemblee ge- nerali. Nelle altre 7 il governo era ari- stocratico, degeneralo più o meno in oli- garchi;!. Così a Zurigo, Lucerna, Basi- lea e Sciaffiisa il supremo potere stava in mano a'citladini o patrizi della capitale: a Berna, Fiiburgo e Soletta se n'erano im[)adronite certe famiglie. I borghi e le città minori in questi 7 cantoni aveano qualche privilegio e franchigia; ma gli a- bitanli delle campagne erano ridotti alla condizione di sudditi e talora di schiavi, e non godevano che de'limitati diritti on- de fruivano già anticamente sotto la do- minazione de'signori e conti. Sino da 'pri- mi tempi della confederazione gli sviz- zeri ebbero degli alleali,chesul finire dei passato secolo erano 12, differenti nelle condizioni e ne' diritti. L' abbazia di s. Gallo,padronadi mollo territorio dentro e fuori della Svizzera, avea alleanza of- fensiva e difensiva con Zurigo, Lucerna, Svillo e Glaris: la città o repubblica di s. Gallo con questi 4 cantoni e inoltre con Berna e Zug: ne'Grigioni la lega Grigia e laCaddea, con tutti gli 8 cantoni più vec- clii: la lega delle XGiurisdizioni solamen- te con Zurigo e Glaris: l'Alto Vallese con tutti eXIH i cauloni:MiilhausenoMuhl- iiausen (città d'Alsazia e una di quelle im- periali e libere, e a' 2 marzo 1798 in- corporata a Francia per domanda de're- pubblicaui abitanti, ora nel dipartimento dell'Alto Reno : neW'Jrte di verificare le date si tratta di Miilhausen e sua crono- logia storica, già parte del dominio lem-

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poiale del vescovo di Slrasburgo, e nel i,j23 abbracciò reiesia)coiiZuiigo,Beina, Glaris, Basilea e ScialFusa: Bieniia (cillà dell'ex vescovato basileesCjOia nel canto- ne di Beina),conBerna, Friburgo eSolella: JVeucbàleljCon questi 3 cantoni, econ Lu- cerna: Ginevra,dapprin)a conCerna e Fri- l)urgo;dopo la com della riforma conBer- na eZurigo: il principe vescovodi Basilea, signore di non piccolo paese, con 7 de'can- toni cattolici, cioè Lucerna, Uri, Svit- to, Untervald, Zug, Friburgo e Soletta : l'abbazia d'EngbelbergoEngelbergI), al- lora sovrana della valle untervaldese, co' 4cantoni piùanlicbi: finahnenteGliersau (borgo industrioso del cantone di Svilto) co'cniiloni della delta abbazia. Alcuni di (juesli alleati aveauo diritto di sulFragio nelle diete sviz7,ere,allri no.Ciascuiio di es- si però, sebbene fosse tenuto e detto al- leato degli svizzeri, non avea,generalmen- te parlando, a sperare aiuto e protezione che da que'cantoiii co' quali avea stretto relativi trattali. Ed ecco feconda sorgen- te di confusione in più circostanze. Il go- verno de'noininali stali era vario. Le pic- cole rupubbliclie di s.Gallo,Bienna e Miil- bausen erano aristocratiche; le sole fa- miglie patrizie vi esercitavano i diritti po- litici. L'Alto Vallese.Ghersau, leS leghe de'Grigioni erano deraocraliche.il paese di JVeuchàlel ubbidiva a un principe e poi al re di l'russia, il cui potere veniva li- niilalo da uno statuto. Ginevra costitui- va uno stato democratico-rappresenta- tivo, quando più e quando meno equo, l'er ultimo il vescovo di Basilea, l'abba- te di s. Gallo e quello d'Enghelbeig, era- no giunti a con(|uistare un'assoluta au- torità su'Ioro sudditi, e i due primi ope- rarono sovente da principi dispotici. Gli svizzeri aveano anche de' vassalli, sudditi de'Xin cantoni, ^'on intendo qui ripar- lare degli abitanti delle borgate e ville dei 7 cantoni aristocratici; e neppure signi- ficare alcuni distretti o comuni, che co- me la valledi Muotta nel cantone diSvit- lo, e quella d'Orsera iu quel di Uri,lro-

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vavansi al disotto degli altri nell' eserci- zio de' politici diritti, perchè tutti insie- me non erano molli. Voglio quindi solo riportare parecchi paesi che si dicevano ed erano elfcUivamente sudditi. Questi fu- rono da'cantoni o comprati o conquista- ti a' signori che li possedevano; ma bea pochi appartenevano a tutta la confede- razione insieme. Non farò menzione dei signoreggiati da un solo cantone, poiché sotio stati compresi ne'medesimi. 1 sud- diti o vassalli degli svizzeri erano dunque i seguenti. La Turgovia, formante oggidì il XVII cantone della Svizzera, fu sino dal 1460 suddita de'y cantoni più antichi, dal 1712 in poi lo fu anche di Berna. Lo stesso dicasi della conica di Sargans, uno de'distretti dell'attuale cantone di s.Gal- lo, quanto a' padroni da cui era signo- reggiata. La podesteria del Rhinthal, il più fertile de'distretti san-gallesi, fu già una conquista d'Appenzell, ma ben pre- sto nel 1 490 dovè farne cessione a'canto- ni di Uri, Untervald e Zug. Dopo la guer- ra di Svevia, accaduta negli ultimi i o an- ni del secolo XVI, ne furono messi a par- te anche i primitivi padroni appenzella- ni; dopo il i 7 i 2 pure Berna. Le podeste- rie di UtziiacheGaster,esistenli nella re- pubblica di s. Gallo, appartenevano a' cantoni di Svitto e Glaris. La contea di Badenegli Offizi-LiberineirArgovia, si- no alla guerra del Togghenburgo fatta nel 1712, ubbidivano agli 8 cantoni più vecchi; ma dopo questa i cattolici ne ri- masero esclusi. Quasi lutto il resto del- l'A rgovia, come pure quasi tutto il paese formante il cantone di Vaud, era di Ber- na. Le 4 podesterie di Schwarzenburgo, ]Morat,Grandson, diOrbeeTscherliz ri- conoscevano per sovrani i cantoni di Ber- na e Friburgo. Nella Svizzera italiana le podesterie di Bellinzona, Riviera, e Ble- nio nel cantone Ticino spettavano a' 3 cantoni più antichi: quelle di Locarne, Valle RLiggia, Lugano e Mendrisio, a' 1 2; la Levantina godcvasi da Uri solo. La sorte e condizione infelice de' sudditi in

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Isvizzera,con Zscliokke,la didiiaia Frati- Berna, Bt-riia, Arclojwlis, pioleslan- ìcìdÌ: prepotenze, lij^on, vessazioni, clu- te. Già nella diocesi di Losanna, poi di rezze erano i tialtanienli che gli uomini Costan/a, indi in parte di Sion, ed ora di idolatri della libertà facevano a'ioro ili Basilea. Era uno de'3 cantoni dirigenti, {)endenti. Nel 1798 si formò la Rtpub- percui ogni 4 anni per un biennio di ven- hlica Una eIncln>isibile,ieQu\la nel i8o3 lava la città capitale della Confedcrazio- (\u\\'Jlto (ii niediazione,componendoi\h ne Svizzera, e sede della dieta generale. Confederazionedi XIX cantoni colla sop- Ma in conseguenza della guerra e vitto- nrcssione di tutte le sudditanze; cantoni ria liportala da'canloni eretici e deuio- clieneli8i5pel /■'rt//oyrr/(Trt/f;siaumen- cralici, contro il Sonderbund o lega dei laronoaXXlIjil quale atto ricevè innova- cantoni cattolici, nel declinar del 184? zioni dopo la guerra del Sonderbund, ma Berna diventò unica sede del governo quanto alla forma de'governi cantonali centrale e dell'assemblea della Confede- io vado dicendo di quelli in vigore avan- razione Elvetica. Ha estensione di lerrilo- ti tal guerra, mentre delle modificazioni rio maggiore di tutti gli altri cantoni, e che ne conseguitarono ne farò parola in sino al 1 171)8 era ancora [)iìi vasto e il piti fine. Ora ritorno a Zurigo. Dice lo Scoi- possente della Svizzera. Fu poco dopo lijche nel 144-5 "'orì il conte diSargans,c smembrato e ridotto ne'4<listrelti diBer- trovandosiborgomastrosemestraleSlrus- na, Argovia, Lemano, che divenne ben- sì originario di Sargans, persuase gli a- tosto cantone di Vaud, e Oberland che bitanli a porsi in libertà e unirsi a Zuri- neli8o3 fu riunito a cjuello di Berna.Nel go, ciò che produsse una guerra, perchè 1 8 1 ^ il congresso di Vienna donò al can spettava per eredità il contado al baro- tonedi Berna, per indennizzarlo delle per- ne Netensi di Vallese, e con esso, vSvitto dilefitte perTatlodi mediazione deli8o3, eGlaris confederatosi, ieclan>ò la resti- la parte di della Thiele,che faceva una tuzionedi Sargans. Zurigoalleato col du- volta porzione del vescovato di Basilea, ca d'Austria verme allcuìanie pal'i molli ed allora posseduta dalla Francia. Si di- danni, finché per opera del vescovo di vide in 27 baliaggi, che contengono 175 Costanza si fece la pace. Ne! pontificato parrocchie dette riformate, e 70 caltoli- di Clemente VII, l' eretico Zuinglio co* che. Il clero delle prime si compone di 5 suoi settari i?»//?^'//V;/a' (A^.) predicò e in- ministri della città di Berna, de'quali il trodusse nel cantone di Zurigo i perni- i.°è il capo di tulio il clero, e di 83 pa- ciosi errori della supposta riforma reli- stori. Nella medesima vi è una chiesa con giosa, profanò le sue belle e grandi chic- curato cattolico: la scuola de'catlolici fu se,spogliò gli altari, usurpò le renditeec- aperta contribuendovi la congregazione tlesiasliche e commise altri eccessi; on- dipropagand.iyffZe.L'arislocrazia hasem- de nel cantone la falsa dottrina divenne pre distinto il suo governo,il quale consi- dominante, così in diversi altri.Neli 798 ste nel grande e piccolo consiglio alternati- ei'7qqfu lealrode'principaliavvenimen- vanente retti da due capi detti avoyer o ti bellici, e Massena e Lecouibe co'fran- scultelti, esercitanti il supremo potere. I cesi, scorrendo da vincitori la contrada, consigli si compongono di 200 membri •vi arrestarono i progressi di Souwarow scelli da un collegio elettorale fia'cilla- e de'suoi russi, riportando su loro e sugli dini eleggibili, e di 99 membri eletti nel- austriaci una gran vittoria, a'4 giugno e le città e nelle campagne, porzione dai a'25 settembrei 7qg, Il cantone dividesi magistrati delle città, parte da'baliaggi, ini I baliaggi,the formano 65circoli elei- e j>arle dal gran consiglio. Capoluogo di torali; suoi coloi i sono il bianco e l'azzur- cantone e di baliaggio è la grande e bella ro, co'quali soltanto si forma losteuima. cìllà di Berna, situala sulla riva sini^lru

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iltiU'Aai'jche si passa su bel poiile,ed è pò- stasopia una penisola, difesa (la 3 iati eoa buone lòrlificazioni. Le strade assai pro- prie e regolari sonooiuale di archi e por- tici lastricali di larghe pietre. Fra' suoi edifizi la chiesa principale sotto l'iovo- fazione di s, Vincenzo, è degna di con- siderazione; fu eretta nel secolo XV e vi si collocarono ^o stendarili presi a Car- lo il Tcmcrano duca di borgogna nella l)attaglia di Morat. E rimarchevole an- che la chiesa dello Spirito santo fabbri- cata nel 1704, ed inoltre il palazzo pub- blico, bel monumento gotico del secolo XV. Vi èia zecca; il rinomato arsenale, che neh 793 conteneva anni per 60,000 soldati, e 4oo cannoni di bronzo; la bi- blioteca pubblica ricca di libri e inss.,con bella collezione di tutti gli uccelli della Svizzera, altra di medaglie romane, gre- che e gotiche, un gabinetto di monete e medaglie svizzere, museo d'antichità, ga- binetto mineralogico, giardino botanico ov'è uu monumento in onore d'Haller ce- lebre medico e poeta, il figlio del quale, commissario repubblicano de' francesi, aiuiuuziò a Pio fi [F .) la sua detro- nizzazione e lo ricolmò d' oltraggi. Nel 1 8,54 il Papa Pio IXgenerosamentesocn ministrò scudi 4^00, per innalzare una chiesa cattolica in Cerna. Vi sono sta- bilimenli scientifici e benefici, ed è pa- tria ancora di Morel, Walteville, Miil- ler, Schenell, Grouner, Weiss, ec. Il no- me di Berna vuoisi derivato dalla voce tedesca ot so, per quelli molti che si tro- vavano nel luogo. Le medaglie e altre an- tichità scoperte in berna, fanno suppor- re che il suo suolo fosse abitato in tempo degl'imperatori romani. iVel i 174 si fa menzione di questa città che allora co- minciavasia costruire da Bertoldo! V du- ca di Zaringhen, e dicelo Scolli che an- dando a caccia dichiarò che le avrebbe imposto il nome della 1 .' fiera che avesse ucciso, e fu un orso che in lingua tedesca dicesì ber, in memoria di che 1 bernesi a suo tempo ancora iu alcuui luoghi pub*

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blici nudrivano degli orsi. Perloldo V fi- glio del fondatore e rettore della Borgo- gna Transiurana, fece cingere di mura e fosse le abitazioni innalzate intorno al castello di Nydech, ampliando anche la città, che fu compita neh 191, e da esso data in potere dell'impero al tempo di Federico 11. Riferisce Scotti che ciò fece per vendicare il crudele oltraggio fatto- gli da'uobili bernesi, i ({uali indussero la duchessa moglie ad avvelenare i due fi- gli peracquistarsi colla mortedi quegl'iu- noceuti eredi la libertà. Ma il duca fece decapitar la madre e seppellirla co' figli in Soletta, con iscrizione che riporta. Fe- derico Il ne die il governo a Ottone di Rauenspurg, però i bernesi si resero li- beri e ottennero grandi privilegi. Indi col soccorso di Pietro conte di Savoia, si liberarono dal conte Artmanno di Kiburg o Kyburg nell* anno 1288 che voleva soggiogarli, mentre l'imperatore non poteva dar loio aiuto per guerreg- giare contro Papa Gregorio IX in Italia. Riconoscenti i bernesi a Pietro per aver sconfitto l'aggressore, lo riconobbero pei" loro protettore. Perseverarono molti an- ni sotlo la protezione di Savoia, indi riac- quistata la libertà furonosul puntodi per- derla neh 287 per la guerra loro mossa dall'imperatore Rodolfo I d'Habsburg o Absbuigo, ma ne ottennero la pace. Do iiltre guerre nel i 353 entrò nella sud- detta Confederazione Elvetica, e da quel tempo sempre più ingrandì considerabil- mente il suo territorio, e neh4i5conqui- slò l'Aigovia, edificando poi quella parte che dicesi città nuova. Fece col duca di Austria e con Luigi Xi redi Francia un trattano d'alleanza, il cui risultalo fu la guerra che la Svizzera sostenne contro il nominato duca di Borgogna, che fu vin- to. Prima di questo tea» pò, essendo stalo Martino V esaltato al pontificato nell'as- semblea di Costanza, partì da questa cit- tà a' 16 maggio i4'^> ^ P^'" Scialfusae Caden giunto a Lezburg o Lentzburg.che avea supia ua'alluia uu castello fortili-

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calo, fu com[Jirnentato da' tiepulali tll Berna, che lo piegniono a volersi ripo- sare per qualclie giorno nella lorocillà. ]1 Papa accolse benignamente la depula- zione e l'invito, si recò io Berna e vi di- moròi 5 giorni, ove i magistrati nulla la- sciarono per rendergli lutti i possibili o- nori. Martino V di tulio si mostrò sod- disfattissimo e grato verso le grandi ono- rificenze ricevute dalla repubblica, e con- tinuando il suo viaggio perFriburgo e Lo- sanna, giiuise a Ginevra l'i i giugno e vi restò circa 3 mesi. Intanto pervenuta Ber- na ad allo grado di prosperila, neliSsS sostenne guerre contro lii nobiltà ed i si- gnori vicini. Nel 1 029 abbandonata la fé- tie cattolica, abbracciò la pestilente dot- trina di Zuinglio,ed usurpando le abba- zie e le altre ecclesiastiche dignità, furo- no predati gii allari,abbaltute e cancella- te le ss. Immagini, e commesse allre em- pietà. Continuando lesueguerre,ingran- di il lerritoi io, che nel i 536 aumentòcol paese di Vaud; indi nel 1 55q s'impadronì di gran parte del contado di Ginevra, e successivamente tolse al duca di Savoia esegnatamenteal vescovo di Losanna ai- tri terrilorii. Rimase così fino a' 5 marzo 1798, in cui dopo un fatto d'armi san- guinoso fu costielta ad aprire le porte al- l'armata francese. Allora, come dissi, per- de gran parte de'suoi vasti dominii, e nel 1 799 divenne sede del governo Elvetico sino al I 8o3, epoca in cui la nuova costi- tuzione federativa de'XlX cantoni fu po- sta in attivila. Pel trattato di Vienna del 1 8 1 5 la Francia cedendo a Berna i 5 ba- haggi di Porentruy, Delemont, Moutier, Chaluat e Courlelary, dipendenti anti- camente dal vescovato di Basilea, l'inden- nizzò un poco delle perdite provate nel 1798. Fra' luoghi del cantone ne ricor- derò 3. Porentruy, ^lazìosa città in riva al fiume Halle, con vie spaziose e salu- berrimo clima, già capitale e residenza del vescovo di Basilea. Bienna giace alla foce delSuzae sulla faida de'monti Jura, lun- go la riva del lago da essa denomina tu.

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Sinodali 3 52, trattasi quasi in libertà dal vescovo suo signore, si alleò con Berna; ma nel 1 3G7 il vescovoGiovanni essendo- sene per sorpresa impadronito, fece man bassa d'ima parte degli abitanti; quindi accorsero Berna e Soletta per liscattare i principali cittadini detenuti nel castello, che indi distrussero col fuoco, e dierono poscia il guasto sulle terre del vescovato. Lo Scotti opina che nel territorio sia e- sislila l'antica città d'Aventica, Aventi' c»«i,capodi tutta la Elvezia; altri la chia- mano Avanches, Avanticum, baliaggio cantica città svizzera, ragguardevole ca- pitaledel paese degli elvezi,epoi sede ve- scovile, situala sopra una collina presso il lagoMorat, nominata dagl'indigeni TVif' fllsburg. Oggi è luogo di poco conio, e vi passa la gran strada che da INIorat con- duce a Berna. Gli elvezi la bruciarono pri- ma di loro partenza per la Gallia Celtica; in seguito forzati da Cesare a ritornarvi, riedificarono poche case. Vespasiano la fe- ce rialzare e la chiamò Colonia Flavia. Commanville dice che fu sede vescovile, nel 5go unita a quella di Losanna: altri vogliono nel 602, come dirò nel cantone di fauci. I colori del cantone di Berna sono il rosso e il neio, che colla figura del- l' orso nero in campo giallo formano lo slen)n;ia cantonale.

LucEKNA, Lucerla, Lucerna, cattolico. Già nella diocesi di Costanza, ed al pre- sente in quella di Basilea, era uno de' 3 cantoni dirigenti e stali presidiali, che al- terna va con Zurigo e Berna per un bien- nio la sede della dieta della Confedera- zione, nella città del suo nome posta sul lago,ed è uno de'piìx belli de'cantoni della Svizzera; di foima irregolare, riceve una moltitudine di torrenti, abbondantissimo di pesce eccellente, ma pericolosa n'è la navigazione.il paese trovasi interrotto da valli magnifiche, che sono le migliori pia- nure della Svizzera, con suolo assai fer- tile, bei pascoli e copioso bestiame; ha al- cunesorgenli miuerali,con bagni frequen- tallàsiiuiiil commercio è favorito da mul-

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tebuoneitrade.Si formò il cnulone dalle successive conquiste degli ubiUuili di Lu- cerna suo capoluogo, di haliai^^io edi cii- culo. Questo cantone delia palle centrale dellaSvizzeia,dicui tiene il3. posto gerai- chico,si divide ne'5 baliaggid'Entlibiicli, IIochdorf,Luceina,Suisee eWiliisiku,clje conipiendonoiS circoli. Il catlolicismo è stato dicliiniato la religione dello slato, dalla costiluzionc de'29 marzoi8i4, co- lue (jucllo che li i/ca aloni per buona loro ventura reslati intatti dall'eresia, primeg- giò sempre tra' cattolici nella purità della fede e nella costante osservanza delle catto liche verità, perciò sempre tenuto pel più rispettabile tra 'cantoni ortodossi. Vi è una commenda Gerosolimitana, e molti con- venti e monasteri d'ambo i sessi. Il pote- re sovrano risiede nel gran consiglio o consìglio sovrano della città e repubblica di Lucerna, composto di 100 membri lutti a vita, de'cpiali 5o sono scelli dalla citta- dinanza della della città, e gli altri 'jodal restante del cantone. 11 presidente porta il titolo di avTogadore o scullctto. li gran Consiglio si raduna regolarmente 3 voile all'anno, e può essere convocato slraor- dinariamenle tanto spesso quanto gli af- fari lo esigano, dal piccolo consiglio cb'è permanente. Quest'ultimo consiglio com- posto di 36 membrijScelti nel consiglio dei joo, alla conferma del quale le elezioni sono soggette, e di cui io membri devo- no necessariamente essere presi fuori della classe de'borgliesi della cillà di Lucerna, ha Ira le mani il potere esecutivo, ammi- nistrativo e giudiziario. Due sculletli no- minali dal gran consiglio, fra'membri del piccolo, esercitano alterualivatnenle du- rante un anno il potere esecutivo; in loro assenza sono sostituiti i i\iìe più antichi menibri dello stesso consiglio. Un consi- gliere rinnovato ogni anno fa le funzioni di guardasigilli. Tutte l'elezioni si fanno a scrutinio segreto , e alla maggioranza assoluta de'voli. Ond'essere elettore con- viene esser cittadino, aver 20 anni coni- pili, paijar l'imposta d'una proprietà di

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400 franchi almeno.Gii eleggibili al consi- glio de' 1 00 devono avere a 5 anni compili, pagar l'imposta d'una proprietà almeno di 4ooo franchi, o avere reso de'servigi es- senziali allo slato; ond'essere eleggibile al consiglio permanente conviene inoltre a- vere 3o anni. Un padje e un ljglio,o due fratelli non possono sedere insieme nel consiglio permanente, i cui membri nou devono più prendere alcun servigio all'e- stero. Ho voluto dettagliare a I(|uan lo que- sto governo cantonale, come farò d'alcun altro, per dare un'idea degli altri cantoni che per 1' indispensabile brevità appena accenno, sebbene nel sostanziale variano secondo le particolari costituzioni, proprie di ciascun cantorie, e le quali vanno sog- gette a cambiamenti, a tenore delle con- tingenze de'tempi,come avvenne dopo la guerra del Sondeibund.La cillà di Lucer- na è bellamente situala sul pendio d'una collina omonlePilato.all'estremità dell'in- ternamento dell'imponente 'e magnifico lagoWaldstelles o di Lucerna ode'Quat- tro Cantoni, al quale si più particolar- mente il suo nome, nel luogo ove ne esce la Reiiss; questa riviera la divide in due parti ineguali riunite da4 ponti,3 de'quali sono coperti e adorni nelle volle di anti- che pitture istoriche, tulli di magnifica esolida struttura; il ponte di Hof è lungo I 38o piedi. In esso vi fu dipinta la sto- ria elvetica, ed i fatti popolari e palili av- venimenti. In altro ponte poi sono dipinti i falli principali dell'antico e nuovo Te- stamento. La porzione più grande della città, sta dal lato settentrionale. E sede delle principali aulorilà del cantone, e do- po che Zurigo adottò le innovazioni re- ligiose acattoliche, è divenula l'ordinaria residenza del prelato nunzio apostolico del Papa nella Svizzera. Dal 1849 ^^ dimoia mg.' Giuseppe Bovieri protonotario apo- stolico, colta qualifica d'incaricato d'alfa- ri interino della nunziatura apostolica di Lucerna. E cinta da un muromerlalo,fian- clieggiata da piccole torri; le strade sono larghile e cortc^liralc ia linea, pulite e beu

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lastricale, e le case sono pure ben ful)bii- cale per lo più in pietra, tagliata dal vi- cino monte d'ordine del consiglio gene- rale, e fVamezzate da ainenigiardini. Tra- passa per la città la via cliecomunica l'I- talia colla Gerniania, pel s. Goliardo, l'os- siede un liceo ove s'insegna teologia, fi- losofìa, fisica, matematica, e le lingue an- tiche e moderne; il ginnasio per le bel- le arti, il seminario pe'chierici, la scuola gialnita di disegno e musica vocale e i- strumentale, il teatro, società scientifica, molte scuole primarie e biblioteche [)ub- bliche. Ha pure un convento di france- scani conventuali, santificato dalia pre- senza di s. Francesco fondatore dell'or- dine,che vi alloggiò; un insigne convento dicnppiiccini con ricca biblioteca, fabbri- cato nel I 579 dalla liberalità d'un segna- lato ciltailino della nobile famiglia Ffyf- fer,che avcndoservito in Francia per co- lonnello, arricchì la pietà degli accpiisli della milizia,come leggo neiloScolli. Vi so- no pure due monasteri di monache, e le religiose orsoline per l'istruzione e edu- cazione delle fanciulle. Apprendo anco- ra dallo Scotti che nel secolo XVI vi fu aperto un collegio de' gesuiti con chiesa, nel pontificato di Gregorio XI 11, il quale die 4oo scudi d'oro per la libreria; il re di Francia si obbligò ad atmua pensione, e Filippo li re di Spagna gli donò 6000 scudi. Questo collegio, che a'nostri tem- pi rifiorì, restò soppresso in conseguenza della disastrosa guerra delSonderbund,ha la chiesa sotto l'invocazione di s. Fran- cesco Saverio edificata nel 1677. E' os- servabile e maestoso il palazzo pubblico, diverse chiese di gusto gotico, e la chie- si collegiata e parrocchiale di s. Leode- gario nuovamente ritabbricala colla spe- sa di 80,000 scudi, con sorprendente or- gano composto da 3ooo canne. ÌNana Scotti che nel giorno di Pàsqua 1 633 in 5 ore un grande incendio inceneri que- sta chiesa matrice che conlava 800 anni di esistenza, non essendo riuscito a 3ooo persone d'impedirlo. 11 senato ad appa-

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gare il generale compianto ne ordinò la riedificazione in pietra viva, in propor- zioni più grandi e maestose. Fece costrui- re ancora le torri peri i campane, tra le quali 5 grandissime di melodiosa armo- iiia, vi fu bcnghese, benché povero, il quale non contribuisse spontaneamente parte di metallo per formarle. Grandio- so è l'arsenale e ben fornito, in cui si col- locarono i cannoni che i lucernesi gua- dagnarono a qiie'di Berna nel 1 658 alia memorabile battaglia di Filinergon. Vi è la zecca, la Ione con l'orologio pubbli- co, il casino, il grande ospedale, l'orfano- trofio. E' degno di essere veduto nell'ar- senale il piano in rilievo di porzione dei cantoni di Lucerna, Zug e Derna, e dei cantoni interi di Svilto, Uri e Llntervald, in cui ciascuna montagna è esattamente misurata, ed ogni oggetto posto distinta- mente; opera eseguita mirabilmente dal general Francesco Luigi Pfyffer signore di Wyher, capolavoro di pazienza che il diiellorio di Parigi voleva trasportare in questa città se non cedeva alle eiììcaci premure dell'autore. fS'e ho veduto il di- segno e l'incisione eseguiti neh 777. Bel- lissimi sono i passeggi sulla ri va della Reuss e ne' dintorni, e sopialtutto dal lalo di Rrienz e del monte Pilato. Le fabbriche eie manifatture occupano un gran nu- mero d artefici. Ogni settimana visi tie- ne un mercato importante, come lo è il suo commercio. In vicinanza Irovavasi il convento di Berominoli, ove fu eretta nel 1470 la I .'^ stamperia che abbia esistito nella Svizzera. Le rive pittoresche, belle e svariale del lago, sono ricche di coltu- ra e di eleganti abitazioni, come de'fab- bricati di Kirsisten, non che dalla casa e biancheggiante torre di Stantzadt, villag- gio interamente distrutto nell' invasione francese del i 798. Un'epigrafe scolpita sul muro del cimiterio indica che 200 uo- mini, 220 donne e 25 fanciulli perirono sotto le baionette di sfrenala soldatesca di quell'epoca di terrore. A qualche di- sianza, e vicino alla cappella del prode

S V I A nioldo (li Winskelried che si gettò sulle l.uicie nemiche, come uno cle'3 fondatori delhi confeilei azione, soige la tou)ba di 1 8 donzelle morte in un combattimento, nel quale presero parte in uno co'fiatelli che dall' orribile mass tcro difendevano la pnlria. Egualmente nel subuibano di Lucerna si vede un grandioso monumen- to, innalzato alle memorie de'sempre fe- deli svizzeji che morirono intorno al pa- lazzo delle Tuiileries a' i o agosto 1792. Da un macigno verticale si fece uscire la imponente figura d'un leone ferito dalla lancia e morente. Non avvi cosa più sem- plice e più caratteristica , inventata dal genio del celebre Thorwaldsen, ed ese- guita da Ahorn scidtore di Costanza. Vi si legge l'epigrafe: Helvetioriini Fichi ac /'irliili.Soiioiì leone sono scolpiti i nomi degli udlziali e soldati svizzeri, che pei i- rono in quella fatale giornata, e di quel- li che scamparono dal crudele massacro. Il nome di Lucerna , secondo le antiche cronaclie, derivò dalla luce d'un fanale elevato e posto sopra una Ione in mez- zo della riviera e in fine del lago ove sboc- ca l'Orsa, che serviva anticamente di fa- ro e guida a'battelli che Uscivano e en- travano nella città. Gli storici non sono d' accordo sull' origine di Lucerna : chi l'atlribuisceallacasa d'Auslria,e chi a due castelli eretti da' tedeschi a ciascun lato della riviera, che furono forse le due tor- ri distrutte da Carlo Magno. Molti fau- no risalire il piincipio di sua fondazione verso la (ine del V il secolo,da certo Win- kard signore del paese, dal con vento o mo- nastero di s. Leodegario o Leger, sulla col- lina appunto presso la quale s innalzò la città nel progresso. JN'el 768 Pipino il Pic- colo die (juesto convento in uno a Lucer- na,che già avea titolo di città,agli abbati di Murbach nell'Alta Alsazia. Lo Scotti riferisce, che nell' 833 Vigardo fratello di Ruperto duca di Svevia, mosso da pio zelo [)rese gli ordini sagri, fece nella som- mità del lago erigere un tempio con mo- nastero in onore di s. Leodegario marti-

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re, della B. Vergine, di s. Pietro e di s. Maurizio, e lo dotò di tutto il suo patri- monio, acconsentendovi l'imperatore Lo- dovico 1 il Pio suo attinente, ed ivi abi- tò tra'monaci sino al fìnede'suoi giorni: il monastero nelle lettere di fondazione è chiamato Lucerna o Luciaria. In segui- to si edificò la città nella pianta attuale, e il monastero fu fatto piepositura e u- nita poi colla giurisdizione della terra al- l'abbate di Murbac, che vi esercitò la so- vranità,ma con restrizioni. Nel 1 1 80 Cor- radoEseinbach abbate diMurbach e prin- cipe dell'impero, pose al reggicnento della preposi tura e città di Lucerna il suo fra- tello Enrico, sotto il cui governo molto aumentò. Ollenne poi diversi privilegio immunità dall'impero, per cui concorren- dovi d'ogni parte gente ad abitarla, giun- se il popolo a tanto numero e fasto, che mal si poteva ormai reggere dagli abbati, e per questo l'impero ne assunse la pro- lezione, lasciando però le rendite e l'aui- ministrazionedellagiustiziaagli abbati. Di poi i lucernesi ottennero che la chiesa si erigesse in prepositura e collegiata di i 2ca- nonici con 3 dignità, concedeiulule privi- legi Calisto III, Sisto IV e altri Papi, il stabilendo che l'elezione de'canonici e preposto si facesse unitamente dal capi- tolo e magistrato di Lucerna. Nel ram- mentato i633 essendosi bruciata la detta chiesa matrice, restando illeso colle ss. re- liquie il corpo di s. Dionisio martire zio di s. Pancrazio, il senato di Lucerna la riedificò magnificamente, onde il nunzio Scotti per memoria vi pose due iscrizio- ni,in cui sono ricordati Urbano Vili e il nipote cardinal Barberini, Helveline Pro- Ic'Ctore. L'imperatore Piodolfo I d'IIabs- burgo cede all' abbate di Murbach 4 vil- laggi inAlsaziacou20oo marchi d'argento, cillinchè si estinguessero i debiti contratti dall'abbazia; di che furono malcontenti i lucernesi, perchè l'abbate cede all'impe- ratore il ilominio di Lucerna, riservan- dosi pai tedi giurisdizione, avendo goduto sottogli abbati molli privilegi ed escuziùui.

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Altri alliiijuiscono l'operato di Rotlolfo 1 al figlio Alberto I, e iiitnaiio: clie niorlo nel I 2C) I Uodolfu 1 d'IIabsbuigo, il suo fi- glio e successore Alberto 1 d' Austria, a- veiido molti figli e volendoli provvedere di onorevoli slati, deterininòdi costituire dell'Elvezia un ducato per uno di essi, ed a tale elFetto nel 1807 cede all'abbate di Murbach Gìvilier e altri luoghi d'Alsa- zia e all'abbazia più vicini, ed io permuta ricevè Lucerna, colla condizione di con- servarle lutti i privdegi di cui godeva sot- to i suoi primi signori; i luceruesi fecero ogni sforzo per opporsi a tale accordo, luadovetlerocederealla potenza d'Alber- to I. Frattanto neh 3 i4 si competerono l'impero Lodovico V il Bavaro, e Fede- rico III il Dello duca d'Austria, col quale guerreggiando i cantoni d'Uri, Svitto e Untervald, fecero su'luceruesi, come sud- diti austriaci, frequenti scorrerie e botti- no. Vedendosi Lucerna non difesa da'suoi signori, esposta di continuo alle conse- guenze della guerra che ardeva, per l'e- sempio de'successi de'detti 3 cantoni con- federati, si risvegliò negli abitanti l'amore naturale dell'indipendenza e di sottrarsi dalla dominazione austriaca. Dipendendo prima quanto alla giurisdizione dell'alta polizia dall'abbazia di Murbach, e sempli- cemente dall'impero, i lucernesi contava- no sulla fede d'un antico trattato conclu- so coll'abbale, il quale avea promesso di giammai alienare i suoi diritti sopra di lo- ro, senza averne il consenso, ed in vece eseguì di propria autorità la narrata ces- sione. Anche per questo i lucernesi, stan- chi dalle ostilità cui erano esposti , con- clusero una tregua co' 3 cantoni, cou gra- ve rammarico de'loro signori, che inutil- mente li prevennero delle conseguenze di questa associazione. Volendo essi prende- re delle precauzioni contro i lucernesi , questi le scuoprirono, e dopo essersi nel i332 impadroniti delle porte, licenziaro- no il governatore e costrinsero i partigia- ni a Lisciare il paese, per aver colle prin- cipali famiglie tramalo in favore dell'iui-

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pero. Quindi nella vigilia di s. INIartino (o deli33r) come vuole Scolli), si colle- garono perpetuamente in lega co'3 can- toni, che pe'primi aveano scosso il giogo della dipendenza straniera; lega che poi si chianìò de' quattro Cantoni Selvaggi, tra'qualiebbe \\ i." luogo Lucerna. In ve- ce però di adottare il governo democra- tico istituito presso i loro confederali, pre- ferirono r aristocrazia, ma con qualche modificazione repubblicana. D'allora ia poi Lucerna salì in potenza e splendore; fudessa che nel i352 impadronitasi del castello d'Habsburg o Absburgo nel can- tone d'Argovia, culla avventurosa di casa d'Austria, lo distrusse quasi interamente, e riunì la contea cui dava il nome al suo cantone. Inoltre i lucernesi contribuiro- no possentemente nel i 386 al successo luminoso della battaglia di Sempach,con- quislarono tosto il territorio che forma il loro cantone, e nel 1479 acquistarono tutti i diritti esercitati su di loroda'ca- nonici di s.Leodegario. Da tal epoca il go- verno cadde a poco a poco fra le mani d'uà piccol numero di famìglie nobili o patrizie, ed i paesani divennero sudditi della città; questa oligarchia,contro cui si rivoltarono nel I 764, durò sinoal3 i gennaio» 798, nel quale i consigli diLucerna procurarono da loro slessi lo stabilimento d'una nuovaco- slituzione sulla base dell'eguaglianza dei diritti, e poco dopo fu accettala la nuova costituzione che la repubblica francese die alla Svizzera. Sorpresa dalle milizie de'piccoli cantoni a'3o aprilei798. Lu- cerna fu occupata nel seguente da'fraa- cesi, che nel settembre vi stabilirono la sede del governo repubblicano unitario elvetico che conservò per 8 mesi.Neli8o2 questa città fu il centro della guerra ci- vile, che scoppiò nellaSvizzera, e neli83o adottò il governo rappresentativo. Lucer- na vanta non pochi uomini celebri e il- lustri, non che difensori degl'interessi del- la religione e della Chiesa. Uno di questi fu l'infelice Giuseppe Leu d'Ebersoll, che per la sua pietà, carità, seuuo e popolare

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eloquenza, acquistò ben presto grnntle in- fluenza nel cantone.Qualemppieseiilanle al gran consiglio comparve la i. "volta nel i<S3r,ed in conseguenza cle'polilici avve- nimenti diFrancia,peiclièalcantoneerasi (lata una costituzione rappresentativa tle- niocialica. Indi contribuì t'ortcmente alla reazione del 1840, quando il popolo lu- cernese si sollevò in difesa dello religione cattolica, minacciata dal governo rivolu- zionario, e per sostenerla, Leu rientrato nel gran consiglio, propose di ristabilire l'antica costituzione. Ottenne gloriosa vit- toria, ma si rese bersaglio dell'odioe delle calunnie de'suoi avversari, cbe barbara- mente lo assassinarono nel luglio i84''- Più di 10,000 persone assisterono. pian- gendo la perdita del loro padre, a'fiine- rali nella chiesa d' lIoclKlorf; meritò il compianto di lutti i buoni, ed un artico- lo necroiogico col ritratto nell' Album di Roma 1. 1 2,p. 2 56. Esiste una convenzio- ne tra la repubblica di Lucerna e la s. Se- de, elle liporto a Svizzera guardia ponti- fici a, per somministrare la i.'allaa.'gli uo- mini che la compongono. Per privilegio di Pio IV la repubblica nomina al l^apa Sindividui lucernesi,onde scegi iere il capi- tano per tale corpo. Inoltre la repubblica raccomanda alPapa altri lucernesi pe'gra- di di tenente e sottotenente per la stessa guardia, i quali ufliziah come il capitano devono esclusivamente essere sempre cit- tadini di Lucerna; ed il capitano è tenuto tare annualmente alla repubblica la re- lazione di sua amministrazione. Lucerna <lunque gode l'onorevole prerogativa di fornire i custodi della venerata persona del supremo Gerarca della chiesa catto- lica e della sua ordinaria residenza. Ap- prendo dagli Annalidellf scienze irtigio- 5e,serie 1.', t. 4, p- 1 35, la fondazione in Lucerna dell'accademia di s. Carlo Bor- romeo. Nel I 846 im'eletta schiera di bra- vi cattolici con alla testa l'illtrslreSiegwar- Miiller l'istituirono, col santissimo scopo d'intraprendere un'opera del più grande iulercsse per la dil'esa di nostra s, rcli-

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gionene'paesì della Confederazione Elve- tica. Pertanto si propose adunare quanto <li meglio per iscienza e per sentire cat- tolico si rinviene nella Svizzera, onde con forze unite applicar l'animo a proteggere e coltivare gli studi e le arti perchè ser- vino all'avanzamento del callolicismo in queste contrade. L'accademia si stabilì in Lucerna, sotto gli auspioii e nello spirito di s. Carlo, decretando che si componesse di 5o svizzeri cattolici, e di membri or- dinari, straordinari e onorari di numero illimitato e di qualunque paese. Chiamò per diritto i .°men)bro onorario il nunzio apostolico, ed egualmente oiioinri tulli i vescovi di Svizzera; e dichiarò che non prima di averne conseguita l'approvazio- ne ecclesiastica, e non prima d'essersi ot- tenuta quella della s. Sede potesse inco- minciare le sue adunanze. Alla lettera che il presidente e il consiglio diressero il 5 maggio 1846 a Gregorio XVI, per l'ap- provazione de'suoi proponimenti e sta- tuii, il Papa ne provò gioia, lodando la nobile intrapresa ; dalla quale apparirà come nel mezzo delle più violente contrad- dizioni dell'irrequieta eresia, si mantiene vivo in Lucerna quel fuoco,che viene ali- mentalo dalle ispirazioni delle verità cat- toliche.Si dichiara nella leltera,che quan- tunque le porle dell'inferno non preva- leranno giammai sulla Chiesa, lutlavolla per opporre alla menzogna e all'empia seduzione un salutevole antidoto al ve- leno, Irovossi opportuno che il senno, lo zelo e l'erudizione de'cattolici vi attenda d'uno spirilo solo. Si ricordò l'insigne di- vino favore pel quale in una guisa vera- uìenle mirabile salvò da morte i cantoni cattolici, donde la Confederazione Elve- tica trae l'origine, e li fece trionfare dei Rjrenti nemici protestanti; per cui renden- do grazie a Dio,si protestò immanchevo- le fiidellà alla Chiesa, e di porre a suoo- nore e alla gloria di Dio ogni potenza d' ingegno e d'animo, eziandio per l'in- cremenlo della religione cattolica nella patria Svizzera; implorando che la s. Se-

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de santificasse e benedisse l'isUtuto, per- fliè riuscisse vernmente cattolico e pro- fittevole. Morto il r. "giugno il Papitjil re- giiantesuccessorePio IXa'4luglio rispo- se con grazioso e onorevole breve, ripor- tato da'delti Annali, lodando altamente e incoraggiando un'opera, che tanto ri- pi ometteva a cpiesta minacciata porzione di fedeli. Lo stemma del cantone si for- ma unicamente de'colori azzurro e bian- co, come Zurigo, ma con diversa dispo- sizione. Merita una parola Scinpach,^\c- cola città del cantone, sulla riva orien- tale del pescoso lago di egual nome, ca- poluogo di circolo, a pie d'un;» collina a- lìieiia. E' memorabile per la famosa e san- cuinosa balla£;!ia combattulta ne'suoi din- toiiii, e vinta dagli svizzeri sopra Leopol- do duca d'Austria a'c) luglio t 386; vi re- stò ucciso con 676 tra principi e titolali, molti de'quali portavano corone sugli el- mi, il che servai a nobilitare la vittoria dei collegati. I vincitori passarono quindi a vendicarsi di quelli che gli aveano mole- stati, prendendonei castelli e smantellan- done le rocche ; e così fu consolidata la libertà elvetica.Sul luogo della pugna, per eterna rimembranza, fu eretta una cap- pella, destinata a celebrare l'anni versa- rio di tale rinomata vittoria.

Uri, Pagns Uriensìs, Uria, cattolico. Già nella diocesi di Gostanza, ed attual- mente di Coiia. Cantone della parte cen trale, tra le Alpi Lepontine, formato da parecchie valli laterali che mettono capo in una glande vallea, la quale apresi sul lago di Waldsleltes o de'Quattro Canto- ni per la comunicazione che ha con essi, e nell'estate straordinaria n'è la vegeta- zione. 11 governo offre una democrazia pu- ra: il potere supremo sta nella landesge- meinde, checomponesidi tutti gli abitanti d'età maggiore di 20 anni; e quest'assem- blea fa leggi e nomina alle magistrature del paese, essendo presieduta dal landa- manno in carica, nome che Scotti quali- fica presidente del paese. Vi sono i con- sigli semplice, doppiojcd ebdomadario. Il

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clero è presieduto dal vicario generale, e furma uno degli esarcati di Waldstetles; ogni comune è in libertà di lurmarsi unii scuola. Uri è diviso in due distretti o tag- weu. Uri ed Ursero: suo capoluogo è Ali- dorf, Allor/iiini, borgo considerevole si- tuato in ima valle profonda e ristrettali' piedi d'alte montagne, i cui passaggi so- no difilcili, ad un 4''di lega sopra il lago de'Quattro Cantoni, nel luogo ove ilReuss si getta nel lago, sulla strada del s. Got- tardo, servendogli di riparo una foresta di abeli. In gran parte è assai bene rico- struito, con laighe strade e case in gene- rale belle e grandi, contenendo anche il bell'arsenale del cantone, ed un vasto ma- gazzino di grano eretto nel lySS.Ha una fabbrica per tagliare e pulire il cristallo, che abbondantemente si trova nelle con- viciue montagne. Vedesi la bella chiesa parrocchiale di s. Martino, il palazzo pub- blico edificato con buon gusto, il conven- to de' cappuccini eretto di nuovo con bi- blioteca. Una fontana mostra il luogo del tiglio, sotto il quale stava il figlio del fa- moso suo concittadino Guglielmo Teli, allorché questi fu costretto di abbattere con una balestra il pomo postosulla te- sta del fanciullo, di che riparlerò poi. Un' altra fonte segna egualmente il luogo ove si stette il padre. In mezzo al borgo vi è una torre ornala di pitture in onore di Teli, e pel quale Altdorf si considera co- me la culla della libertà elvetica. Si ve- dono ancora le rovine della fortezza che l'imperatore Alberto 1 d'Austria vi avea fatto ftibbricare, onde tener in freno gli abitanti. Altdorf è pure il deposito delle merci, che vanno pel s. Gottardo nella Svizzera, o che per questa strada sono spe- dite in Italia , come ili.° cantone che si trova passando dall'Italia in Isvizzera. I suoi dintorni sono piacevoli, e ricoperti di numerosi giardini e case di delizia. Rac- conta Scotti, che alcuni popoli di Fran- cia nominati taurisci, cacciali vlal loro pae- se, in questo vennero ad abitare ; e che Narsele dopo ruccisione di Tolila redo'

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goli, mandò parie tli quelli eli* ciiino n- vanznti alla strage ad ahitare co'lnurisci olire le Alpi. Si vuole che il nome del can- tone derivi da' laurisci, e perchè i lori o tauri selvaggi o buffali sono pur detti uri, onde poi formò io stemma colla fronte di tale quadrupede, appellandosi que'dome- slici berne>i uren. Quando la bandiera principale del cantone s'inalberava perla guerra, in vece di tromba si suonava un corno di toro domestico, e con suono or- ribile chiamava le genti a marciare pel combattimento, ed il suonatore dicevasi toro d'Urania, vocal>olo col quale alcuni appellano questo cantone. L'imperatore Lodovico II die questo territorio in dote al u)onastero delle monache da lui eretto in Ztu ii^o nell'853, di cui la sua figlia Hi- tlelgarde fu abbadessa iìnchè visse. Per- ciò rinjase sempre sotto la protezionedel- l'impero, e gì' imperatori vi mandavano governatori per amministrare la giusti - 7Ìa. Durò siffatto governo e unito al mo- nastero di Zurigo, (ìnchè Adolfo conte di Nasisau e Alberto I d'Austria, nel i2f)i per morte di Rodolfo 1 si conlesero l'impero, essendo entrambi eletti da una parte de' discordanti elettori. Per questi dispareri molli nobili d'Uri insieme col governa- tore imperiale parteggiarono per Alberto I, mentre il popolosi dichiarò perAdolfo, onde contro di esso furono presi di sde- gno i j)rincipi d'Austria, ed il govei nato- le co'nobili si sludiaronodi privarlo della bberlà.Da ciò nacquero ci\iliconte'e,nu- drile da' principi partigiani, finche nel I 3 1 4 cacato nuovamente l'impero, insor- sero a contrastarlo Federico 111 il Dello duca d'Austria e Lodovico Y il Da^'nrOy il I . favorito dal governatore GeleroGes- sler e da'nobili, il ^.''da'popolani, i quali oltraggiali congiuraronodi cacciare il go- vernatore e i nobili fautori di casa d'Au- stria, da essi semj)re avversala. Il gover- natore ebbequalche indizio della trama, o sospettandola, per chiarirsi trovò il ri- piego orgoglioso di erigere in mezzo alla piazza d'Alldorf un' asta con sopra il suo

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c.Tppcllo (altri dicono quello ducale d'AI- bt rio!, anticipando il famoso a vvenimeu- lo), fdcendo gridare da un banditore, che ciascuno passando l'onorasse come fosse la persona sua, e pose osservatori a no- t;ire chi ubbidiva o no, onde conoscere gli avversari e pai tigiani del competitore, e così intimorirli. Tra gli altri vi passò avanti Guglielmo Teli, di Burgliau luo- go delcanlone d'Uri, egenero di Gualtie- ro Furst, il quale non potendo celare il sentimento di disprezzo che nell' anim.o iiifondevagli tal vessazione, non volle o- norare quel!' insegna. Il governulore si persuase che fosse un avveisario congiu- rato, montò in furia e lo fece arrestare. Temendo poi che gli f )sse rapito dagli a- mici, volle condurlo egli slesso nel suo ca- stello di Kusnacht, carico di catene. Im- Itarcalosi con lui, il battello che li coudu- cevacra giunto dinanzi Grutli,ov'eia co- minciata la congiura, quando uno di que' venli impetuosi che turbano spesso la na- vigazione di quel Iago,avendo eccitata fie- ra tempesta, il governatore si vide co>lret- to d'affidar la sua vita a quegli slesso di cui avea risoluto la perdila. Conoscendo la sua forza e la sua perizia, gli fece to- gliere i ferri; e Teli ad onta della burra- sca polècondurrcil battello presso un luo- go detloPlalten, in cui un masso sporgen- te.che chiamasi ancovaWSallodi Giigliel- ino Teli, gli permise di balzar sulla riva e di porsi in sicuro, intanto che respingen- do il battello lasciava il nemico governa- tore esposto al maggiore pericolo. Egli scampato in lai modo traversò il territo- rio di Svilto. Anche Geler ebbe la buona sorle di salvarsi; ma siccome per giunge- re a Kusnacht passò per un sentiero nel fondo delle rupi, Teli che per caso si tro- vò a tiro, gli scoccò una fi eccia,di cui morì sull'istanle. A questa storia, la cui vera- cità non è dimostrata, si aggiunse quella del pomo, che akiuii dichiarano impro- liabile; lutlavolta questa ancora è ripor- tala dal nunzio Scolli, senonchè fa pre- cedere la scgucnle alla precedente nar-

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intiva. Secondo essa, irritato Gelei" per la mancanza di rispello di Teli al cappel- lo, e sapendo eh' era oUirao arciero, Io condannò a geltare culla balestra al [."col- po un pomo dal capo del suo proprio fi- glio. L'eroe della libertà elvetica ebbe la sorte di colpire a segno che portò via il pomo nello senza nocumento del figlio. Dopo tale tirannica prova, essendosi ac- corto il governatore che il pento bei sa- gliere teneva nascosta altra freccia, gli do- mandò che uso voleva farne. Rispose ar- dilamenle Teli: L'avea presa per trafig- gerti, se avessi avolo la mala sorte d'uc- cidere mio figlio. Gli storici discrepanti ne'due racconti, mentre altri li ligettano, convengono che Teli uccise colla freccia il governatore, e che presso detto sco- glio fu per memoria eretta una cappella, con pilltu'e istoriate del tragico fitto. Di pili sembrano pure convenire, che Teli dopo la morte di Geler andato a S villo, si abboccò con StaulTalheno Stafltero Ver- nerò di SlaulTach, anch'egli gravemente oltraggiato dall'estinto, e narratogli l'ac- caduto, l'esortò a unirsi a lui per liberare le loro patrie oppresse dal giogo monar- chico. Giovò alle persuazioni di Teli l'av- venuto poc'anzi a Unlervald, dove pure il governatore pe'suoi tirannici modi era slato ucciso da un popolano di Atzlen, e riunitisi a questo, tutti e tre nel giorno di Natale deliberarono nel prato di R.ut- "w ile,presso il castello de'signori di Laud- bergh, dipoi distrutto da'paesani, la sol- levazione de'ioro cantoni, rimettersi in li- bertà e collegarsi perpetuamente a comu- ne difesa. Pertanto stabilirono di adope- rarsi ciascuno a tale etTetto nel proprio cantone,come avvenne. Imperocché esclu- si dal potere i nobili partigiani dell' Au- stria e uccisi i loro prefetti, ebbe luogo iieli3i5 secondo Scolti la lega tra Uri, Svitto e Unlervald, d'onde prese origine la libertà elvetica e la grandezza di sua repubblica ; origine che superiormente col consigliere Franscini riportai al i 3o3; ed altre notizie sulla rivoluzione e da chi

S VI operata, le descriverò dipoi ne'cenni sto- rici e generici sulle diverse e principali vi- cende poliliche della Svizzera, e che l'af- fare della freccia di Teli avvenne a' i S novembre i 807. Ripeto che nelle date gli storici sono discordi, gli uni attribuendo l'avvenimento sotto l'impero d'Alberto I, altri a tempo di Federico III il Bello. Bensì all'epoca di quest'ultimo ebbe luo- go la f imos 1 Itattaglia di Morgarlen, pres- so la riva orientale del lago Egeri, sul li- mite de' cantoni di Svillo e di Zug, ove a'i5 novembrei3i5 i primi congiurali svizzeri, in numero di soli i 3oo. riporta- rono strepitosa vittoria sopra 20,000 uo- mini comandali da Leopoldo d'Austria terzogenito d'Alberto I, la (juale conso- lidò la libertà della Svizzera. Sembra che Teli vi prendesse parte, e che morisse più lardi neli3Ti4 iu Bringhen. La storia di Guglielmo Teli è stala argomento di par- recchie opere letterarie, e fra le altre d'un romanzo di Florian, d' una tragedia di Lemierre ealtra di Schiller. Inoltre Mor- garlen fu teatro d'un combattimento fra* francesi e gli svizzeri nel 1798, e di altro fra' francesi e gli austriaci nel 1799. Lo stemma di Uri si forma de'colori nero e giallo, e della testa d'ur loro selvaggio o buffalo di' 1'-. nero, con anello che gli pen- de dal. : narici, !t fjuale è posta io cam- po gia'o.

SviTTO o ScHwiTz, Svìtìa, Suitia, Sui- ti uni, calloWco. Nella diocesi di Coirà, can- tofie della parte centrale, coperto di mon- tagne che lo percorrono per tulli i versi, pure non vi hanno ghiacciaie, ne la neve vi cade che sul finir d'autunno. Il clima ei! suolo convengono meglio a'pascoli che all'aratro, e la principale sua ricchezza consiste ne' bestiami. Il suo governo offre una democrazia pura: il potere legislati- vo risiede nella landesgemeinde o assem- blea del paese, che componesi di tutti i cittadini d'età maggiore di 16 anni, e che si aduna ogni due anni; i' potere esecu- tivo, il giudizio io ultima istanza e gli af- fari di amministrazioDC sono di compe-

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lenza del consiglio tiij)li(:e, composto «li 270 menfibri,edel consiglio «lei paese for malo da Go membri. Il consif^Iio dupli ce esei cita l'alta giustizia criminale; il tri- bunale di cantone giudica in istanza me- dia tra'ti'ibunali didistrello e il consiglio triplice. Un landamanno, eletto ogni due anni dall' asseaibleu, presiede a' diversi consigli. 11 vicario generale del vescovo sta alla testa del cleio.Vi sono 7 distretti, e gli abitanti sono vigorosi e ben fatti. Ca- poluogo del cantone e del distretto del suo nome è il considerevole borgo di Spillo

0 Sclnvilz^ fabbricato in una valle deli- ziosa e saluberrima, appiè del Mytlien e circondata da monti. Vi si notano alcu- ne belle case particolari: i principali edi- fìzi sono il palazzo della città, ov'è un ga- binetto numismatico, la cliiesa principale contenente un bell'organo, il seminario, l'ospedale e due monasteri di monache. Molto ebbe a soQVire nella guerra del

1 798 e I 7C)9. Lungi una lega è il lago di Lowertz, sulle cui rive un villaggio omo- nimo fu quasi interamente distrutto per la caduta d'una frana. Il cantone, come già notai, si gloria d'aver dato il moder- no nome di Svizzera a tutto il territorio federale, e di Svizzeri agli abitanti. Gli abitanti di Svitto si credono originari di Svezia, ma differenti nesonoi pareri come vi si recarono, sebbene la tradizione viene autenticata da pitture antiche. Quando i cimbri, i tigurini, i tugini e altri popoli u- niti insieme, furono sconfitti con istrage presso Verona da Marioe Catullo; da que- sta segnalata vittoria de' romani potero- no scampare poche reliquie di svedi e ti- gurini, che rivalicate l'Alpi si stabilirono in que' contorni. Erano allora capi degli svedi Rusti, Bumo e Schuyter, il i.^de' quali prese ad abitare ima valle vicina alla sorgente del fiume Arola, il 2.° passò ad Untervalden, il 3." impetrò da'superstiti tigurini d'abitare nella lorocontrada, eoa loro gran piacere per vederla ripopolare. Schuyter dunque si fermò co'suoi seguaci nel ^iese oggi chiamato Svitlo, indi iu-

VOL. LXXll.

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sorse briga tra lui e il fratello Ischeig chi di loro dovesse imporre il nome al luogo, onde si venne aduello,in cui restando vin- citore Schuyter, dal pro[nio nome chia- mò il paese i^c/ìav/Vz, rinnovando l'acca- duto di Romolo nella fondazione di Ro- ma. Dipoi nel prato di Rutwile, Gugliel- mo Teli e Stalfier di Svitlo, anch'esso ir- ritato dal governatore o bailo o prefetto del luogo, con pari amore di patria indi- pendenza convennero di rimetterla cia- scuno in libertà, stabilendosi ncli3o3o più tardi in Isvitto lai. 'lega de'3 cantoni surriferita, che dierono principio alla re- pubblica Elvetica, ed il nome di svizzeri a tutti i popoli collegati. Sebbene il can- tone pe'nobili era soggetto a' principi di Austria, mai fu soggiogato da' principi stranieri, solo prestando volontario omag- gio all'impero. Consegui diversi privilegi da Federico 11, che nel diploma chiama gli abitanti popoli liberi; da Enrico VII che confermò la stessa libertà, altrettanto facendo piìi tardi Taltro imperatore Si- gismondo, che aggiunse alla loro avvo- cazia il luogo di s. Maria degli Eremiti, ossia l'abbazia d'Einsidlen,della quale poi terrò proposito. Anche i Papi concessero onorevoli privilegi e immunità al canto- ne, da'quali ebbero altresì il generale gon- falone della gran lega. Formasi il suo stem- ma d'una croce bianca in campo rosso, e posta da un lato, ed è inoltre lo stemma di tutta la confederazione.

U.vTERVALD o Unterwaldes, Uiuler^ valdium, Tranf^ylvania, Sylvania, catto- lico. Diocesi di Coirà, cantone della parte centrale, limitato dal gran lago di Wald- stettes. Tranne le due vallate principali, il paese consiste di montagne, il cui aspet- to è svarialissimo, offrendo un misto ag- giadevole di montagne e colline, di belle praterie e. di boschi. Le valli sono fertili, il clima vi è troppo aspro, tuttavia si abbandonò la coltivazione del grano, un tempo assai importante; vi sono copiosi alberi d'ottimi frulli, abbondante è la pe- sca d'eccellenti pesci;, il bestiame forma la

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principale intlusli in, ed il formaggio squi- sito. Il governo consiste in una tlemocia- zia pura: le sue due suddivisioni Y Aline Bosso l'nttn'oUÌ, cioè Ohwaldcn e Nid- <walcìen,o^s]a Sopra Sel^'a e Solfo Selva j lórmano due stati e repnhMiche partico- lari indipendenti l'una dall'altra, <jiian tiinque compongano un solo cantone, pe- rò non hanno die un sol voto alia dieta, e alternativamente nominano i deputati del cantone; la loro costituzione politica è appresso a poco quella slessa. Il canto- ne viene diviso in parrocchie. Esercita il poteiesovrano l'assemblea del paeseolan- desgeraeinde. I poteri giudiziario, esecu- tivo e amministrativo sono confidati a' consiglieri del pae.se; in ciascuna suddi- visione deirUntervald il landamanno in carica è il presidente di lutti i consigli. Il clero una volta dipendeva dal vicario ge- nerale di Lucerna; attualmente forma un esarcato del capitolo di Waldsfetles. Tro- \asi il cantone dalla vasta selva del Kern- Avald e per la catena montagnosa che si estende dal Titlis alla l'Iiuìi-Aip, diviso in due parti o dislrelti sinodali i5o.ll distretto più elevalo, situalo a mezzodì, si chiama Obvvalden, con Sanien per ca- poluogo: quello ch'è più al settentrione e si distende al disotto della selva, porta il nome di Nidwalden, con Slam pei- ca- poluogo. Sarnen,^va\\ borgo superiore al- la foresta, all'estremità settentrionale del lago del suo nome, al punto in cui n'esce r Aa o Alpi), è assai bene edificato; ha una bella chiesa, una casa comune osser- vnbile, ed un ginnasio: vi sono pure ar- senale e fonderia. I dintorni godono de' più gradevoli punti di vhXa.Stanz, Stallo, borgo o piccola città della valle inferiore alla foresta, trovasi in una tra le più amene situazioni della Svizzera, alle radici della montagna del suo nome, la cui vetta è co- perta di pini eia base ben coltivata. Belle praterie si sfendono tra detta montagna e quella di Burghenstoch, che sorge di- rimpetto, sinoalgoifu di Buoths, che fa parte del Iago de'QuattroCantonioWald-

8 \ I slcUes. E' (picslo borgo il più bello d'Un- tcrvald;la piazza pubblica è decorata della statua d'Arnoldo Winskeiried di lAIelcht- hai, il salvatore della Confederazione El- vetica,e vi si mostra la casa che abitava; altri meglio lo chiamano uno de'3 fon- datori della libertà elvetica. Gli edifìzi pubblici sono la chiesa, il palazzo della città, ove l'eloquenza del b.Nicolòde Flue di questo cantone (il quale servo di Dio abitò in vita contemplativa l'aspra soli- tudine della valle superiore presso il fiu- niicello Melch, e visse circa 22 anni sen- za prendere nutrimento, corroborando- si colla sola Eucaristia quotidianamen- te: il suo romitorio restò in venerazione anche presso i protestanti, di cui predisse il funesto scisma, e com'egli avea detto, venne poi abitato da un suo disceiulen- le, dopo aver abbandonato i primi onori della repubblica), di cui parlai nel voi. L, p. 249, strinse i nodi della lega che sta- vano per isciogliersi, ed operò nel \^\^i la pacificazione de' confederati. Vi sono pure l'arsenale, il convento de'cappucciui, che ha la biblioteca e scuola d' umanità, il monastero di monache. E anche patria deIloscultoreClirislen.ll bestiame e la fab- bricazione de'formaggi formano la prin- cipale ricchezza del paese. L'n ostinato combattimento rese nel 1799 i francesi padroni diStanz:il vicino villaggio Slanz- Sladt, sulla sponda del lago, fu allora in- cendiato. Le due valli contengono popoli di diversa origine: que'di Sarnen si vo- gliono derivali da'cimbri che seguirono Bumo, que'di Stanz vantano origine da' romani espulsi per civili dissensioni. Il paese per lungo tempo fu sotto la pro- tezionedell'inipero, che vi mandava il go- vernatore ad amministrare la giustizia; onde a tempo di Federico III d'Austria e di Lodovico V il Bavaro, che guerreg- giavano per la corona imperiale, eravi go- vernatore della Tiirgovia uno della faiiii- miglia Laudembergh. Questi co'suoi mo- di superbi e costumi tirannici si fece o- dioso a'popoli, e tra'molti oltraggi si rac-

S V \ SVI 19 conlnno i seguenti, onde f^li nhifnnli pie drie di grosso e minuto heslìame; 1 ineri- sero occnsioDC di rompere (itici giogo cui nos inliodolli nel 1802, molto migliora - soggiacevano e rimettersi in liberi;». A- rono la razza delle bestie lanute. Vi si vendo il barbaro governatore mandalo a fabbrica immensa qnanlità di Jnuro e di togliere dall'aratro due bovi ad un pove- schabzieger, specie di formaggio verdeas- roconladinOjC perchè questi oppose qual- sai ricercalo. Possiede molle miniere d'ar- cbe resistenza, gli fece cavar gli occhi, di genio, rame e ferio, poco lavorate: aicn- cliinrando il tiranno essere suo volere che ni fiumi danno paglincce d'oro, abbon- \ contadini fossero posti sotto al giogo in danti pesci ed eccellenti trolle. Vi sono lungo de'bovi. Altra volta restando ai- puremolte sorgenti d'acque minernlisol- ceso della moglie d'un paesano d'Alzlen, forose. Ha floridissime fd:)briche di stoffe ne tentò l'onestà; la fedele e sagace don- e d'arnesi piccoli di legno. Assai attivo è na finse di corrispondergli, ma prevenn- il commercio coll'italia e la Germania, e ione il marito, questi postosi in aguato, co'Paesi Bassi pellleno. In generale gli a- in sua casa l'uccise e tolse alla patria la bilanli sono assai industriosi. Ila perca- vergognosa dominazione. Inteso poiclie poluogo il bel borgo del suo nome, e di- gli abitanti di Uri e ih Svitto aveano per videsi il cantone ini 5 distretti. Il clero simili oltraggi spenti i loro governanti, f sedicente riformalo compone un sinodo cacciati molti nobili oppressori del popò- che si raduna annualmente. II governo è lo, sollecitò gli autori n collegarsi colla democratico: tutti gli uomini ili 16 anni Stia patria per meglio sostenere la loro li- hanno voce nell'assemblea generale, che berta, ed il tutto venne convenuto nel sud- esercita il potere supremo, e sotto la pre- detto accordo di Uri, presso il castello de sidenza del landamanno si riunisce lai/ Laudbergh. Cos'i Untervalds; ribellò a ca- domenica di maggio, onde deliberare su sa d'Austria, e formò con Uri e Svitio il tutti gli affari che riguardano il cantone in I. "nucleo della Confedeiazione Elvetica, comune. 11 potere esecutivo è confidato Lo stemma di Untervald si forma de'co- ad un consiglio di 80 metnbri, e ciascun lori rosso ebianco, cioèSqtiarti delloscii- distretto provvedealla sua interna am- do sono rossi, 1' altro è bianco, con due ministrazione. La giustizia civile è divisa chiavi d'argento: quella collocata nella fra 4 t'it'unali, cioè quello degli esperti, parte del quarto bianco ha il manico rosso. de'cinque,de'nove,e di appello. Poco lem- GiATis, Glarona, Pngus Glaronen- prima dell'asNemblea generale, i pio- 5/5, misto. Diocesi di Coirà e già di Costan- testanti e i cattolici si radunano in par- ta, cantone esistente nella gran valle del- licolare separatamente. Tutte le cariche, la Lintli e in altre 3 laterali divise da al- tranne quella del landamanno, sono ono- cune montagne della Piezia coperte di ne- rarie. Il borgo Glnris, G/<7r«5jSuocapo- vi perpetue. llclin»a è temperatonelle vai- luogo,trovasi in fertilissima e stretta val- li, freddo sulle allure. Il suolo pietroso e le cuita d'alte montagne, a piedi di tpiel- pili st-osceso di tutta la Svizzera, preseli- la diGlarnisch e presso la riva sinistra del la un bizzarro aspello, ed è poco atto al- la Linlh che si allraver^a sopra un poii- l'agricoUura; nell'alle montagne, con fo- te coperto. Le strade sono larghe e mol- reste impenetrabili, vi sono in quantità to belle. Possiede la chiesa principale, che piante medicinali, colle quali si fa il ihè serve alternativamente ai prolestauli e ai sviz7ero,articoloilicouimercio mollocon- cattolici; il palazzo pubblico in cui si leu- siderabile. INelle valli si raccolgono molli gono le sedule <Icl governo cantonale, la Il ulti, e poche biade e vino. La principa- biblioteca pubblica fendala nel 1708, la le ricchezza del paese consiste ne'suoi bei scuola evangelica, il gabinetto di storia pascoli, io cui si allevano numerose man- naturale e l'ospedale. Fa gran commercio

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di aromali protlotlodel paese, di formag- gi veidi pregiatissimi, ed ha diverse fab- l)riche. Sopra una vicina altura si trova una caverna assai profonda. Gli antichi abitanti del cantone erano rezi, ed a tra- inonlana confina con Bastren denomina- lo Castra Rhetica. Secondo tutte le ap- parenze derivarono anche da'roma ni, che avcano i loro quartieri ne'dinlorni del la- goWaldslettes.bi tempo de'ss. Felice, Re- gola ed Eutropio, che fuggendo la perse- cuzione dell'iuiperatore Diocleziano ven- nero in questa contrada, la valle era qua- si solilai ia e non molti gli abitanti. All'e- poca di Clodoveo I re di Francia e verso il 5oo, perchè dopo la decadenza dell'im- pero romano il paese era venuto in pote- rede'franchi, i due fratelli Orso e Landol- fo signori e conti della valle, con magna- nimoesempiodicristiana liberalità, nefe- cerodono a s. Fridolìno (^ •), che in quel tempo predicava l'evangelo agli elvezi, ai rezi ed a'rarausci, ed egli donando a'po- poli la libertà, riservò l'amministrazione della giustizia e di altri fondi e censi al mo- nastero di Seckingen in cui eranvi mona- che, e perciò gli abitanti si chiamarono i liberi popoli della Casa di Dio. Era te- nuta l'abbadessa del monastero a trovar- si ogni 4 aoni 'ti Glaris, ed ivi eleggere ] 1 uomini de'più meritevoli pel governo, altrimenti avrebbeperduto icensie i fon- di, i quali sarebbero devoluti al popolo. Duròquesta forma di reggimentosinoal- rimperatoreFedericoI,nel cui tempo tro- vandosi travagliati i paesauijvi mandò un governatore perchè assistesse il monaste- ro e difendesse il paese. Indi conlinuaro- tiogl'imperatori ainviarvi un uftìzialeche lasciava al popolo l'autorità di eleggere il landamanno e il consiglio. Dicesi anco- ra che Federico I vi deputò al governo il figlio Ottone, il quale si fece cedere dal- l'abbadessa tutte l'entrate che si applica- vano al fìsco. In seguito venne in potere di casa d' Austiia, i cui duchi nominati capitani del paese dairabbadessa,cambia- rouo il titolo da lei ricevuto iu téudo e-

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reditario, e vi esercitarono i diritti sovra- ni per un governatore. Usando rigore, e tentando Alberto I ed i suoi figli d'impa- dronirsene assolutamente, (jne'di Glaris irritati di veder violati i privilegi conse- guiti sotto la prima dominazione, per li- berarsi dall'oppressione ricorsero a'can- toni svizzeri confederali. Quello di Svitto mostrandosi più frettoloso in soccorrer- li, mentre guerreggiavano i confederali co'duchi d'Austria, nel i 35 1 entrò nel ter- ritorio e colle armi vi ristabilì l'antica for- ma della pubblica amministrazione, non meno che i diritti del popolo; e per tal modo i suoi liberati vicini gli divennero utili ericonoscenti alleati,e nel t SSailcan- tone fu ammesso nella confederazione. Governandosi il popolo con libero reggi- mento, neh 395 si libeiòda'censi e si sot- trasse da qualunque giurisdizione del mo- nastero di Seckingen, al quale solo lascia- rono l'annua corrisposta di iG fiorini, e l'elezionedel curato della chiesa matrice. L'unione de\ cantone co'confederati con- tenne condizioni ineguali, poiché Glaris non poteva far alleanze, intraprendere guerre senza l'approvazione de'raedesi- mi. Tuttavia in forza de'servigi che rese alla lega, meritò che nel 14^0 fosse lolla siffatta disuguaglianza. Fer cancellarne quindi anche le traccie, e per dare alla na- turale prerogativa un vigore retroattivo, il 2.° trattato fu steso solfo la data del i ."^ Dipoi il cautoiie ampliò il territorio col- lacompera del contado di Verderbergh, e insieme con quello di Svitto divenne si- gnore delle terre e contadi di Vesen e Zuach, in Bastren confine della Rezia. La vicinanza de'luoghi infetti dall'eresia, e il pralicareque'di Glarisco'protestanti per la lega e le diete, aggiuntavi la poca vi- gilanza de'pastori, furono cagione che nel 1 53o penetrò il contagio dentro la valle, si tolsero dalle chiese e dalle case le s. im- magini, e fu interdetta la messa. Tutta- volta i fedeli di Glaris, come d'ileflez, da veri cattolici operando, nel 1 53 1 ripri- stiuarouo il s. sagrifizio, contribuendovi

S V I la pia e nobilissima casa Ischiudt, e par- licolarmentc Egidio co'fratelli e allri pa- renti, zelatori ilella gloria di Dio e della purità della lede; anzi fecero tale opposi- zione agli eretici, che i cattolici formaro- no un senato a parte. JNel secolo XVI l il cantone ebbe alcune dilfereiize in mate- ria di religione, ma neh 683 la libertà di coscienza fu riconosciuta da'parliti contra- ri, e terminò la questione. Nel i 799 il can- tone fu teatro di molti combattimenti fra gli austro russi e i francesi. Si forma il suo stemma d'un campo rosso, coll'immagine di s. Fridolino in abito nero e sottoveste bianca, e con un bastone io mano, come vedo in lutti gli stemmi colorati della con- federazione; per cui Franscini dice essere i colori rosso, con fascia bianca e nera.

ZuG, ZuGH o Zugo, Ziigiitrn, Tugiuin, cattolico. Nella diocesi di Basilea, piccolo canlonedella parte centrale,in parte mon- tuoso, rimarcandosi sul confine meridio- naleil monte Morgarten.tanto fangoso per la vittoria degli svizzeri sopra gli austria- ci. Vaste e fertili valli ne compongono la massima porzione, abbellito dal lago di Zug pescosissimo, e quasi per ogni dove le sue sponde olirono i più graziosi pae- saggi. Mite n'è il clima, e raccogliesi gran varietà di frutti, grani e legumi. Dopo l'a- gricoltura eia pastorizia, occupa molto gli abitanti la pesca, alcuni carpioni pesando 90 libbre. La costituzione è democratica. L'assemblea esercita il potere supremo; uulandamannon'è il presidenle,come pu- re del consiglio triplice, del consiglio can- tonale e del tribunale criminale: il i ."con- siglio esercita il potere legislativo, il 2.° il potere giudiziario, esecutivo e amministra- tivo. 11 clero forma un capitolo; vi sono due monasteri di monache, il con vento dei cappuccini, e scuole beo dirette. Si divi- de il cantone in due baliaggi, interno ed e- slerno,ed ha la città di Zug per capoluo- go, e lo è pure del suo baliaggio. Delizio- samente situata tra il lago omonimo ed il Zugerberg, conta la sua esistenza dai se- colo XV, e ooQserva cosliuziouc di quslo

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ogivale o gotico: possiede tuttora le sue fortificazioni, le vecchie sue torri e le gros- se mura. L'antica chiesa principalecoulie- ne le tombe della famiglia Zursaubeo. Vi è il detto convento de'cappuccini, e uno de'nominati monasteri; il ginnasio, l'arse- nale, l'ospizio pe'poveri: gli abitanti va- lorosi, ben formati e alti di statura, inol- tre sono operosi e fabbricano stofie e te- le. Prima la città era più grande, ma ai 3 marzo 1435 si aprì d'improvviso il ter- reno e som merse nel lago molte case, e eoa esseda 4oo abitanti, onde poi l'ampliaro- no dall'altro lato con edifizi di pietra, co- me già dissi. I zughini sono annoverati tra gli antichi popoli elvezi,i quali co'cim- bri e tigurioi sostennero co'romani osti- nata guerra. Il paese dopo aver formato parte del ducato d'Alemagna, nel secolo XI pervenne in potere degli Halhvil coa- ti di Leutzburgo, all'estinguersi de'quali o per vendita passò ne'couti d'Absburgo, che lo trasmisero alla casa d'Austria, sot- to la quale continuò sino al 1 332,quando il duca Leopoldo mosse guerra a'cantoni di Lucerna, Zurigo, Uri, Svitto e Unter- vald per aver favorito le parti di Lodo- vico V il Bavaro, contro il suo fratello Federico III il Bello che gli contrastava l'impero. Ma poiché Leopoldo teneva iu Zug buon presidio di soldatesca, la quale sui vicini cantoni combatteva, fu da'ti^u- rini, lucernesi e da altri posta iu fuga; per- ciò vedendosi que'di Zug senza aiuto del principe esposti alle forze de'collegati can- toni, nel I 352 si unirono cogli altri 6 can- toni nella gran confederazione. Ma tosto Leo[)oldo corse a soggiogare Zug, non pe- rò potè conservarlo, poiché due volte fu ripreso da que'di Svitlo e riconfermato nella lega. Stabilita l'unione, si formòli reggimento governativo, e perchè oltre Zug altri villaggi contiene il paese, in 5 parti fu divisa la signoria, due delle qua- li spettanti a Zug, la 3." ad Egry, la 4-' a Mensinguen, la 5." a Baar, e questi tre ultimi luoghi si dissero Ufllii. Furono ap- pellale terre dc^liUfllzi, perche la essai

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consigli de'canloni piopiielari s.i aduna- vano a clibUil)uire gli ufllzi; quando però doveano trattare negozio grave apparte- nente alla iepujjblica, lutto il popolo si a- dunava a Zug pel generale consiglio in a- pei ta can)pagna, porgendo ognuno il vo- lo con alzare il Ijiaccio destro, come al- trove. Lo stemma si compone di campo bianco, con fascia azzurra die lo divide. Friburgo, Frihurguin, cattolico. Nella diocesi di Losanna, cantone racchiuso per lutti i lati da quello di Berna, tranne l'oc- cidentale ove il cantone di Vaud e il ca- nalediNcuclu'itel locircoscrivouo. La par- ie meridionale è coperta di montagne, al- cune colla neve sino al luglio; nel nord si estendono bellissime e feraci pianine: il clima lempeiato nel nord e freddo nel sud, è ovunque però sanissimo. Tra'suoi prodolli i più abbondanti sono i frutti coi quali si fa una specie di sidro o sciroppo, il tabacco, un numero prodigioso di be- stiame,particolarniente cornuto e di gros- sa specie: il latte loro servea foriiìare i ri- nomati ed eccellenti formaggi denomina- li Gruyeres, paese nel quale la loro fab- bricazione è la pili considerabile. Vi si al- levano pure de'montoni fiamminghi sli- tuatissimi.Ha molte sorgenti minerali, mi- niere di sale, bellissimo gesso, anche ros- so , zolfo e schisi! calcarei. I formaggi e il burro, ed i lavori di paglia formano la principal industria degli abitanti; inoltre possiede una considerabile vetriera, e di- verse fabbriche. Ad eccezione dici rcaS eoo protestanti residenti in iMorat,che hanno concistoro, il resto sono tutti cattolici, ed hanno loq parrocchie, io conventi com- preso quello de'trappisti, 9 monasteri di monache, seminario, liceo per l'alte scien- ze,due ginnasi escuole elementari: il fìo- rentissimo e antico collegiode'gesuiti, del- la cui erezione parlai a LosANNA,fatalmen- te nelle ultime deplorabili vicende politi- che venne chiuso, per la crudele intolle- ranza e persecuzione degli eretici. Esso non conteneva menodi5oo convittori che \i si recavano da lutlaEuropa e persino

S V I dall'America, con mollo vantaggio della città. Per le stesse violenze l'odierno ve- scovo mg.'' Stefano Marilley di Castel s. Denis diocesi di Losanna, dovette partir- ne e ritirarsi in Lione. Di questo illustre prelato e de' benemeriti gesuiti poi tor- nerò a ragionare. Il governo è aristo-de- mocralico, ed il potere sovrano risiede in un gran consiglio di 1 44 membri, de'quali iBlorinano un piccolo consiglio; loSmem- bri sono presi fra' patrizi o antichi bor- ghesi della città capoluogo, e gli altri 3G sono tolti dalle altre città e villaggi; i pri- mi si scelgono dal gran consiglio sulla pro- posizione d' un corpo elettorale stabililo a ciascuna nuova elezione nel seno del gran consiglio, ed i secondi sono nomina* ti dal gran consiglio sopra una presenta- zione in numero triplo, fatta da'baliaggi e dalle città in proporzione di loro popo- lazione. Per essere ammesso nel gran con- siglio conviene avere 25 anni compiti, es- sere possideutee fornito di cognizioni; co- sì i membri del piccolo consiglio, ma con 3o anni di età e le nozioni proprie degli uomini di stalo e de'giudici : tutti sono a vita. L'autorità suprema esecutiva, ammi - nistrativa e giudiziaria, è esercitala dal piccolo consiglio, che si divide in due ses- sioni, l'uua forma il consiglio di stato pre- sieduto dall'avoyer in carica, la "3..^ forma il consiglio d'appello sotto la presidenza del piìi antico e con titolo pure d'avoyer; e i due avoyers presiedono alternativa- menteciascuuo durante un anno: 7 mem- bri del gran consiglio formano un tribuna- le di censura per veglia re sul mantenimen- to della costituzione e de'buoni costumi; può censurare pure la condotta pubbli- ca e pi i vaia de'membri del consigi io gran- de, e quella de'membri del piccolo è esa- minata ciascun anno dal gran consiglio. Il cantone si divide ima baliaggi, ed ha per capoluogo la città di Friburgo, che lo è pure del baliaggio omonimo, residenza fino dal 1 536 del vescovo di Losanna e di Ginevra. Di Friburgo già trattai all'ar- ticolo LosANx\A,qui aggiungerò altre no^

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lizie imlispensobili a quelle del canlone, e della ripcjlazione nella regione di casa

con <|ualclielieveri[)elizione. Giace in par- d'Austria, l'interesse della pace co'vicini

te sulla Salina e parte sui declivio d'una lutti questi motivi agirono potenteuien-

loccia di pietra bigia, e comprende mol- te sull'animo d'una parte de'fiiburdiesi

ti {giardini, orti e praterie, nel suo circui- e ne piegarono la fedeltà. Nel i ITo ì'irn

10 fianclieggiato di torri. La città bassa è peratore Federico III, di concerto co'du- la parte piìi antica e più piccola. In gè- chi Alberto e Sigismondo, ne proclamò neraleèirregolarmcnle fabbricata, essen- l'indipendenza, die non godè per Jun^'o do la maggior parte di sue strade mollo tempo, meiilre nel r 4^3 riuscì a Lui"i I ripide; '^ [lonti stabdiscono le comunica- duca di Savoia di farsi nominare protet- zioni ira le due parli della città, due dei loie. Il procedere dell'arciduca Alberto il quali sospesi sull'Aaj- sono bellissimi di fil Prodigo terminòd'alieiiaie"lianimi im- di ferro, de'più lunghi che si conoscano, perocché le sue genti con [)relesto del suo

11 commercio e l'industria è attiva,con fab- arrivo a Friburgo tolsero le argenterie ai biiche di tabacco, maiolica,carteda giuo- cittadini per convitarlo, ed invitatili a in- co, cappelli di paglia e tele: la gran tinto- contrarlo li fecero prigioni. Falli consa- ria in rosso a usod'Adrianopoli è pregie- pevoli i fiiburghesi che l'arciduca pensa- volissima. All'articolo FRiDURGodiBiisgo- va di vendere al duca di Savoia i diritti via notai tra gli uomini illustri il france- che avea loro ceduti, lisolvetleio di por- scano p. Bertoldo Schwarlz, a cui comu- si sotto la protezione di quest'ultimo, lo nemenle si attribuisce l'invenzione della seguito ricupeiatacosìlalorointernatran- polvere di cannone; ma egli veramente <juillità, formarono stretti Icami co-di 8 nacque in Friburgo di Svizzera, ovelapa- cantoni confederati, somministrando lo- tria di recente gli ha eretto un onorevo- ro truppe ausiliarie nelle varie spedizioni le monumento. Nel i 277 avendo HodoI- contro casad'Austria; essi divisero con Io- Io I d'.\bsburgo acquistala per vii prezzo 10 i pericoli e la gloria nelle 3 vittorie ri- Friburgo dal suo cugino Eberardo e ma- portate dagli ulleati contro Carlo il Te- nto d'Anna erede de'conti Kiburgo-Ber- merario duca di Borgogna a Granson a thou, questa città trovossi collegata al par- iMoral eil a IVaticy, negli anni 1 476 e 1 477. Ilio de'principi ede'nobiliconirolecomu- . Jolanda duchessa di Savoia,soiella di Lui- nità allora nascenti nella Svizzera, che giXI redi Francia e tutrice del suo fìllio combattevano per la loro libertà, per cui Filiberto I, che avea segretamente dato \ enne impegnata in varie guerre e massi- mano all'impresa del duca di Borgogna, me con quella di Berna. Ma dopo avere scorgendosi minacciata della vendetta de- i friburghesi sostenuto gli austriaci, pati- gli svizzeri, domandò un congresso a Fri- lo molti danni, sofferto frequenti ostilità, borgo, uve ottennea prezzo d'oro da que- c oppressioni dalle stesse soldatesche im- sta città eda(|uella di Berna, che piìidel- periali che in gran numero occupavano il le altre temeva, la pace pe'fì'^li suoi Fili- lLrrilorio,risolvetterodi sottrarsi dallado- berlo I e Carlo I, la sicurezza per Gioe- minazione austriaca, e conclusero una so- via, ed in fine la restituzione del paese di lida pace conBerua, riunendosi ad essa con Vaud, onde gli svizzeri s'erano insignori- un traltalò di concittadinanza perpetua, riti. Fero una delle condizioni fucheFri- Tutlavia i friburghesi non poterono di- borgo sarebbe dichiarala libera da o^'oi meulicare la loro affezione verso gli anli- ubbidienza verso la Savoia, che rinunziò chi signori; ma in seguito, l'esempio degli a tulle le sue pretensioni: così Friburgo eventi degli svizzeri collegati per la ililesa vide unirsi nelle sue mura la piìx brillan- dclla libertà, l'amore dell'indipendenza, te delle diete che gli svizzeri abbiano te lucorag-iali daH'es.iurimcnto delle forze nule. Alcuni disordini derivati dalle con-

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seguenzc deiruUima guerra nelle comu- ni tle'di versi stali liberi <le!la Svizzera, in- <lnssero nel 1 4 78 i mngislrati di Friburgo n formare con quelli di Zurigo, di lierna, <li Lucerna e di Soletta una speciale con- federazione per lii comune loro sicurezza; ma essendosene lagnati i cantoni demo- cratici, siccome d'una infrazione fatta al- la lega, questa discordia nel 1 4^1 venne sopita da una nuova convenzione fatta a Stanz nel cantone d'Untervald. Fu al- lora che Friburgo con Soletta, in Stanz stesso,fu ammesso nel novembre 1 4^) al- JiiConfederazioneElvetica. Dipoi nel i Sig lice lega particolare con Lucerna, Uri, Svillo, Untervald e Zug, a comune di- fesa della religione cattolica, contro i fa- natici errori della pretesa riforma degli al- tri cantoni, e conservò sempre incontami- nati i dogmi ortodossi, ad onta della vi- cinanza di Berna eterodossa.! francesi pre- sero la città nel i 799, e nel i8o3 visi ra- dunò la dieta in cui fu accettalo l'atto di mediazionedella Francia. Importante cit- tà del cantone è flJorat, Moralum , già capitale del baliaggio dello stesso nome e spettante a'cantoni di Berna e Friburgo, che l'aveano conquistato nel 1475, ed a quest'ultimo dipoi incorporato nel decli- nar del passato secolo, onde cessò Berna , l'alternativadispedirvii magistrati. E' so- pra un'altura ripida, in riva al bel lago di Morat, assai pescoso e di facile naviga- zione, con rive amene e ovunque accessi- bili, venendo dominata dal castello resi- denza del bailo. Ha strade belle e regolari con portici. Morat sostenne due gloriosi assedi, uno nel 1082 conlro l'imperatore Corrado 1 1 iltS'fl/'COjl'nltro nel 1 292contro HodolPo 1 d'Absburgo. Fu pure assedia- ta nel 1476 dal duca di Borgogna Carlo il Temerario, la cui armata composta di quasi6o,ooo uomini, attaccata dagli sviz- zeri, questi a'22 giugno riportarono se- gnalata vittoria, e per memoria ivi innal- zarono a monumento di trionfo un vasto edifizio ove seppellirono i nemici uccisi, il cui nutuero ascese a 1 5,ooo. 1 francesi,che

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in epoca posteriore cotanto declamarono contro l'udlciale prussiano, che nell' oc- cupazione di Parigi se la prese col pon- te di Jejia, credettero nel i 798 di cancel- lar l'antica onta col distruggere il monu- meoto,ed un battaglione della Costa d'O- ro corrispondente alla Borgogna eseguì la materiale vendetta; ma gli svizzeri tena- ci anche nelle loro rimembranze patrie, nel 1820 v'innalzarono un tiglio cinto da barriera; e nel 1822 un bell'obelisco in pietra, in situazione magnifica che domi- na tutto il lago. Lo stemma cantonale di Friburgo ha lo scudo co' semplici colori uero e azzurro.

Soletta o Solura o Soleure, Salodo* rimi, iSo/o^^/wnim, cattolico. Diocesi di Ba- silea, già di Costanza, cantone di forma to- pografica irregolarissima,non oifre pianu- re che nel lato sud, ed è uno de'piìi fer- tili e meglio coltivali della Svizzera, il pro- dotto de'cereali essendo assai considera- bile, per cui importante n'è l'esportazio- ne. L'educazione del bestiame forma una delle maggiori ricchezze del paese; vi si fanno formaggi stimati, e particolarmen- te quello di capra detto geisskes. Produ- ce pure buon vino; nell'ampie foreste ab- bonda di legname da costruzione, e non manca di sorgenti minerali. Molto di sua attività è diminuita nell'industria, massi- me nella fabbricazione delle stolFe di la- na e di cotone, e altro; vi sono stabilimen- ti ne'quali si lavora il ferro, fabbriche di petUni, e 4 cai'tiei'e. Assai vantaggiosi vi Sono la navigazione e il trasporto delle iuercanzie,essendo innalìiato dall' AaroA- rola, il più gran fiume di Svizzera dopo il Reno, che ivi s'ingrossa coU'Emraa e col Dunoer.ll clero forma 3 capitoli rurali,ha 2 collegiate, un'abbazia di benedettini , 2 conventi di frati, e 3 monasteri di mona- che: vi sono pure circa 4^00 protestanti. La costituzione anticamente era democra- tica, ma divenuta aristocratica tu modi- ficata nel i83o, diminuendosi :1 potere a- jistocratico. L'autorità sovrana viene e- sercitata dal gran consiglio composto di

S V 1 loi membri; il potere esecutivo e ammi- iiìsliati vo sta tra le mani d'un piccolo con- siglio (.Vìi I membri; 2 avogadori presiedo- no allei nati vatuented'aiuio in anno i delti 2 consigli. 11 tribunale d'appelloè formato di 1 3 uieuibri tratti dal maggior consiglio. Il cantone si divide in 9 baliaggi, aventi ciascuno il tribunale di i.^ istanza, e per capoluogo la città di Solelta,che lo è pu- re del baliaggio ili egual nome, ordinaria residenza del vescovo di Dasilea. Giace al- le radici del monte Jura, in territorio a- meno sull'Aar clie la divide in due parti ineguali, tra esse uni te mediante due pon- ti di legno. E" ben fabbricata e la circou- ilano mura fiancheggiate da forti bastio- ni, in uno a fosse e opere avanzate. Prin- cipale edifizio pubblico è la bella e ma- gnifica chiesa cattedrale de'ss. Orso e Vit- torio mai tiri, alla quale si giunge per una scala adorna di graziose fontane, con ma- gnifico campanile e diverse campane; il capitolo ha due dignità, la i.'Melle (piali è il preposto, I 5 canonici e 1 o sacellari. Nel- la medesima cattedrale è la cura d'anime amministrata dal pievano, con fonte bat- tesimale, non essendovi nella città altra parrocchia. Ogni nuovo vescovo è tassa- to ne'libri della camera apostolica in fio- rini 24o,coslituendosi la mensa ini 0,000 Ubrarummonelae illarum pariniin,\)Q- vo neirultima proposizione concistoriale leggo I 4,200 lihrasgiillicas sii'e bis mille tt ultra sexcenta sculaia romana. Sono inoltre ri marcabili, la chiesa già dc'gesiiili, il palazzo della città, in cui abili pennelli dipinsero le battaglie gloriose per la Sviz- zera; la zecca, l'arsenale, l'ospedale, le car- ceri, il teatro, la casa degli orfani e linei- la di correzione; vi è la biblioteca pubbli- ca, la scuola cantonale, una società let- teraria. Tuttora sono visibili alcune an- tichità romane, ed i dintorni sono ame- ni di passeggi e graziose case di villeggia- tura. Ma fabbriche d'oggetti di ferro, di cotonine, corami, tabacco, acelo di legno e birra. L'antichità di Soletta apparisce dai^li avauzi delle vetuste mura rumuue,

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ritenendosi fabbricata da* romani dopo Treveri, indi fortificata con mura da Dio- cleziano, in tale epoca governando il luo- go Hurtado, fiero persecutore de'crislia- ni, e recandovisi dal Vallese i ss. Orso e Vittore,li fece arrestare, e dopo averli in- darno istigati perchè sagrificassero all'i- dolo di Mercurio, li fece martirizzare e fu- rono seppelliti in Aaro Arola, luogo cha poi fu compreso nel recinto di Soletta, o- ve a'iempi di Scotti vedevasì ancora una chiesetta di s. Pietro. La piissima regina Teodolinda ottenne poi da Domiziano ve- scovo di Ginevra, che le loro sante reli- quie in tale città si trasportassero, e fu- rono collocate nell'altare della cattedra- le. Allora Soletta apparteneva al vesco- vato di Ginevra, poi passò a quello di Lo- sanna, ìndi a'nominati di sopra; imperoc- ché la città e due baliaggi spettavano al- la diocesi di Losanna, i sobborghi e al- cuni distretti a quella di Costanza, e la maggior parte del cantone al vescovo di Basilea. Scotti chiama la chiesa cattedra- le, a suo tempo collegiata e prepositura, la più antica delle città elvetiche, impe- rocché essendo i due santi titolari valo- rosi campioni della legioneTebea,de'qua- li tanti martiri riposano nel monastero d'Agauno presso Sion, dopo avere rice- vuto con tutti gli altri il battesimo in Ge- rusalemme, e richiamali dall'Egillo fu- rono in Roma da Papa s. Marcello nella fede stabiliti, si mandarono dall'impera- tore Massimiano oltre monti col pretesto di quietar le Gallieda militari tumulti a- gitale. Giunti nel Vallese, io Agauno tro- vando s. Maurizio loro condottiero e gli altri valorosi compagni barbaramente ta- gliati a pezzi, si portarono in Soletta con 66 compagni, e da soldati divenuti ban- ditori del vangelo cominciarono a pro- mulgare la fede. Ciò saputosi dal prefet- to Hirtaco li fece carcerare, straziare e de- capilare,appunlo per avere ricusalo il cul- to agl'idoli, e sul dello fiume, acciò que- sto ingoiasse i loro corpi e teste. Ma Dio, acoufuMoue del paganesimo permise elio

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le t(.'8le si ricongiungessero co'Ioi'o corpi, inili seguiti dagli altri Tebei, entrati in Soletta e falla orazione sulla pubblica piazza, arultnouo poi a curicirsi dove ora surgela cliiisa dei loronomejed ivi spira- rono nelle caleude d'ottobre. Soletta nel- l'impero di Gioviauo e Valentiuiano I fu distrutta dalle invasioni de' goti , unni, fraiicuui e alemanni. Deve il suo ristabi- lì mei ilo o al meno il suo accresci tnento al- la ILin dazione del monastero di s. Orso, latta verso il gSo da Berta moglie di Ro- dolfo II re della Borgogna transiurana, colla collegiata che ne portò il nome, nel 1 iuvenirsi il suo corpo e quello di s. Vit- tore. Essendo poi Soletta, doporestinzio- ue di tal regno, caduta sotto la domina- zione de^l'imperatorijCrebbe in fuma, ed EnricoIII vicelebròmoitediele.DipoiLo- tario II pose a governatore del paese Cor- rado duca di Zaringheu, che lo trasmise a'suoi discendenti; e quando neli2i8si estinse questa nobilissima famiglia, ritor- nò esso a disposizione degl'imperatori, dai quali la città di Soletta ottenne vari pri- vilegi, e fra gli altri quello d'eleggere consiglio per l'esercizio della polizia mu- nicipale: l'avoyer o i. "magistrato vi pre- siedeva a' giudizi criminali in notne del capo dell'impero, ma prima della metà del secolo XIV la città riscattò da'couti di Bucheg o Bucheck il diritto di poni- le, che gl'imperatori aveano loro infeu- dato. Soletta avea fin d'allora acquista- to un territorio e molti nuovi diritti, co- me quello di coniar monete, quello di pe- daggio, ed altri di giurisdizione e di po- lizia. Quando Lodovico V WBm-aroeFe- derico III si contrastavano l'impero, il f." fu favorito da Soletta, il che recandosi a granonta l'austriacojper i o setlimauenel I 3 I 8 Leopoldo vi teime l'assediOjinaspri- lo della rotta patita 3 anni prima a Mor- garten,ondei bernesi per un diversivo en- trati nel contado di Kiburgo lo desolaro- no con saccheggio. Avvenne inoltre, che il fiume Aar essendosi allora considere- volmeuteiugrossalù dalle pioggie, trasci-

S V I nasse via il ponte che lo attraversava, in- sieme a'soldati che il duca Leopoldo vi a veaiinprudenteraente collocati: gli asse- diali generosamente ne salvarono un gran numero , e per gratitudine il duca levò l'assedio, in ciò pregato dal conte di Ki- burgo vessato da'bernesi. Nel i 37 5 Car- lo IV imperatore vi adunò una dieta ge- nerale, nella quali; confermò e accrebbe tutti i privilegi della libertà elvetica. lu- di neh 382 la città, tradita da (m cano- nico, corse pericolo di venir sorpresa dai conti di Kiburgo; ma la congiura venne fortunatamente scoperta nel punto del- l'esecuzione. iVeli473 furono rilrovati i corpi de'ss. Orso e Vittore patroni [)ria- cipali di Soletta, come dimostrarono in tanti incontri, con quelli di altri 37 loro compagui,e se ne fece solennissima trasla- zione.I servigi cheSoletta rese in vari tem- pii alla confederazione, meritarono che il cantone vi fosse associato nel i48 i. Inoltre collegato a Francia, vi risiedeva l'amba- sciatore, anche per la comodità delle po- ste tra quel regno e l'Italia. Nel 1798 i francesi s'impossessarono del paese. Ha Io slemma cantonale i soli colori rosso e bianco.

Basilea, Dasilìa, Basilea, protestan- te. Nella diocesi omonima, di cui ripar- leròjha meno cattolici di Zurigo, è il can- tone situalo interamente al nord della più alta catena del Tura, che Io ricopre di montagne poco elevale,le cui praterie so- no irrigate da fiumi, ed il suolo è tanto più fertile, quanto più al Reno si avvi- cina. Parte delle montagne è piena di fo- reste, e parte di grassi pascoli, ove si al- leva moltissimo bestiame, e si fanno buo- ni formaggi. Si coltivano in vari luoghi viti e frutti, la canape iu abbondanza vi ciesce. Vi è carbone fossile, torba in mol- te valli e acque minerali. Fabbriche di stoffe di seta e di cotone, di nastri, con- ciatoi, cartiere, tabacco e altro rendono il commercio attivissimo. I cittadini so- no rinomati per civiltà, le donne per sin- goiar bellezza. La pretesa riforma vi fu

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ammessa co' peslifei-i dogmi di Calvino uel I 527, e stabilita nel 1 53o, essendovi aiiclie dej^li anabiitlisli; il cluio rifoiina- to si compone di 3 capitoli j)iovinciali,di- pendenti dal consiglio della chiesa pro- testante, al (|uale si aggiungono molli tuenibri del consiglio generale. Il suo go- verno già arislo-democratico, è demo- cratico; la sovranità risiede in un gran consiglio composto dii 5o mendjri, elicsi riuniscono ogni due mesi : Go di essi so- no eletti da' corpi elettorali, e qo dallo «lesso gran consiglio. Per essere eleggi- l)ile bisogna posseilereil litoludi borglie- sano nel cantone, avere 24*^""' compili, non essere contabile, funzionario pubblico, e possedere de'beni stabili o dei credili ipotecari pel valore almeno di 5ooo lire. Questo consiglio nomina i de- putali che il cantone manda alla dieta, decreta l'imposte e. verifica i cunti annui del piccolo consiglio, ch'è com[)ostodi 2 5 membri presi dall'altro, il quale è inca- ricato dell'esecuzione delle leggi, e pro- nuncia denuilivamenle sugli affari am- ruinislrativi. Due borgomastri scelti dal gran consiglio presiedono alternativa- mente all'una e all'altra assemblea per un anno. Il tribunale d'appello, compo- sto di 12 membri del gran consìglio, pre- sieduto dal borgomastro che non è in ca- rica, forma la i."" autorità giudiziaria, li cantone, di cui la città di Baòilea (/ .) e ilcapoluogOjdividesi inGdislrelti che so- no amministrali da un governatore; il distretto inferiore e quello di Birsek una volta facevano parte dell'antico territo- rio che il vescovo di Dasilea avea in prin- cipato temporale, e fu riunito a questo cantone nel 1 8 1 5. Basilea è la città più grande di tutta laSvizzera,divisa dallleno in due parti,si chiamano la grande e la pic- cola citlà,che sono congiunte da un ponte lungo 600 piedi. VuoUi che propriamente essa fosse lai.^città della Svizzera a usa- re la slampa, e non Lucerna, onde ab- biamo antiche e posterioii pregiale edi- zioni di moltissime opere. Vi ribieJeva il

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ministro d'Olanda. Non bisogna confon- dere il cantone di Basilea, che dividesi in Basilea Cillà,tò \iì Baulca Campagna, le cui terre furono indipendenti dal ve- scovo, col vescovato sovrano del mede- simo nome. Il vescovato principato di Ba- silea formava una piccola provincia di 'iermania,nel circolo dell'AltoBeno; per- ciò il vescovo era principe dell'impero, ed alleato del corpo elvetico. Ilisiedeva a Ijasilea, ma (jualche anno prima che l'er- ronea riforma religiosa si fosse introdot- ta in questa città, egli col capitolo erasi portato a Porentruy,9 leghe lungi da Ba- silea, ove fissò la sua dimoia, donde pas- sò a Solella. Il vescovo avea voce e se- duta uel collegio de'principi alle diete di lìalisbona: altre notizie sul vescovo diBa- silea le dirò poi. Fu questo paese quasi tutto riunito alla Francia, ed incorpora- lo allora al dipartimento dell'Alto Beno; ma dopo gli ultimi cambiamenli la più j'ran parte fu riunita al cantone di Ber- na neh S j5.I1 famoso conciliabolo (\^\ Ba- silea e sue conseguenze le narrai al suo articolo e nella biografia diAmedeo Vili di Savoia i^F.) o antipapa Felice V (f'^.): perchè il concilio di Siena fu trasferito a Bjsilea, lo notai in quell'articolo. Il can- tone di Basilea formò parte del regno di (Germania, indi conquistato da'fìglidiClo- doveol, nellacittà Vaiano vescovo d'Au- gusl vi trasferì la sua sede circa il 748» o pare che Carlo Magno nell'8 i 3 gli con- ferisse la sovranità della città. Però i re di Borgogna la ripresero e avocarono a loro il dominio. Divenuta città imperia- le, i vescovi susseguentemente si eresse- ro in sovrani nelle turbolenze del secolo XIII. Basilea e sue pertinenze ottenne dai vescovi vari privilegi, onde divenne qua- si repubblica. Tultavolta gì' imperatori conservarono una specie d'avocazia, fin- ché Carlo IV nel 1348 ne fece cessione a' cittadini, i quali divennero così in qual- che modo protettori del vescovo e suoi signori. 11 potere loro s'accrebbe nel 1373, culi' utlcuere dal vescovo Giovanni di

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"Vienna il diritto di coniar monete. Nel j 377 formaiono un tribunale composto di ( o nobili e eli i o cittadini, per vegliiire :illii conservazione della pubblica pace e delia libertà; però ancora non godeva- no della t^iurisdizione civile,posseduta in feudo dal preposto del monastero di s. Ab l)ano, ma l'accpiistarono nel i 388. Final- mente nel iSgG il vescovo Umberto di JN'iiuiid)urgo vendè loro i baliaggi di Lie- stal, Walleniburg ed Homberg. Allor- ché Zurigo nel i436 tentò d'impadro- nirsi di Toggemburg o Togghenburgo, dopo la morte dell'ultimo suo conte, gli altri cantoni, che gli contrastavano que- sta successione, venneroad assediarlo nel 1438: Basilea si dichiarò a favore di essi, e loro somministrò genti per la spedizio- ne. Essa prese pure parte alla guerra de- gli svizzeri contro Luigi XI quand' era delfino, allorché marciò in soccorso del duca d'Austria, e per disperdere il con- ciliabolo, che continuava contro il vole- re di Papa Eugenio IV. Nella guerra de- gli svizzeri contro l'ultimo duca di Cor- gogna, le truppe di Basilea divisero se- coloro la gloria delle giornate di Gran- sun, INIorale Nancy, che tornarno fune- ste al principe. Congiunti i basileesi sem- pre d'interessi co'confederati svizzeri, non mancava che incorporarsi ad essi, ciò che ottennero nel 1 5o i . Nell'antico governo aristo democratico la nobiltà non vi pren- deva alcuna parte, se non era aggregata aqualchecorpodellaciltà. All'epoca del- l'introduzione dell'eresia la nobiltà fede- le alla dottrina vera de' suoi avi fu e- spulsa per essersi opposta, per cui restò in poco numero quella che seguì l'erro- re. In quel secolo il cantone e la città per- "veniiero al più alto grado di prosperità. A'if) gennaio 1798 l'antica costituzione fu abolita, ed a'23 ottobre i francesi en- trarono nella capitale.Nel 18 1 3e neli8 1 5 le armale delle potenze alleate vi passa- rono per penetrare in Francia, e devesi a Basilea la distruzione della fortezza francese d'Uuiuga,che sollecitò dalie me-

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desime colla maggior vivezza, per libe- rarsi da uu'inquietitudine e da un peri- colo continuo, essendone distante mezza lega al nord, nel dipartimento dell'Alto Keno, costruita già nel 1679 da Vauban d' ordine di Luigi XIV. Lo stemma di Basilea componesi d'un giglio nero rivol- tato in campo bianco.

SciAFFusA o SciAvvs\,Scaphusia, pro- testante. Diocesi di Basilea, cantone il più settentrionale della Svizzeia,compostodi 3 parti distinte, sano e tenjperato n'è il clima, con suolo svariato e producente cereali, canapa, frutti e vino ottimo. Vi hanno alcimi pascoli, ove si alleva del be- stiame. Le miniere rendono gesso e fer- ro. Le concie di pelli sonovi numerose e attive; havvi fabbriche d'acciaio fuso, di lime e crogiuoli.La costituzione è ai isto- democratica: evvi un gran consiglio for- mato da 74consigli<;ri, 48 de'quali de- vono essere di Sciallusa, ed un piccolo consiglio composto di 24 meud)ri e in- caricatodegli all'ari giornalieri; sono pre- sieduti da due borgomastri, che stanno in carica alternativamente per un anno. Gli affari giudiziali vengono giudicati da a tribunali di città e da3 tribunali di cam- pagna; da' loro giudizi si appella al tri- bunale d'appello formato dii3 membri del gran consiglio. Gli affari ecclesiastici di questo cantone protestante, tranne cir- ca 1000 cattolici, sono sotto la direzione d' un consiglio ecclesiastico residente a Sciaffusa; il clero detto riformato si adu- na ogni primavera, in un sinodo presie- duto dall'autiste. Si divide in 5 distretti il cantone, il cui capoluogo è la città di Scia/fusa, che lo è ancora del distretto omonimo. Posta in amena valle, sulla sponda destra del Pteno, che vi si valica sopia un ponte di legno di 2 archi e lun- go 36o piedi. E' una delle più gaie città della Svizzera; i principali suoi edifizi so- no la chiesa parrocchiale di s. Giovanni, il palazzo della città e il fabbricato del mercato. Belle sono le abitazioni, le vie assai p>.ihte,cou varie foulaue che eoa mi'

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labile arlificlo versano fresche e limpi- de acque. Ila il collegio,la bil)lioleca, gin- rinsio accademico; le scuole della città e della campagna soggiacciono alla vigilan- za del consiglio delle scuole presieduto dal rettore. Ila fabbriche e nianillilture. La necessità di sbarcare le mercanzie che scendono il fiume, stante la cataratta di Laufen, dona alla città un commercio di transito considerevole; tra le esportazio- ni ch'essa fa per proprio conto, torma un articolo importante il vino raccolto sui suo territorio. E' patria di Giovanni Mvil- ler, autore della Storia (iella Svizzera e I ." storico di Germania; lo è pure di al- tri illustri, come del vivente e celebre car. Federico Hurter,che colla sua famiglia ha avuto la somma ventura di rientrare nel grembo della vera Chiesa, unico porto dell'eterna salute,abiura che celebrai nel- la biografìa A' Innocenzo III, comechè eccellente storico di quel gran Papa, e au- tore di quelle altre opere che ivi pure en- comiai,fra le quali alcune riguardano la persecuzione della chiesa cattolica nella Svizzera cominciata nel i 83 t , e stampa- te in Scialfusa. L'origine di questa cillà, situata nel paese una volta abitalo da'la- tobriges, alleali degli eIvezi,risaleairVllI secolo. S'incominciò per ricevere le mer- canzie che si era costretti a scaricare e tra- sportare sotto la cataratta del Reno per rimbarcarle, pel transito dalla Svizzera iu Germania. In antiche scritture, riferi- sce Scotti, dicesi che il suo nome sia de- rivalo da navicella, ScliìjfJ , imperocché non essendovi ancora il ponte attuale, ser- viva di traghetto ad alcune navicelle, che portale dalla rapida corrente del fiume vi facevano capo, e non potendo passare la precipitosa discesa del Reno, scaricavano le merci per poi sotto la caduta portarle in altre barche maggiori. Nondimeno ag- giunge, rigettando altro racconto favolo- so, che prevale l'opinione del volgo, ap- poggiataalla pubblica insegna, che fu no- minala Scialliisn dalle pecore e non dalle navi,diLcndosi in WàtscoSchof la pecora.

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Un monastero di s. Salvatole che Ehe- rnrdo conte di Nelicmbnig di Svevia, n cui qiieslo luogo appnrleneva,vi fonilo nel I o5Ì2,e(l ove Ira'ntonaci bencdelliiii chiu- se i suoi giorni dopo avergli ceduto tutti i suoi diritti signorili e di polizia, contri- buì sommamente all' ingrandimento di Sciaffiisa, atteso il gran numero d'artigia- ni ch'esso vi attrasse. L'abbazia costituita dell'abbate e di 12 monaci, fu ricolmata di nobili privilegi da' Papi e dagl'impe- ratori; ed il luogo ebbe particolar incre- mento a tempo d'Enrico IV, sotto l'ab- bateSufTunder che fondò il monaslerodel- le monache di s. Agnese, indi fu cinto di mura verso la metà del secolo XI 11. Sciaf- lusa divenne in seguito città imperiale, e la sua amministrazione prese altra forma, cioèd'un'aristocrazia cittadinesca. Lodo- vico V il Bavaro restrinse la nascentesua libertà, dandola in pegno a'duchi d'Au- stria,che ne restarono signori fi no al 14 1 5. Allora furono sborsati 6,000 fioiini al- l'imperatore Sigismondo, onde la cillà fu reintegrata del diritto di non essere sog- getta .se non che all'impero. Invano casa d'Austria pose in opera i mezzi delle ne- goziazioni e quelli pure dell'armi per ri condurla sotto il suo dominio. IVarra Scot- ti che fu sottratta agli austriaci <la Sigi- smondo imperatore, con altri luoghi di Turgovia e di Svevia, quando neli4i5 r ex Papa Giovanni XXI II {f'' .) fi'gg» dal concilio di Costanza a cavallo trave- stilo e s'imbarcò pel fieno, per mezzo del suo piotetlore Federico duca d'Austria, che a tale elfetto a'20 marzo fece un tor- neo, e poi lo raggiunse e ospitò a vSciaf- fusa. Da qui Giovanni XXllI scrisse al- l'imperatore e al sagro collegio de' car- dinali, di non essersi ritirato che per fare la cessione in piena libertà. Continuando nondimeno le sessioni tlel concilio di Co- stanza, e non credendosi sicuio in Sciaf- fusa, il duca gli die agio di tiasferirsi quin- di a Lautlembuigo città d'Argovia,e poi a Friburgo, ove da lui abbandonalo, fu arrestato e mandato a Jlcidelbcrga. Di-

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poiii('li4i8 il Papn Mnilino V,pIefto nel svizzere degli stemmi canlonali, in uno il

concilio di Costanzo, s'imbarcò sul Reno campo è verde, in altro è giallo. Ad eli-

per passare a Sciaffusa, ove i cardinali e minare queste contraddizioni mi sono re-

il rimanente della corte si trasferirono per calo a vedere lo stemma che il consolege-

terra; e donile si recò a Berna e Ginevra, nerale elvetico in Roma alza sulla di lui

Sigismondo cinicesseallri privilegi a Sciaf- abitazione , ed ho trovato die il campo

fusa, ma menfie gli abitanti godevano la di quello di SciaiFusa è giallo, ma l'ani-

ripiistinnta indipendenza, d successoreFe- male diversifica alquanto da quello delle

derico III d'Austria fu da'parenli persua- dette stampe.

sodi restituirla alla sua casa. Pertanto nel Appexzell, Abbaiis Cella, Abbati s - i4'j4™3"tlò nella città alcuni nobili con cella, misto. Nella diocesi di s. Gallo o molta cavalleria, che al popolo minaccia- di Basilea, cantone non ampio, ma in lonograndeesterminiose volontariameu- proporzione di sua estensione è ben te non tornavano a render vassallaggio a' polato, circondato da tutti i lati da quello principiaustriaci.Temendoi cittadini tali di s. Gallo, e diviso in due piccole repub- minaccie, vi acconsentirono a patto che si bliche o comunità democratiche, chiama- conservassero in vigore i precedenti pri- {e Rhodes Interiori l'abitata da'catlolici, \ilegi imperiali. Ma gl'inviati che si vede- efì/^oc/ev/ss/e'Jon l'abitata da'proteslanli, \ano forti, proposero ailicoli gravosi e ir- ossia Rodi interni e Rodi esterni, repub- litanti vie[)più il popolo. Questi simulò blica interiore e repubblica esteriore, la di volerponderareleproposizioni,edi na- s.^occupando la maggior parte del can- scosto inviò messaggeri a'cantoni confe- tone. Il borgo A' Appenzell è ilcapoluo- derati, acciò mandassero ambasciatori pel go lìe'Rofli interni, capoìuos^o de Rodi e- Pieno onde stringersi in lega temporanea sterni è Trogen, altro essendo Herisau. di 2 5 anni, e così reslaiono liberi dal so- Le sue mnntagne, ramificazioni delle Al- Trattante pericolo. Nel 1479 piorogaro- pijpresentano 3 rami e offrono dappertut- no la lega, e finalmente il cantone a'ro to erte pendici lacerate: esse sono calca- agosto i 5o I entrò definitivamente nella ree e rinchiudono grotte con belli stalat- ConfederazioneElvetica e fu ben accolto, liti; alcuni monti s' innalzano in furma Sopravvenuta l'eresia, dopo lunghe agi- di cono. 11 clima vi è generalmente fred- tazioni tra gli abitanti, fu la fatale rifor- do, e quantunque rapidi e frequenti sie- ma pul)b!icamenle abbracciata dalgover- no i cambiamenti di temperatura, ciò non ro.Nel i524cominciòilpopoloaporman'> ostante è sanissimo. Niuno de'suoi fiumi all'entrate ecclesiastiche, cacciando l'ab è navigabile, trascinando il Goldach qual- bate e monaci di s. Salvatore, e nel i52') che particella d'oro. 11 lago principale è il abolì il culto delle ss. immagini e proibì See-Alp,checontieneaicunesorgenlid'ac- la messa, infettandosi degli errori di Zuiii- que minerali. Visi trova del sale, e della giio, già sparsi altrove. Nel 183 I turboien- torba che in alcuni luoghi supplisce alle ze assai serie scoppiarono tra gli abitanti legna. 1 pini e gli abeti sono i principali della città e quelli della campagna,! quali alberi delle foreste. Le case numerose e bel- chicdevano una nuova co'itituzione; ma le sono alquanto disperse. L' agricoltura non tardarono questi ultimi ad essere re- vi è poco conosciuta, ma è assai ricco di pressi. Similequestione tornò ad agitarsi belle praterie e di pascoli eccellenti, che per tutla la confederazione nel giugno formano la ricchezza principale degli abi- 1 833. Lo stemma cantonale si compone tanti,i quali vi nutriscono moltissime vac- d un caprone nero in campo verde, come che, che comprano e poi rivendono con ■vuole Franscini, mentre Scotti dice cam- profitto,specÌ3lmente nel Vorarlberg.La giallo: ho sotto gli occhi due stampe razza delle bestie cornute è quivi più ab-

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linmìnnte die negli altri cantoni vicini. Si cpfla o rigetta; dirige rnmmintsira/lone, tiilìl)iicaiio formaggi magri che vendonsi esercita la giustizia, e si raduna regolar- bene nella Svevia. Allevansi pure de'por- mente 3 volteall'anno. Vi è inoltre il pic- ei, molli cavalli e un gran numero di ca- colo consiglio de' 1 6, ed un consiglio ebdo- pie che danno un latte ricercnlissimoda- niadaiio. i Rodi E«.terni professano esclu- gl'uifermi, che frequentano l'acque mine- sivamenle la falsa religione riformata. Il lali del cantone. Tra' suoi altri prodotti suo clero si riunisce ogni anno in Trogen il kirschenwaser è di perfetta qualità, ed oa Herisau, sotto la presidenza de'princi- eslesoè il commerico de'medesimi. Glia- pali magistrali. Questi rodi conlengono?.o liimali nocivi disparvero dal cantone. Nei comuni, divisidal Sitteriu comuni davan- rodi esteriori conlansi molle manifal;ure, li a tal fìiiuie, e in comuni di dietro ad e le lidìhriche di tele di cotone e di mus- esso. I tribunali superiori risiedono a Tro- soline finissime occupano un buon nume- gen. Il potere sovrano sta nell'intera po- ro d' 0[)erai. Herisau e Tiogen sono le polazione. L'assemblea generale, che for- priticìpali piazze commerciali. Il cantone ma la suprema autorità , si compone di è lapprt sentalo alla dieta da un solo de- tutti i cittadini dell'età non minore di 1 6 putato, al quale entrambi i rodi danno le anni. Essa si raduna ogni anno l'ultima loro istruzioni in comune, sebbene ognu- domenica d'aprile, a liundv.yl, (."corna- no di essi abbia un'amministrazione par- ne in cui fu ammesso il protestantismo, licolaie. Gli abitanti di Appenzell mostra- o in Trogen, esanziona le leggi e i trattati, no in generale uno spirito d' invenzione L'assemblea de'nuovj e antichi consiglie- nelle arti meccaniche; quelli de'rodi iiitcr- ri, che forma la 2.' autorità e che nomi- ni appartengono alle popolazioni pasto- na a diversi posti, e rivede alcune ordi- rali, le più interessanti della Svizzera; e nanze, si raduna regolarmente una volta quelli de'rodi esterni si distinguono per ogni anno. Il gran consiglio poi si riunisce industria, e per somma altitudine al coni- due volteall'anno, per esaminare le fìnan- mercio. La fatale riforma incominciòa in- le dello stalo. Egli esercita il potere giu- trodursi nel cantone nel i522, e tosto vi diziario ed esclusivo, e delibera sugli og- (ece pronti e rapidi progressi. Essa però getti tutti da sottoporre alle autorità su- non fu generalmente ricevuta, per cui ne periori. Vi sono ancora de'piccoli consi- seguiiono discordiee guerre intestine che gli, e ciascun comune ha un consiglio co* terminarono nel iSq^ colla divisione del ninnale. In questo cantone non si paga ve- paese in Conumilà o Rodi interni ed e- runa imposta, vi sono dogane. Il suo sterni. 1 Bodi Inteinio parte orientale, co- nome, che significa Cella dell' Abbate, (\e- me dissi, sono cattolici e formano 4 par- riva da un piccolo eremitaggio ove secon- locchie che dipendono dal capitolo di s. do la tradizione s. Gallo abbate dimorò, Gallo e dal vicario generale di ÌMunster, ed in cui gli abitanti di San Gallo avea- f ioè della cattedrale della città di s. Gal- no dipoi fitta edificare una cappella e u- jocheìn lingua tedesca così nomasi. Que- na casa per la loro dimora. Gli abitanti sti rodi sono y, a'quali l'assemblea gene- del paese erano vassalli, parte dell'impe- lale forma l'autorità sovrana, si raduna io e parie di particolari signori, che fio- ogni anno in Appenzell capoluogo, ed è narono i luoghi selvaggi ali abbate dei- composta di tulli i ciltadini,tlie hanno ili- l'abbazia di s. Gallo, ed edificarono poi rittodi votare quando hanno compito ib la principale lena detta Appenzell, ove anni, e nomina i principali pubblici fun- risiedendovi gli abbati f\.\ denominata co! zionari. Vi è un gian consiglio composto dello vocabolo, Jbbatis Cella. La primi di ì ?4 membri, il quale delibera e propo- tivnsua origine la riconosce, secondo l'y^r- nc le leggi, che l'assemblea generale et- te divejifìcar le dale,óa un dominio che

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re Pipino (1nn(>niraI)I)a7.in(li s. Grillo. Es- sendosi poi accresciuto con diversi acqui- sti nel corso di vari secoli, ne divenne ca- poluogo Appenzell, con società o comu- nità o rodi governati da capitani, inter- ni ed esterni. 1 [)rimi, ossia quelli di Ap- penzell, dopo essere slati per piìi secoli sog- getti alla legge della .servitù feudale verso detta abbazia, nel 1277 ottennero da essa il permesso di crearsi un capo 0 magistra- to col nome di landamanno. Questo i.° passo all'indipendenza non ebbe veruna conseguenza fino al 1 36o, epoca in cui essi collegatisi col consenso dell' abbate- Er- manno di Bonstellon, a'cantoni di Svitlo e di Glaris, cominciarono a volersi eman- cipare ad esempio de' loro vicini. Ma la mancanza di unanimità fra di loro tenne in sospeso questa disposizione per 4o an- ni, dopo i quali essendosi finalmente gli animi riuniti, nel 1 4oo scoppiò la rivolu- zione. Quattro parrocchie cacciarono gli ufilziali dell'abbate, e poco dopo tutto il popolo promise con giuramento di man- tenere la libertà col proprio sangue. Le truppe spedite dall'abbate per ridurli ai dovere, furono respinte, non meno che quelle da lui ottenute dalle città e nobi- li di Svevia. In seguito essendosi Federi- co duca d'Austria 1 ecato in suo aiuto, non ebbe miglior successo: posto l'assedio di- nanzi a San Gallo, ch'erasi ugualmente sollevalo contro l'abbate, fu costretto a ri- tirarsi con perdita. Per vendicarsi di que- sto principe, quelli di San Gallo, accomu- nando la causa loro a quella d' Appenzell, combatterono per la loro libertà, conqui- starono varie signorie, fecero prigione Cu- no abbate di s. Gallo, e manomisero la Turgovia; indi mossero verso il Tirolo, saccheggiando e distruggendo per via tut- ti i castelli de'Ioro nemici, ma poi priva- rono grave perdita nell'assediare impru- dentemente Bregentz nel mezzo dell'in- verno e con isproporzionate forze. Eran- si male assai ridotti, se l'imperatore Pio- berto nel 1 4o8 non s'interponeva per una tregua. Da quel tempo rimasti tranquil-

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li, sempre però in guardia contro gli au- striaci, si collegarono neli4i i contrat- tato di perpetua concittadinanza co'can- toni confederati per essere difesi, per cui ebbe luogo un trattato in cui si determi- nò che quei d'Appenzell sarebbero rico- nosciuti come popolo libero eindipeiidea- fe, salvi i censi e le rendite dell'abbate, che gli si riservarono insieme colle altre contribuzioni, allora determinate, poten- do i! popolo riscattarsi dall'imposte. Que- sta pace essendo dis[)iaciuta agli animi più caldi, il loro spirilo di sollevazione pro- vocò un 2." interdetto dal vescovo di Co- stanza. Essendosi poi dichiarato il conte di Toggemburgo a favor dell'abbate, le sue genti furono rotte in una battaglia; ma di questo dannosi rifece con una vit- toria che gli obbligò alla pace, ed a pa- gare all'abbate 2000 fiorini. Dopo resta- rono quieti per circa 80 anni, duranti ì quali acquistarono da'nobili d'Hagenvil il baliaggio di Pdiitithal; ma una violen- za esercitata So anni dopo verso l'abba- te di s. Gallo, fece loro perdere tale ac- quisto, venendo aiutato nella guerra dai cantoni diZurigo,Lucerna,S villo e Glaris prolettori dell'abbazia. T-utta volta quei d'Appenzell, pagate le spese della guerra e pure castigati iu altri modi, furono am- messi da'cautoni impadronitisi di Pihin- ihal alla correggenza, in ricompensa del prestato aiuto contro la guerra di Svevia. Nel 1 452 il cantone rassodò i nodi che lo univa a' delti cantoni e a quello di Unter- vald,eil trattato concluso con loro di con- cittadinanza fu convertitoin perpetua al- leanza nel 1 482. Eia questo un avviamen- to ad entrare nella grande Confederazio- ne Elvetica, ma non vi fu ammesso che nel 1 5 1 3, e così venne formata la federa- zione diXllI cantoni. Nel 1798, per un troppo ostinato attaccamento alla sua an- tica costituzione, fu invaso dagli eserci- ti francesi, e divenne la vittima e il tea- tro di molti successivi combattimenti. Il grosso borgo A' Appenzell, capoluogo dei Rodi Jnleniij è iu una vallata bella e de-

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lizlosB, sopra il Sitter che si passa su due ponti coperti, circondato da' monti, con Ixioni pascoli. JVella chiesa parrocchiale fabjjricata nel i oGc) si conservano le ban- diere prese nell'auliche guerre dell'indi- pendenza. Resilienza de'primi uìagistra- ti, ha il palazzo pubblico, 1' arsenale, il convento de'cappuccini, ed il monnstero di monache. Fa gran commercio di tele di lino, cotone e nitro. Fu mollo danneg- giato dal fuoco neh 56oenel i 702. Isuoi contorni sono fertili e popolati, con ba- gni minerali. Vi è il Wildkirchlein o cap- pella delle rupi, in singoiar situazione. Trogen, uno de'due capoluoghi àe'Roch luterai, è un borgo superbo, colle case dei cittadini opulenti adorne esternamente de'marmi più preziosi, e nell'interno de- corate con gusto squisito. Anticamente non era che un ammasso di capanne di pastori, servi dell'abbate di s. Gallo. Vi è l'arsenale, palazzo pubblico, fabbriche di telee mussoline, bagni d'acque minera- li solforose, raminacee e alluminose. He- risali, ahvo capoluogo i\e Rodi Esterni^ che alterna con Trogen la sede del gran consiglio.è il borgo e luogo piìi considera- bile e commercialedel cantone, fabbrica- to sulla sponda del fìumicello Brulbach. Possiede gli archivi de'Rodi, e la cancel- leria; ha l'orfanotrofio, poi veriera, fabbri- die di mussoline fine e rinomate, e di tes- suti di cotone, non che molte case gran- di commerciali. Ha la chiesa parrocchia- le eretta prinja del tempo di s. Gallo ab- bate nel VI secolo, imperocché narra la tradizione che fu il primo luogo in cui dal- 1 Irlanda fu portato nella Svizzera il se- me della religione cristiana, e pel i ."l'ab- bracciò. Sembra essere stato conosciuto da'romani, de'quali si crede opera la tor- re della chiesa. Vi sono bei punti di vi- sta, e fra gli altri alle rovine cle'castelli di Rosenberg e di Schwanberg, distrutti da quei d'Appenzell nella guerra che sosten- nero per la loro libertà. Alcuni passeggi riescono ameni, e ad una lega trovansi i bagni minerali di Waldstadf. Lo stemma

VOI.. IXXII.

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del cantoned'Appenzell consiste in un or- so nero dritto in piedi, in fondo bianco, onde i suoi colori sono bianco e nero.

San Gallo, Fannni s. Galli, misto. Nella diocesi di San Gallo, cantone della parte orientale dellaSvizzera, formato dal- l'antica e celebre abbazia di s. Gallo[P^.)y eda'paesi di Toggeuburg, Rhinthal eSar- gans, uno de'più grandi della Confede- razione Elvetica. Coperto di montagne è diviso in due versanti generali dal ramo che si slacca dall'Alpi Leponzie al s. Got- tardo, ed accompagna il Reno sino al la- go di Costanza, tenendosi generalmente a una lega da quel fiume. La metà del cantone sud-ovest è la meno fertile, e le sue alle montagne servono di ricovero a molli animali; nella parte nord-ovest le montagne meno alte sono coperte di vi- gneti. Il suolo è fertile nelle pianure e nel- le valli, e produce cereali, fruiti, lino, ca- nape, vino e mais; rinchiude torba, pie- tre molari e da fabbrica, ferro ed acque minerali, fra le altri quelle Ffeffers. Si di- stinguono sopra tutte fra le vallale quel- la del Reno o R.hinthal, ricca di vigne e ortaglie. L'educazione de'bestiam ijcheso- no assai stimali, forma la principale oc- cupazione degli abitanti. Possiede consi- derabili fabbriche di tele , di bellissime mussoline, stoffe di lino e cotone in gene- re, che fanno la prosperità del cantone. I suoi laghi sono navigabili, i fiumi per la maggior parte abbondano di pesce. I cattolici sono assai piìi de'protestanti, at- tivi e molto industriosi. I cattolici e i pro- testanti amministranosepa ratamente i lo- ro beni, ed il clero de'secondi forma un sinodo che si riunisce una volta l'anno a San Gallo, ed è assistito da due membri del governo. Il cautoneconta 1 1 monaste- ri di monache, e 4 conventi di religiosi. Questo cantone, il cui capoluogo porta lo stesso nome di s. Gallo, già per i 3 se- coli se<le dell'illustre abbazia riputata co- me la sede della pietà e delle scienze la tutta l'aita Germania, ed ora è città con residenza vescovile, che descrivendola in 3

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tale alliccio, vi dissi diverse nolizic clie le- dono comuni, o di altre ripailciò sncces'ii- \{i menlc.Lo stato diSanGnl lo fu ammesso nella Coiifedeiazioiic Elvetica nel i8o3. Venne formolo di molti paesi, un tempo soggetti alia Svizzera, e principalmente della città e dell'antico principato del suo nome, di cui erano investili gli abbati di s. Gallo, che ne! 1226 assunsero il ti- tolo di principi dell'iitipero. Si divide il cantone in 8 distretti, i quali si suddivi- dono in 24 circoli. Il potere sovrano ri- siede nel gran consiglio composto di I 5o membri, che adunasi due volte all'anno, accetta o rigetta i progetti di legge del pic- colo consiglio, si ù\ render conto dell'ese- cuzione delle leggi e decreti, riceve e fissa i conti dello stato, autorizza l'imposte, no- mina i deputati alla dieta, esercita il dirit- to di grazia, ed elegge ogni due anni due capi dello stato o landamannì, presi dal piccolo consiglio, e appartenenti alle due confessioni: ciascuno di essi presiede du- rante un anno al grande e piccolo consi- glio. Quest'ultimo composto dii3 mem- bri, tolti dal gran consiglio, è incaricato del potere esecutivo e amministrativo. La giustizia è aflìdata a'tribunali di i. "istan- za e di distretto; il tribiìnale d'appello giu- dica in ultima istanza tutte le cause. 11 di- ritto civico cantonale è accordalo da un decreto del gran consiglio. T'er esercitare i diritti politici nell'assemblee elettorali di circondario e di comune, bisogna essere cittadino del cantone, avere 2 i anni com- piti, e pagar l'imposta fondiaria di 3oo franchi: per essere eleggibile al consiglio comunale o ad un'amministrazione mu- nicipale, conviene aver almeno 2 5 anni e pagare ^5 franchi di contribuzione fon- diaria. Perentrarpoi nel tribunaledelcir- colo bisogna aver So anni e pagar l' im- posta di 1200 franchi. A'caltolici appar- tengono 84 posti del gran consiglio, e gli altri 66 a'prolestanti: i membri devono avere almeno So anni, sono eletti per 3 anni e sono rieleggibili. Per essere eletti al piccolo consiglio conviene pagare qoo

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franchi di contribuzione fondini in, cos'i al tribù naie d'appello. I membri de'tribuna- li di distretto sono nominali dal piccolo consiglio per 9 anni, e devono pagar l'im- posta di 3ooo franchi. Ogni comune no- mina un consiglio comunale, i cui mem- bri restano nel posto per 6 anni, sono rin- novati nel 3.° ogni due anni,e ponno esse- re rieletti. Oltre l'antica grande confede- razione de' XI 11 cantoni, che propriamen- te formarono l'antico coipo elvetico, cia- scun di loro in particolare, ovvero lutti in comune,conlrassero,come sono andato ri- cordando,di verse associazioni,secondochè conveniva a'Ioro interessi, con vari slati vicini. A capo di questi associati si può col- locare il potente abbate di s. Gallo, il qua- le, come riferii al suoarticolo e ripeterò poi.cominciòcol monastero insigne fonda- to dal santo omonimo nel cominciar del secolo \ 1 1, e per la sua potenza giunse ad essere principe dell'impero. I suoi posse- dimenti erano in quell'epoca molto esle- si, e lo ponevano in islato di sostenere il posto cui era asceso; ma questi eccitaro- no l'invidia di molti fra' suoi vicini, con- tro de'quali egli si pose in guardia per as- sicurar la propria tranquillità. In forza di un'alleanza difensiva, che nel 1 35 1 stipu- lò co'cantoni di Zurigo, Lucerna, Svilto e Glaris, venne riguardato come ili."so- ciodella repubblica elvelica,alla dieta del- la quale il ^uo deputato avea voce e sede dopo quelli del cantone d'Appenzell. Gli stati dell'abbazia di s. Gallo erano altre volle molto più eslesi dell'odierno can- tone,compresavi la contea diToggembur- go, ch'egli acquistò nel 1469; •' numero de'suoi sudditi ascese a 92,000, quando i luoghi della Svizzera erano meno popo- lali del presente. Quelli di Toggembuigo non furono i più sottomessi tra'suoi po- poli; le nuove erronee opinioni religiose essendosi introdotte nel secolo XVI fra di loro, fecero s"i ch'eglino si rifuggissero sot- to la salvaguardia de'cantoni dibernaedi Zurigo, che assunsero la difesa loro contro gli sforzi dell'abbate, il quale lodevolmen-

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te tentava di ricontlurli alln ferie cle'lom padri, e di far valere più difilli eli' essi pi elciidcvano essere già aliolili.Le contro- versie ch'ebbero seco lui si prolungaro- no sino al 1 7 1 2, epoca in cui videsi a mo- tivo di questo scoppiare una guerra fra Zurigo e Berna da una parte, ed i canto- ni di Zug, Uji, Svillo e IJnlervald dall'id- tra: l'abbaziei fu saccheggiata da'primi; ina nella pace conclusa nel i 7 i g in Aarau ca- poluogo d Argovia, fu convenuto che gli eliciti si restituirebbero, massime la bi- blioteca di gran valore pe'suoi mss., il cui numeio superbi 082. Di presente non-iO- no molti, bensì è doviziosa di messali, bib- bie e altri libri di chiesa forniti di belle miniature, che moslrano la pazienza dei monaci in lavorarle. Contiene circa 19,000 volumislanipati. Fra le cose che maggior- mente contribuirono all' ingrandimento dell'abbazia di s. Gallo, furono la scienza e capacità de' suoi monaci che la resero ce- lebre. Ivi erasi istituita verso il fìnedel se- colo Vili un'accademia in cui fiorirono un gran numero di dotti e di buoni scrit- tori, per quanto il comportavano i tem- pi del medioevo, mentre il rimanente del- la Svizzera, dice La JNIartinière, giaceva immersa nelle tenebre della barbarie edi crassa ignoranza. La nobillà del vicinato vi poneva i suoi figli per farli istruire, e questi in riconoscenza non mancavano di beneficare i loro maestri quando ad essi olVerivasi il destro. Molti de'religiosi si oc- cupavano nel predicare ecatechizzare nel- la chiesa dell'abbazia, gli altri impiegan- dosi all'uisegnamcnto nelle due scuole, u- na interna pe'giovani religiosi, l'altra e- sterna per la gioventù del paese. I fabbri- cati corrispondevano all'opulenza dell'ab- bazia, ricca e magnifica la chiesa abba- ziale, ora cattedrale, il palazzo dell'abba- te, ed il corpo del fabbricato ove abita- vano I 00 monaci. Nella cattedrale, come altrove, tuttora si osserva l'antica disci- phna, che le donne stanno separate dagli uomini. La città di s. Gallo parimenti deve la propria esistenza all'abbazia, nel

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secoloX non costituendo che un borgojma nel C)54 [leiietrati gli ungari nella Sviz- zera si cominciò a chiuderlo di mura pei porlo in salvo dalle ra[)iue di quc'barba- rijforlilìcandolo con toni e circuito di lar- ghe fossa, ciòche fu compito nel 980. Al- cuni privilegi, che in seguito ottenne da- gli abbati edagriniperatori,valscroadau uientarne la popolazione,col gran nume- rodi forestieri che vi furono a ttrattijquin di al commercio e all' industria dovè l'o- pulenza a cui pervenne. Nel 1887 la città concluse un traltatocon quella di Norim- berga,col quale rispettivamente si alfran- carono dal diritto di pedaggio. Inoltre la città di s. Gallo col favore delle diverse immunità ricevute dagli abbati, nel 1.454 giunse a liberarsi adatto dalla loro sog- gezione, e strinse alleanza conZurigo,l>er- na, Lucerna, Svitto, Zug e Glaris. Prima del I 7 I 2 la comunicazione coll'abbazia e- ra interamente libera, ma per l'accomo- damento d'Aarau fu determinato chefra la città e l'abbazia vi sarebbe una doppia porta, la quale aprirebbesi e si chiudereb- be d'ambe le parti. Pare che iu tutta la Svizzera non siavi citlà, per ìa forma, che per la posizione, così pittoresca come s.Galio, capoluogo del suo cantone. Si so- no fabbricati eleganti sobborghi compo- sti di case fatte con molto lusso e d'un'ar- chitettura allatto elvetica, che porge lo- ro un aspetto piacevolissimo. Per ogni verso ne'Iuogl.i suburbani biancheggia- no casini di villeggiature, in amene po- sizioni. Il liceo cattolico equivale a una piccola università; pe'diversi rami delsuo insegnamento e con biblioteca. Si formò la società de'tanjungers o coetanei, nome dato a quelli clije nacquero nel medesimo anno: dura quanto la vita, e annualmen- te in unode'molli e bei giardini s'imban- ilisce un banchetto, ove si leggono com- ponimenli di occasione, e si cantano can- zoni patrie. I principali luoghi del can- tone sono i seguenti. Rorschich, pìccoìn città vagamente costruita sul lago di Co - stanza, con porlo il più comodo e sicui ci

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tli esso. Toggemhurgo o Tochcmhurgo, lunga e stretta vallala che il fiume Tliur tlivide in alta e bassa, lai. 'scoscesa e al- ta a'pascoli, la ?,." sparsa di (Jori ili colli. In questi due distretti, già contea, notasi liei I ."il castello di Vecchio Toggenibur- go, nel 2.° quello di Nuovo Toggenibur- go. 11 principale luogo è la piccola città di LiclUensleig sopra un'altura e sulla riva destra del Thur. In vicinanza sono le ro- vine del castello del nuovo Toggeiubur- go, teatro della tragica storia della con- tessa Ida. Rheinthalo Rhinlhal,oss,\a\' al- ledei Reno, altro distretto, che si esten- de lungo la sinistra riva del fiume, e giu- gue con esso al lago di Costanza, fertile nelle produzioni vegetali. /?/ie/«ecA, pri- maria città, prossima all'imboccatura del Beno nel lago, è munita di castello che la guarentisce, con ospedale e orfanotro- fio. Sargans,incco\a città, già capoluo- go di contea, sorge su scoscesa rupe e un forte castello degli antichi conti la proleg- ge. Fu già suddita de'conti di Werdem- l)urg, de'priucipi d'Austria, indi fu im- pegnata a'conti diToggemburgo; ricupe- rata dal conleGiorgio,fu venduta nel 1 483 a'ycanloni, che agli Lflizi liberi mandava- no prefetti. Particolarmente pare che l'ab- bia signoreggata Zurigo,ed ha copiosa mi- niera di ferro, e salubre sorgente minera- le, solforosa e fredda. Quasi interamente incendiata nei i8i i, oJlVe oggi case bea fabbricate in pietra. Lo stemma cantona- le di s. Gallo si forma d'un fascio di ver- ghe colla scure di color bianco, in cam- po verde chiaro.

Geigioivi, Grisones, Rhelì, misto. Nella diocesi di Coirà, cantone il piì^i orientale della Svizzera, e il maggiore dopo quello di Berna, da ogni lato i suoi limiti sono determinati da montagne, le quali al sud si chiamano Leponzie e Alpi Pietiche, e in alcune vi è perpetua la neve. Questo paese è totalmente coperto da alte mon- tagne, che vi formano una moltitudine di vallate profonde e molto estese, ed in parie preodoao il nome d'Alpi de'Grigio-

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ni, cioè quelle che penetrano nell'interno del cantone e vi formano due grandissi- me vallate, del Reno e dell'I nn. Anche altri fiumi innafliano il cantone, che rin- chiude pure molti laghi, ma poco consi- derabili. L'aria è generalmente sana, il clima varia molto secondo i siti; l'inver- no regna tutto l'anno sulle montagne, ma le valli profonde godono di temperatura dolceeamena,quellesul rovescio meridio- nale dell'Alpi hanno il clima dell' Italia. Le Alpi de'Grigioni sono primitive e ric- che di minerali e soprattutto di ferro : inoltre il cantone ha moltissime sorgenti minerali, le più rinomate essendo quelle di Alveneu e di s. IMoriz. 11 suolo non è ovunque favorevole all' agricoltura, ma offre vasti ed eccellenti pascoli. Vi si alle- vano numerose mandrie di grosso e mi- nuto bestiame, la cui educazione forma la principale risorsa degli abitanti, e nu- driscepure molti porci. Si raccoglie nelle valli copiosa quantità di cereali , avena, canapa, lino, molte frutta, castagne, man- dorle, fichi, e principalmente delle cirie- con cui si fa, come altrove, nn liquore detto rattafia; la coltivazione de'pomi di terra è molto estesa. Le parli settentrio- nali e meridionali producono del buon vino; le altre sono coperte di folte bosca- glie, popolale di quercie, faggi, larici, abe- ti, olmi. Il salvaggiuiue vi abbonda, e vi si trovano differenti specied'animali, cer- vi e cinghiali; i fiumi e i laghi danno trot- te eccellenti e sermoni. Si fabbrica mol- to butirro e formaggio, che formano no ramo importante del suo commercio. Il transito per l'Italia e la Germania pro- cura gi'andissimi vantaggi agli abitanti. Il cantone de'Grigioni, di cui è capoluo- go Coirà {f^^.)i città con residenza vesco- vile, non entrò nella Confederazione El- vetica che neli8o3, e si mantenne demo- cratico. Si divide in 3 leghe diverse o re- pubbliche federative, che sono : la lega Superiore o Grigia, nella patte occiden- tale, che ha Ilanz per capoluogo; \alega Caddea o della casa di Dio^ nella [utrle

S V I orientale, avente Coirà percnpoIuogo;e la tega delle Dieci Giurisdizioni a Giu- stizie o Direzioni, nella parte settentrio- nale, che ha Davos per capoluogo. Il con- siglieie Frauscini , pailantlo de' gover- ni (.le'Giigioni e del Vallese, riferisce che il cantone de'Grigioiii dividesi in leghe; quello del Vallese in i 3r/^cf/r/e,dellequali Gappartengonoalla parlealta, 7 allabas- sa. Tanto le decurie del Vallese, quanto le leghe de'Grigioni ponno aversi in coa- to di altrettante piccole repubbliche in- sieme collegate, ma aventi interessi e ma- gistrature a parte. Così il Vallese e i Gri- gioni rappresentano in piccolo la Confe- delazione Svizzera. Di più osserva, che il governo di questi due cantoni hanno del democratico e del rappresentativo : ne' Grigioni un gran consiglio, ne! Vallese una dieta esercitano buona parte del su- premo potere. Ma le leggi e i trattati da questi due corpi consentiti, non hanno for- za tinche non sono stati approvati dalla maggioranza delle assemblee comunali ne'Grigioni; da quelle de'consigli di de- curia, e in certi casi da quella de'comuiii nel Vallese. Aggiunge, che pochi appro- vano sitlatto statuto; molti invece ne loda- no delle altre, e sono d'avviso le costitu- zioni di queste due repubbiche essere delle migliori, o per meglio dire delle menocat- tive in Isvizzera. Le 3 leghe de'Grigioni si dividono in 26 alte-giurisdizioni o sempli- ci giurisdizioni,ed in 9 circondari militari; ciascuna di queste leghe forma un piccolo stalo indipendente. Quasi la metàdeglia- bilanli sono cattolici, gli altri sono pro- testanti; tutti sono eccellenti soldati. Fu rei I 524 che il calvinismo co'suoi errori fu introdotto tra' grigioni. La sedicente chiesa riformata è sotto la direzione d'un sinodo generale, che si divide in 3 sinodi federali. Il clero cattolico forma 4 capi- toli, che dipendono dal vescovo di Coirà. Vi sono 5 conventi, de'quali il più rag- guardevole è quello di Dissentis. Il gover- no è (piivi democratico, e il potere supre- mo risiede aell'uuioue de'consigli cuuui-

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nali. La i ."autorità cantonale è il grancon- sigiio, composto de'G3 membri eletti da* cittadini che hanno più di 16 anni; tiene per capo il presidente della lega. Un pic- colo consiglio di 3 membri ha la cura de- gli alFari giornalieri, e presiede a'tribu- uali; essi sono rieleggibili al fine dell'an- no, ma non ponno rimanere in carica più di due anni consecutivi. Un tribunale can- tonale di appello, composto di 6 membri, giudica in ultima istanza le cause più im- portanti: ciascuna delle leghe manda un numero eguale di membri a questi diver- si corpi. Il diritto di cittadino attivo noa può essere esercitato prima dell'età di 17 anni, e per essere eletto a'posti cantonali bisogna averne compiti 2 i. Ciascun abi- tante è obbligato al servizio della milizia da' 17 sino a'6o anni. A tempo di Scotti diverso era il titolo de'capi delle 3 leghe; chiamavasi landrichter (juello della lega Grigia, borgomastro quellodelh legaCad- dea, landamanno l'altro delia lega delle Giurisdizioni. Gli antichi conobbero que- sto paese raontuoso,si tua to all'oriente del- l'Elvezia, sotto il nome di Rezia superio- re o J Ila, e d'ices.\ risalire la sua origine alle colonie, che gli etruschi mandarono al di dell'Apennino: questa Rezia antica di- stendeva i suoi termini più della moder- na. Il nome di Rezia, Relhia, conlaneva. ancheuna parte della Svevia,edistiiigue- vasi \a Rezia Superiore e Minore, Alta e Bassa j quella di Svevia era la 31 more o Bassa, un tempo comprendendo pure la Baviera e Augusta. La Svevia, antico cir- colo diGermauia, celebre uellestorie mas- sime per gl'imperatori Hohenstaufen, fra* quali primeggiarono Federico I e Fede- rico II, oggidì trovasi ripartita tra il re- gno di VVùrlemberg, ilgranducato di Ba- den e l'ovest della Baviera. Dice lo Scotti che i grigioni ripetono l'origine da'tosca- ni, e Kheto loro capitano die il nome alla nazione e alla regione. I suoi abitanti in- dipendenti prima dell' invasione de' ro- mani,all'epoca della tiecadenza dell' im- pero, soggiacquero agli alemauui, i «jua-

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li colle armi cooquistaiouo hi luzìa Bas- sa, u Minore o inferiore, mentre gli o- sli'ogoli occuparono la Rezia /lUao Sti- jjcriorf,e\a riunii otio al loro regno dl- talia. ]Nel VI secolo avendola conquistata ì figli di Ciodoveo 1 re de' franchi, essa venne in seguito riunita al regno dellaUor- gogna transiuiana, donde passò sotto la «lonnuazione degl'inipeiatori di Germa- nia e riunita all'impero. Si videro allora de conti della Rezia Superiore, i (juali e- siesero a poco a poco il loro dominio feu- dale: le frequenti guerre ch'essi ebbero fra di loro sono testilìcale da un gran nume- iodi macerie, chetuttavia siscorgouosul- !e più basse punte citile roccie che attor- niano i valloni; sono questi altrettanti a- vanzi di rocche ch'essi aveaoo innalzale gli uni contro gli altri, e contro i propri vassalli,cui l'oppressione spingeva sovente aribellarsi. Finalmente questi, ad imita- zione degli svizzeri, ripresero la superio- 'rità e scossero il giogo della tirannide, e ili allora che presero il nome di Grigio- iiij secondo l'opinione comune; perchè ! primi che nel secolo XV si unirono per sul trarsi dal dummio de'eonti, portavano ile'rozzi abili ili storta ì,'//ì;/Vz fabbricata da loro stessi. Costituitisi liberi, igrigioni for- marono a mano a mono fra loro le sud- dette 3 leghe: la lega Cacldea prese il no- me di Casa di Dio e Cattedrale, per con- tenere Coirà città col vescovo e la sua cat- tedrale.LalcgaGrigiao superiore e laCad- dea si unirono insieme coli' alleanza del i4'ì4j l'alti'» iu vece delle Giuristlizioni, dopo essere stata soggetta a'conti di Tog- gemburgo fino ali 436, epoca della loro tjslinzione, essendosi posta in libertà col iàvoredellediscordiechesi frapposero tra' loro eredi, si costituì in repubblica e sus- sistè per se stessa sino al i47i> 'i^' quale strinse alleanza colle leghe Grigia eCad- dea. Questa generale confederazione delle 3 leghe si rinnovò nel 1 544» scontrasse delle alleanze cogli svizzeri in epoche di- verse senza far parte della repubblica El- vetica. Nelir)02 le 3 leghe unite si col-

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legarono con Berna. Leggo nello Scotti, che casa d'Austria teneva l'alto dominio in 8 parti della lega Caddea, e per le cau- so di morte avea un ministro nella rocca ben munita di Castelfurle. Oltremonti i giigioni possedevano lacomunitùdi Mac- fcldomeglioMayeufeld, nell'Italia la Val- tellina o Sondrio, Bormio, Chiavenna, e IMur o Pleurs che nel 1 6 1 8, come narrai in principio, fu subissata: crede Scolti, for- se per divina vendetta scaricata sugli e- retici, che sacrilegamente uccisero Nicolò Busca arciprete di Sondrio, di cui feci pa- rola nel voi. LIX, p. 226, per aver pre- dicato contro gli errori de' Calvinisti ( ^.): inTuscia terra diRezia a'4settembre 1 6 1 8 lo sospesero crudelmente come un grau malfattore co'piedi all'insù; il suo corpo fu portato nella chiesa del monastero di Fauera presso Coirà. Si legge nella sua vita, che ogni volta che s. Carlo Borro- meo visitava il collegio Elvetico, sempre poneva le mani in capo al servo di Dio,al- lora alunno del medesimo, e dicendogli: Fili certa honuni cerlamen, cursutn con- suma, in reliquo rcposita est tihi corona justitiae. I grigioni prima di tale epoca [lo- tevano armare 5o,ooo soldati, ed erano alleati di Francia, cui ne somministrava- no 10,000, e di Venezia alla quale ne for- nivano 5ooo e in ricambio ricevevano 5ooo scudi e 70 moschettoni annualmen- te; ma ueli6i2 a insinuazione di Fran- cia cessò la lega co'veneti. Pel passaggio nel Milanese avendo i grigioni fatto ac- cordi per impedirlo agii stranieri che ca- lavano in Italia, soggiacquero a rivoluzio- ni e guerre nella Rezia e nella Valtellina. Delleguerre della Valtellina ne parlai de- scrivendo gli slati che vi furono interes- sati, e nelle biografie di Gregorio XF q Urbano Vili che la riceverono in depo- sito, onde vi mandarono la Miliziapon- tifìcia (/'.), e dipoi ne terrò proposito a suo luogo. I calvinisti iniquamente e con barbare crudeltà piombarono su'caltolici nella Valtellina, e tutto manomisero, per strappare i cattolici dal s^o della divina

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e amorosa loro madre Ja chiesa cattolico; ina i zelanti cattolici cen:an»lo con ogni sforzo di «cibarsi fedeli a Dio e alla sua vera chiesa, sostennero la lotta atroce e sanguinosa, si cuoprirono d'eroismo e fe- cero macello de'loro accaniti iiemici,spin- ti alla disperazione della pre|)olenza de- gl'invasori, vedendo minacciala 1' antica fede loro in tutte le proprie valli. Meglio su di ciò ne parla la Civiluì Cattolica, i." serie, t. 4>P' 206. I grigioni neh 707 rin- novarono solennemente l'alleanza conZu- rigo, e ijualche altro vicinocantone. In for- za poi del trattato ch'ebbe la sua confer- ma nel I 7 I 2, le tre leghe de'grigioni pro- misero di non istringere veruna alleanza, veruna guerra, trattato di pace, senon- tiiè di comun consenso; e convennero in- oltre di soccorrersi reciprocametite a pro- prie spese, e di possedere io comune le con- (|uiste che fossero per tue sopra il nemi- co. Fu poi determinato il modo di por li- ne alle controversie fra le loro comunità particolari, ovvero fra le diverse loro le- ghe. Le contee della Valtellina, di Bormio e di Chìavenna nel i 797 proclauìarono la loro indipendenza dal cantone, ed in se- guilo della rivoluzione del i 798, il canto- ne de'grigioni colle altre sue dipendenze tu incorporalo nella Confeilerazioue El- vetica. La Valtellina, e Sondrio suo ca- poluogo, frequente oggetto di disputa e conquista, tra JìJilano, Francia, Spdi^rui ( A^.), collecoutee di Bormio e di Chìaven- na, dopo essersi nel 1797 sottratta dalla signoria de'grigioni, occupata da'francesi divenne parte della re[)ubblica Cisalpina, indi del regno d'//rt//Vz, e dali 8i 5 è una provincia del regno Lombardo- feiieto , sotto l'imperatore d'Austria. Circa al can- tone de'Gngioni, ammesso alla Confede- lazioneElvelica, nesono capoluoghi. Del- la lega Caddea la città di Coirà, al cui ar- ticolo ne trattai, e poi dirò (|ualche altro cenno. E siccome a s. Gallo notai che il suo vescovato fu unito a ([ucllo di Coirà, eclie al punto della pubblicazione dcU'ur- licolo se ne trattava da Gregorio XVI la

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separazione (noterò, che i cattolici del cantone de'Grigioni a vendo nel 1827 sup- plicato il cardinal d. Mauro Cappellari, poi Gregorio XVI, ad essere loro protet- tore presso la s.Sede, il cardinale nell'a- gosto rispose alla loro lettera accettando- ne la proletloria), e gliela stabib concjuella convenzione di cui tratterò a suo tempo, e rilevai nel voi. LUI, p. 191; indi l'ellet- tuò il regnante Pio IX, colla bolla Insla- bilis rerum, degli 8 aprile 1 847, presso gli Annali delle scienze religiose, 2.'serie, t. 5, p. 107, dichiarandone 1 vescovo l' at- tuale nig/Gio. Pietro Mirer. Della lega Grigia n' è capoluogo l'antica città d'/- lanz, Ilanlium, come dell'alta giurisdi- zione di Gruob, situata a'piedi del Mun- daun, nella parte la piti larga della valle ili Gruob, e al confluente del Reno ante- riore e della Gleuner, su cui ha de'ponii. E di poca apparenza, con mura rovinose, cinta da'sobborghi s. Nicola e Portasura. Questa città contiene gli archivi della le- ga, e durante un anno, alternativamente con Trons, ha la sede di sua dieta e del tribunale d'appello. Trons presso la spon- da suiistra del lleno anteriore, con minie- re di ferro, vanta che sotto un suo ampio acero nel i4^-4 *' giurò la lega Grigia, fondatrice della libertà de'grigioni. Ad I- lanz si tiene una gran fiera di bestiami, le donne vanno molto soggette al gozzo; e ail una lega distante è una miniera ili gale- na che contiene argento, altra essendo di rame giallo argentifero: vi si trova inol- tre del borace in abbondanza. Suwarow vi passò il Gleuner nel 1799, ritirandosi innanzi Massena : due anni dopo la città molto solfi! per un incendio. Della lega delleDieci Giurisdizioni oDirezioni, nella parrocchia di s.Giovanui,è capoluogoDi/- vos o Tavaii e dell' alta giuiisdizioue o- monima, sulla riva destra del Landìvas- ser 0 Davos, nel cui pubblico edilizio si adunano ogni 3 anni le diete generali. Rin- chiude miniere d'oro,argento,piombo, ra- me, ferro. Questa valle ha G laghi. tutti ab- bondanti di pesce. Oiilbili valai)f;liee -fi-

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sciamenti considerabili di moiilague, lai- volta desolano questo paese selvaggio; ed lina valanga nel i 7G2 distrusse i iiagui del- la sorgente di acqua solforosa. La tempe- ratura vi èfreddissiaia, e la neve quando spesso cade giunge aia piedi d' altezza. Sua principal ricchezza è il bestiame. Gli abitanti sono d'alta statura, robusti e gio- viali: molti di essi si distinsero nelle let- tere e neir armi. La valle tu scoperta nel 1233 da alcuni cacciatori, e subito la po- polarono, nel 1289 formando la carta di loro libertà. La signoreggiarono i Vatz, il conte Federico di Toggemburgo, Ugone diMontfortjdal quale la compròSigismon- do duca d'Austria, che l'ipotecò al conte cliMatsch e ricuperò nel i47<^' L'arcidu- ca Ferdinando Carlo d'Austria cedendo neh 652 tutti i suoi diritti agli abitanti, essi riacquistarono la libertà. Lo stemma cantonale de'Grigioni e sue 3 repubbliche si forma di 3 scudi in campo bianco: quel- lo di mezzo in fondo giallo ha un capro- neo capricorno nero dritto; i due laterali ciascuno è sovrastato da una mezza figu- ra; quello a destra consiste in uno scudo metà bianco e l'altra nero; quello a sini- stra d'uno scudo nero con croce bianca. I colori nazionali sono il biancu, il grigio e l'azzurro carico. Nella Svizzera vi sono le missioni pontificie dell'Elvezia e delia B,ezia, sotto la dipendenza della congrega- zione di propaganda /fWe, esercitate dal- le prefetture apostoliche di Mesolciiia e Calanca, delle quali parlerò nel cantone Ticino, e della Rezia ne Grigioni, di cui vado a darne un cenno,ambedue istituite ne'primordi del secolo XVll.

Prefettura apostolica delle viissìonidi Bezia ne' Grigioni. Le missioni cattoliche nella Svizzera vantano per banditori e- vangelici fra loro, s. Gallo abbate,s.Crtr- to Dorromeo arcivescovo di Milano, e s. Fedele da Sigmaringa cappuccino pro- tomartire della Congregazione di propa- ganda fide, nel cui Collegio Urbano vi sono ammessi anche gli svizzeri, sino dal piiacìpio ddia islitu^ioue, e lo attesta lo

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Scolli parlando de'grigioni e svizzeri che al suo tempo si ricevevano, cioè nel pon- tificato d'Urbano VI II. Pel vantaggio spi- rituale di queste missioni, esistevano in Como ed in Milano due collegi: quest'ul- timo era sotto la direzione de'gesuili, alcuno eravi ammesso se non avea stu- diato l'umanità. La fondazione del col- legio di Como si deve al cardinal Tolo- meo Galli d'i tal città, e da cui prese il nome. L'insigne porpora lo,x»l tre l'essere di doviziosa famiglia, possedeva in com- menda per concessione apostolica d pre- positure dell'estinto ordme degli umilia- ti, cioè di s. Maria di Rondineto, e di s. Rlartino. /V vendo egli un animo che sen- tiva glislimoli della pietà, vedeva con do- lore che tanti fanciulli errassero nella sua patria senza coltura. Per piocurar loro mezzi di potersi istruire e tenere lontani da'vizi, progettò aGregorioXIIl l'applica- zione delle due preposilure,che rendeva- no annui 1200 ducati d'oro di camera, per l'erezione d'un collegio nelle case di quel- le, ed il Papa fece l'istituzione colla bol- la Immensa Dei providenlia. Vi si do- veaiio raccogliere 5o alunni, preferendo- si gli orfani e i poveri nella scelta. La pie- tà, le scienze, le arti meccaniche a pro- porzione de'loro talenti doveano formar la loro occupazione. Ne fu aifidata la cu- ra a'somaschi: si stabilirono i luoghi da dove si doveano chiamar gli alunni, e ca- po dell'amministrazione fu dichiarato il vescovo di Como. In appresso vi furono ammessi de'convittori, e de'giovani per istruirsi nelle scienze ecclesiastiche, a'qua- li fu ingiunto il consueto giuramento e l'obbligo della restituzione degli alimen- ti se non abbracciavano il chiericato. la fine non vi furono ammessi che i giovani della diocesi di Como, e nella metà del secolo passato furono formate le regole. Diversi ecclesiastici furono mandati nel- le missioni della Svizzera. Per le vicende politiche de' tempi il collegio restò sop- presso. Nel principio di detto secolo si vo- leva foudare a vantaggia delle stesse oiis-

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sioni un collegio nella Vallellintì; eransi itiolliate le traltalive, quando si eslinse nell'infanzia. In Milano s. Carlo Borio- ineo api\ una casa d'educazione pei* i- struit'vi la gioventù da opporsi all'eresia, che l'attuki de' numerosi proseliti nella Svizzera, minacciava invadere le contra- de della cattolica Italia, e tale casa pre- se peiciò il nome di Collegio Elvetico. Gregorio XIIJ nel i 076 gli die nuova vi- ta e vigore, l'ailjdò a' gesuiti, e dopo a- verlo sovvenuto del suo peculio, gli at- tribuì i frutti della commenda della Ma- donna del Prusseno, come si può vedere nel p. Malici, AimaU di Gregorio XIII, lib. tì, p- 7(3. Vi erano ammessi per alun- ni i valtellini, i grigioni, i vnllesi e altri svizzeri, specialmente de'canloni di Fri- burgo e di Soletta. 11 vescovo di Losan- na vi avea 4 posti pe' suoi diocesani, ma nominati da' ricordati cantoni; anche il vescovo di Coirà vi avea G nomine, ed in» oltre 4 giigioni erano ammessi nel col- legio di Dilinga, residenza del vescovo di Angusta, a spese della camera apostoli- ca. Questo collegio di Dilinga, per la di- latazione e uiautenimcnlo della fede, fu pure istituito da Gregorio Xlll nella Sve- via, come può vedersi nel citato p. Maf- fei.oellib. i3, p. 38o. Non sempre le scel- te furono opportune, perciò il risultato talvolta non riuscì ({uale dovea essere. Vi si studiava teologia dogmatica e scolasti- ca, la s. Scrittura, i ss. Padri, e le contro- versie per acquistare capacità di confuta- re gli errori degli eresiarchiLutero,Zuiu- gliu e Calvino. Il collegio per la condi- zione de'tempi si chiuse negli ultimi an- ni del secolo decorso. Leggo [)erò nella JSoLizia statistica delle ni iasioni cattoli- che, che l'imperatore d'Austria nel 184 2 ordinò che 24 alunni svizzeri fossero ri- cevuti e educati nel seminario arcivesco- vile di Milano. Ricordeiò inoltre, di aver narralo nella biografìa del cardinal Co- nelli nipote di s. l'io V, che il cardinale stabili nella Llezia un senìiiKuio, pel man- Icuimculo della lede cuLlulica. Lu pkJlL-

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tura apostolica della Uezia ne' Grigioni è allìdata a' cappuccini, ed anticamente n'era prefelto/?ro tempore il p. provincia- le della provinciadiIjrescia,sino dal prin- cipio della missione, il quale soleva spe- dire a queste missioni 34 operai evange- lici. Distrutta quella provincia, in conse- guenza delle rivoluzioni, il prefetto viene scelto dalla congregazione di propagan- da fide, la quale somministra sussidii a' missionari poveri, ed al prefetto concede le facoltà della formola4.''ll maestro del- la scuola di Coirà avea dalla stessa pro- paganda annui scudi 70. Nella Rezia Al- ta i cappuccini hanno molte missioni ia luoghi di religione mista nella diocesi di Coirà, e precipuamente in Orsera a più del s. Gottardo, in Oberrats, in Gallese, in Zizers, ove hanno ospizio. Nella Re- zia Bassa i cappuccini esercitano le mis- sioni con 2 3 religiosi, oltre i laici, ne'se- guenli luoghi. Almens, Abrugiar, Aire- segno, Bivio, Lastino,Cambelo,Camenz, Dissentis, DauiSj Molini, Obervatz, So- lignino, Sagagur, Palucco, Tomiglio,Ti- nizzone,Pazio,M annoterà, Slovegno, So- rava, Sadienno. In ogni luogo della uìis- sione vi è ospizio e chiesa; gli ospizi prin- cipali sono 16, e due nelle chiese fdiali. DixWoStato delle Missioni deli 882, pre- sentalo a Gregorio XVI, rilevo le ripor- tate notizie, e che n'era prefello aposto- lico il p. fr. Giuseppe Angelo da Pianel- la cappuccino. Il medesimo Papa col bre- ve Pastorale rnunus,ù*t i^ giugno 1 83q, Bull, de prop.fidt l. 5, p. 17G, dichiarò mg.'" Pascjuale Gizzi arcivescovo di Te- be e nunzio della Svizzera, visitatore a- postolico delle missioni di Rezia, Mesol- cina e Calanca. Delle missioni di Rezia, nel 1844 »>'*i»a prefetto il [>. i\\ Cherubi- no da Ligornetto cappuccino; nel 1847 il p. fi. Angelo Maria da Camino cappuc- cino prò prefetto. Leggo inoltre nel cita- lo Slato, che le 3 abbazie della congie- gazione l^lveto-Bciiedellina, della (|ua- le dovrò poi parlare, cioè di s. Gallo, di Llu:)idlcu u di Disbculiscscrcilano Icmis-

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sioni in tutta l'Elvezia ne'Iuoglii nun sog- getti a'vescovi cattolici. 11 prefetto delle missioni El veto-Benedettine era ne'teni- pi andati l'abbate principe di s. Gallo, e poi (|uello d'EinsidIen, corae già rilevai in ([iieirarticolo; ma soppressa l'abbazia, inlerinalmente e provvisoria(nenle fiiro- 1)0 allldate al vescovo di Coirà, colle fa- coltà di prefetto per quelle missioni, quia- di come dirò fu restituita la presidenza all'abbate d'EinsidIen. Dalle relazioni dei nunzi apostolici di Lucerna si apprende, the i benedettini e i cappuccini facevano gran bene nelle missioni della Svizzera, e per loro opera frequenti n'erano le con- versioni. Si aggiunge, die le missioni el- vetiche vantano per loro autore il cardi- nal s. Carlo Borromeo, e dipoi si conso- iidarofio, regolarizzarono e presero nuo- va forma, per le cure della cardinalizia congregazione di propaganda fide.

Ahgovia o Aargovia, Argovliie Pa- gai, misto. Nella diocesi di Coirà e di Ba- hilea, uno de'canluni più grandi e fertili, ed il clima vi è assai varialo. E irrigalo da moltissimi ruscelli, e vi si riuniscono 4 de'principali fiumi della Svizzera, che vi sono navigabili, l'arte di territorio è .'ugillusoe dilllcile a coltivarsi, parie è pe- rò fertile, somministra grani lu abbon- tIanza,ondese ne fa esportazione ne'vici- iii cantoni. Le praterie sono eccellenti, e molte ve ne sono artificiali. Nell'interno vi sono vigne che danno buoni vini, ros- so e bianco. Produce molte sorta di frut- ta, e vi s'ingrassa il bestiame. Le foreste cheneoccupano quasi la 5/ parte, nudri- scono selvaggi urne, specialmente cinghia- li e cervi : il diritto della caccia è vendu- to a profitto dello stato, l laghi e le ri- viere abbondanoili pesci, la cui pescagio- ne ap[)artieiie anch'essa allo stato, tran- ne il lago d' Hallwyl. In qualche luogo trovasi del ferro, carbon fossile, torba e delle massedi granilo probabilmentestac- cato dall'Alpi. Molle comuni hanno sor- genti d'acque solforiche e inmerali; vi so- no pure sorgenti, salse. Il commercio vi

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è attivo, inviandosi all'estero il prodot- to del suolo, e delle manifatture che con- sistono in stoffe di cotone, filo, nastri, Ho- ri e fazzoletlidi seta, cappelli di paglia e altro. 11 governo è confidalo a un gron- de e a un piccolo consiglio, ili," di i 5o membri, il 2.° di i 5. In ambedue la me- tà de'membri dev'essere cattolica, l'altra protestante. Due borgomastri, l'uno cat- tolico, l'altro protestante, vi sono alla te- sta: essi vengono nominati dal gran con- siglio e stanno in carica un anno. 11 can- tone si divide in i i distretti, di cui è ca- poluogo Aarau; altra divisione è militare, pure di I I distretti, quasi corrispondente alla civile. I borghesi da' i6 a' 36 anni sono soggetti al servizio militare, e de- vono equipaggiarsi a loro spese, i poveri essendo aiutali da' comuni. La prelesa chiesa riformata è composta di 48 par- rocchie e di 2 decanati, sotto l'ispezione del consiglio ecclesiastico. La chiesa cat- tolica dipende dal vicario generale del ve- scovo di Coirà: i capitoli di Frickthal e di Luggern dipendono dal vescovo di Ba- silea. Gli ebrei hanno il libero esercizio di loro religione ne'comuni d'Endingeii e di Legnau. Nel V secolo l'Argovia fa- ceva parte del paese degli alemanni. Essa fu conquistata daGondebaldo re di Bor- gogna ne'primi anni di tal secolo, passò in seguilo sotto il dominio degl'impera- tori fianclii, e verso la fine del secolo IX sotto quello di R.odolfo II re della Bor- gogna transiurana. Nel secolo XI gl'im- peratori di Germania la sottomisero, e durante i due seguenti secoli essa appar- tenne alla casa d'Habsburg, il cui omo- nimo castello Habsburgiufnjanl\c\ì\sii- mo e posto in questo cantone presso ia riva destra dell'Aar, fu la culla dell'im- periale casa d' Austria, e 1' imperatore Francesco l lo visitò uel i8 1 5. Ora è po- co considerevolee più non consiste che in qualche stauza,ed in una vecchia sala che si conserva con ogni cura. Vi si gode una bella vista, e sul declivio rncridiunale del monte vi è un piccolo villaggio dello stes-

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so nome. Si può vedere Lichnowsky,iSVo- riadcUa casa cT flabsburgyWenna 1 836- 4o. Del castello di Ilabsbmgo celebra Ibiidatore Wernero oVeiiuario 45.° ve- scovo di Strasburgo, discendente da A- dalricoduca d'Alsazia nel VII secolo. L- gli era figlio di Clianzelino o Lanloldo eonle d'Alteobiirgo, fratello di Iladebo- tone,da cui discesero per retta linea i con- ti d'ilabslnirgo e gli arciduchi d'Austria; « fratello pure di Pirrotelone o Bertol- do conte di Brisgovia, da cui derivarono gli antichi duchi di Zaringen e della ca- sa attuale di Badeu. Verinario fu consa- grato vescovo di vSlrasburgo neh coi, e mori nel 1028 a Costantinopoli, ove l'a- vea mandato ambasciatore l'imperatoie Corrado li. Nel suo testa mento da se stes- so s'intitola, fniidator Castri q noci dici- lur Habesbur; e si vuole che contribuisse alla fondazione dell'abbazia di Muri. Il cantone di Berna se ne impadronì nel 1 4< ^> e gliene fu garantito il possesso dal- l'i mperatoreSigisinondo,come feudo del- l'impero. Di questo acquisto Berna fu de- bitrice alla scomunica pronunciata dal concilio di Costanza coutro Federico du- ca d'Austria, fautore e ospite del fuggi- tivo e deposto Giovanni XXIII, che pro- leggeva e poi fu costretto abbandonare. Condannatoda Sigismondo al bando del- ria)[)ero, sciolti i bernesi e altri svizzeri dal giuramento di mantenere con Fede- rico la proujessa pace di 5o anni, armata mano occuparono l'Argovia e altii luo- ghi del suo ducato. Inoltre i bernesi sog- giogarono Laulfenburg fabbricata sur unoscoglio, che sovrasta al RenOjdel qua- le occupa le due rive, e come in posizione folte eravisi ritiralo l'ex l-*apa Giovanni XXIII. Presero pure l'altro contado di Habsburg, e più terre lungo la riva del- l'Aar. 1 lucernesi conquistarono Sursee e altri luoghi dc'dÌMtu'nn edegliUllizi liberi. ]\Ia quando essi se ne credevano pacifici possessori, insorsero Zurigo, S vitto, Uu- lervald,Zug eGlaris[)retendendone par- te. Fatti irbilri della lite i bernesi, secou-

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do la precedente convenzione di divider- si i conquisti sull'Argovia allora chiama- ta lanlfochiaoprefettura,come altri pae- si poi ammessi nella confederazione e col nome di cantoni, la sentenza fu di com- partecipazione di dominio, e vi fu com- preso Uri, onde di conume accordo vi mandarono poi i ministri pel governo. Ma nel 1798 tanto Berna, che gli altri can- toni perderono i loro possediuienti d'Ar- govia, che formò un nuovo slato e canto- ne indipendente. iXel 1801 la contea di Baden e i baliaggi o Ullizi liberi, che a- veano formato un cantone particolare,fu- rono riuniti all'Argovia,la quale nel 1 8o3 ottenne pure il Fricklhal, e fu ammessa alla Confederazione Elvetica. Nelle ulti- me infelici vicende, i conventi d'Argovia furono occupati dalla podestà laÌGa,quan- tunque nel 1 8 1 5 per gli alti delia co'^titu- zione i beni de' capitoli e de* monasteri fossero garantiti a chi spettavano, e ri- guardo a'dazi furono considerati non al- trimenti che i beni de'particolari. I cat- tolici sono sta ti sempre bersaglio delle pre- [)otenze degl' intolleranti eretici. In più luoghi della Svizzera le stesse chiese ser- vono a' cattolici ed agli eretici, l'ufU- ciarvi a'|)rimi disconviene. N'erano i le- gittimi padroni, elasola violenza vi man- tiene nel possesso anche i protestanti. A- rau o A arali, Aravia, città capoluogo ilei cantone, situata suirAar,è assai ben costrutta, racchiude molti belli edifizì,la chiesa protestante, la scuola cantonale, l'orfanotrofio perle fanciulle,di verse fìib- briche e fonderia di cannoni. La pubbli- ca biblioteca,e la topografia in rilievo del- la Svizzera, formano le cose più rimar- cabili che vi si trovano. La famosa pace che pose fine alla guerra civile deli 7 12 fra'7 principali cantoni, fu qui conclusa. Le convicine praterie sono eccellenti, e vengono iiinalliateeon tutta la [)ei lezione dell'arie. Nel canloiie merita menzione li città di Badtn, Ther/nac òupcriorcs/7rl- veticae, flimosa pe'suoi bagni che le ilie- rouoanche il nome, l'osta in riva alLiiu-

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mal, fu ben nula agli antichi romani. Le sue celebri 8 copiose sorgenti sull'uree ba- stano a mantenere circa 200 bagni par- ticolari, e due grandi per la classe indi- gente. Formò già una separata contea , che fu annoverata tra'suddescritti paesi sudditi degli svizzeri, e nel i8o3 fece par- te dell'alleanza. Inoltre nel cantone vi è Ehciiìftld, Rhenofdda, piccola città ma fortedi Gerraania,sulla destra sponda del Reno, nel distretto di Fricklhal, che già appartenne alla Svevia, e fu poi all'Ar- govia incorporato. Dessa è una delle cit- tà dette ybresf/ere, perchè trovansi all'in- gresso della Selva Nera. Un bel ponte co- perto serve a valicare il fiume, che ivi é rapidissimo.E" patria del gesuita R.Eygs, autore di poesie latine pregevoli. Lo stem- ma cantonale si forma metà con fondo nero e fascia bianca, e metà con fondo turchino e 3 stelle bianche.

TuuGoviA o Thurgovia, Turgovìa, misto. Diocesi di Basilea, cantone all'e- stremità nord-estdellaSvizzera,ha ilsuo- \o frastagliato generalmente da valli a- mene e da collinette, che si vanno ab- bassando verso il lago di Costanza; non presenta altezze notabili all' infuori del monte Ilòruli. La Thur,alla quale il can- tone deve il suo nome, lo traversa inte- ramente, e vi s'ingrossa appena entrata nel suo territorio colla Sitter, e poco pri- ma d'uscirne colla Murg, ed irriga la par- te occidentale. Dappertutto succedonsi belle praterie, campi ben colli vali, viti favorite dalla benignità del clima, seb- bene con mediocre risultato. L'agricol- tura e l'educazione del bestiame forma- no la principale industria degli abitanti: vi si lavora benissimo la canapa con te- lerie, calze, merletti e molte mussoline. Yi sono pure concie e cartiere, onde as- sai attivo è il commercio, favorito da buo- ne strade, dalla navigazione del Reno e del lago di Costanza. Il governo è aristo- democratico: il potere legislativo viene esercitato dal gran consiglioconipusto di 100 membri, 9 de'cjuali formano il pic-

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colo consiglio, die nip[Mesenta il potere esecutivo ; due landamanni sono presi- denti delle due assemblee a vicenda per un anno. Avvi in ogni distretto un tribu- nale di i.'^ istanza, le cui sentenze si por- tano al tribunale d'appello composto di i3 membri e che giudica iu ultima istan- za. Ogni religione governa i propri alfa- ri di scuola, chiesa e matrimoni sotto la sorveglianza del governo : il clero detto riformato dividesi in 3 decanati, e forma ogni due anni un sinodo,il cui capo è l'aa- tiste; il clero cattolico è partito in due ca- pitoli, dipende da un vicario generale, e possiede la collegiata, due abbazie, due conventi di religiosi e sei monasteri di monache. La Turgovia si divide in 8 di- stretti, di cui è ca^fAvLO^o Frauenftld o Frawenfcld, piccola città in un paese v\- dente, e ioèpuredibaliaggioedi distret- to. Trovasi in elevata situazione, sulla ri- va destra dellaMurg, presso il suo ingres- so nellaThur. Vittima di due terribili in- cendi nel I 77 lei 788, fu quindi assai re- golarmente fabbricata. Suoi principali e- difizi sono il vecchio castello dell'antico baliaggio di Turgovia, il palazzo pubbli- co, ove radunavasi un tempo la dieta del- la confederazione e la cancelleria. Vi so- no due chiese parrocchiali, una pe' cat- tolici, l'altra pe'prolestanti, e belle pas- seggiate. Si fabbricano stolfe, ed ha il commercio assai animato. Ne'dintorni vi è un'abbondante miniera di carbone ter- roso. La città ripete l'origine dalla con- tessa di Winterthur, da cui discesero gli antichi conti di Frauenfeld, all'estinguer- si della qual famiglia la città e la Tur- govia cadde iu potere de'conti di Kibur- go, e da ipjesti passò a'conti d'Habsburg chela fucero governare da'baPi. Ali orche neli4' 5 fuggi toG io vanni XXI II dal con- cilio diCostanza protetto daFederico du- ca d'Austria, passando di città in città era a Ratoycell quando seppe la sua deposi- zione decretata a'2C) maggio,efece levare dalla sua camera la croce pontificia. Indi fu preso e traiferito nella fortezza di Got-

S V I tliel>en, capoluogo d'un halifij:;!^io d'iTnr- govia, ed eretta nel qS.j da Corrado ve- scovo di Costanza, e nella «|nale fu pure rinchiuso 1' eretico (iiovanni liiiss. Per l'aiuto dato all'ex Papa, il duca d'Austria Federico fu posto al bando dell'impero da Sigismondo imperatore, e questi con l'aiutodelle città imperiali diSvevia s'im- padronì dellaTurgovia,e dopo breve asse- dio di Frauenfeld,unì la provincia all'im- pero; ma nel i4i8 la restituì al duca, e re- stò a casa d'Austria finché nel 1460 fu riu- nita a'7 antichi cantoni svizzeri, e fu poi presa da'confederati nel 1640. Nel cantone \i è pure l'antica città elvelicadi y^rZ'O^, Arhorfelìx, posta sulla sponda nieri<lio- naie del lago di Costanza in amena po- sizione. Si vedono diverse antichità ro- mane quasi affatto distrutte, e special- mente d castello ove nel G4o morì s. Gal- lo apostolo della Svizzera. Fu libera sot- to i duchi di Svevia, ma perchè sosten- ne il partito dell' ultimo sgraziato duca Corrado fu messa al bando dell'inipero, venduta a'signori di Kemnaten, e il sob- borgo a'signori di Bodmann; gli uni e gli altri nel 1281 e nef I 2S5 venderono i lo- ro diritti al vescovo di Costanza, senza pregiudizio de' privilegi della città, che Delr494 f^" molto danneggiata dal fuo- co. La Tuigovia sotto i romani fece par- ie del cantone de'ligurini, e alla caduta del loro impero venne successivamente in potere de' borgognoni, de' germani e de'tranchi. Riunita quindi all'impero di Germania, come il rimanente dell'Elve- zia, e più tardi posseduta dalla casa di Ziilningen oZaringhen, portò il titolo di landgravialo, e passò finalmente in pos- sesso de'conti di Kyburgo oKiburgo, in- di dell'illustre casa d'IIabsburg, sotto la quale patì la narrala vicenda. Nel pon- tificato di Più li, scomunicato il duca di Austria Sigismondo, e proclamata con- tro di lui la guerra sagra, co'7 cantoni antichi v'mlervenue ancora il b. Nicolò d'Untcrvalden,e restò occupata nel 1 4(Jo. Avcudo r imperatore Sigismondo tras-

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ferito in Tnrgovia il giudizio delle cause crini inali, tolto al suddetto Federico d'Au- stria, vi diuòsinoal i409) perchè quando fu fatta la pace tra l'miperatoie Massi- miliano 1 e la Confederazione Elvetica, esso ne cede il giudizio a' I o cantoni della medesima. Dal \!\i]o la Turgovia restò suddita de'y antichi cantoni, come lant- fochia e la più grande e più popolata tra le prefetture svizzere, e vi mandavano i ministri. A molle sue terre comandava- no ecclesiastici nobiIi,con dipendenza dal prefetto della provincia; il vescovo di Co- stanza era signoie d' Arbon , Tannego, Gottinga e Gatthebe, ed il suo capitolo avea giurisdizione in Allcnarico. I mo- nasteri dell'Augia, dell'Eremo, di s. Gal- lo, e quelli d'altre abbazie e pieposilure, egualmentevi possedevanoterre con roc- che. Alcuni castelli erano liberi dal pre- fetto. Soltanto nel 1798, dopo la livolu- zione della Svizzera e allorquando essa divenne lepubblica una ed indivisibile, fu il landgravialo di Turgovia eretto in cantone particolare e indipendente, che neli8o3 entrò nella Confederazione El- vetica. Lo stemma del cantone consiste in due leoni d'oro rampanti, posti uno in campo bianco, l'altro in campo verde: sono suoi coloii il verde chiaro e bianco in linee obblique, al dire di Franscini. Ticino, Tw/'/jo, cattolico. Nell'arcidio- cesi di Milano e piìi in quella di Como, cantone che vari geografi chiamano 1'/- talia Si'izzcra , perchè geograflcamenle alla nobile penisola appartiene,ed è il can- tone più meridionale della confederazio- ne, confinante col regno Lombardo-Ve- neto e cogli stati sardi. E' generalmente composto di montagne e valli che apron- si quasi tutte sulla valle piincipale in cui scorre il fiume Ticino,che nome al can- tone, il quale ha origine dal s, Gottardo nella Svizzera e poi si congiunge al Po, pel quale afiluisce nel mare Adriatico, al cui bacino appartiene il paese; in gran parte navigabile, sulle sue sponde Anni- bale riportò le sue prime vittorie in Ila-

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lia, eri i francesi vi pugnarono cogli an- slriacia'Si maggioi8o5. Sui Ticino sor- geva la cillà TicinuindM^GalliaTrani- padana, clic disti'utta dagli eriili, di rie- tliljcata solto il nome di Pai'in (f^), nel regno Loniljardo-Venelo. Ilsud del can- tone ofTie ridenti ed ubertose pianure. In- teramente situato sul fianco meridionale delle Alpi, vi presentano immense gbiac- ciaine sublimi vette. Pyssiede lagbi, la par- te setlenirionale del lago Maggioree por- zione di cpiello di Lugano; anche sulle montagne alquanti 'aghi, ma di poco con- to. Quanto le alte valli sono tristi, selvag- ge e d'aspetto spaventevole, altrettanto amene riescono le pianure che circonda- no i laghi Maggiore e di Lugano; i nu- merosi sili pittoreschi che ottVe il nord, vi attraggono i forestieri, nel quale fan- no contrasto le ghiacciaie, le nevi, le a- cule roccie, le montagne coniche e le go- le, a'boschi,a'pascoli,a'torrenti colle bel- le cascate, tlicendovisi soprattutto distin- guere la valle Levantina, che tutta da un capo all'altro trascorre il Ticino. La na- tura del terreno dicuicomponesi la mag- gior parte della contrada, non permette all'agricoltura grande estensione se non verso il sud , ove il suolo somigliante a quello d'Italia, produce grano, vino, fi- chi, mandorle e numero grande d'altri frutti de'pacii meridionali, attendendo- visi pure alla pesca. Dappertutto altrove reduta/ionede'bestiami eia raccolta del- le piante alpine sono le sole utilità de- gli abitanti; perciò molti di loro recatisi nell'estate in Francia o in Italia per gua- dagnarsi il vitto, per cui il peso dell'agri- coltura gravita sidle donne; tuttavia spar- gendovi qualche denaro il passaggio del- ie mercanzie Ira l'ultimo citato paese e la Svizzera pel S.Gottardo. Considerevo- le quantità di Augelli ha nudrimento dai gelsi, e somministrano copiosa e ottima seta, di cui si fa esportazione, insieme al- le fruita, formaggio, vino, pelli, legname e cappelli di paglia. Nella regione si tro- va del marmo fino, e del pregevole cri-

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stallo di rocca. Anche il cantone del Ti- cino ha come gli altri le sue monete par- ticolari, regolate secondo la tarilfa di quel- le di Mi lano.Gli abitanti tutti cattolici par- lano l'italiano, tranne nella valle di Cam- po, dove generalmente usano il tedesco. Bellinzona, Locamo e Lugano ne sono alternativamente i capoluoghi. L'antica costituzione di questo cantone, descritta con quelle degli altri dal suo consigliere Franscini nel 1827, che poi ne fu segre- tario di stato, è stata rovesciata nel i83o dal popolo, il quale all'oligarchia che lo tiranneggiava sostituì un governo a co- mune, divenuto uno de' migliori della ConfederazioneSvizzera. Il gran consiglio si compone diioi membri, ed il piccolo di c) deputati scelti dall'altro. La giusti- zia vi si rende da'giudici di pace, da 8 tri- bunali di distretto o di [."istanza, e da un tribunale d'appello. Vi si contano più di 5oo preti, 4 collegiale, 1 2 conventi di re- ligiosi, e 8 monasteri di monache. Ma nel- le ultime deplorabili insurrezioni furono anche in questo cantone soppressi diver- si conventi, tollerandosi i cappuccini, co- me altrove, perchè poveri, essendosi pre- si di mira principalmente quelli che pos- sedevano, per usurparne le rendite. An- zi nel Ticino tra'cappuccini si espulsero gli stranieri, e solo si lasciarono i naziona- li.Fuancora soppresso il seminariodi Po- leggio nel distretto di Levantina, e fon- dato dall' arcivescovo cardinal Federico Borromeo; ad onta degli energici recla- mi e proteste del pastore. Queste vessazio- ni incominciarono nel I 8o3, si rinnovaro- no nel 18 ic), neh 836 e 1837, e si consu- marono negli ultimi anni. Si può leggere: Nota in confiilazione quanto scrisse e può scrii' ere il Repubblicano della S^'iz- zera Italiana contro i conventi, tenden- te ad offuscare la religione cattolica a- poslolica romana, qnal e la religione del- lo .^/atoj Lugano i838. Di sopra ricordai un bel novero di uomini illustri e celebri di questo cantone. Gli 8 dislrelli in cui dividasi il cantone, sono Dellinzona, Eie-

Jk V I {^no, Levnnlina, Locamo, Lugano, INIen (Irisio, Riviera e Va! I\Inf;gia , die com- prendono 38 circoli; per lo spirittiale, co- me notai, dipende dall'arcivescovo di Mi- lano e dal vescovo di Como. Fece questo paese in alivi tempi parie i\c\\' Italifi, al- la quale pare che appartenga per la sua naturale situazione di qua dall'Alpi, e per la lingua de'suoi abitatori. Conquistato in parte nel i 5o3 da'cantoni d'Uri, Svitlo e L'ntervald, ed interamente nel i 5 i ?.,fu al- lora governalo in nomedi lutti e divenne suddito (IcllaConfederazione Elvetica, sot- to il titolo di Batitirif^i Jtaliatii, una spe- cie delle prefetture o lautfocliiedi Svizze- ra. All'alto dello slabilimenlo della lSvìz- zera in Uepuhlilica Elvetica, una e indi- visibile, nel 1798 furono i baliaggi italia- ni dichiarati indipendenti, cformaionoi cantoni di Bellinzona e Lugano.i quali per l'allodi mediazione del i8o3 vennero riu- niti per più non formarne che uno solo .<;ollo il nome di Ticino. Ora dirò in bre- ve de'suoi capoluoghi. Bellinzona, Billi- tio, Bililiona, Castrum Bililiomini, città capoluogo di distretto e di circolo a 32 le- ghe da Berna, è costrutta sopra due roc- cie separale dal fiume Ticino e dalla stra- da del s. Goliardo a Dlilano. All'est s'iu- iialzarono due castelli fortificati, l'uno su- periormente all'altro, ed im 3.° all'ovest. Le mina di questi 3 castelli declinano si- no alla riva del Ticino, in modo che le 3 porle della città formano le comimica- zioni della Svizzera coll'Ilalia dalla par- te del s. Gottardo. Questi 3 castelli furo- no costruiti nel secolo XV da'duchi di iMi- lano; ma ora non esistono che gli avanzi. Si vede presso di Bellinzona, dalla parie di Molignasco, una diga eretta da'france- si sotto il regno di Francesco I, che serve a prevenire l'inondazioni del Ticino, del- la Muesa e del Calanchetlo. La città è be- ne cdi(ìrata, come pure la chiesa colle- giata dc'ss. l'ietio e Stefano, e contiene di l)ei quadri. Ila un gran seminario e al- tri fidibricati ragguardevoli. Fagrancom- mercio d'acqua di cedro rinfrescante, e

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cos'ai pure d'anguillechesi ppscono ne'suoi contoini. E' questa città il deposito «Iel- le merci che vanno in Italia o che vengo- no {lai s. Goliardo, ilal I.ukmaiiicr e dal Bernardino. Neirostate le sue montagne sono coperte di bcsliame.Nel 1 5i '^fu mol- to danneggiata da un'inondazione. Il suo distretto si compone di profonde valli e al- te montagne, e queste coperte di castagne. Da questo distiello incominciano il cli- ma e la coltura dell'Italia; vi si trovano aranci e cedri, e ogni anno si fanno due raccolte di mais. I romani chiamarono la valle di Bellinzona, Cnmjn Canini. Glm- lemanni volendo pencliiuc in Italia per Bellinzona, furono balluli da Maiorano imperatore. Al tempo di Maurizio impe- ratore greco nel 5go, allorché Childeri- co II re d'Austrasia inviò in llalin un'ar- mata contro i longobardi, Bellinzona già era una piazza forte, poiché i fianchi fu- rono obbligali d'assediarla. Anticamente ebbe i suoi conti particolari, e poi diven- tò contea de'vescovi di Como. Nel 1242 fu conquistala la città da Ottone Viscon- ti principe milanese, e nel i335 fu rc^a alla fimiglia lìnfconidì Como che vi van- tava dediritli. iNel secolo XV fu ceduta a FilippolM.'^ Visconti duca di Milano, do- po la famosa battaglia di Bellinzona, tan- to funesta agli svizzeri confederati. Nel 1 4^9 gli abitanti d'Uri pervennero a im- padroniiNene, e la conservarono! 5 anni per pegno della pace che aveano conclu- sa. ^eli499 si sottomise liberamente ai caiMoni d'Uri, di Svitto e d' Unlcrvald. Passò poi alternativamente in potere de- gli svizzeri e de'francesi. Dopo la batta- glia che i confederati diedero a'fiancesi a Marignano, nel 1 5 1 5 i 3 cantoni ne rima- sero tranquilli possessori, e sino alla ri- voluzione del 1798 fu la residenza d'un bali che tali cantoni vi mandavano aller- nntivanienle. Due graziosi sobborghi ne ampliiino l'estensione. Locamo^ Locar- 7/f/«/j città capoluogo di distretto e di cir- colo, a 3o leghe da Berna 617 da Mila- no, all'imboccatura della Maggia nel la-

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go !Maggiore,e godetl'un dolce cliina. Le case sr)no ben Ihlibricnle, con bella piaz- za , chiesa parrocchiale antichissima nel !iio"o detto IMiirallo, e 4 conventi. Evvi fondeiiadi cam[)ane, fabbriche di cappel- Vi e panni ordinari. Il suo mercato quasi giornaliero è il pii^i frequentalo del can- tone. L'emigrazione de'protestanti nel se- colo XVI, molto diminuì la sua popola- zione. Il suo distretto in abitanti è assai esleso, e si compone del paese che cinge la parte superiore del lago [Maggiore, e delle valli di Centovalli, di Onzernone e di Verzasca. Il suolo n'è fertilissimo, rac- cogliendosi soprattutto segala e mais. I fichi, i lauri, gli olivi,! cipressi, gli aran- ci, i cedri ed i meloni crescono inabbon- tlanza sulle rive del lago. I pascoli pure sono abbondanti ove si alleva molto be- stiamCjdacuisi ritiae copioso ed eccellen- te formaggio, e n'è l'emporio per la Sviz- zera. In Locamo si conservano ancora gli avanzi d'un forte caste! lo rovina to,che an- ticamente serviva d'antemurale allo sta- to di Milano a cui apparteneva. Questo paese fu ceduto agli svizzeri nel 1 5 i 3 da Massimiliano Sforza duca di INIilano, per essere stato coll'aiuto loro ristabilito nei suoi dominii. Lrigano, Lucauuni , Lua- num,c\\.VA in passato capitale del baliag- gio antico omonimo, e ora capoluogo di distretto e di circolo, a 34 leghe da Ber- na,! 3 da IMilano e 6 da Como. E" in a- inenissima situazione, sulla riva setten- trionale del lago Lugano, che vi forma u- iia baia, delizioso per le sue rive che pre- sentano una quantità di belle situazioni, producente molti pesci e particolarmen- te le trolte; olire vantaggiosa navigazio- ne, e fu chiamato Lago Ceresio. La cit- tà veduta da esso ha una bella apparen- za, che non viene smentita dalle sue numerose pubbliche piazze, dalle lar- ghe strade, dagli edifizi che rinchiu- de: il suo teatro, fabbricato ne'primi an- nidi questo secolo, è vasto. La chiesa col- legiata di s. Lorenzo è sopra un'altura. Alimentano il considerabile commercio

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fal)brichedi seterie, tabacco, cappelli, pol- vere e concie: vi si tengono molte fiere fre- quentatissime. I suoi dintorni sono pitto- reschi. Il distretto,generalraente montuo- so, è però fertile di ottimi vini, frutta sa- porite, eccellenti tartufi, olivi, tabacco e quantità di seta, de'quali e altii oggetti si fi! notabile trafìico. I suoi pascoli nu- driscono una razza di bestie a corna. La montagna di Caprino, situata in faccia a Lugano, sull'opposta riva del lago, pre- senta roccie piene di profonde spaccatu- re, dalle quali in estale esce un vento fre- sco: in vicinanza gli abitanti innalzarono degli edifizi perconservare il vino. La val- le d'Agno è ricca di pascoli, assai comu- ni in questo distretto. Lugano apparten- ne in antico a Conio ed a HJilano, e fece in seguito parte del ducato di IMilano, da cui fu staccala nel i 5 1 2,quando se ne im- padronirono gli svizzeri. Lo stemma can- tonale diTiciiioconsiste in uno scudo par- te turchino e parte rosso. Siccome il pre- fetto apostolico delle missioni della Re- zia, nelle valli di Mesolcina e Calanca, ri- siede nel cantone Ticino, donde si reca spesso a visitare la missione, qui appres- so vado a ragionarne.

Prefettura apostolica di Mesolcina e Calanca.La valleMesolcina con tanto suo profitto spirituale fu visitata da s. Carlo Borromeo, benché sia nella diocesi di Coi- rà, il quale é considerato primario isti- tutore delle pontificie missioni nella Sviz- zera, per quanto descrissi nel cantone dei GrigionijOvepure notai cheGregorioX. VI neh 889 fece visitatore apostolico anche di queste missioni di Mesolcina e Calan- ca il prelato nunzio della Svizzera. LalMe- solcinaera una signoria de'grigioni, con- finante conPiellinzonaja tempo delloScot- ti non eravi penetrata l'eresia, ma i pro- testanti stavano all'erta per introdurve- la, e fatalmente riuscì loro di seminarvi i propri errori. fJopoche quel prelato nel i63o divenne nunzio di Svizzera, fu pel suo zelo introdotta la missione di 6 cap- puccini dalla provincia di Milauo nella

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valIcMcsoIcinn. In questa crnvi a <?no tem- po una pieposituracoiiG canonicati. L'im- neralore Ferdinando II fece principe di Musocco e della valle Mesolcina Teodoro Trii'ulzi[f^.), poi cardinale nel i(Ì2r),per se e SUOI discendenti. La valle Alesoloina, come la valle di Calanca,soiio due valli al di qua dell'Alpi verso l'Italia. Calan- ca resta nella parte meridionale del can- tone de'Grigioni nella Svizzera, sul ver- satolo meridionale dell'Alpi Lepontine, fra dueani'Ili di questa catena, che la se- parano ilalle valli di ì\Iisoz e Blegno, at- traversata dal fiume Calancasca,allluen- le del Muesca. E' una contrada selvaggia, i cui abitanti vivaci e laboriosi sono po- veri, e fanno comciercio di resina, sapo- ne, cotone e fi! di ferro. La missione è af- fidala a'cappucciui, ed il prefetto aposto- lico vi si reca dal cantone Ticino sua di- mora; nelle urgenze vi deputa un con-e- Iigioso vice-prefetto. In addietro il p. pre- fetto era il provinciale de' cappuccini di JMdano; dopo le vicende politiche de'pri- mordi di questo secolo, lo elogge la con- gregazione di propaganda /jV/e, la quale nulla a'missionari, essendo ben prov- veduti di pie Uiscite, di messe, di fondi, orti, vigne e salari annuali pagati dalle po- polazioni cattoliche , ascendenti a circa 4ooo: ultimamente! 4 erano i missiona- ri. L'ultimo provinciale prefetto fu il p. fr. Ambrogio daRimini e risiedeva in Soaz- za, luogo della missione. Il i.°che scelse la congregazione persuccessorenel i83o, fu il p. fr. Gio. Francesco da Locarne; nel 1844 lo era il p. fi-. Cherubino da Ligor- netto, già prefetto della prefettura della Piezia ne'Grigioni. Sono luoghi delle mis- siotii: Scazzo con cliiesa parrocchiale, fi- liale e un oratorio. Mesocco con chiesa, senza cura d'anime. Lostallo con chiesa parrocchiale, due altre filiali, ed una suc- cursale in Cabiolo. Camma e Leggin, con due chiese parrocchiali unite con 5 ora- torii pubblici. Grono con chiesa parroc- chiale, altra filiale e due oratorii.Ilovere- do con oratorio e senza cura d'anime. S. VOL. ixxti.

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INInria di Calanca con chiesa parrocchia- le, da cui dipendono la filiale di Casta- neda, e l'oratorio di Nadrò. Rossa con chiesa parrocchiale e 3 oratorii. Prima vi erano ancora vari ospizi e conventi. Nel 1887 le comuni di Grono e di R.overedo usarono sevizie a'cappucciui, i quali fu- rono costretti a ritirarsi dalle loro stazio- ni. La congregazione di propaganda ne scrisse al vescovo di Coirà, ed al console pontificio in IMilano per assicurare i fon- di di quel banco spettanti alla missione, ch'erano minacciali dalle stesse comuni. Vaud, Vaudunij misto. Nella diocesi di Losanna e Ginevra, cantone della par- te più occidentale, bagnato da fiumi e da laghi, estendendosi dal lago di Ginevra fino a quelli di ìMorat, di Yverduo e di Neuchàlel; in clima dolcissimo e soprat- tutto in riva al lago di Ginevra, che of- fre l'aspetto più ridente, per l'immensa quantità di case di delizia, ville, borghi e villaggi chevi sono come seminati. Tro- vansi paludi nelle vicinanze d' A veliche e sulle sponde dell'Orbe, ma il paese è ge- neralmente sano, con amene valli inter- secate da vei'deggianli collinette. U suolo, quantunque non dappertutto fertile, è be- ne coltivato. L'agricoltura, e particolar- mente la coltivazione della vite , formi l'occupazione prima ria degli ahi tanti. Nel- le contrade eie vate che sta uno all'occiden- te, il suolo assai ingrato non permette di coltivare fuorché grani l'estate e produ- zioni alpine;i bei vigneti situati sullespon- de del lago di Ginevra, sono d'una ren- dita straordinaria. Il soggiorno incante- vole e deliziosissimo di numero grande di viaggiatori da tutte le parti d'Euro- pa, come in altre parti della Svizzera, è lucrosissimo pel paese.Visonoalcune fab- briche e manifatture. Nelle saline di Bex si scuoprì una vena di roccia salifeia, ili cui un piede cubo 3o libbre di sale, e può somministrare al cantone immensa utilità. Il popolo è attivo, probo, robusto e di perspicace intelligenza. Si vuole che Vaud sia la contrada più fertile, più ri-

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tlcnle e pili ricca della Svizzera. Vi si rac- coglie grano, cana|)a e lino, ahhondanle vino, con tulli i prodotti de'suoi eccellen- ti pascoli. Dalle montagne licavasi ferro, pionil)o, carhon fossile e gesso. La regio ne partecipa dell'indole de'rran( esi, e se ne palla la lingua, per cui dicesi Fi ancia iSvizztia. E diviso in 19 distretti, ed in 60 circoli, e la città vescovile di Losan- na [F.) n'è il capoluogo. Il governo è a- rislo-democratico: il gran consiglio com- posto di 180 inenilM'i, sempre rinnovati per un 3.°, esercita il pulcie legislativo, ed elegge due landamanni fra i membri del consiglio di stato; questo consiglio di stalo o minor consiglio componesi di i 3 membri tratti dal consiglio maggiore, ed esercita il potere esecutivo. Il tribunale d'appello giudica in ultima istanza, ed in ogni distretto vi è il tribunale di 1 ."istan- za, come in ciascun circolo un giudice e una giudicatura di pace. Il clero prote- stante, diviso in 4 classi, viene distribuito in I 3(5 parrocchie, e trovasi sotto la dire- zione del consiglio di stato. Nel capoluo* go vi è una buona accademia, e 6 colle- gi nel cantone; l'istruzione pubblica è in progresso; oiclli abitanti de' due sessi si dedicano all' insegnamento, e spatriano in fjualilà d'istitutori e d'istilulrici. Que- sto paese corrisponde presso a poco al Pagus Lhbigenns di Cesare, e del quale la città di Orbe , Liba, ne costituiva la capitale. Dopo la conqmsta de'romani fe- ce parte della provincia di Bloxima Se- quonorum. Lo possederono successiva- mente i borgognoni, i franchi, e dopo Lo- dovico 1 il Pio fu compreso nel regno del- la Borgogna Iransiurana, dopo la cui e- stinzione cadde sotto la potenza degl'im- peratori di Gernjania, che lo diedero in fèudo a'duchi di Zahriugen. Estinlasi poi questa casa nel 1 2 i8,i conti di Savoia pro- fittarono delle turbolenze dell'impero per insignoi irsene; ed Amedeo V, uno di tali conti, neh? 85 diede questa provincia al fratello minore Luigi, la cui posterità la conservò sino al i Z5o,, epoca della sua e-

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slinrione. Il vescovo di Losanna signore della sua capitale, lo era non meno che delle parrocchie di Vaux, di Vevay e di Avenclie, l'antica /^feM/z'cHm sede vesco- vile, di cui feci cenno nel cantone di Ber- na, che nel Sgo ovvero nel G02 fu tra- sferita a Losanna dal vescovo Mario. A- vcndcuni pare che fosse una delle 12 cit- tà che glielvezi rovinarono, allorché im- presero la sfortunata loro spedizione nel- le Gallie. I cantoni di Berna e di Fribur- go vi possedevano in comune molti ba- liaggi, ed il rimanente spettava al conte di Savoia. A IMoudon si raccoglievano gli stati del paese, conlenente «4 cillà e bor- ghi, di cui i principali erano IMoudon, Y- Verdun, Morges, Noyon, Payerne e Ilo- mont. A'on avendo que'di Berna potuto colle loro rimostranze indurre il duca di Savoia [V.) a lasciare alla cillà di Gi- nevra il libero esercizio della sedicente nuova religione che aveano abbracciala, nel i536 entrarono armati nel paese di Vaud, nel quale restarono signori sino al 1798, che se ne formò un cantone indi- pendente sotto il nome di Lemano, fin- ché nel 1 8o3 gli fu restituito il proprio di Vaud, quando entrò a far parie dellaCon- federazione Elvetica da Napoleone I mo- dellala coll'atlo di mediazione, e nel 1 8 1 5 fu confermato ne'dirilti federali. Di ^o- 5rt/e/z« suo capoluogo abbastanza parlai al suo articolo, in quello di Savoia, per A- inedeo Vili che col nome di T^eZ/ce /'an- tipapa vi dimorò, e dovrò rifarne men- zione: la residenza del vescovo essendo a Friburgo, anche in quel cantone Io no- tai, per esservisi portalo dopo che l'ere- sia fu abbracciata io Losanna neh 536, la cui cattedrale vuoisi la chiesa più va- sta della Svizzera. Mi limiterò dunque ad aggiungere soltanto, che Losanna come- chè soggetta in parte al suo vescovo, tut- tavia godeva ragguardevoli privilegi im- periali. Essa nel i3i5 concluse alleanza con Berna e Friburgo, indi nel 1 356 si sot- tomise alla t.^jchenon contenta di confer- marne i privilegi, più lardi le cede molli

S V I Lonsiderevoli beni ecclesiaslici qunndo vi ("n abbrncciato il protestantismo, e che a- vea confiscato a' cattolici pcc essere stali fedeli alla vera religione de'ioro avi. Al- tre città importanti di Vaiid sono: Vver- thin in riva del Iago di >'eiicÌK'ilel, la qua- ledeve a Pestalozzi la scuoladi pittura che vi fiorisce, e vi è pure nna ricca biblioteca; e Gra«ff5o;? pure sulla sponda di detto la- go, memorabile per la vittoria nel 1 4/ J riportata dagli svi7reii sui boigognoni , presso le sue mura e con immenso bolli- no. Lo stemma cantonale di Vaud si com- pone de'colori bianco e verde carico, sul pi uno sta l'epigrafe: Liherté d Patrie.

Vailese, Vallesia, /'fl/e.?/rt, cattolico. Diocesi di Sion, cantone formante la più estesa e ampia valle del tei ritorio svizze- ro, svariatissimo n'è l'aspetto e somma- niente pittoresco: alte montagne colle cre- ste coperte d'enormi ghiacciaie, vallette anguste e selvagge che contrastano colla bella valle primaria, numerosi torrenti che formano cascate,rendono il paese inte- ressantissimo al viaggiatore. Dappertutto nel Vallese veggonsi tracce d*una rivolu- zione del globo, e pare che il Rodano vo- glia continuarne la devastazione. Il clima riesce fieddo all'inverno, e caldissimo nel- l'estate, l'aria pura e sana. Sgiaziatanieu- te sono comuni i gozzi, e trovasi in alcu- ne parli di questo cantone una razza di uomini degenerati, chiamati cretini, es- seri sventurati, chesono imbecilli, non ca- piscono, non parlano, e sono quasi insen- sibdi alle percosse. Appiè dell'Alpi Ber- ne>i il calore giunge a alto grado che l'uva non solo vi matura, ma reMde,'quan- do si usi diligenza nel farlo, un vino che si può paragonare a quello di Spagna. Ol- tre questo, gli altri prodotti principali so- no grano, frutti, castagne, fichi, mandor- le, bestiame, selvaggiume, un poco d'oro, ferro e piombo. Vi sono acque minerali rinomate a Hrig ed a Louixhe. Dopo il bestiame, la massima ricchezza dei iva al paese dal gran passaggio deirAl[)i pei la Via del Sempione, costruita da Napoleo-

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ne I con l'idea politica d'aprire una via per cui sboccare in Italia le armi francesi, e assicurare in caso di rovescio una riti- rata. 11 cantone è diviso in /filo l'allese e in Basw /'allcsej ili.^è ripartilo iny diecine o decuiie, il 2.° in 6 diecine, cia- scuna delle quali col suo tribunale di die- cina t> decuria. Sono i vallesani lodali per la semplicità de'costumi, ma egli è nelle parti remote, in seno alle montagne, sili lontani dalle strade e in certo modo appartali dall'universo, che trovansi piìi manifesto quel candore e que'coslumi o- spitali. Tutti sono cattolici, ed oltre il ve- scovo di Sion (^ •) e il suo capitolo, vi è la celebre abbazia nnllius dioeccsi'; fi. Maurizio d'Agauno, che descrissi in quel- l'articolo, ed alla quale, come ivi notai, Gregorio XVI col breve In amplissimo AposioUcae dignitatis, de'3 luglio i84o, Bull. Poni, de prop. fide t. 5, p. 1 96: Ab- batìc s. Mauritii in Falesia lionorcm fri- buit, ut ejiisdeni Al'bas perpeluo sii Kpi- scopiis Bethleeni in parlibus. D'altri pri- vilegi accordati all' abbazia parlerò poi. Comprende pure il vescovato alcune col- legiate, alquanti conventi, I I 5 parrocchie e parecchi benefìzi ecclesiastici. L'insegna- mento pubblico per buona ventura del cantone era adidato a'gesuiti, i quali in giustamente anco da questo luogo furo- no tolti nella recente e piìi volte ricorda ta fiera persecuzione de' protestanti con- tro i cattolici e loro stabilimenti religiosi. Il governo è arislo-democratico, e viene retto da una dieta e da un consiglio di stato, ed uno de'piìi lodati della Svizzera, avendo del democratico e del rappresen- tativo. Per formare la dieta, ogni dieci- na nomina 4 deputatici picsidente d'o- gni diecina essendo deputalo per diritto. Il vescovo diSion ha voto delibei ali vo nel la dieta , ed il suo voto è ecjuivalente e conta per 4, ossia per una diecina o de- curia: a questo prelato, de'molti suoi pri- vilegi e potere sovrano, non gli ^ restalo quasi chetale solo sulìiagio. Anticamente il vescovo di Sion era prefetto del Valle-

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se, confo e principe tlell'impero, dopo il quale nel cantone veniva il baglivo o ca- pitano. Il consiglio di stalo esercita il po- tere esecutivo, ed il suo presidente viene Appellato gran baglivo. Gli affari d'alta iniportanza si giudicano dalla rinnioiiede' consigli di comune. Il consiglio di stato non conta che 5 membri, che sono il gran haglivo, un vice-bagli vo, un tesoriere e due consiglieri di slato. Un tribunale su- premo per le appellazioni è composto di 1 2 membri e d'im gran giudice che li pre- siede. Fu questo paese anticamente abi- tato da' seduni, veragri e nanliiati, da' romani conosciuti sotto il nome genera- le di Tallcnses, perchè occupavano la Pialle Pennina.] popoli nanluati occupa, •vano la sponda del lago Lemano ossia di Ginevra dal lato d'oriente, ed erano con- tigui a'veragri, che soggiornando nel Cas- so Vallese aveano a loio vicini i seduni occupanti l'Alio Vallese o Vallala alla. Fu Sergio Galba luogotenente di Giulio Cesare, che assoggettò questi popoli a Ro- ma, non senza gravi dillicoltìi. Dopo aver Hitta parte della provincia delle AlpiPeo- rine e Greche, e della Narbonese, in se- guito la contrada corse la slessa sorte del- l'Elvezia meridionale, passando dalla do- niinazionede' romani sotto quella de'bor- gognoni e de'franchi. Questi ultimi eb- bero spesso la guerra co'Iongobardi pel possedimento della regione, che tu dopo quell'epoca nominata Fallesia. Fu do[)o Lodovico I Pio compresa nel regno diBor- gogna fransiurana. Nel i o32 passò a Cor- rado II il Salico imperatore di Germa- nia;i duchi di Sai'oin, coiwe raccontai in quell'articolo, i duchi di Zàhringen, ed i vescovi di Sion, dominarono di poi nel BassoVallese; ma l'Alto Vallese manten- ne la sua indipendenza, edanzi neh 47 5 conquistò l'alti o. 11 vescovo di Sion ad on- ta de'nominali titoli, ad onta che gli alti si emettevano in suo nome, e che le mo- nete si battevano col di lui conio, non fu assoluto signore del paese, esercitando la piena sovranilà la dieta generale. I val-

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Icsani neh 533 per difesa della religione cattolica fecero lega co'7 cantoni cattolici in l'^iburgo per opera del vescovo rIiSion, ed ogni i o anni tra loro si rinnovava. Pos- sedevano i vallesani anche fuori del pro- prio territorio alcune prefetture lolle a' principi di Savoia, una delle ({uali resli- tuiroiioal ducaEmanueleFdiberlo. L'Al- to Vallese dominò ilBassoVallese sino alla rivoluzione del i 79B. 1 vallesani erano al- leali, e non associati della lega svizzera in- cominciata nel i3o3. Nel 1798 il Vallese intiero divenne uno de'iB cantoni della Repubblica Elvetica; nel 1802 separossi dalla confederazione e formò una repub- blica particolare, sotto la protezione della F'rancia. Napoleone I neh 8 1 o locongiun- se all'impero francese, e ne formò il di- parlimenlodelSeoipione,chenel 18 1 5di- venne un cantone della Confederazione Elvetica. Parlando di Sion suo capo- luogo, feci il simile di Marligny, succe- duta alla sede vescovile d'Oclorluriwt, la quale fu riunita a Sion. In questa nel 1781 fu stabilita una missioiie,afildata al p. pro- vinciale della provincia elvetica de'cap- puccini nella diocesi di Sion. A pie del monte Gemmi presso al Rodano vi è la piccola citlà di Letteli o Loueche, celebre pe'bagni termali poco da lei distanti, de' quali la temperatura varia da Z'j a^i gra- di del termometro di Reaumur. Lo slem- ma cantonale rappresenta uno scudo il cui campo è diviso ne'colori bianco, e rosso, con Ire linee di stelle orizzontali, una in mezzo, e le altre lateralmente, rosse es- sendoquelle sul campo bianco,e argentee quellesulcampo rosso. Nel medesimoar- ticolo Sion descrissi il celeberrimo e be- nemerentissimo dell'umanità, e de'viag- giatori d'ogni nazione e religione nel di- sastroso passaggio dell'Alpi Pennine, cioè il Monastero e Ospizio del Grans. Ber' Hrtrf/o sul confine del Basso Vallese, mon- te varcato in prima da Anuibale,dopoAu - gusto da'romani per portarsi nell'Elve- zia e nelle Gallie, e poi da Carlo Magno per calare inltalia come il cartaginese con-

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qiiistalore. Celebrai il suo immortale fon- datore h. Bernardo (f^.) savoiardo cie'si- giioi'idi Meiilhon, castello presso A nnecy, arcidiacono e vicario generale del vesco- vo d'Aosta, illustre per profonda scienza e singoiar pietà. Nel q62 e sul punto cul- minante del INIonte Joux, già stazione mi- litare de'roraani, nel luogo il piìi perico- loso egli eresse il famigerato ospizio, a- silo benefico a'viandanti in (jnelle terri- bili balze sei vagge,in mezzo all'eterne ne- vi, e ove r inverno esercita per 8 mesi i più crudeli rigori. Il b. Bernardo dopo a- vcr hberato la montagna da'banditi che coloro brigantaggi ne accrescevano l'or- rore, con l'aiuto d'intrepidi religiosi fran- cesi vi stabiPi il suo monastero per prodi- gare ogni maniera di soccorsi a' perico- lanti passeggieri senza distinzione distato. Aggiungerò quindi, che sino dalla (.'ori- gine, quella congregazione de' canonici regolari di s. Agostino da lui istituita, a- vendo impiegato somme considerabili an- che per migliorar le strade impraticabili che solcano 1' Alpi, e per 9 secoli giam- mai rallentando d'un solo giorno il sagri- fìzio de' religiosi e Io zelo mirabile in 0- pera cotanto utile, meritò d'essere ricol- mo de'favori della Chiesa, della venera- zione di tutta la cristianità, e della grati- tudine delle nazioni, per gl'inuumerabili che strappò da sicura morte negli uraga- ni che gli avrebbe sepolti sotto la neve. Pa- pa Eugenio III neh i^G accordò all'ospi- zio esenzioni, che confermò nel 1 177 A- lessandio HI, ponendo il capitolo e il mo- nastero sotto la protezione diretta e spe- ciale di s. l'ietro e della s. Sede, assicu- rando a'rcligiosiil possesso de'benefizi ec- clesiastici che aveauo in Francia, in In- ghilterra, in Italia per pie donazioni. Nel- l'anno i2o3 Innocenzo III rinnovò que- sti contrassegni di pontificia benevoU:nza con isplcudide parole» Benché dobbia- mo noi aprire le viscere di carità a tutti i poveri, siamo nondimeno obbligati ad essere piii liberali delle nostre grazie, e spanderle iu maggior copia sopra coloiu

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che poveri spirito, si soltomellono vo- lontariamente alla povertà per meglio

soccorrere gì' infelici Inoltre benché

molte persone adempiano a siffatte cose in un modo assai lodevole, questi religiosi nondimeno si sforzano di farlo in una gui- sa anche piìi singolare, dandosi all'ospi- talità non solo per ricevere i viaggiatori; ma eziandio per attirarli, secondochedi- ce il profeta: Rompete il vostro nane a- gl'inftUcijconclucete nelle vostre case ipO' verie i viaggiatori. Eglino pertanto som- ministrano a mangiare a coloro che haa- uo fame, a bere a coloro che sono asse- tati; accolgono i viaggiatori, vestono i nu- di, seppelliscono (juelli di cui hanno sol- levalo i mali, ed eseguiscono quello che nel giorno del giudizio il Signore, secon- do ciò che ha detto, ricompenserà ne'buo- ni, e punirà ne'cattivi. Ora siccome i no- stri cari figli, il preposto e il capitolo di s. Bernardo, si occupano con tutte le loro forze in queste opere, si espongono per sol- levare i mali de'poveri e degli ammalati che da ogni parte vi allluiscono, così noi vi avvertiamo ed esortiamo tutti nel Si- gnore, e concediamo ancora la remissio- ne de'peccali a chiunque nelle loro opere di carità darà ad essi religioso aiuto." Gli altri Papi non furono meno premurosi di mostrarsi ammiratori e grati nel subli- me esercizio dell'ospitalità de' religiosi, en- comiandoli e versando su di essi gì' ine- sauribili tesori delle graziespirituali, ecou commoventi bolle eccitando i fedeli a soc- correrli per vantaggio dell'umanità. Tali furono principalmente Gregorio IX, Cle- mente iVjClemenleV, Clemente VI, Gio- vanni XXIII , Martino V con due bulle, Eugenio IV, Nicolò V, Calisto III, Pio II, Paolo II, Sisto IV, Giulio II, Clemente VII, Giulio III, Clemente XI,Clenìente XII, Pio VI e Leone XII. Se esislelteal mondo un istituto che dovesse credersi al sicuro dal furore degli uomini, certamente dovea esserel'ospizioc monastero delGrau s. Bernardo; forse non hawi paese che uou debba a lui la vita di qualche figlio salvato^

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e che quindi non gli offra i liibuli di sua religiosa graliludinc; onde l'ospizio non doveasi considerare proprietà d'un ordi- ne religioso, ina proprietà dell'intera u- inanilà. Edificato su d'un territorio neu- trale, questo sagro asilo stava sotto la tu- tela e la [)rotezione di tutti i popoli; per la santità di sua destinazione, per le no- ])ili vii tìi e abnegazione de'religiosi che vi prestavano il loro ministero, consumando Ja vita al servizio de'poveri, degrinfermi e degl'infelici; sembrava che almeno do- vesse essere salvalo dalla scossa delle pas- sioni umanee dalle rovine, effettuate nel- le ultime rivoluzioni de'radicali di Sviz- zera. Ma appena in essa trionfò il radica- lismo, volle esso contrassegnare la sua vit- toria colla distruzione e spogliazione del monastero e ospizio, e colla espulsione tie' benemeriti religiosi ; come pur fece con (juasi tutti gli altri religiosi possidenti, per a[)piopriarsenele rendite, contro tanti so- lenni trattali: tale fu il fine della guerra mossa da'cantoni radicali contro il Son- dcibund olega separata de'cantoni catto- lici neli847,econlro isuoimembri.il ra- dicalismo svizzero considerò lo sciogli- mento dell'ospizio come cosa insignifican- te e superflua, e mancando di denaro il governo tempoiario del Vallese cominciò coU'imporre all'ospizio la contribuzione di 80,000 franchi svizzeri, pari 120,000 di Francia, e questi quale emenda per a- ver favorito il Sonderbund.Fa d'uopo co- noscere l'astio amaro, che da tanti anni nutrono i radicali vallesani, quelli special- mente di Martigny, Monlhey e s. ìMauri- zio, contro 1' ospizio, a motivo della sua influenza religiosa e conservativa dell'in- tero Vallese, per comprendere come essi, dopo che divennero i dominatori del pae- se, si permisero ogni sorta d'ingiustizie e di persecuzioni. Dalla parte di \ aud non si lasciò di aizzare, ed un tale anni addie- tro propose, che più non si avesse a per- nietlere in paese la colletta per l'ospizio the tanto onorava la contrada erendeva- si seguo alle benedizioni universali. I re-

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ligiosi videro, che con detta somma mi- norando sensibilmente il loro patrimo- nio, non potevano piò mantenere l'ospi- ■ziojoltracciò aspettandosi delle disposizio- ni ancor pili barbare contro la loro chie- sa, saviamente fecero trasportare nel ter- ritorio piemontese ogni cosa di valore. La cosa erasi in gran parte eseguita, quan- do n' ebbe notizia il governo tempora- rio del Vallese, e con)e quello che dopo la guerra del Sonderbuud avea soppres- so tutte le comunità religiose, vi spedi im- mediatamente persone ad inventariare tutto lo stato dell'ospizio, dentro e fuori della Svizzera. I deputati non vi trovaro- no che 6 giovani religiosi, gli altri essen- do calati in Piemonte per savia precau- zione, i quali ricusandosi di concorrere al preteso illegale inventario, ritornarono a Sion. Ma a' 18 dicembre 184.7 due com- missari federali salirono all'ospizio,ditilda- roiioa'religiosi le sue proprietà,richiesero gli oggetti sottratti, minacciando di man- dare a riprenderli a spese dell'ospizio; di- chiarando altresì, che le sostanze delle cor- porazioni religiose erano proprietà della Confederazione Svizzera, e perciò i reli- giosi dell'ospizio non dovevano essere amministratori, utenti, ma semplici di- spensatori. Ricusandosi nuovamente i re- ligiosi di prestarsi alla confezione dell'in- ventario, ad onta delle 3 intimazioni lega- li, i commissari coll'opera d'un fabbro che seco aveaoo condotto, con aperta violen- za fecero sconficcare i chiavistelli, sfonda- re le porte a colpi, e presero tutte le cose esistenti; assunsero il contegno di padro- ni,e posero dappertutto sentinelle con or- dine di far fuoco contro chiunque volesse esportare gli effetti dell'ospizio; il quale per sopiappiìi dovè mauteneiei3o soldati che r aggredirono occupandolo niililar- meute,ed i quali depredarono tutte le pro- vigioni consagiate all'ospitalità e a'po ve- ri. Contro tutte queste e altre vessazioni, il detto governo insistendo nelle sue pre- tensioni ed esigendo un' amnjenda di più che 1 1 5,000 franchi, mosse il cunouico

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amministratore FrancescoBeniaminoFil- lirz preposto del Gran s. Bei nartlo e del- l'ospizio del Sempione, ad emettere a'i8 dicembre i 847 solenne prolesta, diesi ri- portò nel t. 6, p. 126 degli Annali delle scienze religiose, 2. 'sene, insieme all'altra formale prolesta di mg/ l*ietro Giuseppe de Preiix vescovo di Sion, de'23 dicem- bre 1847, """ "leno dello spoglio della casa e ospizio del Gran s. Bernardo, che delle ortlinanze dell'assemblea di Sion. In essa erasi prescritto l'abolizione dell'im- munità ecclesiastiche, l'alta sorveglianza dello stato sui beni del clero, de'con venti, delle corporazioni religiose, e la facoltàdi averne all'occorrenza l'amministrazione, spogliando la realeabbazia di s. Maurizio de'diritli di collazione, oltre altre dispo- sizioni lesive a'conveiiti ecorporazioni ec- clesiastiche. Allora il gran consiglio del Vallese decretò la riunioneal demaniode' beni ilell'ospizioe raonaslero,senza eccet- tuar ijuelli liell'ospizio del Sempione, che l'ondato da Francia d'ordine di iVapoleo- ue I, ammiratore di questi religiosi, era stalo ceduto dal governo del Val lese a prez- zo d'argènto all'ospizio di S.Bernardo, e <|uindi conliscato a suo profitto. La Fran- cia avendo il diritto d'intervenire nella questione, per occupare il i ."luogo tra'be- nefdttori dell'ospizio, lo feceincoDiiocian- dodal rifiutare il sussidioannuale che pa- gava, e si aprirono conferenze a Sion. Pe- il consiglio di stato del Vallese, contro le promesse fjtle e senza darne alcun av- viso agl'interessati, pose in vendita i beni i(utnobili, e con alto inaudito rese illuso- rie le negoziazioni che avea accettale. Le sopravvenute vicende politiche del 1848 distolsero la Francia dal farsi rendere ra- gione di tante violenze contro i diritti più sagri, e la rovina totale d'un'opera, di cui godevano tutte le nazioni.

Neuch.vtel, Neufchatel, Neoconium, iVVoco//iJurH, protestante. Nella diocesi di Ginevra, cantone già formante un prin- cipato del re di Prussia (/ .), da cui si JioUrasse nel marzo 1 8 '^S, ina nel 1 ^^2 le

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grandi potenze d' Austria, Russia e In- ghilterra ne dichiararono la reintegra- zione, non ancora elfettuata, con piolo- collo de'24 maggio, al quale prestò ade- sione Napoleone III imperatore de'fran- cesi. Con tale atto fu autorizzata la Prus- sia, in caso di rifiuto di riconoscimento del cantone di Neuchàtel, di procedere a militare occupazione,o colle proprie trup- pe 0 con quelle dellaConlederazioneGer- inanica. Attraversato nella sua lunghez- za dalla catena montagnosa del J(ira,che vi forma G vallate principali, la parte oc- cidentale appartiene al bacino del Medi- terraneo, l'orientale al mare del Nord e irrigala da fiumi affluenti del lago di Neu- chulel, detto anche lago d'Yverdun, che uudrisce eccellenti pesci, fi a'quali il ser- mone e il salut ; Ila navigazione perico- losa, in qualche luogo aspetti deliziosi, e si getta nell'Aar tributario del Reno. Il paeseprcsenta 3 iliverse regioni: la regio- ne delle vigiie.ch'è ristretta; quella lidie terre coltivabili, che comprende le gran- di vallate; la regione de' pascoli, che con- tiene le cime e le vallale più alte del Ju- ra. La i.^'è dolcissima, ma in generale quella delle montagne è assai fredda, e le fruita eia maggior parte de'grani non vi maturano. Spesso in autunno il s<j|c non comparisce nelle pianure e nelle val- li, mentre sulle montagne si gode d' un tetnpo sereno e di gradevole teni[)eratu- ra. L'agricoltura vi è abbastanza coltiva- ta, ma il clima e il suolo permettono ap- pena di raccogliere i due <iuiuli di grano necessario al consumo; i giardini o terre ni di piccola coltura danno belli (rutti. Un terzo ile' vini è asportato ne' vicini can- toni, eccellenti essendo i rossi. La raccol- ta de'foraggi e l'educazione de' bestiami ne formano la principale ricchezza, essen- dovi pure bestie a corna. Si fabbricano in grande quantità i formaggi, alcuni ile" quali detti Giuyères si s()ediscono altro- ve. Si allevano moltissimi cavalli, capre, porci e api. I pesci di specie diversa ab- bondano ne'corsi d'acqua e uc'laghi. Le

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montagne laccliiiulono mìneialidi ferro, gesso, carbone e li-gno fossile, piriti e au- rifitire. Abbontlanlissime sono le conchi- glie, i fossili e le piante marine impietri- te, ed innumerevoli sono i testacei e cor- pi mariui.Le montagne offrono pure mol- le grotte curiose, chiamandosi la piìi os- servabile il Tempio delle Fate. Nella val- le di Travers sono ricche minieredi as- fulto, e presso Moiliers, ove G. G. Rous- seau scrisse le sue Lettere della Monta- gna, vi è una bella ghiacciaia naturale. In vicinanza di Breuets evvi la caverna di Tofière, ove si sente un eco straordi- nario. In una situazione selvaggia è ilóVz/-

10 di Doitbs, d'8o piedi d'altezza. In va- ri luoghi esistono sorgenti minerali. Il principale ramo d'industria è l'arte del- l'oriuolaio, che prese uno sviluppo straor- dinario nel 1700 ; indi sono ragguarde- Toli la fabbricazione de'merletti, le fab- briche di tele dipinte, quelle d'islromen- ti di matematica e fisica,ed altro che for- ma un gran commercio. 11 cantone si di- vide ini 5 podesterie e 6 castellanie, ca- poluogo essendo la città di Neuchritel. I protestanti sono sotto la direzione spiri- tuale d'un concistoro e de' loro pastori, e divennero tali neli53o. Parlano la lin- gua di Francia, e come altri cantoni ne imitanolemode,mentrequasi tulli i can- toni hanno costumi speciali di vestiari dif- fei enti e antichi. Sono laboriosi, pieni d'in- gegno, vivaci e di costumi dolci. L'educa- zione prima è assai generalaiente diffusa.

11 governo,com'era sotto il redi Prussia, Io dichiarai in quell'articolo.Vi sono delle udienze generali composte de' i o più an- tichi membri del consiglio di stato, di 1 4 notabili, de'quali 4 sono presi dal clero; de'capi di giurisdizione, il cui numero non può eccedere 24, e di 3o deputati almeno di 23 anni, eletti da tutti gli abitanti del cantone costituiti in età non meno di 22 anni.Nonsiponnofar leggi, cambiarle senza il consenso dell'udienze generali, le quali hanno la som tua delle cose. I castel- laci e i podestà lappi eseuluvaao il re,

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(he nominava agl'impieghi principali, e si faceva rappresentare da un governatore regio che convocava le udienze generali. I tribunali civili e criminali hanno pre- sidenti che assistono all'assemblee comu- nali. Lecortidi giustizia civile in i .^ istan- za sono 21,9 dulie quali hanno pure giu- risdizione criminale. Due sono i tribu- nali d'ap[)el!o, imo de'3 stali della con- tea di ISeuchàtcl, l'altro de'3 stati della contea di Valengin.Le rendite del re con- sistevano nel diritto di vendita sugl'im- mobili, in quelle su diversi dorainii, dei censo dovuto da certi fondi, il prodotto delle poste, pedaggi e vendita del sale ; ascendevano a i5o,ooo lire, delle quali piìi della metà s' impiegava nello stato. Sembra secondo alcune antiche iscrizio- ni, che sotto il dominio romano vi fosse una città alquanto considerabile presso il sito di Neuchàtel, la quale senza dub- bio fu distrutta alla caduta dell'impero d'occidente da'barbari del nord. Questo paese faceva anticamente parte della Bor- gogna transiurana^ o per meglio dire era nel regno di Borgogna fondato da Ro- dolfo di Stratlinga neU'SSo. I suoi conti, d' origine antichissima e illustre, erano conosciuti al tempo de' re di Borgogna della 2.^ stirpe, credendosi da alcuni che fossero usciti da quella casa reale. Se ne trovano di possenti e considerabilissimi sino al 1090. Veramente si legge nell'y^r- te di verificare le date, che i primi pro- prietari di questo principato non assun- sero che il titolo di Signori di JVeitchd- telj ne riporta la serie sino al 1 707, e pei 1." conosciuto registra Ulrico I delio34> cui nel 1070 successe il llglio Piaule I, ed a questi nel J 099 il primogenito R.aule II. I conti di iVeuchàlel in progresso si posero sotto la protezione della casa di Chàlons, a titolo di vassallaggio. La contea sino dal secolo XI era posta sotto il dominio de- gl' imperatori di Germania, che accor- darono delle franchigie per sempre più popolare il paese, mentre molte delle vul- li erauo deserte e coperte di paludi e di

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folle foreste. A laleeirellolebellee uber- tose valli di ?s'eucliHtel ecli Valengin creb- bero iiotnbiltiieiite d' ubitanti, che iiii- glioraroDO le dette parti, onde la rocca e il castello di iVeucIiàlel fu pareggiato ne' diritti e [)iivilegi a l'esamoni .'città del- l'Alia lìorgogua. La signoria pervenne a Rodoliu I d' Habsburg, già innalzato al- i'impeio fino dal i 273, il (|uale nel 1288 obbligò tulli i signori borghesi a ricono- scere la sua autorità, quando con alto for- male fece rinunziare la contea a Rauie V o Ilollin. Fu in (|ueirepoca che Giov.iii- Ili di Cliàions barone d'Arlai, ch'era del- la thujit;lia de'conli di liorgogna, lece ri- vivere l'antico diriltodisna famiglia sul- lo sialo di Neuchàlel, e l'imperalore vi acconsentì, onde Giovanni lo die in feu- do allo slesso Raule V con omaggio li- gio; indi a Raule V successe nel i34i il figlio Luigi. Dipoi Giovanni di Chàions pielese che Isabella contessa di iNeucha- tel, nel iSyS succeduta al padre e ulti- mo conte Luigi, non avesse il diritto di disporredel suo feudo a favore di Corra- do >uu nipote conte di Friburgo; ma tut- tavia nel iBgy ammise quesl' ultimo a preslaigli ligio omaggio nel castello d'Ar- lai. La stessa questione si rimiovò allor- ché la contea di IVeuchàtel passò nella ca- sa d'Hochberg, che aspirava a renderse- ne indipendente, quando il conte Giovan- ni neh 4^7 lasciò la contea al suo amico Rodolfo o Raule VI marchese d' Iloch- berg.il quale fece una convenzione di con- cittadinanza co' cantoni di Rema e So- letta. D'allora in poi gli stati di Neuchù- lei si attribuirono il diritto di dar rin- vestitura della contea in caso di rifiuto del signore immediato, 0 almeno di ac- cordarne gli ellelti; ed in seguito contras- sero alleanza eziandio con Lucerna e Fri- burgo, per avere al bisogno lo scudo e la spada della confederazione intera. L'af- fare fu dairulliziale di Resancon portato a i'apa l'io 11, il quale nel i4*>2 ne ri- mise la cognizione all'imperatore Fede- lieo 111, che s' ii;uora se prouuuziò giu-

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dizio. La contea inoltre fece un partico- lare trattalo con Rema, onde assiemare i suoi privilegi contro le libertà toltegli dal suo signore; prendendo parte in mol- le delle guerre ne'secoli XV e XVI. ^'el principio di quest'ultimo, laconica pas- sò per maritaggio a Luigi d'Orleans Loii- gueville, nipote di Giovanni conte di Du- nois, bastardo ili Luigi I d'Orleans fra- tello di Carlo VI re di Francia, pel suo maritaggio conGiovanna erede della con- tea nel i5o4, secondo la volontà del re Luigi XII, che per seguir questi nelle sue guerre d'Italia contro il duca di i\blaiio alleato de' cantoni svizzeri, divenne ne- mico di essi. Pertanto gli svizzeri colle- gati nel i5i2 s' mipadronirono di Neu- chàtel e lo possederono per i 7 anni in so- vranità, senza rendeie omaggio alla ca- sa di Chàions, locchè cominciò a rendere indipendente la contea. Indi nel i 52q,ad istanza di Francia, i cantoni la restitui- rono a Giovanna divenuta vedova, la qua- le, essendosi estinta nel i53o la casa di Chàions, per morte di Filiberto principe d' Orange, prelese la sua successione u- ni versale, in cui era compreso il feudo di Neuchàtel; la questione rimase indecisa, continuando Renato nipote del defunto nel possesso di quanto crasi appro[)rialo. Giovanna fu la i ." a prender il titolo di principessa sovrana, e nel 1 543 ebbe a suc- cessore Francesco nato da un suo figlio. 1 suoi discendenti continuarono nella do- minazione di JVeuchàtel sino al 1707, in cui si estinsero con Maria di Nemours. Per tale mancanza essendo molto cootra- .>itatoda 3 linee il diritto di successione al- la contea, ne discussero le ragioni gli sta- li di iS'euchàtel, e ne decretarono in no- vembre la sovranità a Federico I re di. Prussia, come il vero erede della casa di Chàloos-Orange, ciò che fu anco confer- njato nella [)ace e trattato d'Utrecht, ri- cevendone da'medesimi stati l'inveslilu- ra. D'allora in poi i re di Prussia s'inti- tolarono princi[>i di Ncuchàlel e di Va- leujjin, ed 1 re nel loro avvenimento alla

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sovranil.'i giurarono di mantenere l' in- tegrità ilc'clne principali, di non alienar- li, e di mantenere le franchigie de' sud- tiili. 1 re governarono con moderazione, mediante il governatore regio e il consi- glio di stato, scelto tra'cittadini del pae- se, rispettando le franchigie del popolo, anzi aumentandole generosamente. Col trattato di Tdsit, nel 1807 furono Neu- rliàtel e Valengin ceduti alla Francia, e ]Napoleone I a'3o marzo 1808 li diede in piena sovranità al principe dell' impero maresciallo Alessandro Berlhier (il qua- le nel 1 170)8 avea occupato e democratiz- zato Roma, a detronizzato f/o /"'/), che prese il titolo di [irinoipedi Neuchatel e di Valengin. In seguito degli avvenimen- ti di guerra del 1 8 1 4, alla caduta di Na- poleone I, il congresso di Vienna lo tolse a Berthier e restituì al re di Prussia in sovranità, ma come parte integrante del- la Svizzera, per cui neli8 1 5 a' ir) mag- gio III aggregalo il principato alla Con- federazione Elvelica,qual cantone con go- verno monarchico costituzionale. Dive- nuto INeucliàtel membro della confede- razione, in conseguenza de'rapporli con questa, il re di Prussia non si riservò al- cuna ingerenza su' doveri federali, la- sciando al governo pienissima libertà d'a- zione, uè alcuna truppa prussiana ne oc- cupava il territorio; e l'amministrazione locale non difterì da quella delle repub- bliche elvetiche vicine. Così Neuchatel vennea godere tutti i vantaggi degli sta-